Guardavo le formiche
camminarmi sulle scarpe.
orgoglio
inaspettatamente
caduto.
non ti ho mai vista stanca
ma stasera ti ho ascoltata piangere
implorare aiuto al cielo.
non sapevo come dirti che
qualcuno ci protegge.
inutili le mie parole
inutile son io
vorrei sparire.
l'odio verso te stessa
prende forma
ti travolge
ti divora
e pesa
più delle scarpe
più dell'amore.
Non trovo le redini
di questo cavallo
che corre furioso
si accascia a terra non vuole rialzarsi.
ti stringo al petto
per farti rombare in testa
il rumore della vita
che assorda.
ne vale la pena.
Sei un po’ come la pioggia
carezza mattutina,
sei fatta di
rugiada,
di temporali e brina.
E quando guardi il mondo
così come tu fai
sporgendoti e rientrando
per non cadere mai,
germogli nella luce
vestita dei colori
che io non vidi mai.
Che se l’arcobaleno
si posasse su di te
io credo perderebbe
almeno due colori
l’azzurro terso e chiaro
dei tuoi occhi senza fondo
e l’altro tuo colore
che adesso non ricordo.
Che quando di mattina
ti vesti di rugiada
e seminando vai
la terra tua ch’è chiara
rifletti nelle gocce
l’anima tua ch’è antica
poiché di terra fertile
sei tu nutrice e figlia.
E quando nelle sere
ti scateni e inondi
i campi senza tempo
e ingrossando vai le onde
sei un po’ come la pioggia
carezza mattutina
e certo sei rugiada
temporale e brina.
Scappai,
da quel giardino
dall’odorose viole
dall’armonioso senso
dal candido tuo
fiore.
Andai
per erti valli
nell’ombra di un
sentiero
solo, a piedi scalzi,
ad ingannar
la vita.
Un tempo senza
tempo
vissi ramingo,
randagio e cattivo
come un cane
ferito.
Molte anime
strappai alla vita,
sfamandomi incurante
del lamentoso
sangue.
Come un guerriero
preso alle
spalle
come un leone
spaventato
infine mi
chetai,
stremato caddi
in un sonno senza
sogni.
Nella tenebrosa notte
per gran tempo
giacqui.
Ebbro e stordito
nel triste giaciglio
mi separai
da me
dalla mia stessa
vita.
Nascosi in quel
giardino
all’ombra delle viole
l’armonioso senso,
quell’unico mio
fiore.
Avidi d’amore
i tuoi occhi di
cerbiatto
imprevisti ritornano
da un’altra notte.
Il niente sei
e l’assoluto spazio,
minuscola
cammini su
di me
con il tuo
passo.
Di me ti nutri
ancora trasalendo,
da secoli
provieni
in quello slancio,
sibili e t’espandi
in geometrie
di vento.
Il tempo intorno
a noi
diventa segno
luccichii di
acque danzano
piccole onde in
cerchio.
Un venticello gelido
mi aggredisce
disseminando
il pensiero
mentre la tua lingua
tuttora mi ferisce
ignorando
il sentimento vero
Il tuo amore
si mostrava infinito
come il nero della notte
profondo
ora disperato e solo
nello spirito ferito
come un vascello colpito
piano piano affondo
Ti amo perché mi
accogli.
Quando stanco
ritorno
dagli stessi
sogni.
E sei splendida
di luce
quando ancora
mi raccogli
e le tue mani
sono il
mio porto più
sicuro.
Ti amo perché mi
conosci,
come il fabbro
il suo ferro,
tu che nel silenzio
modelli
magnifiche forme
con il fuoco che
mi appartiene.
Ti amo perché
mi desti
la cosa mia più
cara,
che sorride ora
alla vita
e me la fa amare
ancora.
E la prua verso un lido fatto d'ombre
a vele malate va,
sonnambula sull'acqua.
Domani nel tepore,
sotto i tetti a scala,
o in un catino ghiacciato
a mille leghe
in piena luna!
Un domani già passato,
affondato senza fuoco,
tra il guanciale e un mazzolino
di fiori di lavanda.
(2011)
Dimenticatemiho un solo giornoda attendere ancoravi ho amatovi ho odiatoho piantoho risocon le vostre parolenelle sere solenella penna a sferasolo un millimetrodi inchiostroper finireil fogliodella mia vitalascio occhi stanchinudovarcherò il corridoiovestito di verdeho paurache sial'ultima.
Lontanissimo
confine,
fragile di sogno,
ora sei lì
sulla battigia
disegnando forme
che l’acqua
cancella.
Lentamente ti volgi,
hai il vento nei
capelli,
libera in quello
con un balzo t’innalzi,
fra nuvole di pane
tremula danzi,
fulgida al cielo
infine ti lanci.
Torni di pioggia
e cadi sui campi,
sei l’umida rugiada,
sospirando,
ti spegni.
Libera sei
agile di fiamma,
cresta di candela
sui muri della
stanza
ora che sei luce,
ora che sei traccia,
vivi sospesa
e l’inquietudine
t’abbraccia.
Di te io canto,
e di un’altra
fiamma
che brucia in me
l’antica danza,
e già m’inebrio
del suo bel nome
per lei vesto
ogni colore.
Non mi avvicino,
senza rumore,
perché non scappi,
l’ultimo fiore
da me che sono
l’antico fabbro,
che forgia il tempo
e vive in ogni spazio,
ombra di luce
che al mondo ritorna
di vita in vita,
di forma in forma.
Respiro il silenzio
tra le mura ingiallite di noia
con la vita che scorre
al di là della soglia.
Do le spalle spioventi
all'inerzia del tempo
col passato negli occhi
ed in bocca un sospiro di vento.
Ho velato il mio cuore
di cupa malinconia
seminando parole
lungo un'arida via.
eri presente,
ti respiravo nell'aria del mattino
ti udivo nei discorsi muti dei miei pensieri...
eri un raggio di sole in tante giornate grigie,
eri compagna delle mie affollate solitudini...
.. una musica sommessa ,nascosta
.. e sempre più prepotente..
risuonavi in un cuore che batteva ad un solo ritmo...
.. la melodia del mio amore per te...
.....ti amo
linee parallele ecco cosa siam noi...
percorriamo l'infinito
senza mai sfiorarci..
i nostri occhi son avidi di amore..
ci diamo baci senza labbra....
carezze senza calore...
i nostri sogni
tormento di corpi che si desiderano....
linee parallele....
.
sguardi rubati,
dicon con gli occhi
cio che le labbra tacciono.
amore irreale..
che guarda l'infinito...
perchè in lui vede noi...
ti amo
Nebbia fitta che oscura il grande canale
rallenta il passo tra le calli veneziane,
d’improvviso solare e potente lui appare.
Veste i panni dell’elettricista, veste i panni del muratore
ha la tuta blu, squarcia con luce immensa
Il freddo oblio ripiegando su di noi povera coppia
di viandanti in cerca di approdo.
Improvviso calore scende sulle menti e lo seguiamo
nel suo cammino tra rialto e Santa Lucia
seminando germogli di vita.
Diventa rivoluzionario il più grande di tutti i tempi
Indica la strada a piccoli e grandi,
imponendo le sue mani sulla tecnologia
trasformandola in umana passione frutto di debolezza,
liberandola dalla schiavitù dell’assuefazione
riportando in terra spirito di pace e di serenità.
Ho sognato un rivoluzionario che liberasse il mondo
Ho sognato un uomo che fosse il più grande
Si era Lui, ho sognato Gesù.-
questi versi li ho tratti da un sogno, un sogno reale e confesso che in 40 anni è la prima volta che mi capita, non voglio dare alcun significato,lascio a voi cari amici una libera interpretazione, una poesia che ersonalmente non avrei mai pensato di poter scrivere.
quando ,
dimmi quando giustizia sarà fatta...
quando andra´ via dai miei pensieri....
..deve andar via,nn la voglio piu' qui sempre presente ,
qui a tormentarmi l'anima...
"va´ via amore mio ,perchè non ho piu' voglia di sognare,
va´ via perchè ad ogni risveglio la realtà mi uccide,
e la vita non mi piace ogni giorno di piu'...
il sogno non puo' esser il mio sol rifugio,..
Dio pErchè mi fai questo...perchè tutto questo amore arde per una Lei
che non potra' mai esser mIa.....
perchè fai queSto...
tu,dio mio..mi dAi una carezza ...
mi dai i suoi occhi dolci,
in loro mi perdo,in loro vedo la mia felicità allontanarsi ...
tu lasci che io sfiori le sue mani,dalla pelle fine e delicata
offesa dal freddo,
le mani piu' belle che mai le mie abbian accarezzato..
mi doni la sua ammalianTe voce,dolce,soave ......
qella è la voce della mIa anima , che esce da dolci labbra che son
sue....
mi obblighi ad un amore inconsumabile,
portar questo dolce fArdello,
mi da´ lacrime di stupendo dolore.....
lei è è un sogno...
sono inebriato dal profuMo del piu´ bello dei fiori,
ma è amor che non sboccerà,....
mi incanti l´anima ed il cuore con voci celestiali e musiche cOrale
d´angeli
...poi mi dai un ceffone...
.. mi fai capire che la mia strada non è uguale alla sua....
infierisci su di me ,sui miei pensieri ,la tieni sempre a me presente..
.ogni secondo è scandito dal suo esser dentro, come...
...anima fusa nella mia anima,
..infierisci su di me buondio,quando ...
nei suoi occhi vedo, come dietro ferri...
... l'amor per me lasciato a soffrire in una prigione,
..prigioniero da nn mostrare,
..misero sospiro da soffocare...
..errore da cancellare...
..lei non è per te mi ripeti,ed io annuisco addolorato..........
dio mio,perchè mi fai questo
qual altr sofferenza meriterei..
qual 'altra punizione piu' crudele la tua onnipotenza poteva
riservarmi....
amore ...amore...amore...
immenso amore......
abbi pietà di me signore.....,
recidi le radici di questo cuore ,
e donalo a chi della vita è innamorato...
..........
.........ti amo


