Greve la quiete fa tacere le grida
di cuori lesi dall’avverso invasore,
che, di rosso macchiò l’amica terra
costellando campi di corpi vessati
tra singulti, d’innocenti giovinetti
e madri, dal viso vestito di lacrime
alla ricerca di un volto familiare,
tra i corpi cosparsi come frasche
e non vi è nessuna dolce musica
portata dalla nostalgica brezza
a conforto delle grida di dolore.
Descrizione
A tutte le vittime innocenti, senza distinzione di razza.
Una giornata particolare per lui
Un incontro qualsiasi per lei
Sabato alle ore sedici
Il primo appuntamento nella piazza di Campo de' Fiori
Lui si è presentato con un mazzo di fiori
Ahimè
Una gemma che si è seccata prima di sbocciare
Un fiore che non ha bisogna di farfalla
Una farfalla che domanda perché io
Un super io che ha raggiunto l'io
Un io nel circolo dei matti
Il mondo dei matti è un paradiso per sé
In quel paradiso sempre c'è lei
Ogni sabato alle ore sedici
Sempre nella piazza di campo de' Fiori
c'è un matto che si presenta con un mazzo dei fiori
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* Io e super io secondo la teoria di Freud.
Tu che conosci il mare la potenza del destino
sei riuscita a prendermi a non lasciarmi andare ,
a scacciare le tenebre dal cielo
valicare con me l’inferno e il paradiso
l’oasi del nostro amore .
… tu che conosci me conosci il mare !
Esco da questo inferno quello tuo ;
fuori c’è il gelo la tua luna la spiaggia è vuota
resti sola come un cane e nessuno più ti potrà sentire .
in questa stanza
con quattro pareti
che mi circondano
come mura
di una fortezza medievale.
Non ho amici
con cui dialogare,
non ho qualcuno
con cui ridere,
con cui godere
delle meraviglie del mondo.
Non ho nemmeno
i miei sogni,
fuggiti via da me.
Tutto mi spinge
ad un disagio
infernale.
E allora piango,
Ombra
sono i pensieri
un’ombra
che si sforza di rincorrere
il tempo nello specchio
riversando una realtà
che la ragione
non fa coincidere
con l’armonia
che in sottofondo
piano si perde
facendo riemergere
l’inquietudine
di un tempo che fu
Di mille sguardi vuoti
"Shoah, il dolore della memoria"
Occhi smarriti e vuoti
pieni di sguardi di mille sguardi vuoti
marchiati, col sangue dell’ inchiostro
Mani che scavano altre mani
tra silenzi e lamenti di cuore
Preghiere in fuga oltre i muri e la fede
Piccoli piedi senza nome, e senza Dio
Senza scarpe in ginocchio,nel fango,
e nella neve.
A pochi passi dalla vita
A pochi passi dalla morte.
Maria Grazia Vai
…..per non dimenticare
" Perchè è tutto così
difficile rimanere qui,
...aspettarti mentre il tempo
passa,
mentre mi cingi il sangue
e lo tramuti in rivoli di
roventi lapilli;
perchè dall'ombra delle
mie notti emergono
i tuoi occhi che,
il più bel fiore
del mio giardino.
L'egoismo,
la superficialità,
hanno deviato
le mie attenzioni,
i miei pensieri,
ed ora
verso lacrime di ghiaccio.
Non posso più
godere
del suo profumo
inebriante,
della sua bellezza
eterna,
della sua vivacità
primaverile.
Lo cerco
con insistenza,
I passi riecheggiano nel viale,
alberi avvolti nella nebbia,
lasciano trasparire la luce
di lampioni che cercano
di rompere l’ultimo sussulto
di una notte che imprigiona
le ore del mattino.
Nella nebbia
fermi alla fermata
della corriera
avvolti in cappotti
in sciarpe e berretti
la nebbia confonde distorce.
E se
rincontrassi i tuoi occhi
nel tempo dei tuoi occhi
e fermassi il sole,
quando il sole, colora, smeraldo
il riflettersi del mare
se ricordo il grano
al tempo del grano
e al tempo di noi
di quei giorni
ho sguardo
di tutti i tuoi sguardi
e il tempo
del tuo tempo negli occhi.
Ti Donerò
nuvole di luce
affinché illuminino
sempre il tuo viso
farò in modo
che la pioggia
si confonda
con le tue lacrime
porgerò pensieri
alla luna
affinché protegga
se ti lambisce lo scandalo
proclamati innocente
fino a prova contraria!
E' la difesa migliore
usata dall'assassino
che se provato bugiardo
chiede infine perdono.
Ce l'ha insegnato la tecnica
occulta della persuasione
sii sorridente e sicuro
e venderai pure un buco!
dove vanno i tuoi giorni
ti aspetterei di scena
con battiti d'ali
sui tramonti
a salutare il tempo che non vidi
dai porti di voci
le bianche onde di gabbiani
a rompere i silenzi
tu, io
e da una panchina d'occhi:
noi
il cielo e il mare.
Anima mia,
a poco a poco e con
pazienza riannoderò
i tuoi fili,
rimarginando le profonde
cicatrici,
rafforzando il tuo tessuto
in modo che mai più nessuno
potrà ferirti...
Ti porterò a spasso col mio
cuore, prendendoti per mano,
sciogliendo i nodi delle tue
paure...






