Grazie al sole che ogni giorno si leva
e alla notte che alla fine del giorno arriva.
Grazie alle stelle e alla luna
che regalano magia all' insonnia dei poeti.
Grazie agli alberi che sono così saggi.
Grazie al vento, al mare e le montagne
che rendono la Terra così bella.
Grazie ai miei genitori che,
seppur si sono amati per poco tempo
mi hanno dato la vita.
Grazie all' amore, alla sensualità, alla fantasia.
Grazie al figlio che non ho potuto avere
e che avrei amato alla follia
che comunque ritrovo nello sguardo
di ogni bambino che incontro.
Grazie all' uomo
che dopo tutto questo tempo
mi tiene ancora per mano.
Grazie al mio passato, alla sofferenza
alla malinconia, alla solitudine
che hanno forgiato il mio carattere
e fatto si che io sia quello che sono.
Grazie al presente
che ho imparato ad assaporare
con la consapevolezza
che forse domani sarà diverso da ora.
Grazie alla rabbia, alla solidarietà, al senso critico
che mi fanno sentire sempre più vicina
alle poche persone vere e sensibili
e sempre più lontana dai molti stupidi ed arroganti.
Grazie ad un qualcosa in cui comincio a credere
al quale non ho la presunzione di dare un nome
che mi fa sentire dentro a tutte le cose
e al contempo staccata da esse.
Grazie a chi sa dire " grazie "
e alla notte che alla fine del giorno arriva.
Grazie alle stelle e alla luna
che regalano magia all' insonnia dei poeti.
Grazie agli alberi che sono così saggi.
Grazie al vento, al mare e le montagne
che rendono la Terra così bella.
Grazie ai miei genitori che,
seppur si sono amati per poco tempo
mi hanno dato la vita.
Grazie all' amore, alla sensualità, alla fantasia.
Grazie al figlio che non ho potuto avere
e che avrei amato alla follia
che comunque ritrovo nello sguardo
di ogni bambino che incontro.
Grazie all' uomo
che dopo tutto questo tempo
mi tiene ancora per mano.
Grazie al mio passato, alla sofferenza
alla malinconia, alla solitudine
che hanno forgiato il mio carattere
e fatto si che io sia quello che sono.
Grazie al presente
che ho imparato ad assaporare
con la consapevolezza
che forse domani sarà diverso da ora.
Grazie alla rabbia, alla solidarietà, al senso critico
che mi fanno sentire sempre più vicina
alle poche persone vere e sensibili
e sempre più lontana dai molti stupidi ed arroganti.
Grazie ad un qualcosa in cui comincio a credere
al quale non ho la presunzione di dare un nome
che mi fa sentire dentro a tutte le cose
e al contempo staccata da esse.
Grazie a chi sa dire " grazie "
14 commenti
Ho vegliato notti più buie del buio,
più nere della pece, aspettando albe
che non rischiaravano mai.
… Ho visto corpi fasciati nel dolore
e mille domande negli occhi.
Ho stretto mani che non conoscevo,
che avevano la paura tra le dita
e tremiti nella stretta,
cercavano angeli in quell’inferno…
Mi sono scontrata con occhi disperati,
soli, con la morte alle spalle
che li risucchiava.
Allora ho dato solo una parola
e un abbraccio.
… Ho dato una goccia d’amore…
… Poi ho visto albe che volevo
fossero già tramonti
e tramonti che fossero già albe chiare.
Ho implorato pietà, un po’ d’amore
e da me è arrivato.
A me son tornate le gocce
che avevano bagnato il mio cammino:
l’amore, quella pietà che avevo seminato.
… Ed il tramonto s’è fatto alba chiara,
limpida, e le lacrime
son diventate perle di gioia, di saggezza.
… Il buio s’è dissolto
fra le braccia della vita…
più nere della pece, aspettando albe
che non rischiaravano mai.
… Ho visto corpi fasciati nel dolore
e mille domande negli occhi.
Ho stretto mani che non conoscevo,
che avevano la paura tra le dita
e tremiti nella stretta,
cercavano angeli in quell’inferno…
Mi sono scontrata con occhi disperati,
soli, con la morte alle spalle
che li risucchiava.
Allora ho dato solo una parola
e un abbraccio.
… Ho dato una goccia d’amore…
… Poi ho visto albe che volevo
fossero già tramonti
e tramonti che fossero già albe chiare.
Ho implorato pietà, un po’ d’amore
e da me è arrivato.
A me son tornate le gocce
che avevano bagnato il mio cammino:
l’amore, quella pietà che avevo seminato.
… Ed il tramonto s’è fatto alba chiara,
limpida, e le lacrime
son diventate perle di gioia, di saggezza.
… Il buio s’è dissolto
fra le braccia della vita…
La seguo di spalle, non si riconosce
temo che si senta osservata
i suoi capelli aggrovigliati poi
formano una timida sbarra alla fretta.
Strano anche quando parla, trema
teme di non esser vista, inadeguata.
La sua paura ha lo sguardo fisso sul bicchiere
e gli occhi degli altri le vivono dentro
Ora si alza e sente le gambe ripetere
tutto nella sua mente ripete:
l’inutilità dell’atto, la vita sull’orlo
le scelte infeltrite, il trucco ferito .
Recita reinterpretandosi passiva
fortuna il tempo non si accorge di nulla
e invecchia le paure allo specchio.
E pure la gatta nera la insegue
non smette di volerle stare accanto.
I loro occhi sono lavabi familiari
come un riconoscersi bisogno.
La sua solitudine fiorisce di sogno
le parole piangono aquiloni di lotte
ma inutile l’immobilità la cinge stretta
come se la sua anima alla fine del senso
fosse una calma tutta ricoperta di colpe.
temo che si senta osservata
i suoi capelli aggrovigliati poi
formano una timida sbarra alla fretta.
Strano anche quando parla, trema
teme di non esser vista, inadeguata.
La sua paura ha lo sguardo fisso sul bicchiere
e gli occhi degli altri le vivono dentro
Ora si alza e sente le gambe ripetere
tutto nella sua mente ripete:
l’inutilità dell’atto, la vita sull’orlo
le scelte infeltrite, il trucco ferito .
Recita reinterpretandosi passiva
fortuna il tempo non si accorge di nulla
e invecchia le paure allo specchio.
E pure la gatta nera la insegue
non smette di volerle stare accanto.
I loro occhi sono lavabi familiari
come un riconoscersi bisogno.
La sua solitudine fiorisce di sogno
le parole piangono aquiloni di lotte
ma inutile l’immobilità la cinge stretta
come se la sua anima alla fine del senso
fosse una calma tutta ricoperta di colpe.
Guardo il mare
un immenso ripetersi di onde
non più piove
se non soffici e zuccherose nuvole
dolciastre di cielo
e delle strida dei gabbiani in volo
sordo è il closcare sugli scogli.
Passi vergini
ha la sabbia tiepida
e gorgoglii vivaci d'acqua
urtano e inghiottiscono le voci.
Ma io non sento...
Mi sazio
con una manciata di luce.
Per gonfiarmi il petto
bagno le mie labbra
di fresco rifugio
con il suono arcano infinito
con il suono arcano infinito
del mare .

Vorrei innalzare il mio pensiero sino a toccare l' immensità di alti cieli
perdermi e ritrovarmi nell' indaco della sua e mia essenza
sentire il mio corpo leggero come una folata di vento
e sdoganare il peso della quotidianità per il viaggio verso il sereno
Vorrei essere la nuvola che gioca a nascondino con il sole
volare in compagnia di piccole particelle di sogni
inventare la fluida atmosfera poetica nello spazio interstellare
sentirmi pefetta nella mia vissuta imperfezione
finalmente lontana dal turbinio e dal rumore della terra
e vicina al respiro e al silenzio del cielo
mi sentirei Regina felice di sapere
che quando inizio a piangere innaffio orti, giardini e fiori
e poi la carezza del sole mi donerà nuova allegria
e forse qui è il nocciolo della magia
perdermi e ritrovarmi nell' indaco della sua e mia essenza
sentire il mio corpo leggero come una folata di vento
e sdoganare il peso della quotidianità per il viaggio verso il sereno
Vorrei essere la nuvola che gioca a nascondino con il sole
volare in compagnia di piccole particelle di sogni
inventare la fluida atmosfera poetica nello spazio interstellare
sentirmi pefetta nella mia vissuta imperfezione
finalmente lontana dal turbinio e dal rumore della terra
e vicina al respiro e al silenzio del cielo
mi sentirei Regina felice di sapere
che quando inizio a piangere innaffio orti, giardini e fiori
e poi la carezza del sole mi donerà nuova allegria
e forse qui è il nocciolo della magia
La luce filtra
sul pavimento
fugge dal vento che
sibila tra le fessure
quel suo
rumore irrequieto.
rumore irrequieto.
Insiste
solleva pensieri
ma è un vento bugiardo
non ha il respiro dei fiori.
I miei occhi lucidi
hanno un cielo di stelle
e resto luna
al buio
appesa e sospesa.
al buio
appesa e sospesa.
Allineate
le nuvole ad est
le nuvole ad est
trattengono il mare.
Io le raccolgo
spalanco le finestre
e il vento scompare.
Dei momenti più lieti
ho bevuto l'essenza
c'eri tu e tante altre
cui ancora non ho dato nulla
e al lago per colazione
solo raggi nuovi di sole
incedere procedere
andare via
e mentre le campane cantano a festa
tulla la felicità m'appesta
involontaria compagna
di questi giorni d'aprile
ho bevuto l'essenza
c'eri tu e tante altre
cui ancora non ho dato nulla
e al lago per colazione
solo raggi nuovi di sole
incedere procedere
andare via
e mentre le campane cantano a festa
tulla la felicità m'appesta
involontaria compagna
di questi giorni d'aprile
Fiorisci d'essenza
ed io
rosa golosa
rosa golosa
ne assaporo
l'incanto fruttato.
l'incanto fruttato.
Fluttui
e dimori nel vento
tremuli le foglie
intessi desideri
tiepida carezza sei ...
sei la mia Primavera!
sei la mia Primavera!
Torni
nel mio cuore
ed io
come gemma
abbottonata al ramo
aspetto
come gemma
abbottonata al ramo
aspetto
di riempirmi di stelle
e di sole.

e di sole.

Vibranti sintonie a colorar cielo,
misture di pensieri in vagante beatitudine,
aria felice a coronar cuore.
Volo a tesser trama serena,
fulgida poesia in vibrazione di parole..
Oh! Anima in profusion di
bianco candore,
margherite a tatuar prati,
allegorie e, sottil enfasi di piacere,
carismatica fusione, gioia in sentor di vita.
Farfalla a inneggiar cielo,
lieve, piuma colorata e,
di fiore in fiore sparger amore.
Farfalla, anima variopinta,
beata meraviglia in
alternanza di battiti d'ali,
occhi a bearsi di natural beltà,
vivaci mutamenti e senso d'abbandono.
Con te “ VOLO.”
Sono o non sono
Ci sono o non ci sono
Sono qui tra felce boschive
Così fitte da imprigionare
Eppure, è la che devo andare
La scorgo, La fisso, m'allungo
Tepida e ruvida è la terra
Inciampo rotolando sulle gambe
Come un giocoliere intrepido
Che sfida la riuscita
Sono e ci sono
Osservo in muta reverenza
La dimora che calpesto
E non basta il tormento
Che serve al fine Nostro?
Morbida e liscia la mano
Così tesa e aperta da raccogliere
La carne o le ossa o solo
Il pensiero compresso.
Ci sono o non ci sono
Sono qui tra felce boschive
Così fitte da imprigionare
Eppure, è la che devo andare
La scorgo, La fisso, m'allungo
Tepida e ruvida è la terra
Inciampo rotolando sulle gambe
Come un giocoliere intrepido
Che sfida la riuscita
Sono e ci sono
Osservo in muta reverenza
La dimora che calpesto
E non basta il tormento
Che serve al fine Nostro?
Morbida e liscia la mano
Così tesa e aperta da raccogliere
La carne o le ossa o solo
Il pensiero compresso.
Ritorna la sera con la sua ombra vaga
e sfuma lentamente
un altro giorno consumato.
Scorre veloce il tempo,
e seduto davanti allo schermo
cerco oblio in un diverso mondo.
Gli occhi stanchi scavano ansiosi
fra bit ondivaghi, cercano bramosi
parole ed immagini distraenti,
che cancellino le realtà stridenti
che mi soffocano il respiro.
Poi m'alzo dalla sedia ergonomica,
m'affaccio alla finestra spalancata
e guardo ammirato i lontani bagliori delle stelle.
M'arrendo infine al mistero cosmico
che sovrasta la mia esistenza
e torno, rasserenato, a voltare le pagine
della mia insignificante e fugace storia.
e sfuma lentamente
un altro giorno consumato.
Scorre veloce il tempo,
e seduto davanti allo schermo
cerco oblio in un diverso mondo.
Gli occhi stanchi scavano ansiosi
fra bit ondivaghi, cercano bramosi
parole ed immagini distraenti,
che cancellino le realtà stridenti
che mi soffocano il respiro.
Poi m'alzo dalla sedia ergonomica,
m'affaccio alla finestra spalancata
e guardo ammirato i lontani bagliori delle stelle.
M'arrendo infine al mistero cosmico
che sovrasta la mia esistenza
e torno, rasserenato, a voltare le pagine
della mia insignificante e fugace storia.
Langue l'essere trasportato fuori
non si riconosce in libertà d'idee
e sbatte i pensieri ai piedi.
Li immagina salpare in alto mare
mentre grida loro "Con volontà"
Peccato che sia sabbia mobile la realtà
il passeggio dal vocio stridulo
senza proporzione di protesta.
Ed io le ali le abbia ripiegate già
acconsentendo a tener per mano
il mio silenzio a passo di destino.







