Nella quiete di questo silenzio fittizio ed artificiale
osservo immobile il grande Cielo blu
ed in esso le stelle danzano intorno
ad una grande e fredda Luna.
La brezza della notte
è la fredda carezza di un cadavere sul mio viso;
qui ora tutto tace, perfino le rumorose fabbriche,
da cui sono circondato,
ora sono enormi pachidermi silenti e trapassati.
Nella mia illogica mente
penso che sia colpa dell’inverno,
ma non è affatto così.
Ed anche se la mia mano trema un po’,
non posso fare a meno di addentrarmi
in questo Mondo ormai Morto,
sembrano passati secoli, è vero;
ma l’orologio mi ricorda beffardo,
che sono passati solo pochi minuti
e che la colpa di tutto
è solo del mio Spirito irrequieto
che ancora non si rassegna
alle dure regole della Realtà
e se ne inventa una tutta sua,
nella quale ancora s’illude di essere Libero
ed Invincibile.
Ma la triste verità
è che è prigioniero di questo Corpo limitato
che lo trattiene e lo lega a questa Terra
come la più dura ed inespugnabile delle prigioni;
una condanna più dura di un ergastolo
per qualcosa di etereo come l’Anima,
per questo si dimena ed ulula nel mio Petto
in questa notte immobile.
12 commenti
Spumeggia irto il dolore sul vuoto
irriconoscibile sussurra inchiostro d’io
parole morte zampillanti
eterei incanti d’intervallo
dal sé naufrago di quiete e d’appartenenza.
Sfuma ricami notturni l’arrendevolezza
morente esilio al soffitto e dilania
effluvi d’anima assurti alla volta.
-Vedi- un’altra volta il cuscino accoglie l’ombra
la cinge delicata in nervature acquiescenti
abbraccia il riposo del cuore morente.
L’onirico si concede grazia
e corpo dilagante fluisce mare
in un tempo singhiozzante amore.
irriconoscibile sussurra inchiostro d’io
parole morte zampillanti
eterei incanti d’intervallo
dal sé naufrago di quiete e d’appartenenza.
Sfuma ricami notturni l’arrendevolezza
morente esilio al soffitto e dilania
effluvi d’anima assurti alla volta.
-Vedi- un’altra volta il cuscino accoglie l’ombra
la cinge delicata in nervature acquiescenti
abbraccia il riposo del cuore morente.
L’onirico si concede grazia
e corpo dilagante fluisce mare
in un tempo singhiozzante amore.
ultimamente non basta anche il tempo di una sigaretta;
l'accendo e nel fumare mi sembra tutto proceda così in fretta,
neanche riesco ad aspirare che già da sola lei s'è spenta...
Non saprei cosa fare,come guarire
percepisco un certo dolore ma ad un dottore non saprei cosa dire,
se incastonate nel petto invece del cuore ho nostalgie e vecchie spine.
Forse la cura ad un male così non l'hanno mai inventata
o forse è placebo questo malumore del fine giornata,
se solo potessi cancellare la mia storia,com'è andata.
Di preciso in realtà non ho risposte
forse la causa è nei segreti e le fiducie mal poste,
ma mai avrei pensato mi avrebbero rincorso come ai mari le coste.
Vorrei prendermi gli organi e rivoltarli al di fuori
ed estrapolare il bastardo dai miei dannati polmoni;
forse solo allora capirei quanto valgo,scoprendo che in me crescono fiori.
Non sono davvero convinto di quello in cui credo
che il male sia temporaneo e che non si debba guardare indietro,
forse a volte la soluzione sta proprio lì,tra i ricordi di vetro
che magari a volte hai paura di rivivere perché ti potresti scheggiare
ma sarebbe come escludere di nuotare per paura di affogare:
solo soffrendo puoi davvero volare.
l'accendo e nel fumare mi sembra tutto proceda così in fretta,
neanche riesco ad aspirare che già da sola lei s'è spenta...
Non saprei cosa fare,come guarire
percepisco un certo dolore ma ad un dottore non saprei cosa dire,
se incastonate nel petto invece del cuore ho nostalgie e vecchie spine.
Forse la cura ad un male così non l'hanno mai inventata
o forse è placebo questo malumore del fine giornata,
se solo potessi cancellare la mia storia,com'è andata.
Di preciso in realtà non ho risposte
forse la causa è nei segreti e le fiducie mal poste,
ma mai avrei pensato mi avrebbero rincorso come ai mari le coste.
Vorrei prendermi gli organi e rivoltarli al di fuori
ed estrapolare il bastardo dai miei dannati polmoni;
forse solo allora capirei quanto valgo,scoprendo che in me crescono fiori.
Non sono davvero convinto di quello in cui credo
che il male sia temporaneo e che non si debba guardare indietro,
forse a volte la soluzione sta proprio lì,tra i ricordi di vetro
che magari a volte hai paura di rivivere perché ti potresti scheggiare
ma sarebbe come escludere di nuotare per paura di affogare:
solo soffrendo puoi davvero volare.
Sei tu a decidere l'icona del mio sogno
mentre mastichi liquirizia nera in fondo alle scale
cercando una scusa per non salire.
Struscio la mano sulla
parete del corridoio,
qualcosa cade mentre la neve
nel cervello si condensa
e vedo angeli verdastri con le lire
spasimare le Gormiti lotte.
Poi nel letto ti ritrovo,
dall'altra parte confusa
sulla natività che non fu mai compiuta.
Le monache blu erano appena passate
che il vecchio tossendo incominciò
a ridere con il nevischio sulla testa
che gli scivolava sul cappotto grigio a scacchi.
Vendo figli,vendo figli, guardate donne,vendo figli,vendo figli,
gridava,mentre il piccolo in piedi sulla cariola faceva le bolle d'aria con il sapone.
Con la testa tra le mani mi ritrovo chiuso in bagno,
la poesia sta anche per finire ma il vizio del naso
non posso tacere,già pazzo,strapazzo mi fece.
E' folle non di meno costui che cerca
nella notte una cariola.
mentre mastichi liquirizia nera in fondo alle scale
cercando una scusa per non salire.
Struscio la mano sulla
parete del corridoio,
qualcosa cade mentre la neve
nel cervello si condensa
e vedo angeli verdastri con le lire
spasimare le Gormiti lotte.
Poi nel letto ti ritrovo,
dall'altra parte confusa
sulla natività che non fu mai compiuta.
Le monache blu erano appena passate
che il vecchio tossendo incominciò
a ridere con il nevischio sulla testa
che gli scivolava sul cappotto grigio a scacchi.
Vendo figli,vendo figli, guardate donne,vendo figli,vendo figli,
gridava,mentre il piccolo in piedi sulla cariola faceva le bolle d'aria con il sapone.
Con la testa tra le mani mi ritrovo chiuso in bagno,
la poesia sta anche per finire ma il vizio del naso
non posso tacere,già pazzo,strapazzo mi fece.
E' folle non di meno costui che cerca
nella notte una cariola.

Risuona di tristezza
la mia sera:
è il tocco di un vento forte
che vibra sui vetri
con la veemenza di un respiro convulso
risvegliando parole di sillabe vuote
feticci d’incompiutezza eclatante
che scrollarono membra
gettandole in un riflesso d’ombra
col mondo crollato nel sangue
adagiando l’anima
in un pesante torpore.
Il sipario si chiude
lo spettacolo è finito,
portando via le persone di cui ho bisogno.
Il destino crudele ha distrutto tutto,
il cammino sarà difficile da qui in poi.
Sentimenti
e persone disfatti.
Anime osservano silenziosi
si avvicinano ai miei pensieri.
Nuvole cercano le onde
il cielo blu......
Arriva la notte
con i suoi misteri,
con i suoi segreti,
con i suoi sogni,
con le sue realtà,
con i suoi domani.....
La Tristezza non se ne va
incertezza...
come sarà il futuro.
Lascio in sospeso
l'impossibile.
Qualcosa risveglia le difese
facendoti sentire nuovamente vulnerabile.
Debole sorrido
e mi sento più leggera.....
Il destino crudele ha distrutto tutto,
il cammino sarà difficile da qui in poi.
Sentimenti
e persone disfatti.
Anime osservano silenziosi
si avvicinano ai miei pensieri.
Nuvole cercano le onde
il cielo blu......
Arriva la notte
con i suoi misteri,
con i suoi segreti,
con i suoi sogni,
con le sue realtà,
con i suoi domani.....
La Tristezza non se ne va
incertezza...
come sarà il futuro.
Lascio in sospeso
l'impossibile.
Qualcosa risveglia le difese
facendoti sentire nuovamente vulnerabile.
Debole sorrido
e mi sento più leggera.....

Sento di essere, di esistere, lo sento...
Sono ciò che io sono, sono io, sono te, sono loro.
Un insieme di personalità dimorano in me,
alcune in contrasto senza un perché,
c'è chi entra, chi esce,
c'è chi è e chi non è,
io sono loro e tu sei me.
Voglio raggiungere lontani traguardi,
raggiungermi per arrivare a te,
raggiungerti per sentire me,
voglio, vorrei.
Vorrei essere la verità che spinge alla follia,
lumeggiare il fascino e il mistero della magia,
il dubbio e la certezza della morte, della pazzia...
Abbattere i muri del tuo rancore,
cambiare i limiti della ragione.
Vorrei sentir crescere lo spirito e la mente
nella più totale evoluzione,
udir la verità senza nessuna complicazione
e sposar la tua essenza in magica contemplazione.
Quanto della cadenza del pendolo
m'appartiene.
Oscilla, oscilla pure nella bufera.
Torre da scacco al Re
e scricchiola il tepore
d'un fuoco spento.
Son seduto e non sono.
Chi gioca con me?
Tre carte sul banco
senza rilancio.
Vento nella notte
e chicchi di pensieri
divorati dallo spirito.
Mi vestii di me
senza essere me
e bussa
bussa.
Non aprirò
nel remoto del passato.
Non coi verbi in disaccordo.
Manca il tempo in questa storia
morta da tempo.
E t'amo
mentre nessuno
muove più sulla mia scacchiera.
m'appartiene.
Oscilla, oscilla pure nella bufera.
Torre da scacco al Re
e scricchiola il tepore
d'un fuoco spento.
Son seduto e non sono.
Chi gioca con me?
Tre carte sul banco
senza rilancio.
Vento nella notte
e chicchi di pensieri
divorati dallo spirito.
Mi vestii di me
senza essere me
e bussa
bussa.
Non aprirò
nel remoto del passato.
Non coi verbi in disaccordo.
Manca il tempo in questa storia
morta da tempo.
E t'amo
mentre nessuno
muove più sulla mia scacchiera.
Fragilità
ti attacchi alle pareti
come la nebbia
e rendi le notti insonni .
Non hai casa
ma vivi accanto ad un letto bianco
e un soffitto confuso
annaspando
l'odore forte antisettico
e l'aria di alberi inermi
passi e rumori di ruote
e pesanti lamenti e occhi tristi
e soli.
Conservo
l'immagine tua
distante da me
e prego.
Attraverso i tuoi occhi
tutto è stato!
Ora è l'invisibile
quello che vedo
e il vento spezza la notte .
A mio padre <3
A modo mio, io amo!
Amo, nel modo che mia madre mi ha insegnato.
Lei mi ha donato un 'anima per ascoltare l'infinito .
Ferma nel vento che tutto cambia e disfa la memoria
rincorro oltre le nuvole il sole .
Sulle case rifugio di anima e di pane
luminoso il tramonto disperde una fetta di luna .
Come un sipario di note
i miei lunghi capelli sciolgono l'ombra e la luce.
Provo a tacere
ma ho il profumo intenso di succose more sulle labbra.
Tremo !
C'è un'attesa di silenzi
chiudo gli occhi
tra pelle e stelle
una poesia mi giunge
tra una virgola, un apostrofo e la parola amo.
Per gli altri non sei mai quello che realmente sei,
per gli altri sei solo quello che dicono e vogliono
che tu sia.
Per qualcuno o magari anche solo per uno,
sei ciò che realmente sei: ma questo gli altri
non lo vedono.
Gli altri vedono il rimanente: ciò che solitamente
viene eliminato
o considerato sconveniente o sgradevole.
Agli altri piace soffermarsi sulle forme:
non si immergono fra le onde,
non penetrano le intimità,
non hanno fazzoletti per asciugare lacrime.
Gli altri amano l'abbondanza, i fasti, i frizzi, i lazzi:
vantano ricchezze, amicizie influenti
e si sollazzano a sventolar ai quattro venti titoli,
come fossero bandiere.
I pochi che restano sono tanto per qualcuno,
ma per gli altri, sono troppo poco:
quel poco che per qualcuno o solo per uno
è tutto...
per gli altri sei solo quello che dicono e vogliono
che tu sia.
Per qualcuno o magari anche solo per uno,
sei ciò che realmente sei: ma questo gli altri
non lo vedono.
Gli altri vedono il rimanente: ciò che solitamente
viene eliminato
o considerato sconveniente o sgradevole.
Agli altri piace soffermarsi sulle forme:
non si immergono fra le onde,
non penetrano le intimità,
non hanno fazzoletti per asciugare lacrime.
Gli altri amano l'abbondanza, i fasti, i frizzi, i lazzi:
vantano ricchezze, amicizie influenti
e si sollazzano a sventolar ai quattro venti titoli,
come fossero bandiere.
I pochi che restano sono tanto per qualcuno,
ma per gli altri, sono troppo poco:
quel poco che per qualcuno o solo per uno
è tutto...
Ognuno porta in sé
i colori della notte
nel fruscio di malinconie
e mistero.
Vibra lo stesso silenzio della solitudine
il nero tormento del buio,
del vuoto la paura
che dentro ti assale.
… Ma poi la speranza,
l’attesa di una luce
e la gioia della rinascita
a quell’alba nuova…
i colori della notte
nel fruscio di malinconie
e mistero.
Vibra lo stesso silenzio della solitudine
il nero tormento del buio,
del vuoto la paura
che dentro ti assale.
… Ma poi la speranza,
l’attesa di una luce
e la gioia della rinascita
a quell’alba nuova…
Quando in noi il tutto si fa plumbeo
come il cielo che preannuncia un temporale
gocce pizzicano come aghi
la veste che la natura ci ha donato
non ricordiamo di che colore è il sole
dimentichiamo che esiste l'universo meraviglioso
Quando in piedi su uno scoglio
le onde si infrangono rabbiose
dominate da un vento abietto
il desiderio di lasciarci cadere
ci avvolge , orgasmo demoniaco
insensibili ad ogni sentimento
Quando perdiamo di vista
le bellezze vive del mondo
sono solo frammenti di un puzzle
di ricordi, emozioni, ornamento sterile
dove sono i colori ? I profumi ?
Un muro immaginario ma granitico
le unghie si spezzano, sanguinano
nel tentativo dell'abbattimento ….
in quell'attimo meraviglioso
la vita ci tende la sua mano forte,
scatta l'interruttore della sopravvivenza
Ci aggrappiamo a quella morbida mano
che ci trascina su, su
verso la volontà di prolungare il tempo
che non è dato a noi stabilire quanta durata avrà
Abbiamo l'obbligo divino di amarlo
viverlo al meglio piangendo, soffrendo …
poi tornerà il sorriso, la serenità
la voglia di vivere questa vita
nostra migliore amica al mondo











