hanno già imbellettato le vallate
e chiacchiericci voli si
sussurrano alle foglie .
Avanza il giorno
con il suo fiato
e questo muoversi apparente
tra le nuvole .
Luminoso ricama la finestra
li ci appoggio la mia testa .
Sto li ad amare
il rumore della pioggia quando piove
o mi dipingo il viso di luce
se un piccolo raggio di sole
sfiora il mio cuore.
s'ode un soliloquio
sperso tra sentimenti
sciocchi e servili
Stupori scivolati
al di sotto di
sogni struggenti
e sospesi solstizi
Sovrumani silenzi
si spezzano sordi
al sorgere del sole
sotto il suono sinistro
di serpi saettanti
Sacrilego sogno
di sere selvagge e
di sapori svaniti
tra salici spenti
Sequenza sfinita
di sottili speranze
tra sterili sterpi
e stranite
sterlizie...
tutto ciò che ormai è andato,
micro sfere, coriandoli di vita
tenuti in una mano sola.
Come rena, si dileguano
al primo respirar del vento
e al minimo pulsar di vena
si disperdono nell'aria terra.
Come granelli, i più tenaci,
alcuni me li sento appiccicati
e nell'ingenua pelle mia
vorrei restassero per sempre.
Sono i rimorsi mai cancellati,
i disarmati plinti dei ricordi,
dense lacrime che non asciugherò
malgrado il sole le riscaldi.
Essere umani,
la prova più ardua per noi,
cercanti verità complesse
sulle rive dell’incoscienza
insofferente alla realtà del mondo
mi fondo in un connubio di grigio
affogando ciò che posso,
indugiando nell’incertezza
Siamo ciò che vogliamo,
in questo mondo di anelli
le catene che forgiamo nel Fato
scelte con mani arbitrarie
Mi sento soffocare
il cappio delle decisioni
anelato e poi ripudiato
mi colpisce come martello sull’incudine
dalla pancia alla gola
come un tremito che cerca d'uscire
come un potere
ch'è rimasto queto
ma che vuole esplodere adesso
esser pieno
buttarsi su qualcosa
e masticare
e mordere
primeggiare
come una bestia selvaggia
che ha fame.
Ma lì rimane
a disturbare questi giorni
fiacchi
perché vuol farli vivere
esplodere!
quei vigliacchi.
Chiede vita
questa noia pedante
chiede forza;
chiede sangue.
dove è morta
la parte migliore di me.
In questo mondo
dove tutto diventa vuoto,
dove le nuvole sono in gabbia
là ritrovo il tuo volto.
Sognando di vivere
tutta la vita in una notte,
in un solo momento,
vivo tra anima e corpo,
respiro e torno a sognare
quel segno
che graffia il cielo.
In quell'attimo di assenza
tutto appare
come un granello di sabbia.
Il sapore di un amaro ricordo
s'insinua e stordisce pensieri
e ogni parte di un soave sogno,
dove il mare coi suoi tramonti
influisce a non lasciarmi andare.
Sospeso, tra le inquiete onde,
infierisce per non abbandonarmi,
battendomi sul cuore e sui sensi.
Sinuoso e stonato come sempre,
lascia sensazioni di un solo brivido.
Il sapore di un amaro ricordo mi tiene,
ormai, in ostaggio da sempre.
Oggi non voglio capire questo Cielo
altalenante e voluttuoso
volubile come l'umore di alcune donne,
sempre in debito con la vita.
Oggi voglio stare con me e i miei pezzi
Ricordi, dovevamo ricomporli insieme?
oggi le note sono molteplici, sfaccettate
come un'anima alla ricerca di se!
E’ solo che ti voglio bene,
così bene che chiuderei
la tua voce in un cammeo
per quando le strade nelle
scarpe saranno troppo strette.
Al suono stridente della
punta asciutta di una piuma,
tornata nella giacca, porgerei
un orecchio alla conchiglia
per sentire nelle gocce scritte
il mare tener segreti i sussurri.
Ma prestare la voce al vento.
Solo un breve cameo, per non
privare qualcun altro di scorci
d’orizzonte allegri di biciclette.
Cos'è che canta ed incanta questo gioire,
un riverbero di sole a scaturir lode,
pianto a svanir e dileguar rimpianti
vita di sorrisi ad inalberar serena..
Addio piccole gocce di tormento
anima a sbadigliar di noia ..addio..
Oh risorge il cuore e canta
ad incantar parole e disegnar
vivide porzioni di vita..
Cos'è quest'oasi ad apparir
miraggio nell'arido deserto,
lieve mormorio e
sghignazzanti euforie..
Eco ad udir il cuore,
un bisbigliar di parole assopite e sospirate.
Anima ad incantar in leggiadria,
ad intatte emozioni ed innalzarsi in volo..
Sospirai dentro ad un'ampolla
ascoltando il suono del vento,
imprigionando il tempo in una bolla,
nel divampare di un sentimento.
Dipingendo la magia dell'avventura
cogliendo l'anima di un'accesa cultura,
seguo la corrente colorata tra le mura
dei miei pensieri, che della realtà son la cura.
Una tempesta di emozioni volano
in un arcobaleno di visioni, che le mie
dita imprimono sulla tela della mia vita.
Ammiro così la tua bellezza in un
vortice che sale sul tremolio delle mani,
che col pennello baciano i colori del tempo.
Debole luminescenza
Col fiato sospeso aspetto l'immensa conoscenza.
Fluisce nel vento un se impersonale
Invaghisce l'ignoto con la sua fragranza densa.
Nel deserto di questo io, vago è il respiro che sgorga nella sete.









