Ti amai
non per la solitudine
che mi opprimeva,
ti amai,
perchè era semplice,
come furono semplici
le tue parole,
che mi fusero in te.
Ma,
il distacco da ciò
che fino a un attimo prima,
era mio di diritto,
non fu semplice.
Il tuo volto,
le tue parole,
i tuoi gesti
Spinto da l'irrequietudine
di cui ardono le giovani anime,
tolsi dai miei sandali
la polvere della casa natia,
e
mi avventurai
per quel mondo bieco e arrido,
che la mia curiosita incosciente,
lo dipingeva
di colori intensi e caldi.
Nel mio cammino,
incontrai un poeta
che dalle sue labbra nascevano parole,
nella stessa intensita dei fiori di campo
in primavera.
Mi fermai ad ascoltarlo
e a bere dal suo seno,
il latte della coscienza.
Ma come l'estate che muore
per lasciar posto a l'autunno,
le sue parole non riscaldavano più
le notti fredde della mia irrequieteza,
lo sognai fin da bambino,
crebii amirandolo
e amandolo senza remore,
i miei pensieri
e i miei gesti erano
...in lui,
e con lui,
decisi un giorno di conquistarlo.
Ma mio padre aveva ragione,
il cielo non si conquista
Fusioni di mistiche visioni è ciò che la mia anima cerca, e continua a sognare.
Un sogno di corpi deliranti e danzanti nell’adorazione di qualsiasi piccola blasfemia che si possa creare.
Ed è precisamente lì, in mezzo alla carne nuda e scalpitante che il mio delirio trova dimora.
Trova un posto dove riposarsi e realizzarsi.
Quando occhi stanchi e pupille dilatate tramano le più infide orge con i loro compagni di qualsiasi età.
La danza può considerarsi aperta & chiusa,
per tutti i buchi che verranno ostruiti con inaudibile e confortante ferocia.
Madre mia,
il mio tempo si sta spegnendo,
vedo ancora il tuo viso
Impallidito,
quando
ti diedi notizia della mia scelta,
una scelta
che mi fece allontanare da te,
da quei luoghi che mi furono da sfondo
alla mi età innocente,
quella scelta
che mi fece cambiare il nome
che tu scegliesti per me
quando ero poca cosa
nel tuo ventre,
ma grande amore nei tuoi pensieri,
e se forse trovo il riparo?
circuito di un 'esperienza,
azzardo sconsolato.
tra chi vive.
tra chi sopravvive.
mi sovviene il pensiero:
"Non sarà che apprezzo solo ciò che turba nel difetto?"
"Non sarà che cerco solo in tasca di me stesso?"
Non sarà, ma sarebbe, ipotetico sentiero.
e se fosse la domanda la cagion di ogni problema?
e se.
esse la mia lettera.
E... aspetta che abbasso il volume del lettore
e organizzo i miei pensieri
i pensieri che ci sono e non ci sono
che passano e non riesci a fermarli;
dovrei avere sempre un blocco a portata di mano
chissà quanti sono i pensieri che buttiamo via
pensieri belli e mai utili quando sono pensieri non catturati.
Comprerò un blocco e lo porterò sempre con me
insieme a tre penne
Aspettavo che una donna mi portasse un calice di vino bianco ghiacciato
e colma di passione mi saltasse in braccio;
come quella volta che accadde in un sogno
che avevo sognato di sognare, per almeno cento volte.
Stranamente, i miei sogni
che sognano sogni, per almeno cento volte,
non si avverano mai.
Toccherò un alito di vento
per farti arrivare il mio profumo,
adagerò sul suo mantello parole
che non avranno senso.
Scriverò tra le nuvole le mie ansie
per parlare al tuo animo,
restando in silenzio
attenderò una tua risposta.
Lascerò un’edera rampicante
Forse ci siamo persi fin dai tempi delle retoriche figure;
come potevamo non perderci
con le mani fingitrici ad intrecciarsi in una catena lunga cento persone.
Oppure tra le maschere
ta ta ta ta tartagliando da veri Tartaglia
parole complicate e dette per intero,
tutte in una volta sola;
o nel silenzio,
coltivando l'illusione della comunicazione priva di parole;
Avvolta tra mille pensieri,
cammini tra la gente
cercando i suoi occhi,
un'amara delusione ti assale!
Com'è triste Firenze per te!
Stai sognando i suoi baci,
le sue carezze sul tuo viso,
il profumo della sua pelle!
Sola tra la gente, sola e poi
ancora sola, amara Firenze,
la ricorderai così!
vera o no, nella punta sta la fiamma.
ride tra le righe
la giornata di soppiatto
che ancor pallida colpisce
il colore del silenzio.
non ricordo ormai più nullla,
perchè ho ricordato troppo
e le tempie sono stanche
del continuo divagare.
cerco di me,
nel mondo che assomiglia alle favole.
cerco di me,
sognante ad occhi chiusi d'immagine.
cerco di me,
Quest’insana sensazione
Cosa mi porterà?
I tuoi pensieri
Sono i miei sogni.
Ma ho paura degli incubi
Che mi porti.
Ho passato note e notti a straziarmi il cuore,
a pescare ditirambo sibillini
nel caotico denso fumo dei pensieri
di chi marcia vigliacco lungo i sentieri della convenzione,
e caso per caso ti pone
caso qualunque fra i suoi arzigogoli.
Ci sarà anche per te
Frequentai anche luoghi malsani,
ora non dimenticati ma rimossi;
e se l'acqua traspare
e lascia vedere oltre,
di noi stessi nulla conosciamo,
nemmeno quello vediamo.
Non sempre il silenzio è mistero,
spesso cela fastidiosi ricordi.



