E’ il sogno che va in scena con i suoi dettagli,
le luci sfocate dello sfondo e le trame a scatti,
certi merletti della nonna, la gonna stretta,
il refrain della canzone in sottofondo.
E se al risveglio è tutto uguale: a colori accesi,
a sillabe verticali, a orizzonti appesi al sole,
vuol dire che c’è una recita da terminare
per attori e marionette di passaggio.
Perché è ciò che siamo davvero, un paesaggio
in attesa di promozione e il luminare
notturno che riflette i desideri di chi vuole
lasciare la sua traccia. E poi… sentieri scoscesi
da attraversare di corsa, il girotondo
dei poeti intorno alle parole, la fretta
di scendere le scale sino agli anfratti
del cuore e il risalirle con in mano nuovi bagagli.
Sillabe in verticale
a formare ellissi d’emozione.
Le puoi ascoltare nel cielo
mi toccano e mi fermano la voce,
l’inchino al sole
e il suolo che si solleva
nelle nebbie del sogno…
d’emozioni.
1 commento
La pace, orfana di guerra
figlia di un generale
morto in battaglia
decorato alla memoria
con una medaglia
s'è confusa tra la gente che lavora.
Lei aspetta una scintilla
per vendicare la madre persa
e il padre generale ucciso in battaglia:
finché saranno figlie della guerra
ogni pace avrà la stessa storia.
figlia di un generale
morto in battaglia
decorato alla memoria
con una medaglia
s'è confusa tra la gente che lavora.
Lei aspetta una scintilla
per vendicare la madre persa
e il padre generale ucciso in battaglia:
finché saranno figlie della guerra
ogni pace avrà la stessa storia.
Autografo di cielo,
scenografia del pianto,
mietitura d'aurora,
cardiologia terrestre del creato,
l'anafora del respiro letterario
riluce come spina di una rosa,
come quieta passeggiata d'oriente
in una mareggiata d'orchestre
e danzero' sulle scogliere del pensiero,
sarò petalo d'orizzonte acceso.
scenografia del pianto,
mietitura d'aurora,
cardiologia terrestre del creato,
l'anafora del respiro letterario
riluce come spina di una rosa,
come quieta passeggiata d'oriente
in una mareggiata d'orchestre
e danzero' sulle scogliere del pensiero,
sarò petalo d'orizzonte acceso.
Terso il buio di brevi sussuri
che di un placido manto
avvolge le antiche memorie
Vuote le strade
che di vertigini assorte
esaltano le certezze di "poi "
rendono sazia e libera
la scena fedele
nella ressa di voci
Cospirano venti lontani
nelle preghiere di ieri
nelle carezze adombrate
di secoli imbanditi e fieri
da bianchi conflitti di patrie vittorie
Croci serenano attonite
le infrante virtu`
di donne spoglie
nel piombo del cielo
nelle scalze speranze
piegate al giudizio !
che di un placido manto
avvolge le antiche memorie
Vuote le strade
che di vertigini assorte
esaltano le certezze di "poi "
rendono sazia e libera
la scena fedele
nella ressa di voci
Cospirano venti lontani
nelle preghiere di ieri
nelle carezze adombrate
di secoli imbanditi e fieri
da bianchi conflitti di patrie vittorie
Croci serenano attonite
le infrante virtu`
di donne spoglie
nel piombo del cielo
nelle scalze speranze
piegate al giudizio !

La bimba, saltellava spensierata mentre canticchiava, felice e beata.
Una nuova canzone aveva imparato un nuovo gioco lei aveva inventato.
Correva, mentre tranquilla su quella strada, non vi era nessuno.
Lei era contenta allegra, sapeva che tra poco sarebbe arrivata.
Era il suo percorso giornaliero, il suo tragitto preferito.
Quello che la portava , a casa della sua amica del cuore.
Loro passavano pomeriggi interi, a giocare a cantare.
Cosi' fino al calar del sole, quando poi ella a casa tornava.
Di nuovo su quella strada tornava, di nuovo saltava.
Per tornare, felice dalla sua mamma, che attendeva.
La bimba, mille cose aveva da raccontare.
La sua mamma, la ascoltava e al petto se la stringeva.
Ora quella bimba ormai e' cresciuta, ma ancora rammenta.
Quando lei su quella strada , saltellava contenta.
Vedo la tua anima in lontananza
sospesa nel vuoto, inerme e confusa
tra verdi nuvole di speranza.
È lì, meravigliosa, unica e sola
sorretta dal vento della passione
con gli occhi socchiusi dal sole.
Giace sdraiata sulla cima del colle,
enigmatica e silenziosa
nell'immenso baglior di un ricordo folle.
Vanitosa si specchia
negli occhi indiscreti della luna piena
e viaggia su un cavallo alato
nello spazio infinito di un cielo stellato.
È la tua anima, lassù,
tra stelle cadenti e sguardi affettuosi
che si nutre di pioggia e venti maestosi
mentre attira l'attenzione
dei miei occhi curiosi.
Del silenzio mi faccio figlio,
osservo da lontano il tempo evolversi
e le radici essiccarsi sulla terra d’argilla.
Partorisco dubbiosi pensieri,
inciampanti nelle pietre che s’intersecano sul cammino,
talune volte composti di astruse altre ludiche parole.
Curiosamente cerco tra le righe il sapere celato,
magnetico ed enigmatico, di un’anima cosmica dai mille volti,
siam esseri celesti arrivati dalle stelle.
Antropologia cosmica, si fa domanda espressa
del togliere il velo sull’ipocrisia
atto a far chiarezza sulle occulte verità.
Una ruota che gira a ellisse è il cosmo
che si perpetua spostandosi nell’infinito,
spargendo il soffio di vita
a tutto ciò che incrocia nel suo vagabondare.
osservo da lontano il tempo evolversi
e le radici essiccarsi sulla terra d’argilla.
Partorisco dubbiosi pensieri,
inciampanti nelle pietre che s’intersecano sul cammino,
talune volte composti di astruse altre ludiche parole.
Curiosamente cerco tra le righe il sapere celato,
magnetico ed enigmatico, di un’anima cosmica dai mille volti,
siam esseri celesti arrivati dalle stelle.
Antropologia cosmica, si fa domanda espressa
del togliere il velo sull’ipocrisia
atto a far chiarezza sulle occulte verità.
Una ruota che gira a ellisse è il cosmo
che si perpetua spostandosi nell’infinito,
spargendo il soffio di vita
a tutto ciò che incrocia nel suo vagabondare.
Notte d'un tempo solitario,
accanto ai tuoi desideri,
sognando di essere ciò che in sogno...
Tu che alzi gli occhi davanti al presente,
socchiudendoli sul tempo lontano
cantami la parodia della nostra vita,
se una mai ne esiste.
“Grandine sul viso, amore sei proprio tu?
Sai non ti riconosco,
occhi misteriosi sulla pelle vellutata.
Stranezze, pensieri, paesaggi rincorsi insieme.
Frasi sconnesse poi ti guardo, sorridi?
Si amore sei proprio tu!
Cosa scrivo non so, parlo di te?
Non so, poi, solo poi.
Volare, dove? Insieme a te.
Un grande sogno, un amore libero come la polvere d'una rosa.
Rosa? Mai vista.
Stranezze.
Meravigliosi strumenti d'un piano ricucito con i fulmini d'un temporale.
Sei strano, lo sai?
Carezze dolci come una susina,
lasciata su un angolo del tuo cuore.
Questa sei tu, ma tu, chi? Ma dai lo sai,
sì amore sei proprio tu.
Sai non ti ho mai riconosciuta... e me lo dici ora?
Certo ora che ti amo come uno sprazzo di camomilla
bagnata da una goccia del tuo sorriso!”
Follie che appartengono a realtà forgiate con la cartapesta.
Si fermano sulle entrate d'umide grotte,
poi crollano nel profondo.
Disegni fluttuano nell'aria
mentre la polvere giace sulle voragini dell'animo.
“T'amo lo sai?
Vorrei dirtelo mille e mille volte,
ma i tuoi occhi guardano lontano,
gridano nella notte,
sono e sempre rimarranno loro.
Immagini in bianco e nero.
Ma quando la compri sta televisione a colori?
Svegliati bimbo mio!
Potrei chiamarti amore,
anzi ti chiamo amore perché non ho mai spento il video.
No così non va, perché no?
Perché ti amo, perché sei sempre tu.
Non cambiare mai.
Io ho solo due canali sintonizzati, non ho neanche il telecomando!
La tua vita è a colori.
Prestamene qualcuno, mi son stufato di vedere i film in bianco e nero!
Siamo fatti della stessa ragnatela
che compone le anfore dei nostri giardini.
Ci incontriamo ogni giorno,
ognuno chiuso nel suo cesto.
Ci incontriamo ma non sappiamo spiegarci il motivo.
Le ore che compongono i nostri passi
hanno lasciato un'apatica traccia nel suolo.
Le lancette che fanno da contorno ai nostri occhi
percorrono strade diverse.
Si inseguono in un quadrante sbiadito,
ma non si raggiungeranno mai.
Solo in fine del tic tac preferito si offriranno al sacrificio.
Saranno differenti,
in un mondo composto da identiche logiche perverse.
Faranno parte di artefici, dalla loro stessa natura creati.
Potrei chiederti delle linee bianche
che solcano la monotonia delle tue mani,
ci aiuterebbe nella comprensione
dell'effimero che tutto avvolge?
Anche un timido saluto stramazza inerme nelle tue braccia.
Risposte senza domande, domande mai fatte.
Quando? Quando s'apriranno le custodie d'infranti vasi di creta.
Quando i colori vestiranno conchiglie blu
e i coralli d'oro brilleranno ancora
al rifulgere d'un raggio di sole
e le alghe s'abbandoneranno in inebrianti danze
e tutto sarà amore.
Forse, solo allora io sarò Amore.
“Volti sconosciuti conservano in loro gocce di sangue,
brocche ricolme d'acqua inondano i gradini del cuore.
Strade sbarrate dalla noia dell'inesistenza
s'interrompono nel nulla.
Pioggia scende, scende...
Tini dimenticati in spoglie vigne,
tornerà un'altra stagione.
Fra le siepi figure si muovono,
tonalità tagliate a metà dalla mano delle stagioni.
Poesia appoggiata sulle foglie d'autunno,
poesia sconosciuta,
come le folate di vento,
come la storia che si nasconde in noi...”
L'inverno...
Un breve cenno -intirizzito
un triste slancio sbiadito
- vento che sbatte
- e resti
- vento che sbatte
- e resti
di qualche voglia d’arte.
Un riposo austero che ci arruola al silenzio
un addobbo di neve che piomba
- silente
sui nostri ormoni lenti.
- silente
sui nostri ormoni lenti.
E tu- vita d’uomo
sei come seme a riposo
nella tua camera sola
freddo cuore in disuso.
nella tua camera sola
freddo cuore in disuso.
Vedi- dire gelo a volte
è relativamente semplice;
è relativamente semplice;
questo tempo è vento brusco
ed è certo che quel palpito non farà ritorno.
Ma io cerco lo stesso tra le coltrì
nella profondità incolore
dietro il mio fantastico pallore.
Questo tempo è vento brusco;
ma non chiamarlo destino
è solo l’ attimo di una stagione
che ha la primavera nel suo embrione.
Dividiamoci allora qualche parola
prima di abbattersi nel dolore:
diciamoci pure
che il caldo fuoco produrrà nuovo rossore!
ed è certo che quel palpito non farà ritorno.
Ma io cerco lo stesso tra le coltrì
nella profondità incolore
dietro il mio fantastico pallore.
Questo tempo è vento brusco;
ma non chiamarlo destino
è solo l’ attimo di una stagione
che ha la primavera nel suo embrione.
Dividiamoci allora qualche parola
prima di abbattersi nel dolore:
diciamoci pure
che il caldo fuoco produrrà nuovo rossore!

Sento che un di io, l’adorato sposo, ti rivedrò
Anima mia gentile da tanto tempo scomparsa,
Donna mia cara, caro sostegno, dipartita e persa,
Un di non lontano, certo lassù con te io rivivrò.
Parleremo spesso dei giorni in terra ormai lontani,
Quando i giardini erano colmi di fiori dai vivi colori,
Quando le nostre chiome erano cinte d’aulenti allori
E piene di speranze erano colme le nostre mani.
M’odi? Forse quell’impalpabile spirito tuo giocondo
Volteggia ancora in questo caro trasparente elemento,
Viaggia leggero e fresco come un tacito alito di vento
E forse mi pensa ancora sovra questo pianeta vagabondo.
Insieme mireremo i nostri alti, innevati e maestosi monti,
Le profonde valli ricche di fresche sorgenti ascose,
Vedremo i mari, le spiagge e le mille e mille altre cose
Che vedevamo spesso quando eravamo ancor congiunti.
Ti dirò quanto ancora rida quaggiù la soave primavera
E quanto strida l’inverno tenace con i suoi freddi ghiacci,
Quanto la gente s’ama e quanti teneri e amorosi abbracci
S’intreccino e si ripetano quando tacita vien la sera.
Parlerò, canterò e danzerò con te in quegli eterei spazi,
Suonerò quelle arie antiche, allegre e anche un po’ tristi
Velate di malinconica dolcezza e splendidi delicati gesti,
Con una grazia e un delicato ritmo che l’anima tua sazi.
Sognerà l’anima mia come nel tempo non ha sognato mai
E piena di dolcezza guardando il tuo viso certo sorriderà;
E anche il tuo viso, dall’alto del tuo cielo, credo s’inebrierà
E vedendomi puro, sereno e gioioso anche tu sorriderai.
Forse il tuo dolce albergo sarà alquanto lontano, lontano
Lassù nell’universo tra mille e mille luminose stelle
Ma l’anima mia verrà a te sincera tra queste cose belle,
Fresca e leggera come una foglia sul palmo della mano.
Anima mia gentile da tanto tempo scomparsa,
Donna mia cara, caro sostegno, dipartita e persa,
Un di non lontano, certo lassù con te io rivivrò.
Parleremo spesso dei giorni in terra ormai lontani,
Quando i giardini erano colmi di fiori dai vivi colori,
Quando le nostre chiome erano cinte d’aulenti allori
E piene di speranze erano colme le nostre mani.
M’odi? Forse quell’impalpabile spirito tuo giocondo
Volteggia ancora in questo caro trasparente elemento,
Viaggia leggero e fresco come un tacito alito di vento
E forse mi pensa ancora sovra questo pianeta vagabondo.
Insieme mireremo i nostri alti, innevati e maestosi monti,
Le profonde valli ricche di fresche sorgenti ascose,
Vedremo i mari, le spiagge e le mille e mille altre cose
Che vedevamo spesso quando eravamo ancor congiunti.
Ti dirò quanto ancora rida quaggiù la soave primavera
E quanto strida l’inverno tenace con i suoi freddi ghiacci,
Quanto la gente s’ama e quanti teneri e amorosi abbracci
S’intreccino e si ripetano quando tacita vien la sera.
Parlerò, canterò e danzerò con te in quegli eterei spazi,
Suonerò quelle arie antiche, allegre e anche un po’ tristi
Velate di malinconica dolcezza e splendidi delicati gesti,
Con una grazia e un delicato ritmo che l’anima tua sazi.
Sognerà l’anima mia come nel tempo non ha sognato mai
E piena di dolcezza guardando il tuo viso certo sorriderà;
E anche il tuo viso, dall’alto del tuo cielo, credo s’inebrierà
E vedendomi puro, sereno e gioioso anche tu sorriderai.
Forse il tuo dolce albergo sarà alquanto lontano, lontano
Lassù nell’universo tra mille e mille luminose stelle
Ma l’anima mia verrà a te sincera tra queste cose belle,
Fresca e leggera come una foglia sul palmo della mano.

Ho creato questo cuore, simbolo di tanto amore, con tanti fiori colorati per tutti gli innamorati.
Spicca, su quel marciapiede, è un dono spontaneo , per regalare nuove emozioni.
L' amore che sento che provo in me esplode, come un nuovo incanto.
L' amore per mio figlio per la vita , per tornare a sognare di poter di nuovo amare.
Quella passione, ancora viva mai sopita, mai dimenticata che in me ancora e' tanto ricordata
L' amore, che unisce i sensi colpisce, come quel cuore che rimane su quella strada.
Si' quando sono innamorata, lo si capisce subito, i miei occhi brillano il mio cuore palpita.
Tornera' , non so bene quando accadra' , quello che so e' che succedera'
Ed un compleanno di parole
plana su rugiada di mare
come mendicante d'anima
fra le rovine d'un prato in fiore
e siam pioggia di timido sole,
sarti d'una passeggiata temporale
fra mosaici di stelle sospese.
Svaligeremo i meridiani del silenzio
ed il cuor sarà carillon di cielo,
spiccioli di nuvole e sentieri,
grammatica di vento lunare,
sipario di sogni ed intelletto.
plana su rugiada di mare
come mendicante d'anima
fra le rovine d'un prato in fiore
e siam pioggia di timido sole,
sarti d'una passeggiata temporale
fra mosaici di stelle sospese.
Svaligeremo i meridiani del silenzio
ed il cuor sarà carillon di cielo,
spiccioli di nuvole e sentieri,
grammatica di vento lunare,
sipario di sogni ed intelletto.
Le scie delle parole negli accenti di ieri
In punta di piedi: non far rumore, prima dell’apoteosi
è convenienza, parentesi tonda di un’equazione
dopo una quadra. E ladra è la bocca che tace
prima del sonno, del tempo che ci sfugge
e delle scie delle parole negli accenti di ieri.
Fuori è un turbine di polveri, ceneri e sabbie
spostate dal vento, se le guardi puoi vederci rose
o corone di spine: dipende solo dai tuoi geni
e dai fonemi della voce. Poi il segno degli arcobaleni
nello squarcio di cielo amico e le vesti di spose
senza velo – telo di mare d’Agosto, le nebbie
dissolte a ritmo di rock dalle frecce degli arcieri.
E il canto delle maree? Lo ascolti e corregge
le ultime ansie: tregua, quiete e pace
è quello che ci spetta. Diretta di un’addizione,
di solitudini lontane tradotte da cuori in osmosi.
Ho visto treni partire
portandosi via un cuore
e occhi inseguirli in silenzio.
Amori finire tra le lacrime
che si salutavano con un addio.
Abbracci appiccicati sulla pelle
inebriare di profumo i ricordi.
Sogni nascosti tra gli inconfessabile segreti
che con baci dissetavan le arse labbra.
Fiori sbocciar con tenerezza,
al calor di un focoso amplesso.
Letto ti amo scritto sui muri
in lingue straniere, ma sinceri.
Ho lasciato andare una parte di me
per colorare la mia vita di futuro.
portandosi via un cuore
e occhi inseguirli in silenzio.
Amori finire tra le lacrime
che si salutavano con un addio.
Abbracci appiccicati sulla pelle
inebriare di profumo i ricordi.
Sogni nascosti tra gli inconfessabile segreti
che con baci dissetavan le arse labbra.
Fiori sbocciar con tenerezza,
al calor di un focoso amplesso.
Letto ti amo scritto sui muri
in lingue straniere, ma sinceri.
Ho lasciato andare una parte di me
per colorare la mia vita di futuro.









