Stanotte ti ho sentita
fare l’amore
con la tua fragilità
che è anche la mia.
Qualche ora fa ti ho vista alzarti,
non ti sei accorta che ero sveglio.
E tu più bella del solito.
Complice un raggio di sole
ho continuato nella bugia,
per guardarti in asciugamano
infilarti le calze.
Poi mi hai appoggiato
sulle labbra la tua magia.
…poi un eroe travestito da ragazzo
si affaccia lassù sugli scogli:
le mani in tasca,
camicia bianca aperta sul petto,
ai piedi un paio di nike.
È luglio in quel momento
il libeccio ha spazzato la spiaggia,
lontano da casa
lui guarda il mare
a Baratti...
-Ecco entra in scena la ragazza che grida,
ecco che viene vicino lo tocca sul braccio
gli indica un punto tra le onde-
Il ragazzo si toglie le scarpe,
tira fuori dai jeans due gambe robuste
-non basteranno...-
L'orologio lo slaccia di fretta
rimarrà sulla spiaggia per tutta la notte…
Nel vortice di una canzone che da vita a questo strumento
Suona implacabile questa natura avversa
Riempie di complimenti l'eternità che respira
Mi muovo incerta,sospesa appoggio le piante dei piedi
In questa catarsi che dona i colori alla mia esistenza..
Non ci sei più
Tra quelle invitanti lenzuola
ho frainteso il tuo amore che
per notti mi ha invasa
nella mente, nel cuore e,
approfittando del corpo
ha invaso anche l'anima.
Tra quelle caldi braccia
ho assaporato la tua brama,
le tue labbra suadenti e poi...
il veleno della tua bocca.
Non ci sei più con me,
non ci sei più nel mio letto
non ci sei più per me...
ed io... ti sostituisco con lacrime
che trapassandomi...
lacerano ogni frammento di me
che ti apparteneva.
Ma stavolta è più difficile.
Non ho consumato con la realtà, il sogno. Così, l'immaginazione ha potuto creare e fissare nella mente qualcosa che non muterà mai.
Allora devo metterci tutta la forza che ho per soffocare le mie speranze.
Mi trovo così, a combattere contro di loro.
Loro, che sono forti come me.
Come si può vincere contro se stessi?
come bulbi di muscari in sovraffollamento
dalla terra senza volto dell'autunno.
Hai cullato le parole nel vento
con sorrisi di luna e lacrime di stelle
e riposte a dimora nell'alveo di un canto
e ora trillano, minuscole campanelle
profeti di un inestinguibile entusiasmo
ai bordi dell'aiuola della notte
sottovoce, poeta, sottovoce...
L’alba
sulle code sgualcite degli eroi
fuori dagli uffici di collocamento,
saranno persino disposti a pesarcela
al costo di un francobollo.
Da questa vita non più nostra
ci affrancheranno le sere di pane
raffermo alla poesia dell’acqua
del rubinetto sulla tavola, da anziani
rigettati in stanze di miseria.
Nei giorni saranno questi i supereroi,
e i poeti incapaci di lasciarsi amare.
Entrambi però
predisposti ad amare fino
a farsi sanguinare il cuore.
tra cieli azzurri e
mari in tempesta,
amore dolore
si mescolano
come la sabbia
col vento.
Un tocco leggero,
profondo sulla pelle
di giorni che rotolano
senza rumore.
Uno specchio distratto
non coglie
Il sorriso che cambia.
Una fresca brezza
distoglie il pensiero
riempie di sogni
e sorrisi.
Poi giorni più
lenti si appropriano
di ore e notti
sempre più insonni.
Ritorna lo specchio
che non sa mentire,
rivela senza preavviso
che è vero;
Il viso ha perso freschezza
ma dentro c'è un mondo
Infinito.
nessun tramonto mi scalda...
chiudo gli occhi e mi vesto di ricordi,
sotto questo cielo grigio.
Immagini sbiadite mi passano
tra le lacrime e la pioggia.
Il mare fa rumore...
il vento gli si è accanito contro,
come il tempo perseguita il cuore
che mortificato urla più delle onde.
mentre il sale s'alza... la vita scende.
L'abisso ha un altro aspetto,
niente di azzurro da qua sotto,
nessuna mano che mi tiene...
richiudo gli occhi, una sola immagine
rimarrà stampata per sempre
nel labirinto dell'eterno
e nell'ultimo giorno di pioggia.









