Ti ho guardata bene ieri
io come te, donne in ombra
appannati specchi di ieri
intente a cucinare come torte
egoismi misconosciuti nei figli
deluse da ribellioni di pelle
e dall’umiltà delle nostre radici
affannate in doppi lavori
noi bruciamo identità e sogni
nel fuoco spento di fictions televisive
tra oscuri sentimentalismi
e gare podistiche contro il tempo.
Nello specchio del mattino
ritroviamo un’estranea saccente
dallo sguardo vacuo e senza sorriso
ma tu hai ancora la bocca sensuale
che annulla rughe impietose
e io nelle gambe
corse compresse
in vene che vogliono esplodere...
e quando ci salgono alla bocca parole
non dette per pudore
lo sguardo è dolore sottile
è malinconia
la stessa che guardammo nelle nostre madri
la stessa che ci straniava dalle loro mani.
Ci accomuna amica mia
un sentore di lievi profumi
anni in cui eravamo fragili
eppure invincibili
un tempo di rimpianti ancora vivo
che non cede il passo a ricordi sereni
perché oggi
lo stesso desiderio di libertà di ieri
è ancora più ambito
e meno raggiungibile...
13 commenti
Oggi il cielo
indossa un arcobaleno
indossa un arcobaleno
e il vento è una brezza fresca
che scioglie le nuvole.
che scioglie le nuvole.
Insaziabile il mare
ha il petto gonfio di pioggia.
Due gabbiani si raccontano
si separano
e un soffio cancella quell’impronta.
Lacrima
un parlare di ricordi
ed è Estate nonostante
i litigi del cielo.
i litigi del cielo.

Hai oltrepassato quella porta
e con noncuranza sei andato via.
Mutata è la scena: vulcani d'ombra
senza fiato nel buio pesto delle ore
che scorrono lente.
E' tutto più scabro, più scarno ora
ma il conto non torna,
pare la calma dopo la tempesta
ma non è il mio pane
e neppure il vino che ora degusto.
Ho viaggiato nella tua incongruenza
ora la mia,
nel tuo umore altalenante,
ho scavalcato grossi massi coperti di muschio
tendendo sempre a scivolare.
Ancora scevra d'equilibrio
per l'immorale castigo della tua presenza...
e non ci sei.
E ti sei fatto notte
sparpagliando l'Inverno sui miei fianchi
ansioso di petali di papaveri
sulle mie labbra.
Nell'illusione ti porto con me nei miei sogni
fino a divenire essenza fruttata e soave
della Primavera.
Sospeso è il sogno
nell'attimo che apro gli occhi
svanisce e si frantuma in cerchi d'acqua
torna nube lasciando poche
armonie distratte.
Divelta apro la finestra
un vento tiepido mi desta.
Sei tu all'angolo del letto
con tuoi occhi verdi screziati
ed io come neve al sole mi sciolgo
mentre scrivo e tu mi scrivi dentro l'Estate.
sparpagliando l'Inverno sui miei fianchi
ansioso di petali di papaveri
sulle mie labbra.
Nell'illusione ti porto con me nei miei sogni
fino a divenire essenza fruttata e soave
della Primavera.
Sospeso è il sogno
nell'attimo che apro gli occhi
svanisce e si frantuma in cerchi d'acqua
torna nube lasciando poche
armonie distratte.
Divelta apro la finestra
un vento tiepido mi desta.
Sei tu all'angolo del letto
con tuoi occhi verdi screziati
ed io come neve al sole mi sciolgo
mentre scrivo e tu mi scrivi dentro l'Estate.
Quel vento
ha disperso le nuvole
ha disperso le nuvole
e sosta
nell’azzurro del cielo
nell’azzurro del cielo
una giornata di Luglio.
Dondola cullata dalle onde
ritrova il volo dei gabbiani
spaziare nell'immensità del mare.
Ha piovuto!
Dai vetri delle mie pareti bianche
osservo il limpido specchio
precedere
il mio pensare
il mio pensare
serena ora lo guardo
lo raccolgo
lo porto nel mio cuore
di sole
riempie e incolla
parole
fatte di fiori d'inchiostro e sale.
parole
fatte di fiori d'inchiostro e sale.
Sorrido ....
Come una nuvola
in solitudine
il giorno scompare!
E il tramonto infuoca .
C'è un'esistenza sottile
nel brivido che pervade le
sostanze delle cose;
è questo pneuma vitale
un soffio di vita che
si distende sempre più su di me...
-Ma chiudi la finestra,te ne prego!-
La mia pelle non sopporta questi suoni,
cristalli svelati da venti immobili e così lontani:
è ancora l'onda veloce della tua voce
a toccarmi..
Lascerò che la mia insopportabile vetrina
si rompa per sempre,e mi farò lama tagliente
per le mani che mi raccoglieranno.
Non più pena per palmi troppo vigorosi
e prese deboli,malate,affanni di vecchi spiriti,
ma timore divino,agrodolce scoperta dei miei vertici
spigolosi
e sangue,sangue del tuo pensiero
che mi liberi per sempre
della sua cornice inaudita.
nel brivido che pervade le
sostanze delle cose;
è questo pneuma vitale
un soffio di vita che
si distende sempre più su di me...
-Ma chiudi la finestra,te ne prego!-
La mia pelle non sopporta questi suoni,
cristalli svelati da venti immobili e così lontani:
è ancora l'onda veloce della tua voce
a toccarmi..
Lascerò che la mia insopportabile vetrina
si rompa per sempre,e mi farò lama tagliente
per le mani che mi raccoglieranno.
Non più pena per palmi troppo vigorosi
e prese deboli,malate,affanni di vecchi spiriti,
ma timore divino,agrodolce scoperta dei miei vertici
spigolosi
e sangue,sangue del tuo pensiero
che mi liberi per sempre
della sua cornice inaudita.
Impossibile fare a meno
del sangue nelle vene.
Dovrei rinunciare
a vivere.
E' il principio della vita
scorrere nelle vene.
Brividi mi
portano lontana.
Un'emozione
mi pervade.
Vibrazioni...
Scorri velocemente
dolcemente.
Dentro
di me.
Impossibile
fare a meno di te.
Impossibile fare a meno di quel suono
che mi pervade l'anima.
del sangue nelle vene.
Dovrei rinunciare
a vivere.
E' il principio della vita
scorrere nelle vene.
Brividi mi
portano lontana.
Un'emozione
mi pervade.
Vibrazioni...
Scorri velocemente
dolcemente.
Dentro
di me.
Impossibile
fare a meno di te.
Impossibile fare a meno di quel suono
che mi pervade l'anima.
La mia poesia?
Smarrita nel dolore innocente
urla giorni in false attese
ha pene d'affrontare
in silenzio solleva polvere
scuce destini in controluce
ha ombre di anime perse
in roghi e inferni
tele consumate e pene condivise.
Sangue sulle gelide pietre
fate d'inchiostro e demoni alati...
Il mondo
ha un battito di cuore lento.
E tu impotente sei ...
Contro le guerre
crei la pace.
L'aura cupa hai
di struggente malinconia.
Nella tiepida brezza della sera
l'armonia di un gabbiano
è già poesia....


Pensieri galoppano
come onde.
Confusione...
Tempesta fisica
ed emotiva.
Paura...
Ansia...
Il temporale
stimola l'agitazione.
Di un niente...
o di tutto...
Giostre illuminate
con la musica a ritmo.
Il silenzio
e il buio devastante.
Annullano
tutti e tutto.
Ed io resto qua
assente.
Ad attendere
gli eventi.
come onde.
Confusione...
Tempesta fisica
ed emotiva.
Paura...
Ansia...
Il temporale
stimola l'agitazione.
Di un niente...
o di tutto...
Giostre illuminate
con la musica a ritmo.
Il silenzio
e il buio devastante.
Annullano
tutti e tutto.
Ed io resto qua
assente.
Ad attendere
gli eventi.
Vorrei a volte scappare.
Scappare lontano anche da me stesso,
poiché in me si nascondono rabbia, dolore e paure.
Il mio non è un addio, no,
è un allontanarsi, se pur per poco,
da questa negatività che genera in me
sempre rabbia, dolore e paure.
La sento scorrere in me come fosse un fiume impetuoso.
A volte, temo proprio di annegare,
così cerco d'aggrapparmi alla mia anima.
Vorrei a volte scappare...
Scappare lontano anche da me stesso,
poiché in me si nascondono rabbia, dolore e paure.
Il mio non è un addio, no,
è un allontanarsi, se pur per poco,
da questa negatività che genera in me
sempre rabbia, dolore e paure.
La sento scorrere in me come fosse un fiume impetuoso.
A volte, temo proprio di annegare,
così cerco d'aggrapparmi alla mia anima.
Vorrei a volte scappare...
Momenti difficili,
mi mancano le attenzioni
a cui ero abituata.
Mi mancano le carezze
che quel vento freddo ha
portato via.
Esternamente si scorge felicità,
oltre il sorriso
si cela il dolore.
Forse ho solo bisogno
che rinasca il sole
e torni a risplendere su di me.
Forse ho solo il bisogno
che qualcuno mi guardi
con la stessa emozione
del primo giorno.
Con gli stessi occhi
che mi coinvolgono
e mi sconvolgono.
mi mancano le attenzioni
a cui ero abituata.
Mi mancano le carezze
che quel vento freddo ha
portato via.
Esternamente si scorge felicità,
oltre il sorriso
si cela il dolore.
Forse ho solo bisogno
che rinasca il sole
e torni a risplendere su di me.
Forse ho solo il bisogno
che qualcuno mi guardi
con la stessa emozione
del primo giorno.
Con gli stessi occhi
che mi coinvolgono
e mi sconvolgono.
Passerelle sospese
fanno da ponte.
I ciotoli dei viottoli
luccicano.
La pioggerellina
sottile e fastidiosa,
costringe ad aprire gli ombrelli,
il vetro soffiato
illumina le vetrine.
Il ponte dei sospiri
fa da cornice
agli innamorati.
Persino l'odore dei canali
diventa profumo.
Come non amarla ?
A volte
il destino si mette contro.
Da romantica
si trasforma in prigione.
Una prigione
senza chiavi
per aprire i lucchetti.
Sofferenza...
Attesa...
Solitudine...
Ed è cosi
che dall'amore,
si passa alla tristezza.
fanno da ponte.
I ciotoli dei viottoli
luccicano.
La pioggerellina
sottile e fastidiosa,
costringe ad aprire gli ombrelli,
il vetro soffiato
illumina le vetrine.
Il ponte dei sospiri
fa da cornice
agli innamorati.
Persino l'odore dei canali
diventa profumo.
Come non amarla ?
A volte
il destino si mette contro.
Da romantica
si trasforma in prigione.
Una prigione
senza chiavi
per aprire i lucchetti.
Sofferenza...
Attesa...
Solitudine...
Ed è cosi
che dall'amore,
si passa alla tristezza.
Spalanco le finestre al sole
e tutto brilla di luce e di vita!
Difronte a questa meraviglia
Difronte a questa meraviglia
affolliamo i nostri pensieri di pensieri
invece di colorarci di cielo.
M’incastro perfettamente con l’aria
respiriamo insieme
condividiamo l’odore del grano tralciato
un pensiero chiuso
stretto, adagiato.
Un altro viaggio...
Non so dirti ma seguo il vento
non sento…
Volo come le rondinelle
ora chiudo le finestre al sole
nei trasversali ciuffi di nuvole
poso la voce e in uno sbadiglio
leggera leggera
m’abbandono.
leggera leggera
m’abbandono.
Nelle mie primavere
petali di rose rosse
sparsi sui passi.
Nell’immenso di ogni cosa
colorate farfalle
olezzano voli brillanti.
Un cielo vanitoso di rondini
arpeggia le sue sfumature
via via
terso e caldo
frantumando l’estate
in specchi di vita.
Evapora la notte
terso e caldo
frantumando l’estate
in specchi di vita.
Evapora la notte
affamata
mangio a piccoli morsi l’alba
mangio a piccoli morsi l’alba
il sole spande il suo merletto sul mare
tremula di colori
assaporo quella soave creatura
e mi sento leggera
fra le tende.
fra le tende.
Lascia ch’io insegua sul finire la tregua
la voce allevata a sognare fragili tempeste
per illuminare l’inquietudine del vivere
con la malia di colorare l’assoluto corso
imbastito di sogni precari d’un pensiero imploso
immagini allevate alla deriva dal buio intimo
cullante accidenti covati lungo il percorso.
Lascia ch’io faccia male la somma e la culli
di parole amate nella solitudine del gioco
nostalgiche rincorse di smorfie grottesche
dall’inchiostro infuso di scrittura
all’alba dell’occhio nuovo.
E che il compreso sia un tempo infinito
allevato di dolcezza nell’incerta e sorda incompiuta mestizia
d’un aquilone che nel cielo liberatosi dal filo
di certo non si cura dove andrà a finire
perso nel profondo etereo infinito volo
fluttuando lieve, come piuma senza memoria.
Lascia, infine, amore ch’io insegua ossessiva
il mio destino di scultura incompiuta
il soffio tenue d’un’anima smarrita
lungo pendii pietosi dell’io
lungo pelle inarcata da fanciullesca passione
a cercare nella sabbia il tesoro più grande,
la mia sola ragione: l’illusione.
la voce allevata a sognare fragili tempeste
per illuminare l’inquietudine del vivere
con la malia di colorare l’assoluto corso
imbastito di sogni precari d’un pensiero imploso
immagini allevate alla deriva dal buio intimo
cullante accidenti covati lungo il percorso.
Lascia ch’io faccia male la somma e la culli
di parole amate nella solitudine del gioco
nostalgiche rincorse di smorfie grottesche
dall’inchiostro infuso di scrittura
all’alba dell’occhio nuovo.
E che il compreso sia un tempo infinito
allevato di dolcezza nell’incerta e sorda incompiuta mestizia
d’un aquilone che nel cielo liberatosi dal filo
di certo non si cura dove andrà a finire
perso nel profondo etereo infinito volo
fluttuando lieve, come piuma senza memoria.
Lascia, infine, amore ch’io insegua ossessiva
il mio destino di scultura incompiuta
il soffio tenue d’un’anima smarrita
lungo pendii pietosi dell’io
lungo pelle inarcata da fanciullesca passione
a cercare nella sabbia il tesoro più grande,
la mia sola ragione: l’illusione.






