Attese, giorni, ore, strade deserte
la notte è infinita, vuota...
Ricordi...
Vorrei urlare nella notte
buia e vuota.
Impossibile dimenticare...
Questa notte
si consuma una vita
impossibile chiudere
tutte le ferite aperte.
Un oceano di pensieri e ricordi
affollano questa notte.
Impossibile cancellare tutto.
Togliere una foto
e non pensarci più,
la cornice resterebbe vuota
come questa notte.
Il suono di una nave
che si allontana,
spezza il silenzio della notte,
ma nessuna luce
illumina la strada.

Quando sarai vecchio
racconterai la tua gioventù
ed i tuoi occhi saranno più belli
perché sarai più vicino
ad incontrare il vento.
Quando sarai più vecchio
Parlerai di te ai bambini
venuti al mondo
parecchio tempo dopo di te
le tue parole sapranno far ridere
ed anche piangere.
Quando le rughe ti assaliranno
trasformando il tuo viso
ed i tuoi occhi sapranno farsi amare
racconterai di te
delle tue mani che han sudato dolore.
Quando sarai un corpo inerme
dentro il cielo ci sarà una nuvola in più
potrai far sorridere e sognare
come un ricordo
che non c’è più…
Ho varcato dune di deserti infuocati
i piedi sanguinanti,
sputando granelli di sabbia
incastonati nelle crepe delle labbra
Attraverso paludi ho camminato
inciampato, cadendo con la faccia nel fango,
ripulito il viso con la manica stracciata
avanti, sempre, senza mai voltarmi indietro
Nuotato nell'oceano, sbattuta dalle onde
come relitto di una nave naufragata,
superstite di un travaglio interiore
doloroso ed ho vinto
Prove elargite vigliaccamente
dalla vita che amavo e continuo ad amare,
prove di forza per provare
che cosa, la determinazione
nell'accettare un dono divino
sul quale mai avrei sputato
pur a costo della vita stessa?
Ed ora nel profondo della notte
seppure mi sento come albero
potato dei rami,
come rose private dei petali vellutati
ma ricche di spine gocciolanti
rosso e denso liquido,
osservo il cielo sul quale
un manto di stelle è sceso,
dal cuore nasce un sorriso
Un sorriso simbolo di speranza,
di continuità di questa esistenza,
che a pugni mi ha colpito
forte, intensamente,
ma nella quale scavando
a mani nude ho trovato l'amore,
l'amore più grande, splendente
più del sole …. eterno oltre ogni dove ...
i piedi sanguinanti,
sputando granelli di sabbia
incastonati nelle crepe delle labbra
Attraverso paludi ho camminato
inciampato, cadendo con la faccia nel fango,
ripulito il viso con la manica stracciata
avanti, sempre, senza mai voltarmi indietro
Nuotato nell'oceano, sbattuta dalle onde
come relitto di una nave naufragata,
superstite di un travaglio interiore
doloroso ed ho vinto
Prove elargite vigliaccamente
dalla vita che amavo e continuo ad amare,
prove di forza per provare
che cosa, la determinazione
nell'accettare un dono divino
sul quale mai avrei sputato
pur a costo della vita stessa?
Ed ora nel profondo della notte
seppure mi sento come albero
potato dei rami,
come rose private dei petali vellutati
ma ricche di spine gocciolanti
rosso e denso liquido,
osservo il cielo sul quale
un manto di stelle è sceso,
dal cuore nasce un sorriso
Un sorriso simbolo di speranza,
di continuità di questa esistenza,
che a pugni mi ha colpito
forte, intensamente,
ma nella quale scavando
a mani nude ho trovato l'amore,
l'amore più grande, splendente
più del sole …. eterno oltre ogni dove ...
Ricaccerò indietro le lacrime
non gli permetterò
di attraversare di nuovo il viso.
Non mi ruberanno il sorriso
non sarò più una vittima
curerò le cicatrici.
Ritornerò a vivere
ritornerò ad amare
allontanerò il dolore.
I sogni e le stelle
illumineranno
le mie notti.
Non avrò più paura
del giorno che arriva
magari succederà davvero.
Magari...
non gli permetterò
di attraversare di nuovo il viso.
Non mi ruberanno il sorriso
non sarò più una vittima
curerò le cicatrici.
Ritornerò a vivere
ritornerò ad amare
allontanerò il dolore.
I sogni e le stelle
illumineranno
le mie notti.
Non avrò più paura
del giorno che arriva
magari succederà davvero.
Magari...
Potrebbe piovere ancora
mentre soffia dolcemente il vento
e guardo il cielo
riempirsi di nuvole contento
Sono maschere cangianti
alate di voli
congiunti e distanti.
Attrici in un teatro di cristallo
fanno rumore
quando il sipario s'apre!
quando il sipario s'apre!
Pregne di pensieri vellutati
ansimi e desideri
respiri trattenuti.
Nuvole bianche ovattate
di zucchero a velo
di zucchero a velo
nuvole nere di caffè amaro.
Occhi di resina
briciole di luce
rugiada che cola
pozzanghera riflessa e
terra piena
pozzanghera riflessa e
terra piena
di lanterne soprapposte
Non posso darti
tracce di certezze.
Solo una sicurezza:
la morte che mi aspetta.
Non fornisco risposte
convincenti
alle tue insistenti domande.
Il mio faro e' spento;
le navi
non possono entrare nella rada.
Dispersa quella luce
che illumina
la creatura
piu' rabbuiata.
Faremo un giro
per il porto,
trafficato
di solerti marinai:
io e i miei limiti.
Camminero' lento,circospetto,
appesantito dagli scomodi
compagni.
Vorrei liberarmi
dal loro giogo
e gettarmi a mare
.Mi ubriachero'
col ricordo di una piccola gioia
lontana.
Limiti: duri a morire.
Le acque del porto
saranno
il nostro eterno giaciglio.
tracce di certezze.
Solo una sicurezza:
la morte che mi aspetta.
Non fornisco risposte
convincenti
alle tue insistenti domande.
Il mio faro e' spento;
le navi
non possono entrare nella rada.
Dispersa quella luce
che illumina
la creatura
piu' rabbuiata.
Faremo un giro
per il porto,
trafficato
di solerti marinai:
io e i miei limiti.
Camminero' lento,circospetto,
appesantito dagli scomodi
compagni.
Vorrei liberarmi
dal loro giogo
e gettarmi a mare
.Mi ubriachero'
col ricordo di una piccola gioia
lontana.
Limiti: duri a morire.
Le acque del porto
saranno
il nostro eterno giaciglio.
Mosconi neri,
animali grossi;
non puoi ucciderli;
sono tanti.
Armata agguerrita
sino ai denti.
La mosca bianca
e' condannata
a marcire in cella.
Calunniata perche' onesta;
vituperata: e' tanto ligia.
Morte impietosa
non ghermisce
quella bestiola
dall'esile corpo
e zampe rotte.
La pena capitale
e' lasciarla sola.
animali grossi;
non puoi ucciderli;
sono tanti.
Armata agguerrita
sino ai denti.
La mosca bianca
e' condannata
a marcire in cella.
Calunniata perche' onesta;
vituperata: e' tanto ligia.
Morte impietosa
non ghermisce
quella bestiola
dall'esile corpo
e zampe rotte.
La pena capitale
e' lasciarla sola.
Silenziano
i covoni arruffati dal vento
i covoni arruffati dal vento
piccoli papaveri
dilettano
dilettano
e riscrivono il tempo.
L'azzurro invade
incurante il cielo
assapora l'orizzonte scandagliando
gomitoli di nuvole .
gomitoli di nuvole .
Ricami tremuli sul mare sono le onde
da scrivere
da dipingere
da accarezzare.
Arpeggia Giugno
ogni fiato
ogni passo
ogni cuore.


Resta!
Resta pensiero raggomitolato
nel chiaro delle lenzuola.
nel chiaro delle lenzuola.
Resta fiammella briosa
di grano e papaveri.
Fragile luce
di un'alba maggese
tra le righe e l'inquietudine
di un cuore grande
che ancora ti pensa
di un cuore grande
che ancora ti pensa
vestito di rugiada...
mentre seduto il sole sussurra.
mentre seduto il sole sussurra.
Ho dimenticato l’alba fiorita del sentire
il suo dileguarsi maestoso strano e imperfetto
la fragilità commossa della caducità, lira
incantata, ninfa del tempo, attimo fuggito via.
Ho dimenticato la perdita sul fondo del pianto
coltivato malinconiche primavere di rinascita
riflessi d’arcobaleni bambini di promesse.
Ho dimenticato la bramosia nel cercar l’indicibile
scavare parole estraendo il loro senso ultimo
verificarne la veridicità nell’onesta metamorfosi
e ascoltare senza risposta le voci mie e altrui
per immergermi in un tiepido aortico caos
di misericordia benevola all’obolo paradisiaco
del cinguettio cosmico così limpido e generoso
da rinnegare l’ostilità che mi vuole giara
abisso furtivo di superficiale urgenza.
Ho dimenticato le promesse sul cuscino
uscite a respirare per inseguire il sogno
e fermarsi fiore nei campi irti e colmi di sole
antenato di folgore rinvenuto squarcio
antico gheriglio di bagliore dal riflesso
di carne impastata a terra e morte a vita.
Ho dimenticato la salvezza nell’amore
discostato lembi dal più intimo biancore
rinnegato, l’ultima gravidanza del fato
inseminato tenue appello: il mio d’io universale
varco d’un tempio surreale di splendido dolore.
il suo dileguarsi maestoso strano e imperfetto
la fragilità commossa della caducità, lira
incantata, ninfa del tempo, attimo fuggito via.
Ho dimenticato la perdita sul fondo del pianto
coltivato malinconiche primavere di rinascita
riflessi d’arcobaleni bambini di promesse.
Ho dimenticato la bramosia nel cercar l’indicibile
scavare parole estraendo il loro senso ultimo
verificarne la veridicità nell’onesta metamorfosi
e ascoltare senza risposta le voci mie e altrui
per immergermi in un tiepido aortico caos
di misericordia benevola all’obolo paradisiaco
del cinguettio cosmico così limpido e generoso
da rinnegare l’ostilità che mi vuole giara
abisso furtivo di superficiale urgenza.
Ho dimenticato le promesse sul cuscino
uscite a respirare per inseguire il sogno
e fermarsi fiore nei campi irti e colmi di sole
antenato di folgore rinvenuto squarcio
antico gheriglio di bagliore dal riflesso
di carne impastata a terra e morte a vita.
Ho dimenticato la salvezza nell’amore
discostato lembi dal più intimo biancore
rinnegato, l’ultima gravidanza del fato
inseminato tenue appello: il mio d’io universale
varco d’un tempio surreale di splendido dolore.
La tristezza è....
...come quando crolla un Impero
...come quando crolla un Impero
e i barbari imperversano.
E’ come un bruciore forte
dentro al petto
e la gola ingoia lacrime e veleno.
E’ come l’anima solitaria
quando nel suo cuore
viene colpita da una strana noia,
e in quel profondo bruciano
le battaglie più cruente.
E’ … un po’ morire.
Ahi! amore mai nato
Ahi! amore mai nato
ma eternamente finito!
Ah! Tutti i bicchieri son vuoti,
nulla è più.
Ecco, son qui,
col mio sciocco poema
da buttar nel fuoco,
da buttar nel fuoco,
mentre un’invincibile noia m'invade...
...è tristezza!
...è tristezza!
!

Ed è cosi
che il buio mi avvolge.
Il nulla
mi travolge.
Sola...
Abbandonata...
Ed è cosi
che il mio mondo crolla.
Tutto ciò a cui credevo
si sgretola, si frantuma.
Ed è cosi che passano secondi,
minuti, ore, giorni.
Sono improvvisamente
vuota...
Sola...
Spenta...
Ed è cosi
che tutto crolla...
Ed è cosi che un giorno ti attraversa un terremoto, Ed è cosi che a 48 anni ti fai tante domande, ma non riesci ad avere le risposte, ed è cosi che ti fai un esame di coscienza, per capire se hai fatto errori, se puoi riaprarli, oppure sei destinata a soffrire per sempre, i dubbi, le domande, tutte queste cose non le pensi mai fino al momento che arrivi al fondo, è li che metti sulla bilancia la tua vita, vita messa in discussione, vita sofferta, vita amata, vita felice, che adesso va a fondo e con essa anche tu.
che il buio mi avvolge.
Il nulla
mi travolge.
Sola...
Abbandonata...
Ed è cosi
che il mio mondo crolla.
Tutto ciò a cui credevo
si sgretola, si frantuma.
Ed è cosi che passano secondi,
minuti, ore, giorni.
Sono improvvisamente
vuota...
Sola...
Spenta...
Ed è cosi
che tutto crolla...
Ed è cosi che un giorno ti attraversa un terremoto, Ed è cosi che a 48 anni ti fai tante domande, ma non riesci ad avere le risposte, ed è cosi che ti fai un esame di coscienza, per capire se hai fatto errori, se puoi riaprarli, oppure sei destinata a soffrire per sempre, i dubbi, le domande, tutte queste cose non le pensi mai fino al momento che arrivi al fondo, è li che metti sulla bilancia la tua vita, vita messa in discussione, vita sofferta, vita amata, vita felice, che adesso va a fondo e con essa anche tu.
Inutile avere le colombe di pace nel cuore,
se conta solo l'egoismo per le altre persone;
Un senso di guerra per lo più interiore,
lottando tra le pretese di chi non ha cuore;
è l'età in cui essere buoni paga poco,
ci guadagno solo chi alle persone dà quasi fuoco;
non importa quanto grande
possa essere il tuo valore,
essere ignorato o dimenticato
sarà il tuo più grande terrore.
possa essere il tuo valore,
essere ignorato o dimenticato
sarà il tuo più grande terrore.
Non mentono mai
Lo sanno se sei nei guai
Gli occhi
Di pianto arrossati
Di gioia illuminati
Ti seguono se ti volti
Stregati, sedotti
Gli occhi
Guardali i miei ed i tuoi
Raccontano di noi
Disillusi, arrabbiati
Da questo universo annoiati
Non tradiscono lo sai...
Ridono dei sì, piangono dei mai
Gli occhi
Più sinceri delle parole
Guardano in basso o cercano il sole
Disperati quando li incontri
se non capisci, se non ascolti
Gli occhi
Osservali per un po' i miei
stanno parlando di vorrei
che tu non cogli e vanno a fondo
come l'anima mia, come questo mondo.
Lo sanno se sei nei guai
Gli occhi
Di pianto arrossati
Di gioia illuminati
Ti seguono se ti volti
Stregati, sedotti
Gli occhi
Guardali i miei ed i tuoi
Raccontano di noi
Disillusi, arrabbiati
Da questo universo annoiati
Non tradiscono lo sai...
Ridono dei sì, piangono dei mai
Gli occhi
Più sinceri delle parole
Guardano in basso o cercano il sole
Disperati quando li incontri
se non capisci, se non ascolti
Gli occhi
Osservali per un po' i miei
stanno parlando di vorrei
che tu non cogli e vanno a fondo
come l'anima mia, come questo mondo.







