Ho sbattuto le ali
per salpare su questo cielo
e venirti vicino
stella delle stelle
in questa notte tratteggiata
da giugno prepotente
innocente ti sei fatta vedere
mentre eri gia donna
mirata
ebrezza rivoltosa
rivoluzionaria nella giacenza del mio cuore
stella delle stelle
inesplorata e fantasiosa
mistica risorsa
del mio non troppo mai poco
amore
per salpare su questo cielo
e venirti vicino
stella delle stelle
in questa notte tratteggiata
da giugno prepotente
innocente ti sei fatta vedere
mentre eri gia donna
mirata
ebrezza rivoltosa
rivoluzionaria nella giacenza del mio cuore
stella delle stelle
inesplorata e fantasiosa
mistica risorsa
del mio non troppo mai poco
amore
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Vorrei viaggiare con le nuvole,
quando esse buie e minacciose,
si tuffano nel mare.
M’incanto mentre leste,
si confondano alla linea dell'orizzonte.
Potessero almeno essere le ultime,
che generose lasciano il posto al sole.
Vado scalza, avanti, non mi fermo,
per non rimuginar tra i falli di un passato,
i piedi si bagnano nella fredda acqua,
che brividi produce alla pelle.
Vorrei ascoltare la voce delle onde,
e le parole che suggeriscono all’anima,
ma essa sorda, comprendere non vuole,
e viaggiando parallela coi pensieri,
mai scontrarsi potrà.
Lì è la barca a ricordo
d’una estate che passò,
ad aspettare paziente l’ora propizia,
per la buona e ricca pesca,
mentre un gabbiano, in poppa,
mira le onde, chissà, generose,
gli offriranno fresco cibo.
Vorrei tuffarmi in quelle onde,
per riemergere leggera,
ma la nuvola dispettosa,
penetra in petto,
frantumando le emozioni,
Mi seggo su quel legno paziente,
e insieme sogniamo già
la bella stagione.
Cinger il capo
fa molta paura
se del passato
hai l anima pura.
Rende indifeso
un umile uomo
ma toglie un peso
per l animo nuovo.
Difficile è farlo
se l orgoglio prevale,
d obbligo sottrarlo
per imparare ad amare.
È meglio scusare
senza essere rei,
che ragionare
e perdere lei.
fa molta paura
se del passato
hai l anima pura.
Rende indifeso
un umile uomo
ma toglie un peso
per l animo nuovo.
Difficile è farlo
se l orgoglio prevale,
d obbligo sottrarlo
per imparare ad amare.
È meglio scusare
senza essere rei,
che ragionare
e perdere lei.
Oggi mi sento come
Edmond Dantès
quando fuggì dal Castello D’If.
Oggi mi sento come
Pollicino
che fece cadere
i sassolini per la strada
e riuscì a tornare a casa.
Oggi mi sento come
quell’impiegato
che viene promosso sul posto di lavoro
e non se lo aspettava!
Oggi mi sento come
quel bambino
a cui gli viene regalato
un sacchetto enorme di caramelle.
Oggi mi sento come
la fata turchina
che viene finalmente ascoltata
da Pinocchio!
Oggi mi sento
come quella figlia unica
a cui le viene data
dopo una lunga attesa
una sorellina con cui giocare.
Oggi mi sento…
Attendendo l’attimo in cui credere ai miracoli
si fa sempre più largo la tristezza in me.
Scruto il cielo
è sempre buio.
La vita cosi preziosa
sfugge dalle mani
In queste giornate sconosciute.
La felicità, la gioia erano
il contorno dell’anima
adesso sono solo un lontano ricordo.
Tutto appare
senza colore invisibile.
Una lotta instancabile,
giorni, mesi, anni sconosciuti
Affidati ad un pezzo di carta,
lo sfogo dell’anima.
E allora sogno
un’immensità di fiori profumati,
in attesa di quell’attimo
in cui mi specchierò nel cielo
colmo di stelle.
Pian piano si fa spazio l’aurora,
il sole nascerà,
per cancellare queste giornate sconosciute.
si fa sempre più largo la tristezza in me.
Scruto il cielo
è sempre buio.
La vita cosi preziosa
sfugge dalle mani
In queste giornate sconosciute.
La felicità, la gioia erano
il contorno dell’anima
adesso sono solo un lontano ricordo.
Tutto appare
senza colore invisibile.
Una lotta instancabile,
giorni, mesi, anni sconosciuti
Affidati ad un pezzo di carta,
lo sfogo dell’anima.
E allora sogno
un’immensità di fiori profumati,
in attesa di quell’attimo
in cui mi specchierò nel cielo
colmo di stelle.
Pian piano si fa spazio l’aurora,
il sole nascerà,
per cancellare queste giornate sconosciute.
È come se urlassero al di là del vetro
incomprensibili odii tra massi e fuochi
mentre lo sguardo appoggiato al retro
chiedesse solo di non esser fuso ai giochi.
Non saprà mai quanta umana agonia
dovrà ancora attendere prima di poter andare via
lontano tra boschi e valli colmi di grazia
dove nutrire d'estatica armonia l'ingenua pena.
La purezza chiede venia se al di là d’un dito
puntato, fisso sull'altro, non prende parte al rito
ma umile l'attesa addenta il vissuto pianto
miracolo d’amore morente al tutto finito.
Vorticanti nel vento
delle altrui decisioni,
poniamo un accento.
Uno solo.
Tremante.
Confuso.
Soggiogati da un algido rimorso,
untore spietato di sterni svuotati,
urliamo fuori il cuore,
gettandolo nel libeccio dell'incertezza
da cui sarà travolto, masticato
e scagliato lontano.
Mani e paludi,
Silenzi rumorosi
come cingoli sull'acciaio.
Nebbia di un bosco
reso muto dal tempo,
che ride delle nostre espressioni cupe.
Poi sagome di noi,
che incessantemente cercano,
per ore, per giorni, per anni,
quel cuore travolto dai venti
e scagliato lontano.
Chissà dove.
Sapendo che ormai,
ormai lui non ci cerca.
Notti vissute di lato
Mentre la luna spesso dormiva
Notti sognate di notte
Mentre la gente dormiva
e nelle notti che voi mai conoscerete
parlai a Dio di noi
Notti che sognavo di te
Tu che di notte sognavi lo so di me
Notti tristi come la pioggia di febbraio
Notti malandrine spezzate le catene
Notti di giorni inutili
Notti di rabbia tra i denti
Notti che il cuore ha battuto forte
Notti nel letto di Maria
Notti disperate
Di inutili pensieri
Che a dormire non ci riesci
Perché sono notti, notti di galere
Notti di stelle attaccate
Notti drogate
Notti d’aborto e di vergogna
Notti rimaste nella fogna
Notti malandrine notte di libri
Notti assassine
Che non ti fan dormire piuttosto pensare
Che se il domani è mio
Io ci voglio arrivare
Notti di derby vinti e di illusioni
Notti di coppe di campioni
Notti di prime volte a letto
Notti malandrine
Notti drogate notti di rapine
Notti d’aborto e di sesso
Notti di sigari e sgomento
E se il domani è mio
Io ci voglio arrivare
Anche lacerato sul corpo dalle ferite di un agguato
Notti di Jack e malvasia
Notti d’amore che vanno via
Notti di sirene e di letti dentro gli ospedali
Notti di vagiti e di tensioni mediorientali
Notti di Natale con le cambiali da finire
Notti d’esami e libri da consultare
Notti di fierezza e innamorate
Notti da poco consumate
Che se il domani è mio
Non ve lo lascio prendere
Perché lo voglio io
Notti di sorrisi e di inganni
Notti di bellissimi affanni
Notti sotto le stelle al freddo adagiato tra il ghiaccio
Notti di polizia
Notti di chi dorme alla stazione
Notti che viviamo con attenzione
Notti nel letto di MARIA
Notti disperate
Di inutili pensieri
Che a dormire non ci riesci
Perché sono notti, notti di galere
Notti malandrine notte di libri
Notti assassine
Che non ti fan dormire piuttosto pensare
Che se il domani è mio
Io ci voglio arrivare
Mentre la luna spesso dormiva
Notti sognate di notte
Mentre la gente dormiva
e nelle notti che voi mai conoscerete
parlai a Dio di noi
Notti che sognavo di te
Tu che di notte sognavi lo so di me
Notti tristi come la pioggia di febbraio
Notti malandrine spezzate le catene
Notti di giorni inutili
Notti di rabbia tra i denti
Notti che il cuore ha battuto forte
Notti nel letto di Maria
Notti disperate
Di inutili pensieri
Che a dormire non ci riesci
Perché sono notti, notti di galere
Notti di stelle attaccate
Notti drogate
Notti d’aborto e di vergogna
Notti rimaste nella fogna
Notti malandrine notte di libri
Notti assassine
Che non ti fan dormire piuttosto pensare
Che se il domani è mio
Io ci voglio arrivare
Notti di derby vinti e di illusioni
Notti di coppe di campioni
Notti di prime volte a letto
Notti malandrine
Notti drogate notti di rapine
Notti d’aborto e di sesso
Notti di sigari e sgomento
E se il domani è mio
Io ci voglio arrivare
Anche lacerato sul corpo dalle ferite di un agguato
Notti di Jack e malvasia
Notti d’amore che vanno via
Notti di sirene e di letti dentro gli ospedali
Notti di vagiti e di tensioni mediorientali
Notti di Natale con le cambiali da finire
Notti d’esami e libri da consultare
Notti di fierezza e innamorate
Notti da poco consumate
Che se il domani è mio
Non ve lo lascio prendere
Perché lo voglio io
Notti di sorrisi e di inganni
Notti di bellissimi affanni
Notti sotto le stelle al freddo adagiato tra il ghiaccio
Notti di polizia
Notti di chi dorme alla stazione
Notti che viviamo con attenzione
Notti nel letto di MARIA
Notti disperate
Di inutili pensieri
Che a dormire non ci riesci
Perché sono notti, notti di galere
Notti malandrine notte di libri
Notti assassine
Che non ti fan dormire piuttosto pensare
Che se il domani è mio
Io ci voglio arrivare
Mi arrendo
al vento
al vento
petalo di rosa antica
ho due gocce
di stelle
e un pugno di poesia.
Soffice essenza
sul cuscino
evapori
e mandi via
tutta la malinconia.
Primitiva mi avvolgi
floreale mi solletichi
i palmi delle mani
finisci
nell'incavo del collo
ed è pazzia...
Mi sfogli
mi trattieni
mi respiri
e il tuo respiro
è mio!

E’ primavera distratta di parole
fiori nascosti sui ritorni di memoria
a colmare crepe di celata malinconia
ombre allungate sui muri a cappa
in una mente di rughe non più coinvolta
con la promessa vergine di fuggire via.
La bimbetta cerca la terra fra dita di cielo
riccioli d’anima sorpresi a regalare sorrisi
rose di un tempo profumato di cuore
lontano nel sole cullante occhi di gelsomino
ritrovato istinto al bianco smarrito, irriverente
intrecciato d’armonie come farfalle in gioco
affettuose acrobazie saltellanti di rime
scritte sull’onda di un gesto d’amore.
Distratto il cane abbaia alla paura
l’aria ha suono flebile di dolce cantilena
una nenia invade il petto immerso di poesia.
Non salverà il passo indietro
indicando l’argine rotto alla natura.
fiori nascosti sui ritorni di memoria
a colmare crepe di celata malinconia
ombre allungate sui muri a cappa
in una mente di rughe non più coinvolta
con la promessa vergine di fuggire via.
La bimbetta cerca la terra fra dita di cielo
riccioli d’anima sorpresi a regalare sorrisi
rose di un tempo profumato di cuore
lontano nel sole cullante occhi di gelsomino
ritrovato istinto al bianco smarrito, irriverente
intrecciato d’armonie come farfalle in gioco
affettuose acrobazie saltellanti di rime
scritte sull’onda di un gesto d’amore.
Distratto il cane abbaia alla paura
l’aria ha suono flebile di dolce cantilena
una nenia invade il petto immerso di poesia.
Non salverà il passo indietro
indicando l’argine rotto alla natura.
Che non sono sola
nel volo
lo so
anche tu hai un battito d'ali
fievole nel cielo
delicato dipani i sensi
e ti assopisci
con parole di carta
le lettere
si attorcigliano
e come stringhe
s'intrecciano
diventano acqua
e piove
piove
mentre scrive l'Inverno
piove
mentre scrive l'Inverno

Sono un morto che cammina
sono una spina
conficcata negli occhi
in un giorno d'Aprile
Sono vento e deserto
sono l’intenzione
il tragitto sbagliato
la ragione che pugnala il cuore
Sono il vuoto dentro il vuoto
il fallimento
il passo breve e il volo contorto
Sono l’escremento
l’esempio sbagliato
l’esperimento
Sono la fine del tempo
l’orologio fermo
il nulla
il quinto elemento
Sono l’ inquietudine
e non ci sarà più Oasi
per dissetare
questa mia solitudine
sono una spina
conficcata negli occhi
in un giorno d'Aprile
Sono vento e deserto
sono l’intenzione
il tragitto sbagliato
la ragione che pugnala il cuore
Sono il vuoto dentro il vuoto
il fallimento
il passo breve e il volo contorto
Sono l’escremento
l’esempio sbagliato
l’esperimento
Sono la fine del tempo
l’orologio fermo
il nulla
il quinto elemento
Sono l’ inquietudine
e non ci sarà più Oasi
per dissetare
questa mia solitudine








