L’asfalto è caldo
e l’odore del catrame riempie le mie narici,
la mia pelle trasuda calore,
nell’aria non c’è l’odore della pioggia,
che arriva a rinfrescare questo cuore.
Quanti passi hanno fatto i miei piedi,
per rincorrere la vita di giorni tutti uguali.
Non posso fermarmi ad ascoltare il tempo,
esso non aspetta,
divora le mie aspettative, non mi vuole parlare,
brucia le emozioni nate all’ombra dei cipressi,
che conducono ai cimiteri degli attimi perduti.
Il sole scalda, l’asfalto scotta sotto queste mie scarpe,
fatte di suole consumate e piene di passi.
Così sono obbligato a camminare su questa strada,
per non morire ai bordi della vita,
mascherata a volte con delle bugie,
come un cammello che attraversa
le autostrade dei deserti,
per cercare un’oasi che non c’è,
su di una strada senza tempo,
che non abbia l’odore del catrame.
Fai danzare la tua anima
fallo al posto tuo
giri vorticosi
inchini flessuosi
leggera eterea come un' Étoile
sospesa in aria come un cigno in volo
un fermo immagine dopo un'assolo.
resta lì avvolta in tulle e cipria rosa
gemma incompresa che non si posa.
danza
danza quasi a sfinirsi al posto tuo
in un succedersi di piroette e movimenti
ccon grazia d'organza a catturare lo sguardo
di chi ti ammira.
estenuante lavoro di corpo in crescendo
fino a quando ormai il respiro esala.
riposa
allora alzerà la testa
e anche tu sarai una donna che osa
piuma di cigno in volo
Nostalgia che accarezza la mia stanchezza .
Sfoglio e mi riempio le tasche di fiori bulbosi violacei
La notte scivola e s'addormenta tra i profumi leggeri

cantato ballate che inneggiavano alla pace.
Pregato per una notte intera affinché la giustizia sia fatta ...
e faccia sì che un uomo si rialzi in piedi
dopo l’ennesima ingiustizia.
Quanti libri hai riempiti di parole
spacciandoti per un poeta e uno scrittore,
pensando d’esser in grado di scindere il bene dal male,
ma se le cose vuoi cambiare, con i fatti le devi suffragare,
altrimenti non hanno alcun valore.
Chiedi aiuto e non ti viene dato,
così ti trovi da solo a sbattere contro un muro fatto d’indifferenza,
tappezzato di paure color sangue
e sottomissioni gratificate d'illusioni
che conducono nell'Olimpo degli dei,
facendo sì che ci crediamo tali,
pur essendo soltanto anime stolte,
affannate a lasciarsi trarre in biasimevoli inganni.
Sono troppo me stessa
Sono come la primavera
Vivo la mia vita
Le mie forze
Troppo vera, troppo impulsiva,
e un vento freddo a strappar via i pensieri
non c’è più il fuoco ad incendiarmi il cuore,
parole senza suono
si infrangono
in questa nebbia che mi avvolge,
grida dentro di me
il silenzio della solitudine.
Ma sorda, muta e cieca,
corro dentro me stessa, in cerca di una via.
parole,
scritte.
Tutto quello
che dentro fa male,
fuori non si vede.
Giorno dopo giorno,
sofferenze
che stritolano.
Una luce che brillava
la vedo svanire
si affievolisce si spegne...
Svanisce come un sorriso
le lacrime inondano
mente e corpo.
La tristezza
rende tutto
più complicato...
Mi ritiro
in un silenzio che urla dolore,
sofferenza, tristezza...
Mi ritiro
con il cuore e l'anima nera
senza colore...senza vita...
Mi ritiro in silenzio
quello che mi ha
sempre fatta sbagliare.
Mi ha sempre fatta soffrire,
ma è meglio cosi...
mi ritiro in silenzio...
questo mio dovere
di morire
ma non arriva
è in ritardo
come questa vita
come questo ambulare
in terra frigida
mi vesto in cenere
proroga un'altra volta
mio polmone riarso
con l'occhio dischiuso
annusando la rivolta
che cresce dalle ventre
fuoriesce dalla bocca
son stanca di paura
ho paura di stanchezza
frivolezza...
la morte si concede
questa appariscente
sciocchezza

Ombre d'un tempo passato
volteggiano nel pensiero.
Gli scacchi si alternano nei colori,
vincendo e perdendo una partita
mai giocata.
Il senso del vuoto soffoca il rimorso.
Troppo ho pensato.
Poco ho agito.
Troppa prudenza,
poco coraggio.
Dolce prigione...
Quanto tempo hai rubato.
tu dici che nemmeno esistono più
io ti rispondo che non sono mai esistiti
La verità è che ci conoscemmo
in quegli spazi che la coscienza chiama
per convenzione luoghi
i luoghi - non luoghi
cambieranno nome ancora mille volte
resteranno sempre comunque sogni
un punto di riferimento incerto
per non perderci nella grandezza
delle latitudini universali
i luoghi - non luoghi
dove non fummo e non saremo mai...
Avanza il giornocon il suo fiato
e questo muoversi apparente tra le nuvole .
Luminoso ricama la finestra
li ci appoggio la mia testa
sto li ad amare il rumore della pioggia quando piove
o mi dipingo il viso di luce
se un piccolo raggio di sole
sfiora il mio cuore.


M'mmergo nei ricordi
dei miei scuciti pensieri.
Il tramonto li accende come lumini di cera
che va sciogliendosi di sangue vivo
fluendo nella loro fiamma
che vivida illumina i contorni
dei loro occhi supplicanti.
In questo chiaro scuro
ch'emana la loro luce tremula
frantumo rari gingilli
e preziosi cristalli
che si spargono per la stanza
ferendo le mie carni.
Ho il cuore gonfio
e gocciolano i miei occhi
avvinti dalla pena
ch'emana la mia anima
mentre il tempo rotola
in muto canto.
Vaga nell'aria
come aquilone sospeso
fatti trasportare
senza chiedere nulla.
ed a ogni tocco di vento
sali e scendi in balia di esso
come trappola chiusa che anela libertà.
volteggia come piuma sospesa
impalpabile senza peso.
sospinto da un grido che squarcia
indistinta ala d'uccello
ti fai portare
senza fare resistenza d'amore...
crampi allo stomaco,
l'amore uccide.
sei freccia nel mio cuore,
sei fulmine squarciante il cielo,
ferita pulsante nella mia carne viva,.
Stomachevole dolore.
Algoritmi le tue scuse,
vuote formule che analizzano un cuore necrotico.
Ora,
IO
uccido
il TUO
cuore.










