nel fiume in piena
con l’anima ammutolita
e frastornata
incapace di esprimere.
Scorrono libere tra cieli
colorati dall’azzurro
dei tuoi occhi…
o cieli dipinti
di quel grigio cupo
quasi a nasconderti.
In qualunque modo
esse avanzano
avvolte dal tuo calore,
a volte anche sterili,
agli occhi della mente
ma non agli occhi dell’anima.
La rugiada invade occhi.
Vallate gelide, la mente.
lava di rabbia scivolano lente
tra le vene sempre più stanche.
Passi sempre più deboli.
Ma quel sole dentro di te
non tarda a risorgere…
Ho annullato me stessa.
Ho curato le ferite mie
buttandoci sù il sale che mi desti tu.
La fragilità è arrivata.
E volevi toccarla con mano.
Immobile in quella grande stanza invernale
dove intorno a me c'era il male.
Il male che non potevo sconfiggere,
avevo unicamente le forze di una ingenua colomba.
Fui ingannata.....
Giustizia non ebbi mai,
accuse false,
derisioni,
promesse mai adempiute
e futuro totalmente disintegrato.
Una grande quercia
come unico amico.
di sogni inarrivabili
mi rivesto di vita
tra battiti scalpitanti
in un petto
che brucia,
spolverando cassetti
per troppo tempo chiusi.
I miei occhi
fissi nei tuoi
ascoltano
lo sguardo tuo muto.
Come spregiudicato,
condannato,
col volto teso all'orizzonte…
mi tuffo nell'oceano
di brividi inauditi.
Nell'incerto esistere,
non dimentico…
albergo nel caos,
nell'ascolto
di parole silenti
trascrivendo
mete inarrivabili.
Qui tra questa guerra
Eterno il mio vagare
Qui tra queste mura
Così parlavo davanti a me stesso
Quando scesi giù
Tra i bassifondi dell'anima a chiedermi scusa
Eterna la mia lancia trafigge il tempo
Qui tra pugnali affilati
Tra rose sfiorate
Tra inutili parole
il tempo scatena reazioni
ed emozioni.
Pezzi di vita
ricordi...
La realtà che vincola
cassetti semi aperti
percorrono ricordi
senza regole
senza limiti
senza confini.
Ombre danzano
nell'inverno ormai inoltrato.
L'ultimo sguardo
verso il sorgere
di una nuova alba
un'altro pezzo di vita.
come una bianca falesia
riflesso sfuocato
d'inutili giorni
passati a cercare
orme perdute
sopra passi coperti
da terre riarse
Non ha sonno la vita
sotto l'obliqua luce
di un tramonto infuocato
non ha sogni la mente
in questo vuoto irreale
Non c'è vezzo nei tuoi gesti,
una semplicità d'odor antico
nella frescura delle mani,
un amore mai dismesso
nell'abito che evoca la festa,
una cornice dei sorrisi
che aleggiano sornioni.
E'' una storia nata per caso,
sul davanzale che ruba alla via
il richiamo delle voci passeggere
e mai dimentiche del mio amore.
Passi ripetuti e mai stanchi
a solcare il silenzio prolungato,
era una storia senza fretta
che stondava le asperità
dei sassi aguzzi dei pensieri,
semmai avessi rivolto al cielo
parole che volassero alte
per legarsi ai miei desideri.
E'' una storia nella storia
degli incontri irrealizzati,
nella costanza della memoria.
Notti insonne, notti in bianco, notti maledette,
insonnia che si prolunga senza mai una tregua,
debito di sonno pericoloso che si accumula,
ma perché? Per cosa? Cos’è che mi tormenta?
Non siamo in medioevo, non sono un cavaliere,
non devo attendere in bianco la mia investitura,
la mia coscienza è già pura, senza macchie,
non serbo mai rancore e odio all’altrui genti.
Non mi manca niente eppure non dormo,
neanche quando la stanchezza mi vince,
mi giro e mi rigiro, stanco dentro al letto,
mi agito e mi scopro anche se fa freddo.
E meno male che ho smesso di fumare,
chissà quante sigarette avrei consumate,
ora ne va di mezzo il frigo, fame nervosa,
mi alzo, cerco e mangio tutto quel che trovo.
Ad occhi socchiusi ma, mai addormentati,
rimugino pensieri di ogni origine e tempo,
pensieri importanti ed anche insignificanti,
pensieri che la mia mente mai dimentica.
Pensieri belli, gioiosi e brutti del passato,
dove il soggetto è sempre il divino amore,
amore familiare, di amicizia e materiale,
ma lei già dorme, non la posso disturbare.
Certo mi farebbe bene, quando ho bisogno,
con una carezza, un bacio esser confortato,
scaricherei la rabbia di questa disavventura
ma lei non è, il secchio della mia spazzatura.
della vita,
che scorre lieve,
lacrime,
fra le dita,
rimorso,
nella mente,
colma,
senza tempo,
d'Amor che non c'è più
Si muove,
il Senso
dove l'ho trovato,
in me,
da una nostalgia
e giace nascosto
riposa,
avvolto,
nelle parole
fra incubi o sogni
indesiderati
e scompare quell'amore
col ricordo
d'uno sguardo
che poi mi giudicò
così per nulla
Sento quel gusto,
della vita,
che scorre lieve,
lacrime,
fra le dita,
rimorso,
nella mente,
colma,
senza tempo,
d'Amor che non c'è più
Sento, il Senso,
che docile,
muove il passo
d'un sentimento
che evapora
ai primi istanti
della sera
e tramonta
al sorgere del Sole
Sento quel gusto,
della vita,
che scorre lieve,
lacrime,
fra le dita,
rimorso,
nella mente,
colma,
senza tempo,
d'Amor che non c'è più
e l'anima
a piè leggero,
va oltre il limite,
preordinato,
dove finisce l'amore
mai amato,
che il destino,
trascina con sé
quando la strada,
è dura assai
Sento, l'essenza
di ciò che il senso
porta nei sogni,
un silenzio vivo,
ma privo,
del tempo che muore,
d'immenso.
appigli di sogni svaniscono,
notte tra le stelle
cavalcano orizzonti
in cerca di meteore e pianeti,
afflitti da solitudini elemosinate,
da corridoi asettiche,
da bicchieri di cristallo
frantumati da una vibrazione,
incollati i pezzi al posto dell'amore.
Scorre a fiumi il sangue.
Fragile debole anima
senza coraggio
cadi leggera
in mille pezzi
uno scossone.
Fragile e delicata
esplodi in tanti
piccolissimi pezzettini
impossibile rimetterli insieme
e mi ritrovo a raccogliere
inutili mucchi di fragilissimi
pezzi di anima.
La buona idea
di chi libera il giardino
dalle foglie morte,
corre.
Vola.
Il buon seme
che tra i superstiti
ho raccolto chino,
vola.
Cantano.
Le mie ragioni
dentro un cielo
che nessuno guarda,
cantano.
Rimbalza.
Tutto nell'indifferenza
rimbalza e torna a me,
pietrificato.
qualcosa che mi riempia la testa e le mani,
o qualcosa che mi faccia sentir viva.
La cerco creando un cerchio nel silenzio
già svuotato di emozioni, dentro e fuori di me.
◊
Poi mi fermo ed aspetto.
E lei puntualmente viene, passa,
colpisce, mi sfinisce e se ne va.
Lasciandomi macchie di inchiostro
come fossero graffi sull'anima.
◊
Aspetto l’uragano, il vortice di pensieri
che mi trasporta in luoghi da visitare...
luoghi sconosciuti, dove la mia fantasia
possa sfogare in tutto il suo splendore e
a volte in tutto il suo infame rumore.
◊
Eccola, è qui, dove sa d’esser gradita...
nello spazio bianco di un foglio,
per lasciare un indelebile segno
che, possa ancora scrivere e raccontare
e per non far dimenticar di me.
per la rabbia del tempo che via via corre
e per la rappresaglia delle stagioni
ai loro cambiamenti voglio anteporre
il senso delle religioni
e poi urlare forte e ancor più forte
dimenticando me stesso e il mio nome,
dimenticando ogni come...
Urlare più forte, più forte del pianto
quando grida la sua verità
e destare l’incanto, d’ogni autorità
fermare il moto degli eventi
vedendo scomparire il bene e il male
con ciò che vale, dalle ragioni agli intenti...
Perché voglio edificare il paradiso
sulle macerie di questo inferno condiviso.
Voglio scrivere una storia
costruita o fatta, d’ogni altrui memoria
e l’amore che provo
constatarlo poi e di tanto in tanto
nel coraggio destato da ogni sogno infranto
ma da uomo solo, me stesso più non trovo
e così il Mondo girerà, nello spazio
e in libertà, sempre e d’ogni perduto amore
nel infinito strazio, d’un dolore
che l’amore, oramai, m’impedisce
quanto mai o più che mai – finisce –
d’esprimere oltre questa riga qua…
guardo il sole.
Raggi luminosi mi stringono la pelle.
Nell'ombra della luce mi rifugio.
Sento un peso crescente;
il buio si avvicina.
Ecco come stelle dal cielo,
Farfalle a cinque dita mi vengono incontro.
Tra una goccia ed un'altra
che lente, scendono
sul vetro bagnato, di questa finestra,
intravedo... su un muro esterno
di una casa abbandonata,
dove l'edera è ormai seccata,
scarabocchi e scritti;
di una libertà da conquistare,
di un cuore trafitto di un innamorato,
e disegni sconci, da sorvolare.
La gente passa, incurante
di un tempo grigio e malinconico.
Ombrelli, scuri come nubi si urtano,
mentre riparano corpi coperti dal freddo
e piedi... tanti piedi in scarpe diverse,
piedi bagnati e freddi.
Corrono, camminano,
si fermano dolenti e stanchi
di portare il peso per tutta una vita,
di tutte le vite.









