Amo la Terra perché m'è madre
da tener cara da grato figlio
m'appena spesso vederla piangere
perché si sputa sul suo bel viso.
Che altro sono l'inquinamento
contro i bei boschi le fiamme accese
l'imprigionarla dentro il cemento
darle aria tossica da respirare?
Oh, Madre Terra sai sopportare
porti paziente il nostro peso
sorridi a chi ti sta a insultare!
Ma come accade a donna madre
se passa un figlio troppo oltre il segno
con giusta ira sai castigare.
Le persone nel mio stomaco
credono di essere libere,
risacca rovente
sulla facciata dei giorni.
Le persone nella mia testa
credono d'aver vissuto,
ombre cinesi sulle mura
dei propri occhi;
e io che consumo catene antiche
dentro un autunno
che non arriverà mai a Dicembre,
muoio fuori dalla gabbia delle mie inconcludenze.
Stesa
sulla pietra
nel manto di foglie,
mi incanti. E musica e poesia
come angeli
hai fra le dita.
Stessa sorte per le ore che passano,
dall'unica torre della cattedrale,
dai ruscelli per le stradine,
una bambinaia e la sua carrozzina.
(2011)
"Normalità"
"Normalità"
Esseri umani.
Esseri strani.
Unica identificazione
l'essere al mondo,
farlo diversamente,
guardarsi estraniati
al confine della normalità.
Normalità.
Residente
allo stesso indirizzo
dell'anormalità.
Cos'è normale?
Cos'è nella norma?
Tutti diversi
tutti strani
tutti pazzi.
Ognuno
diversamente abile
a mentire
ad annuire
a fingere,
solo quando fa comodo
per non mostrare
quello che batte dentro.
Leggesi tutto
in occhi
che cambiano
si riempiono,
si svuotano;
in mani vacanti
mute
nascondono
il tuo disagio
celano
quello che sei
con gesti ampi.
Coprono il viso,
il riso
affogano la libertà.
Scandiscono i minuti
interminabili ore
perturbazioni
che si spostano
a est e a ovest
per sentirsi raggiante
il pianeta intero
indossato dal cemento
soffocante, acquistato
con l'intento di moltiplicare
i guadagni incoscienti
sui profili delle facce scontente
promotori dell'ambiente pulito
un cielo terso, in volatili
sorgente di vita felice
Il mare simil perfetto
ai nostri pensieri
non è vero che
dice sempre di si
quando è agitato
è no
però tutti dicono che
è bello.
Pochi ne conoscono
le profondità
e tutta la flora e la fauna
marina che ci vive dentro.
O le stelle marine
che sono come i nostri desideri
più nascosti
i nostri sogni irrealizzate
che si trovano ancora in riva al mare
Differenze tante Diversità nulle
Dissidi furiosi Scazzi furibondi
Similitudini evidenti
Stesso DNA nel sangue
che scorre da ferite di parole affilate
In me ti osservo e tu vivi
Tua eredità scarso potenziale affettivo
Non hai lasciato carezze
ma slanci inibiti di tenerezza
Arreca disagio la dolcezza esibita
Scorre con rabbia la vita
in una guerra già persa da sempre
Ti ritrovo nello specchio che mi riflette
Non ci sei più ma ti amo
come t'amavo nella guerra tra noi
E vorrei parlare di cose mai dette
raccontare di noi..di te..Dimmi chi sono
Tutto perduto in brucianti silenzi in stupide lotte
Stamane passando per una siringa
ti guardo con amore in una provetta
Nel DNA
Un caffè…
sì, ho bisogno di un caffè
nero, bollente, amaro,
poi veleno, fatto di nuvole che feriscono l’aria
lasciando la bocca secca
e in sottofondo la tv, bla bla bla bla.
In coda.
Il rosso mi provoca ira
sono dannatamente in ritardo mentre la radio, bla bla bla bla.
Timbro,
onnipresente incrocio il capufficio, e bla bla bla bla,
e la monotonia trascina la giornata.
Ritorno a casa.
Tutto verde, celermente verde,
tentenna la chiave nella serratura
apro la porta, un passo e ancora bla bla bla bla,
fino a tuffarmi nella notte, dove il mondo è tutto mio,
senza suoni, senza aromi,
solo Io, Dio in pace, con il mio Io.
Dannata sveglia.
Un caffè…
Sì, ho bisogno di un caffè
nero, bollente, amaro.
Pattinano sul ghiaccio
Non hanno bisogno di riposare
Si trasformano in acqua quando mi apro a te
E vibrano come musica quando mi parli di te
Hanno visto molto
E molto ancora vedranno
Come il mare lunare
Che da milioni di anni osserva noi
E noi che osserviamo a nostra volta
Con quei gemelli mari profondi
Ricolmi di vita e mai fermi
Coi quali ora mi osservi.
Carezzami il viso, dolce Luna!
Antichi desii si protendono,
restii alla fulgida luce.
Nasce nei tuoi occhi e
si rifrange tra le mie ciglia
la languida fiamma che sfugge ad ogni controllo.
Ed imbriglio il mio pensiero solo per te.
Karkadè è il tuo aspetto, diletta!
Ansioso si è fatto ora il tuo respiro.
Ti sorprendi a ripensarmi...
Sfiori le tue labbra con le dita
e nei tuoi occhi, neri diamanti,
già si delinea il mio sorriso.
Soldi, soldi, soldi
ti comprano e ti vendono.
Nelle tasche
pesano più dell'oro.
Sporchi o puliti che siano
allo sguardo
brillano da Dio.
Rendono felici i truffatori
rendono signori i faccendieri
corrompono i più deboli.
Dio denaro
ricchezza di un potere
che si vede,
limite ai sentimenti veri.
ESPERIMENTO FUTURISTA
VI PRESENTO IL PARLAMENTO ITALIANO
tatatatatam tatatatatam
sbang sbang sbang
flflllfllll
blah blah blah...bleah
prrrrrrprrrrr
prot prot proooot
fiiiiiii boooom
Fine della repubblica
e della mia misera carriera di poeta
Sembra tutto scontato in questo mondo
Sembra tutto perfetto
già il mondo perfetto
Sembra tutto perfetto anche nella sua imperfezione
Ma c’è ancora chi muore di fame.
C’è ancora chi soffre
ma non si deve per forza andare in Africa
per vederlo….
poi vediamo pubblicità
che parlano d’amore e tolleranza.
Questo è il nostro mondo.






