Volgi sopra solatii campi
Lo sguardo torvo,
E strappa dalla arida terra
I sassi del dolore,
Lanciali lontano.
Fa rigenerare il suolo in zolle aspre,
E imbevi di bruma e neve.
Sotto a uno stormo di corvi
In cerca di riparo,
Chiudi al suono
Il tuo orecchio innocente,
E inchinati ad odorare
Il sapore di sabbia e terra d'argilla. 
Fine impasto con le mani
Per creare protezione ,
Per generare come uomo,
Percepisci l'odore del mondo
Nascosto sotto ali.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Forse sarà la tempesta in arrivo,
oppure i pensieri che mi uccidono.

Cammino in questo mare in tempesta
sempre più in salita.

La lunga notte disperata
di questa vita.

Profonda sconosciuta
e calpestata vita.

Penso a quello che mi manca
nell'ora più silenziosa della notte.

Mi domando perchè chi ha incrociato
il sentiero della mia vita non c'è più.

Mi chiedo perchè
mi manca il filo della vita.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Come guardano le cose i poeti,
con gli occhi del cuore
o con  quelli della mente,
e non sono essi forse la stessa cosa?
Cosa vedono poi quando descrivono
che so un paesaggio, una donna, un uomo
un amore immaginato o vissuto?
Ho l'impressione fissino fantasmi
Si, proprio così, fantasmi passati
e perfino ombre di quelli 
che saranno destinati a diventarlo
nel loro futuro prossimo
Non so come,ma credo essi vedano oltre
in una dimensione tutta loro
e così trattano le parole come incantesimi
da cui farsi sedurre e con cui fare lo stesso
E le loro visioni hanno uno sguardo maledetto
eppure  anche l'innocenza dei bambini,
se mi capite, perchè non è facile accostare
gli angeli ai demoni.
Non so come, ma intuisco che essi  sono veggenti
alchimisti del verbo, strani maghi
E mentre sognano li spio, sognando forse anche io.




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Profilo Autore: Sabyr  

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non esisti cuore
che di lama addormenti
e goccia a goccia stilli bocciuoli in vita
che di neve il freddo
brucia

Non ci sei nei rami a sostenere nevi -quelle settimine-
e non sei su nidi in speranza
Fra rami
foglie
tra zigomi e rughe che anelano vita

Non t'annidi su fioche parole e tarli
su rime d'altri quand'anche...
quand'anche in me non trovi culla

La Gerusalemme d'amanti al vento
-su languidi sguardi ciechi di stelle-
e cuore
non seguirmi
-la traccia
coperta d'altra neve-
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Non so nemmeno più cosa provare,
sono diventato un maestro
nell'arte del dolore.
Le pareti nella mia mente
sono addobbate dai ricordi di giorni felici,
e da una finestra li guardo ripetersi continuamente.
Restan vuote le cornici ancora da riempire,
temo di non avere abbastanza tempo
per decidere tra vivere o morire:
le lancette di un orologio nella stanza dei desideri
corrono veloci,ed i miei occhi seguono la goniometria
in attesa di un futuro dai cieli più sereni.
Corono le mie fantasie in un letto matrimoniale
dove dormo da solo,
e la sola consapevolezza di queste parole sembra far male.
Io non sono altro che il mio riflesso allo specchio,
nulla se non guscio di polmoni ormai neri e cuore palpitante,
com'è possibile essere così giovane e sentirsi così perso?
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Profilo Autore: lorenzo  

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“Si torse nelle rocce,
del rosso flesse al picco.
Maree e scogli elevarono sabbie
e terre emersero dal sud”

Il pianto dell'ora parlò al vento
e scrosci appesi all'orizzonte
spensero l'umana frivolezza.
Rosa nel nero
e freddo tepore
accolsero l'iride del cielo.

Andavo così nutrendomi di me
nell'incosciente libro dei sogni.
Andavo attraversando ripide visioni
e pianeggianti certezze.
Andavo negli interrogativi
cercando loro improbabili sostantivi.

“Ti guardo falce della notte
mentre ti disegni sull'erto,
mentre l'eco del silenzio mi chiama,
mentre un pensiero nello spento giorno ama”

Sono carezza di neve nella stanca sera,
son ghiaccio nelle mani
son morte viva nell'ombra che scende.
Passo nel disperso passo
e del corpo sento il masso.
Urlo alla valle parole mute
ed echi rispondono alle solitudini.
Ti guardo ancora nell'immagine del solco,
nelle vibrazioni dei monti,
nelle orme d'un cervo
nel cadere vecchio d'un secco ramo.
Allora son ramo,
son roccia,
dolce fiocco,
passo e ombra.
Son cervo perso
e nel bosco del mio rimpianto
lascio sola traccia
in bianco manto.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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E un sorriso sornione mi accompagna
in una sera in cui l’ebbrezza procede spedita
bruciante d’ispida ironia
fluttuante in ellissi d’illusioni
ma piacevoli d’essere in questo danzare
in cui è lieve la linea che separa i suoni, le memorie
e l’augurio di trovare quella tanto sospirata via di mezzo.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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Ho visto un angelo
non era bellissimo
la pelle scura, le ali arruffate.
Fluttuava sopra una moschea
ricavata da un capannone.

Ho visto un angelo
biondo e bellissimo,
d'oro e di seta vestito,
volava tra le cupole
e le statue di San Pietro.

Nel primo anno del Signore,
vidi un angelo,
le ali grandi, il volto severo
posato su una povera capanna,
vegliava il bimbo e la madre,
la madre stanca per il lungo cammino.

Ritornarono a Nazareth
nella loro povera casa,
ignorando templi e palazzi dorati.....
e l'angelo li seguì.
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Profilo Autore: Vittorio  

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Notte d'un tempo solitario,
accanto ai tuoi desideri,
sognando di essere ciò che in sogno...
Tu che alzi gli occhi davanti al presente,
socchiudendoli sul tempo lontano
cantami la parodia della nostra vita,
se una mai ne esiste.

“Grandine sul viso, amore sei proprio tu?
Sai non ti riconosco,
occhi misteriosi sulla pelle vellutata.
Stranezze, pensieri, paesaggi rincorsi insieme.
Frasi sconnesse poi ti guardo, sorridi?
Si amore sei proprio tu!
Cosa scrivo non so, parlo di te?
Non so, poi, solo poi.
Volare, dove? Insieme a te.
Un grande sogno, un amore libero come la polvere d'una rosa.
Rosa? Mai vista.
Stranezze.
Meravigliosi strumenti d'un piano ricucito con i fulmini d'un temporale.
Sei strano, lo sai?
Carezze dolci come una susina,
lasciata su un angolo del tuo cuore.
Questa sei tu, ma tu, chi? Ma dai lo sai,
sì amore sei proprio tu.
Sai non ti ho mai riconosciuta... e me lo dici ora?
Certo ora che ti amo come uno sprazzo di camomilla
bagnata da una goccia del tuo sorriso!”

Follie che appartengono a realtà forgiate con la cartapesta.
Si fermano sulle entrate d'umide grotte,
poi crollano nel profondo.
Disegni fluttuano nell'aria
mentre la polvere giace sulle voragini dell'animo.
“T'amo lo sai?
Vorrei dirtelo mille e mille volte,
ma i tuoi occhi guardano lontano,
gridano nella notte,
sono e sempre rimarranno loro.
Immagini in bianco e nero.
Ma quando la compri sta televisione a colori?
Svegliati bimbo mio!
Potrei chiamarti amore,
anzi ti chiamo amore perché non ho mai spento il video.
No così non va, perché no?
Perché ti amo, perché sei sempre tu.
Non cambiare mai.
Io ho solo due canali sintonizzati, non ho neanche il telecomando!
La tua vita è a colori.
Prestamene qualcuno, mi son stufato di vedere i film in bianco e nero!

Siamo fatti della stessa ragnatela
che compone le anfore dei nostri giardini.
Ci incontriamo ogni giorno,
ognuno chiuso nel suo cesto.
Ci incontriamo ma non sappiamo spiegarci il motivo.
Le ore che compongono i nostri passi
hanno lasciato un'apatica traccia nel suolo.
Le lancette che fanno da contorno ai nostri occhi
percorrono strade diverse.
Si inseguono in un quadrante sbiadito,
ma non si raggiungeranno mai.
Solo in fine del tic tac preferito si offriranno al sacrificio.
Saranno differenti,
in un mondo composto da identiche logiche perverse.
Faranno parte di artefici, dalla loro stessa natura creati.
Potrei chiederti delle linee bianche
che solcano la monotonia delle tue mani,
ci aiuterebbe nella comprensione
dell'effimero che tutto avvolge?
Anche un timido saluto stramazza inerme nelle tue braccia.
Risposte senza domande, domande mai fatte.
Quando? Quando s'apriranno le custodie d'infranti vasi di creta.
Quando i colori vestiranno conchiglie blu
e i coralli d'oro brilleranno ancora
al rifulgere d'un raggio di sole
e le alghe s'abbandoneranno in inebrianti danze
e tutto sarà amore.
Forse, solo allora io sarò Amore.

“Volti sconosciuti conservano in loro gocce di sangue,
brocche ricolme d'acqua inondano i gradini del cuore.
Strade sbarrate dalla noia dell'inesistenza
s'interrompono nel nulla.
Pioggia scende, scende...
Tini dimenticati in spoglie vigne,
tornerà un'altra stagione.
Fra le siepi figure si muovono,
tonalità tagliate a metà dalla mano delle stagioni.
Poesia appoggiata sulle foglie d'autunno,
poesia sconosciuta,
come le folate di vento,
come la storia che si nasconde in noi...”
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

Questo autore ha pubblicato 202 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
“Questa non è una poesia.
Mai lo è stata
e mai lo sarà”

Il pendulo gancio che il tempo sostiene
oscilla nel vuoto 38 volte.
Sostiene versi a esso legati
che d'inchiostro furono assetati.
“Sento il lento ticchettio del vento che lentamente bussa...”
Son lustri e lustri a guardare all'indietro.
Essi i primi or forse l'ultimi.
Vennero poi gli esili dell'anima
e di plichi preziosi custodi si nomarono.
Aprii nel mezzo a legger nuovo,
da lontananza consunte,
pagine desuete,
d' anafore a me sì consuete.
Pensare semplice trovo poscia strada
e anch'esso morì nelle notturne viole.
All'alba d'un vespro infine percorsi
della nera falce il vestibolo,
nascendo dalle mie ceneri,
conoscendo,
comprendendo il volto di chi non vive.
Ora so, ora vedo
ben oltre di quello che credo.
Se mai sarà poesia,
solitudo porrà in calce.
Ipocrisia in ossimoro espressa,
avrà dell'esistere bieca promessa.
Spengo candela
che non più è cera,
porgo saluto e inchino riverente
a lor quanti tutti e
torno nel tempo in cui fui invero presente.
“Mai tornerò? Or si vedrà, magari chissà; forse quando in cielo chiarezza sarà”
Son mezzo e son notte.
Son cinque nelle grotte.
Di 30 son uno
contando faranno nessuno.
Apri le tue porte e chiudile solo al mio passaggio.
Io guardo nei tuoi pensieri,
li scruto quando dorme il conscio,
li assimilo quando si sveglia il sole.
Son nebbia che vaga
son certezza che non paga.
Son alito di paura,
son forbice piantata nelle tue mura.
Son quello che sono quando non sono.
Eppure lascio traccia
come lama nella roccia.
Sono nel tuo ieri
quando Oniro cela mondi veri.
Sono ombra e polvere nera
sono l'anima.
L'anima tua sincera
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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E' qui che avrei voluto amarti
sotto questo cielo immenso .

Ci tramuteremo in sogni
dopo aver annodato le pareti del cielo.

Lo vedi l'ultimo ?

E' li , non trova riparo ...
Si tinge di neve  ,
indugia come il tramonto ,
attende.

Nemmeno quando il nero
serra gli occhi e sconfina .

Non s'addormenta
lascia le ombre e mi siede accanto .

Ha le labbra screpolate di brina
 varca il pendio
cade nella voce del vento
e rinasce fiore
senza tempo.

Risultati immagini per fiore senza tempo

Foto dal Web
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Che le notti penetrino i silenzi
- con le loro simbiosi perfette ai segreti-
io sono un fiore nel buio
- di quelli sbocciati  in seno all'ombra-
in attesa d'acqua dai cieli
-sono uno di quei fiori -
che non cerca la prorompenza del sole
-ma una carezza bianca di luna -
petali vellutati distesi nel vento
-e non temo nemmeno la morte-.

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Profilo Autore: Sabyr  

Questo autore ha pubblicato 288 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Un uccellino azzurro

non si poserà mai

su questo davanzale.

È troppo tetro

come sfondo

per la sua presenza.

Volerà sicuramente

sul ramo di quel

sicomoro.

Oppure sbircerà

dalla siepe del parco

due innamorati.

Farà un rapido frullo

tra i tavolini

del bar della piazza.

E saltellerà

sul sagrato

della chiesa.

Beccherà

qualche mollica

davanti alla panetteria.

Berrà la rugiada

tra le piante

di quell'orticello.

Ma sono sicuro

che non tornerà più

a posarsi sul mio cuore.


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Profilo Autore: StrayCat  

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E' triste la sera.

Retorica come la scrittura.

Ridondante e inutile.

I miei quadri mi osservano

anche loro inutilmente appesi.

Oppressi.

Rinchiusi nelle loro pose,

tenuti insieme da forme stanche.

E' triste la sera

senza il mio camino.

Cerco legna

dove legna manca.

Cerco una fiamma vecchia

nella vecchia espressione dei miei occhi

e la sera diviene triste

dentro di me

intorno a me.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

Questo autore ha pubblicato 202 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La disgraziata figura che assembla i cervelli per farne una chirurgica macchina da lavoro
La mostruosità delle menti facilmente plasmate in un ottica di cieco servilismo
La dentiera precoce che serve a far sorridere chi ha perso i denti e la pancia su veloci cibi alla plastica
Il mediocre sguardo di chi annuisce e sorride davanti a schermi che lo fanno inconsapevolmente marcire
Il mondo antico e primordiale che osserva tristemente l'inevitabile decadenza.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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