La scia aperta quella porta,
lascia aperta la porta,
che entri l’aria,
che mi venga la voglia di andare ancora,
di uscire con le mie gambe,
lascia aperta quella porta,
per sentire la vita,
e il movimento del mondo,
per avere la voglia di ricominciare,
di ritoranare,
di provare ancora a vivere;
lascia aperta quella porta,
per vivere di nuovo,
per gustare le stagioni che vanno e muoiono,
il lento passare del tempo,
lascia aperta quella porta,
per avere la voglia di camminare,
di passare oltre,
e di voltare pagina sul passato,
lascia aperta quella porta.
-Come tuffi di cascate.
A volte ammicca
- A volte ti minaccia la sorte.
- Con la sua questione di luci e di ombre
-La sua partita!

difforme, increspata.
Nuvolaglia:
ci siamo persi.
Perse le strade
nel coraggio del salto,
il logos sulla bocca del falco
il tuo passo in ascesa
senza corpo né
brulle memorie
dove il bel sogno degli astri
tuona e sussurra
perché loro l’Amore
lo hanno diviso
in molecole, a pioggia.
e la trasformerò in pura passione.
La tua mente andrà a pezzi,
bruciata dal mio fuoco.
Sarò la tua dannazione!
Ti tormenterò con tutto il mio calore.
I tuoi occhi diventeranno fiamme,
il tuo corpo un’onda che mi attraversa.
Sarò la sabbia che scotta i tuoi piedi.
La mia bocca sarà la tua unica fonte per dissetarti.
Viaggeremo tra desiderio e tormento.
Dentro un graffio e un brivido,
urleremo il nostro ardore.
Dipingeremo con un pennello la nostra tempesta.
Ci abbracceremo dolcemente dandoci un bacio,
ammirando i nostri sorrisi.
Sarà una carezza ad accendere i nostri pensieri,
i nostri desideri..
Insieme saremo l’unico folle tormento,
da vivere attimo per attimo..
Insieme saremo il vero fuoco,
che brucia oltre i vestiti, oltre la pelle, oltre l’ anima!
fino a raggiungermi,
fino a toccarmi.
Essi, poveretti, così tremolanti e spogli...
Fa freddo.
Mi copro.
C'è il vento.
E la mia pelle si squarcia.
Voglio uscire...
ma non esco.
Resto....
ma la casa mi sta stretta,
e mi incupisce.
Il ricordo di quel calore,
di quel lontano tepore,
solo questo mi rincuora
mentre mi spezzo
in questa stolta malinconia.
Tuttavia, ho ancora un po' di fiato e dirò:
"Ma che razza di stagione!"
uno per ogni giorno, cupo che sia.
Spesso doso le parole ma alcune volte fuggono dal cuore
e rifuggio trovano in chi le sa ascoltare.
Il mio sguardo... ovunque sia diretto
non trova miglior immagine del volto che lo sappia accogliere.
Per quanto sorrido o faccio sorridere,
per quanto lo sguardo vaga e le parole colmano il vuoto...
ad un unica creatura apparterrò.
Un messaggio in cui si trascrive l'origine e la specie della vita.
Noi siamo ciò che il DNA racconta.
Corporeità e materialità s'affidano
alla genesi che stampa indelebile il suo significato
nel nostro organismo.
Tralasciamo la natura fisica e accettiamo come provato
il corollario che circonda il DNA stesso.
Se rappresentiamo la sua evoluzione
tutto quello che rientra nella sfera umana ha origine
da esso per conseguenza.
Proviamo per un attimo a configurare la sfera immateriale
che ci connota.
Anima o spirito a seconda dell'accezione laica o religiosa
abbiamo come residente non visibile la nostra raffigurazione
non tangibile di fronte al corpo tangibile.
Generati e conformati dal DNA possiamo affermare
che l'immaterialità reca in sé lo stesso messaggio?
L'anima (d'ora in avanti parleremo usando questo termine)
può quindi essere portatrice dello stesso “significato genetico”?
E di contro il pensiero come espressione anch'esso non tangibile
dell'anima nasce e reca impresso la genesi materiale?
Se così fosse allora la parola,
unico strumento materiale per esternare l'io pensante interiore
contiene il nostro DNA.
Se potessimo analizzare questa nostra espressione come una qualsiasi
parte del nostro corpo, giungeremmo senza alcun dubbio a indicare
come DNA immateriale la denominazione intrinseca dell'anima stessa.
Pensiero generatore di parola e parola generatrice di aggregati d'essa
e quindi di “discorsi”.
Il discorso nel caso specifico diviene poi composizione articolata di pensiero
quindi si raffigura come portatore effettivo del nostro DNA.
Ecco allora apparire chiara la valenza universale della parola
e la sua magistrale unicità nella molteplicità delle espressioni umane.
Se l'uomo è relatore e costruttore di composizioni verbali,
esse avranno l'identica dignità attribuita all'essere umano.
Pensiamo solo per un attimo se la parola potesse essere autonoma da sé
e dalla sua genesi, se solo potesse ribattere ad altri pensieri...
Daremmo a lei valenza infinita?
Certamente sì.
Valenza che pur come emanazione extracorporea dobbiamo attribuirle.
Così come non vorremmo mai veder calpestato l'uomo,
non calpestiamo mai le sue orme fisiche,
non calpestiamo le sue Parole.
m'addiziono d'infinito,
come primule naufragate
su un pentagramma solare
ed il mio sguardo
è un battito di cuore,
lacrima di sale
che acciglia il maestrale.
Vorrei rubare il tuo ricordo
come gomitolo di nuvole
una rondine, zaffiro di cielo
e dipingere la notte col tuo amore
in questo volo d'anima e dolore.
come uno zingaro
fin la dove finisce il sole,
tra le braccia della sera
a giocar con le lucciole
che illuminano,
d’amore il nostro cuore.
Con te continuerò a camminare
anche se il vento freddo
arriverà insieme alle ombre della notte,
non ti lascerò sgusciare via
dalla vita mia
come una sbiadita fotografia
che tengo stretta tra le mani.
E nonostante sia duro
il nostro cammino
e a volte scoraggiante da sembrare oscuro
da non riuscire più a contare i nostri passi fatti,
ma con il sorgere d'alba
qualcosa di nuovo porterà nel nostro cuore
di zingari dell’amore.
Come si fa a starsene al terzo cielo e non discutere con Dio?
Perché si è saliti alla cattedra di Paolo
ciechi e muti se non s’ascolta l’eco di una nuvola?
L’operaio che cammina sul braccio lungo
ha per mano il telecomando dell’ onnipotenza
L’estrema sfida alla grettezza dei tombini
non ricorda il cavallo rivoltato
Tu la chiamavi per nome l’attrazione verso il basso
dove le macchine masticano l’asfalto
e vivono accidiosi felici di incrociare un complice
succhiare il comune nemico nell’angolo di un bar
Questa gru ha un’ ala storpia, vola in un universo di assenze
Nessuna umiltà lo distingue dal ragno
Niente in comune con la cecità e il
ritorno di luce nelle pupille

Eccomi qui, ancora una volta a confrontarmi , con i ricordi con le emozioni .
Quello specchio e' il reale che vivo che affronto, la nuvola rappresenta il futuro , i sogni che ancora ho.
Le bottiglie contengono il passato, che ormai ho lasciato scorrere, non ho paura dei ricordi.
Ogni giorno, esisto scopro, apprendo e ancora mi sorprendo di quante emozioni e ho sempre di più
Fame di conoscere, imparare sognare , leggere , guardare le esperienze che mi attendono.

Ti ringrazio... Vita,
per aver voluto ricordare i miei pensieri.
Ti ringrazio, ma credimi non li considero miei.
Tutto ciò che la mente suggerisce
attraverso infiniti rivoli
a noi viene da fonti sconosciute.
La Vita si scambia fra tutti
La Vera Vita è sempre viva,
grazie a tutti.
Un uccellino azzurro
non si poserà mai
su questo davanzale.
È troppo tetro
come sfondo
per la sua presenza.
Volerà sicuramente
sul ramo di quel
sicomoro.
Oppure sbircerà
dalla siepe del parco
due innamorati.
Farà un rapido frullo
tra i tavolini
del bar della piazza.
E saltellerà
sul sagrato
della chiesa.
Beccherà
qualche mollica
davanti alla panetteria.
Berrà la rugiada
tra le piante
di quell'orticello.
Ma sono sicuro
che non tornerà più
a posarsi sul mio cuore.













