le evoluzioni delle tue disavventure
l'infinito inseguimento
di un unico attimo
di solitaria serenità
Mi sembri così sola
piccola fra grandi tormenti
proteggere e coccolare
tu madre che ti preoccupi
ma chi si occupa di te?
Ci sei sempre tu
dietro quella finestra
ad aspettare il sole
per scaldarti un pò
lo sguardo perso fra le nuvole
in volo verso dove chissà
Leggo i tuoi versi rubati
che parlano di malinconia
ricordi lontani
di persone perdute
di qualcosa che non c'è più
E ti ricordi quei pomeriggi
a ridere sotto la pioggia
a correre felici
sotto il portone di casa tua
ancora un minuto e scappo via
Ci sei ancora tu
di fronte a quella porta
un bacio prima di dirsi ciao
si illumina il tuo viso
di tutta quella gioia
rimasta rappresa laggiù
Perduto amore di una vita fa
ti sento sopravvivere
senza oasi di felicità
rincorrere ancora il domani
senza perdere un solo sorriso
Le sere che passano stanche
fra bambole di plastica
e libri di matematica
due donne da crescere
unici amori per cui morire
Vorrei regalarti un futuro
che ogni giorno sia pieno
di tutto quel tiepido sole
che riuscivi a donare a me
potresti finalmente capire
quanto freddo fa senza di te
dove il proprio stato non aveva peso
a regnare, nel castello più bello,
la consapevolezza
con cui ognuno
la propria dignità seguiva
in felicità estrema e armonia
chi nel servire, chi nel regnare
consci del fato
che ha loro assegnato un ruolo.
Nessun improprio diritto
paventava il ricco
per non porre a disagio quell'equilibrio
d'insani roghi non si arrogava
anzi ... lavando piedi,
anche in natura, i suoi pegni pagava:
- assicurazione ancora non c'era -
e sullo stesso piano lo sgarro dei figli
e si pagava di generazione
in non so per quante generazioni
prima di riuscire a toglier quel dente.
Generazioni nel generare
ossia là ... e per attuale patimento
nella tomba rivoltarsi
è da chi li cresce
che i nuovi acquisiscono
assorbono e si plasmano
... non viceversa
comunque, ai padri la pace
prima di ... Umano giudizio
Consistenze senza densità,
Aeree ali da sfruttare,
Per volare lontano.
Due nuclei che vibrano nel mondo
Come battito di cuore.
Due mondi lontani
Che neppure si sfiorano,
E i nostri sogni si riempiono di noi
Ma mai si uniranno.
Mani da stringere, per poter restare
Ma cosi distanti da neppure intravederle.
Nostalgia di stelle da raccogliere
E tenerla nel cuore.
Dove siamo io e te?
Persi nel mondo.
Due oceani divisi da strisce di terre,
Come isole nascoste.
Ma...il tuo pensiero è mio compagno
E mi porta la pace e il sorriso,
Mi porta la parte di te..Che non ho.
sulla riva destra del fiume,
vide cadere l’uomo benedetto
lungo la strada
del viscido sapere.
Sul palco della vita la sua chitarra elettrica,
l’aveva fatta rombar come una motocicletta,
pronta per fuggire dal domani.
Il suo occhio di serpente
divenne color del tramonto,
rosso come il sangue
e le fauci brillavano di bianco luna.
L’angelo seduto sull’altare
poso la spada sul cuore della morte,
fermandosi ad ascoltare un cane che ringhiava alla paura,
nascosta dentro la leggenda.
L’alcool bruciava le gole
degli avidi vampiri che si ubriacano di tenebre,
dimenticandosi dei sogni scritti sulle pietre di babele,
dove il fuoco lascio solo fumo e cenere.
Così il corvo della notte volo sulla spalla dell’uomo di cera
che armato di pistole e rose,
sparò contro il cielo della sera,
squarciando il muro fatto di spine,
dove si ferivano le anime bambine
che ambivano a Dio.
ma con un permesso speciale
io, senz'esser visto posso andare
dove mi pare.
E allora sono andato al mio funerale.
Però che gran piacere sentirsi dire dai vicini:
ma che brava persona!
disponibile e gentile sopratutto
con gli anziani e coi bambini
e che se ne vanno sempre i migliori...
Condoglianze signora! Insomma
sarò anche morto, ma che soddisfazione!
.. Ascoltare il mare ..per amare, per tuffarsi
..essere uno struzzo , confidare segreti alla sabbia
..per come un fulmine scaricare la rabbia
..regalare un sorriso come il raggio di sole
..e riscaldarsi riscaldando anime sole
..sciogliersi come la neve per far scomparire vergogna
..pioveva .. Avevamo il bisogno ..
..col vento far passare stupore
..tornado distrugge tormento davanti un errore
..sono due popoli, che vivono tra pace e guerra
..bevo acque e mi nutro con frutti della terra
..il tuo cuore è il tuo tempio
..da lì sorge calore
..pur dando anima dona la tua vita ad amore
Il tempo ti chiese chi eri
e tu rispondesti.
Ciao ora che l'infinito ha risposto ai tuoi perché.
Ciao ora che sei gabbiano nell'azzurro
ora che l'azzurro è la tua casa,
ora che la luce colora i tuoi sogni.
Ciao per essere stata Sempre Vera.

Paky, mi piace tutto di te,
mi piace quella che sei, Dio e come mi piaci!
Mi piace tutto ciò che sento dentro
ogni istante che ti penso;
mi piace il tuo volto,
come parli, come pensi, come scrivi, come ti muovi;
mi piace quando ridi, quando arrossisci,
quando ti arrabbi e a volte quando non rispondi...
Amo il tuo modo di non esser come gli altri,
di essere te stessa nei pregi e difetti;
ammiro il tuo modo combattivo di affrontar la vita,
il tuo modo di esser Donna e amica.
Da quando mi sei apparsa la prima volta
il mio cuore ha cambiato ritmo,
vedo e sento in modo diverso i colori, profumi e suoni;
molte cose mi sembrano più belle, finanche i sogni.
Adoro i tuoi capelli,
il tuo modo improvviso di cambiar pettinatura,
il profumo della tua pelle, il colore delle tue labbra,
le tue meravigliose mani, la tua fronte spaziosa,
il tuo modo di camminare, il tuo modo di guardare...
Stimo e condivido le tue scelte di vita,
ammiro il tuo stile nel vestire,
il tuo modo di truccarti e il modo di spogliarti...
Paky, forse non si è capito, ma amo quella che sei
e per niente al mondo ti cambierei!
Scendi la sera,
nel sangue delle nuvole.
Bagliori d'incendio,
spento da stormi di folaghe migranti.
Strie d'uccelli d'acciaio,
disegnano bianche inferriate
per farti prigioniero della notte.
Risorgerai, sole, libero all'alba,
bacerai l'oceano e le sue procelle,
fugherai le nubi e i nembi,
Splenderai di nuovo, nutrice stella.
Caduche foglie
timide, toccano terra
fredda in questi giorni
avviluppati ai tronchi
che si fanno secchi
(sento il tuo calore
sulle spalle
di un peso soffice)
Potrei inchiodarti tutte le maree
e trafiggere le aurore - colpevoli mancanze -
quando mi nasci al fianco
ma se mi muori così
d’improvviso
ai piedi, leggera
come neve innocente
tutto
mi muore dentro
persino il giorno
per svestire le ali
e sentiamo calore,
è allora che arriva un' emozione.
Sentiamo una carezza profonda,
rassicurarci e capirci.
Ascoltiamo il silenzio
diventare dolce melodia.
Una lacrima scorre
sulla nostra guancia
e una mano ce l' asciuga
con delicatezza.
Due occhi ci circondano
con tanto amore,
mentre le parole
nella nostra testa,
diventano poesia.
Parole che parlano di noi,
dei nostri sentimenti,
della nostra passione,
del gioco della nostra pelle
desiderosa di donarsi ancora.
Ed ecco che un bacio
ci fa sprofondare
in una sconfinata tenerezza,
un magico sorriso!
Dentro esso
ce una storia
ancora da scoprire
e da sognare
come una favola della buonanotte,
che si trasforma
in una carezza della mattina,
assieme ad un caldo sole.
irrigidite
dalla schiera d'alberi
scendono
vanno a riposare
pungono becchi
affamate battono
vortici dalle aiuole
sature di fumi
circondate
ondeggiano melense
l'ora di suoni
d'ovattate voci
senza rimorsi
s'adagiano a dormire
un sonno senza fine
dove capita
intristiscono
chi le osserva
cadere
Retorica come la scrittura.
Ridondante e inutile.
I miei quadri mi osservano
anche loro inutilmente appesi.
Oppressi.
Rinchiusi nelle loro pose,
tenuti insieme da forme stanche.
E' triste la sera
senza il mio camino.
Cerco legna
dove legna manca.
Cerco una fiamma vecchia
nella vecchia espressione dei miei occhi
e la sera diviene triste
dentro di me
intorno a me.











