Farà finta di riposare il fiume
per rendere sereni i tuoi desideri
cullando il tuo corpo, tra le nuvole.
Farà credere di assopirsi la rosa
nella quiete della tua voce
sbocciando innanzi, al tuo fascino.
Fingerò di dormire, al tuo risveglio
arrestando il moto, tra le tue braccia
compiacendomi delle tue carezze.
Maschere elaborate nella città d’acqua,
maschere tradizionali delle città
con burle e accenti stravaganti
intrigano e fan sorridere grandi e piccini.
Mascherine di cartone su occhi innocenti,
vestitini colorati di e costumi buffi
per bambini che con meraviglia
guardon carri di carta pesta,
fiori, fate, puffi dei boschi,
uomini famosi mostrati goffamente,
la musica risuona con un battito assordante.
Sette strati di pelle,
ed un solo volto.
Cortecce deboli
dal fusto labile
Ecco!
mi disegno in questo marmo bianco
fra frammenti di vetro
e piume d'ali.
Scialli di seta
e scampoli d'orgoglio
sulla pelle nuda,
orme scalze sulla terra
e tracce di pianto sulle foglie nuove.
Che male mi giunse in quel momento
per non sentir più il pentimento
di sentir nel mio interno
che fuoco brucia come
nell’inferno.
Che tutto un tratto su un sospiro
diedi l’anima per un respiro
e non dovetti più darti l’emozione
per lasciarti sola
nella mia disperazione.
Primo Pensiero dal sonno mi desti,
trovando il mio corpo già teso all’idea.
Ritorna ogni notte,
nell’onirico spasmo,
l’anso sfinito per la tua voglia.
Non piante dagli occhi,
fradice lacrime, il desiderio mi sparge,
caldi rimpianti, per gli umori perduti.
Invano dispero dall’alleviarti il dolore,
nel modo animale di leccarti la piaga.
E tu gentile creatura,
conscia del male,
la mia rovente pena tutta tua hai voluto.
Nel viale
bagnato d'acqua di cielo
alberi piangono foglie
che esplodono al suolo
Violando il silenzio
la città romba intorno
Vagano predatori
Fuggono prede
Maledizioni si scagliano al cielo
Furore
Il viale è muto
il pensiero dilaga tranquillo
la mente riposa sulle foglie già esplose
perche' io voglio vivere per te.. voglio essere il tuo respiro,
voglio essere il battito del tuo cuore, voglio essere la tua esistenza infinita
voglio che le tue mani sfiorinono solo il mio corpo e che le tue labbra
.. siano posate solo sulle mie.... fammi sentire il tuo respiro e nutri il
mio amore di te, fammi sentire i battiti del tuo cuore che parlano di me...
riscalda i nostri sguardi perche' se perdessi il mio cammino.. io voglio ritrovare
te. non voltarti per sparire nel nulla, ma prendimi per mano e illumina il nostro cammino.....
appoggia le tue labbra sulle mie e travolgimi della tua passione, mentre io ti rianimo di me....... giardulli nicol
Se solo il mare, sapesse
il sapore dell'addio
quando
empio di poesia il mio ascolto
è naufrago di mille intenti
al tracimare delle mie memorie.
Se solo sapesse
quanto ho colmo il letto di parole
e spedisse alle tante rive gli attimi di vento
avrebbe
la mia voce il mare al canto
e agli occhi dei tanti sguardi persi;
e dietro l'ombra della luna il sogno
è un giorno chiuso
tra le tante labbra del mio dire
all'amarti mio per sempre.
Avrò sempre un sole
che rallegra il cammino
una spalla dove
accostare il mento
Avrò sempre una finestra
per contemplare l’anima
un fratello che viaggi
al mio fianco
Ci sono cose
che i miei occhi vedono e che tu sai, come
la dimenticanza di un respiro e il tempo
di un pensiero al mio pensiero
lasciato in lontananza
Ci sono cose
che conoscono vento
e a passi lenti lasceranno le tue ali
per altre mani, raccolte
che mi cercano e non vedo
ma che in quel primo domani
ne sarò dono
per la cura
che ho da dare e che non vuoi
io senza vergogna
di dipingere l'amore che nascondi
saprò capire
e transiterò il cuore in altro cielo.
Saprai e me
e me ne andrò.
Due cicogne contro un cielo rovesciato
in un tramonto livido d'inverno
E l'acqua da Marte
a scrosci contro i vetri
disegna percorsi di gocce
Le cicogne TV sul cornicione
rallegrano il cielo rovesciato
nella messa a fuoco capovolta
di uno sguardo sdraiato oltre la finestra
su un mondo in città
Allegoria .
Tale mi rese infatuo la bestia senza pace
che nel vedermi da vicino mi gettò negl’inferi feroci,
mi vidi bruciare poco a poco
maledetta tu sia anima disperata.
Antonomasia .
… e non c’è virtù se amor non credi
di pietra resterà l’angelo custode,
tu tanto male a me lo feci
e d’erbe amare sarà il tuo cibo.
Catacresi .
E d’insonnia i pensieri scuoti
saranno dimora d’ogni tuo grido muto,
hai ferito il mio cuore il mio corpo nudo
e dalla tua finestra vedrai un lume acceso,
saranno gli occhi miei che fisseranno il vuoto.
Iperbole.
Nel pensiero mio ora mi rifugio
ed ogni lacrima bagnerà l’affronto,
cancello dalla mente i tuoi brutti ricordi
e mi assopisco nei miei silenzi.
Pagherai pene se in vita resti.
Soli al centro del mondo,
con paure che affiorano,
con segni di nostalgia,
con i segni del tempo.
Soli in compagnia dei
nostri pensieri che
navigano nella mente
che sono in noi come nessuno.
Intanto i rumori della notte
ci accarezzano e riempiono
il vuoto della giornata.
Dalla finestra si intravede la luna,
con la sua bellezza infinita,
luminosa, è li che guarda birichina
e intanto ci si perde nel suo chiarore.








