Una notte può essere un'incanto di cui sognare e scrivere poesie in suo ricordo.
Una notte può essere un'amica che ti culli fino al giorno nuovo mentre piangi per l'amato cuor lontano.
Una notte può essere un'amore e non vorresti che finisse mai, che ti strappa l'anima quando finisce e ti fa crescere fino ai confini del giorno quando nasce.
Una notte può essere un incontro che poi dimentichi col sole, fugace e nascosto attraverso le nubi di un ricordo che svanisce.
Una notte può essere un sogno e puoi continuarla a sognare per tutta la vita senza stancarti mai.
Una notte può essere tutto ciò che una donna può essere.
E' per questo che amo la notte.
A volte il sole che c’era tra noi
si vedeva anche di notte
nel mio cuore era sempre una festa
a volte bisogna fare scelte amare
che fanno male al cuore
ci si rassegna al dolore
si finisce col piangere
anche per giorni o ore.
Chissà se davvero mi volevi bene
come mi dicevi
diversa lo eri
da tutte le altre
cattive sempre
e senza un briciolo
di dignità.
Non piangere per me
anche se ogni lacrima
ci darà una stella
nel cielo
l’amore è solo un dialogo
di parole dolci, strane,
da matti…
Chissà se mi volevi bene veramente
forse un amore senza sesso
non sarà mai amore
a volte bisogna fare scelte difficili
difficili come il non amarti più
Silenzio nella mia testa
buio dinanzi le mie mani
Ho ucciso qualcuno
e ho ancora le mani
macchiate di inquietudine.
Silenzio nella mia testa
la melodia: dov'è la melodia?
Il pianista respira affannato
mille o più pugnalate in schiena
e ovunque il mio peccato scorre rosso.
Silenzio nella mia testa
dove ho nascosto l'arma?
Nessuno suona la melodia
su quello scuro pianoforte
che è il mio cuore.
Silenzio nella mia testa
è talmente buio
che neppure le mie mani
riesco più a vedere...
Rocca senza ninfe, ormai
se non le vedo le sento
nel cadere della neve, domani
sarò un bianco levriero di carezze.
Lo steccato non fa fuggire le foglie,
che restino a danzare fuori dall'acqua gelata!
La luna sulle mura
per noi sposi del cielo
dipinge sui confetti
il dono ed il tramonto.
(2011)
Amo la Terra perché m'è madre
da tener cara da grato figlio
m'appena spesso vederla piangere
perché si sputa sul suo bel viso.
Che altro sono l'inquinamento
contro i bei boschi le fiamme accese
l'imprigionarla dentro il cemento
darle aria tossica da respirare?
Oh, Madre Terra sai sopportare
porti paziente il nostro peso
sorridi a chi ti sta a insultare!
Ma come accade a donna madre
se passa un figlio troppo oltre il segno
con giusta ira sai castigare.
Le persone nel mio stomaco
credono di essere libere,
risacca rovente
sulla facciata dei giorni.
Le persone nella mia testa
credono d'aver vissuto,
ombre cinesi sulle mura
dei propri occhi;
e io che consumo catene antiche
dentro un autunno
che non arriverà mai a Dicembre,
muoio fuori dalla gabbia delle mie inconcludenze.
Stesa
sulla pietra
nel manto di foglie,
mi incanti. E musica e poesia
come angeli
hai fra le dita.
Stessa sorte per le ore che passano,
dall'unica torre della cattedrale,
dai ruscelli per le stradine,
una bambinaia e la sua carrozzina.
(2011)
"Normalità"
"Normalità"
Esseri umani.
Esseri strani.
Unica identificazione
l'essere al mondo,
farlo diversamente,
guardarsi estraniati
al confine della normalità.
Normalità.
Residente
allo stesso indirizzo
dell'anormalità.
Cos'è normale?
Cos'è nella norma?
Tutti diversi
tutti strani
tutti pazzi.
Ognuno
diversamente abile
a mentire
ad annuire
a fingere,
solo quando fa comodo
per non mostrare
quello che batte dentro.
Leggesi tutto
in occhi
che cambiano
si riempiono,
si svuotano;
in mani vacanti
mute
nascondono
il tuo disagio
celano
quello che sei
con gesti ampi.
Coprono il viso,
il riso
affogano la libertà.
Scandiscono i minuti
interminabili ore
perturbazioni
che si spostano
a est e a ovest
per sentirsi raggiante
il pianeta intero
indossato dal cemento
soffocante, acquistato
con l'intento di moltiplicare
i guadagni incoscienti
sui profili delle facce scontente
promotori dell'ambiente pulito
un cielo terso, in volatili
sorgente di vita felice
Il mare simil perfetto
ai nostri pensieri
non è vero che
dice sempre di si
quando è agitato
è no
però tutti dicono che
è bello.
Pochi ne conoscono
le profondità
e tutta la flora e la fauna
marina che ci vive dentro.
O le stelle marine
che sono come i nostri desideri
più nascosti
i nostri sogni irrealizzate
che si trovano ancora in riva al mare
Differenze tante Diversità nulle
Dissidi furiosi Scazzi furibondi
Similitudini evidenti
Stesso DNA nel sangue
che scorre da ferite di parole affilate
In me ti osservo e tu vivi
Tua eredità scarso potenziale affettivo
Non hai lasciato carezze
ma slanci inibiti di tenerezza
Arreca disagio la dolcezza esibita
Scorre con rabbia la vita
in una guerra già persa da sempre
Ti ritrovo nello specchio che mi riflette
Non ci sei più ma ti amo
come t'amavo nella guerra tra noi
E vorrei parlare di cose mai dette
raccontare di noi..di te..Dimmi chi sono
Tutto perduto in brucianti silenzi in stupide lotte
Stamane passando per una siringa
ti guardo con amore in una provetta
Nel DNA
Un caffè…
sì, ho bisogno di un caffè
nero, bollente, amaro,
poi veleno, fatto di nuvole che feriscono l’aria
lasciando la bocca secca
e in sottofondo la tv, bla bla bla bla.
In coda.
Il rosso mi provoca ira
sono dannatamente in ritardo mentre la radio, bla bla bla bla.
Timbro,
onnipresente incrocio il capufficio, e bla bla bla bla,
e la monotonia trascina la giornata.
Ritorno a casa.
Tutto verde, celermente verde,
tentenna la chiave nella serratura
apro la porta, un passo e ancora bla bla bla bla,
fino a tuffarmi nella notte, dove il mondo è tutto mio,
senza suoni, senza aromi,
solo Io, Dio in pace, con il mio Io.
Dannata sveglia.
Un caffè…
Sì, ho bisogno di un caffè
nero, bollente, amaro.





