Nosocomio primaverile, 
Dolore incerto,
Come una civetta in gabbia
Strenua cartilagine manifesta
Stride come un sibilio di sirene arenate
Tramonterà questa luna?
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Profilo Autore: Vale  

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Ho udito...
le grida di un'emozione pura che
ad un passo da noi due, vibrava
silenziosa tra i granelli di una sabbia
umida di luna, secca di parole.

Ho udito...
la voce di un pensiero senza tregua...
al centro del cuore ormai freddo,
nel pieno di una notte struggente...
dove un faro s'è scontrato nel buio.

Ho udito...
l'accanirsi di foglie mosse dal vento
cadute nel mare dei mille "perché"
con le risposte delle tante lampare:
"Guarda che è bello anche amare"

Ho udito...
l'ammirare delle punte dei piedi
con occhi luccicanti, si sfioravano,
iniziando una vita d'amore e pace,
in un deserto arido d'amore.

Ho udito...
anche se non ho ascoltato.
Ora attendo la verità nell'anima
che passeggia fragilmente nella tua
facendo ancora tuffi nei tanti dubbi.

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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Sfrontata,
l’istinto per bandiera,
ingorda di vita,
i sensi scoperti,
raziocinio di un buco nero
spazzato da un cosmico vento.
Agitate, irrequiete
dendritiche stelle,
universo infinito,
eco perenne
del mio cercare.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

Questo autore ha pubblicato 157 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Nuvole bianche come sbuffi leggeri.
Nuvole lievi, notturne trame
con lo sguardo perso a voi mi affido.
Sottili ghirigori
eburnee mani, dita di stelle
rilucenti in questa volta buia e silenziosa,
siate la guida dei mie pensieri
che cercano risposta.
Nel vento caldo di una notte estiva
vi affido i sogni ed ogni mio respiro.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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D’estate
andrò per i sentieri

solleticando  la  terra polverosa e secca 

voli minuti convoglieranno le gambe 

ma lasceranno volare ogni piccola creatura .

La rugiada  

disseterà i miei frammenti d’anima

e il vento indisturbato
ne raccoglierà 

il profumo.

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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C’è del conforto nell’esser triste:
è lì che al meglio sono i miei talenti,
il mio sottile sarcasmo,
le mie rime migliori.
C’è del conforto nell’esser triste:
è quando meno rido
che più forte è il mio scopo,
la mia spinta all’oltre.
C’è del conforto nell’esser triste:
è tempo perso quello in cui io non mi rivaluti,
è spazio vuoto quello in cui io non balli allo stremo.
C’è un nodo nel mio cervello
che si scioglie a mano a mano,
ma per ora cerco conforto
nei pochi momenti in cui sono umano.
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Profilo Autore: lorenzo  

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Troverò il tempo per parlare
per pensare
in questo mondo
dove tutto è lasciato alla paura,
paura di sbagliare,
paura di svegliarsi
e non trovare più l'inchiostro
per scrivere
la gioia e la delusione.
Troverò il tempo
e la forza
di tornare ad amare la vita
troverò il tempo
per donare ancora sorrisi
e parole impercettibili 
Il vento
porterà via le parole...
Ritroverò l'inchiostro
per scrivere nel cielo
fra nuvole e stelle
quello che solo tu capirai.
Ritroverò il tempo
che mi ha lasciata.
L'immagine può contenere: una o più persone e nuotare
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Ho sempre amato le farfalle, libere di voler andare via .

Mi sento un po' anch'io una farfalla , con ali di carta.

Ho sempre volato, tra le parole tra carta e musica.

Per sognare, per aver rifugio quando la vita diventa dura.

Ho ali di poesia, ho sogni ancora che tengo stretti.

Ascolti una melodia , che rende l' anima più leggera .

Riprendo in mano la vita, torno a sorridere.

Anche se tutto mi sembra diverso, non mi abbatto .

Torno sempre, in quella mia voglia di affrontare le difficoltà.

Ricomincio anche dopo , un periodo duro più forte e serena vado avanti.

Tra musica e poesia, con la fantasia di essere me stessa .

Sono ancora più forte, lotto e non mi arrendo una gioia nel cuore ora sento.
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Profilo Autore: Anna  

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Tutto sembra andare per il verso giusto solo quando il verso giusto è quello sbagliato 

e scendo con la testa dalle nuvole

solo per appoggiare il cervello tra i tetti ed i palazzi

e da li viaggiare un po’.

Ed è un cuore quel che batte nel mio petto,

ma un’anima che abita il mio corpo

e a volte sento di essere molto di più che un mucchio di ossa,

una distesa di pelle. 

E scarto via un po’ del mio cinismo

solo, a volte, per le situazioni più improbabili:

inciampo nel credermi più di ciò che sono,

aggrappo la speranza di valere un po’ di più.

E non mi cambiano i miei abiti, la mia casa, i miei soldi.

E non mi cambiano i miei capelli, il mio ruggire, il modo che ho di ridere.

E non mi cambiano l’evenienze, gli appuntamenti, le occasioni perse.

E non mi cambiano i traumi, i rimorsi, le droghe sintetiche.

Ho dentro un qualcosa che bussa alla mia glottide,

una spinta romantica,

un ideale incompreso,

un vagare gli astri ed i buchi neri.

Ho una cicatrice sul mio fianco e il suo rossore mi conforta: 

qualcosa di mio esiste ancora,

quell’essere me che non può aver nessuno.

Ma un ragionevole dubbio grava più di ogni certezza,

e sento, dentro, di prestarmi

all’infinito, al buio, al blu.

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Profilo Autore: lorenzo  

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Se potessi calpestare il cielo
lascerei le orme sulle nuvole
e lì inchiodato
anche il mio mistero
di un domani senza pioggia.
Se potessi aggrapparmi alle stelle
così come giornalmente
m’inerpico sui muri
resterei in equilibrio
come un giglio bianco
che illumina la notte.
Se potessi rimanere sospeso
legato a testa in giù
in mezzo al mare dei segreti
imbastirei ricordi
insieme a pesci e bracconieri.
Se potessi ululare
come i lupi nella foresta
aspettando l’eco
di un domani senza speranza
sarei trasparente come l’acqua
che tracima dal torrente
prima di sfociare nell’immenso
mio inconcludente.
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Solevo sedermi dinanzi alle mie azioni
in cima alle ragioni tra nubi d'illussioni.
Canalizzavo pensieri e mille desideri
nel mesto sospiro al tramontar della sera.

Ma quanta saggezza si cela
nel quietar dell'anima
tra spazio infinito e tempo limitato?

È il silenzio il mio vero alleato
in questa giungla terrestre
ove tutto è correlato.

E tu che leggi questi versi,
dimmi, cosa pensi
della solitudine che amplifica i sensi?

Non cade foglia che l'inconscio non voglia;
mi rilasso sulla soglia del contrappasso
e ancor discerno una Luce suprema
in questo principio che regola la pena.
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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Dorme la rugiada.

Lascerò scendere

una lacrima,

che possa nascondersi.

In ginocchio, nel

rispetto di una candela.

A mani giunte, l’anima.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Ci ho posato sopra le mie

mani, ed è uscito un suono.

Qualcuno lo ha sentito.

I passi sordi del frastuono

che ho dentro, con le ance.

L’orma è quella sulle canne

dell’anima mia, lo strambotto

vola come vento tra le spanne.

Parte del giorno resta seduta

su questo pugno orfano

delle ore andate, l’usignolo

suona la voce di un organo.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Risultato immagini per l'ombra di un uomo

Ancora una preghiera
con questo vento che non molla
ma per fortuna non fa freddo.
Prego per lui che non c'è più
non sentirò più
quello scooter 
così rumoroso
che arrivava ogni mattina,

non porterà più quella bella armonia
coi suoi racconti e la sua voglia
di volere ancora bene.
Una preghiera
ancora una volta
come per tante altre,
per lui per chi lo ha amato
e coccolato.
Il vento ancora non si placa
in cielo le nuvole
non trovano spazio,
aspetterò che smetta
così lassù qualcuno potrà coccolarlo ancora
e accompagnarlo in Paradiso.

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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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S’era nel crepuscolo che principio e fine segna
e dal guado casupole in ombra dei tempi
apparivano or come albe or come declivi serali
Triste nel cesto dei se stava il pensiero
che mai comprensione ebbe
e lapilli infuocati ornavano manici

S’era nella sera del gaudio e nel vestibolo dei cenci
e dal palco corvi e neri orpelli pendevano

Triste e radioso il canapo mortuario del desco
in tavole imbandite da pergamene
e ogni cosa volgeva al volere di candele elise e derise

Suol animo abbandonare ragioni e calare sipario
quando luci traballano nel misticismo delle incomprensioni
e apparenze scalfiscono verità

S’era nel convivo dei morti viandanti
che senza vedere calzavano lame nei gemiti altrui
e cera veniva a colare sulle ferite aperte

S’era così nel quando che spense l’arroganza i moti dello spirito
e buie stanze accolsero il divenire
che principio e fine in fine stanno
al voltar degli astri
che poco sanno dell’umano agire.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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