Sei andato via,
Parole confuse
mi ronzano nella mente.
Ora sono qui,
nella casa museo,
seduta davanti
alla finestra,
a fissare il nulla.
Poche spiegazioni,
non mi hai mai amata.
Stavi con me ,
per abitudine.
Ora hai trovato l'amore.
Ed io?
io dovró
dimenticare di amarti.
Dovró dimenticare ricordi,
dovró vivere senza di te.
Non posso pensarti
con lei.
Lei che ti sorride,
lei che ti stringe,
lei che se piange
lo fa con il viso
sul tuo petto.
Io non ho più
voglia di sorridere e
piango con il viso
sul cuscino.
Sono un sacco vuoto.
É doloroso anche pensare.
Sono sola,
sola in questa casa museo
Il museo del mio fallimento.
Parole confuse
mi ronzano nella mente.
Ora sono qui,
nella casa museo,
seduta davanti
alla finestra,
a fissare il nulla.
Poche spiegazioni,
non mi hai mai amata.
Stavi con me ,
per abitudine.
Ora hai trovato l'amore.
Ed io?
io dovró
dimenticare di amarti.
Dovró dimenticare ricordi,
dovró vivere senza di te.
Non posso pensarti
con lei.
Lei che ti sorride,
lei che ti stringe,
lei che se piange
lo fa con il viso
sul tuo petto.
Io non ho più
voglia di sorridere e
piango con il viso
sul cuscino.
Sono un sacco vuoto.
É doloroso anche pensare.
Sono sola,
sola in questa casa museo
Il museo del mio fallimento.
3 commenti
O vani mortali che il tempo perdete
in futili cose, il mondo vedete
è un grave ammalato che il medico attende.
Se il farmaco giusto a tempo non prende
le deboli forze disarmano il cuore:
un moto pietoso, un rantolo e muore.
A tanto l'ignavia un cuore perverte
cui piccola cosa è vivere inerte
a un mondo che crolla e invoca pietà
accora l'appello di tutte le età:
se rapida fugge la vita che vale?
ancora si chiede: è un bene od un male?
Gia scende la notte e spenti nel dubbio
la morte soltanto ti stringe in connubio.
in futili cose, il mondo vedete
è un grave ammalato che il medico attende.
Se il farmaco giusto a tempo non prende
le deboli forze disarmano il cuore:
un moto pietoso, un rantolo e muore.
A tanto l'ignavia un cuore perverte
cui piccola cosa è vivere inerte
a un mondo che crolla e invoca pietà
accora l'appello di tutte le età:
se rapida fugge la vita che vale?
ancora si chiede: è un bene od un male?
Gia scende la notte e spenti nel dubbio
la morte soltanto ti stringe in connubio.

Non mi importa
se sarà complicato stare con te,
l'amore a distanza si nutre di attesa e desiderio
e ignora il logorio del tempo.
Mia adorata Paky,
come fai tu a calmare la voglia di abbracciare
una persona quando non puoi farlo?
Voglio le tue braccia
incastrate nelle mie incertezze,
i tuoi splenditi occhi dentro le mie tempeste.
Tempo fa, senza volerlo,
hai soffiato sul mio cuore
ed hai acceso un fuoco che solo tu puoi spegnere.
Ti aspetterò tutto il tempo che ti occorre
per riflettere e decidere;
ti aspetterò perché per me altre mani,
altri occhi, altre voci, altri sospiri non hanno senso.
Paky...
Ti aspetterò perché
preferisco comunque la tua assenza
a qualsiasi altra presenza.
Potrei dire che cerco
sia, ancora mi manca
chissà se la trovo
potrei dir per sfuggire
invece che giungere
e di lì procedere
potrei dire per giunto
che mi trattiene
al resto del mondo
potrei dire procedo
questa direzione
mi sembra migliore
potrei dir per trattare
col velluto parole
... l'uso senza sdrulcire
o almeno ci provo
e imparar sì potrei
molto ce n'è di sicuro.
Ma c'è chi vince e chi perde
chi parla e chi tace
chi è audace e chi fa luce
chi crede e chi cresce
chi pressa e chi cede
chi è gioia e chi piange
chi vede la luce e
chi sente il suo parlare
e chi dice che piace?
Che è celestiale
che grinze non ha
che solleva da terra
che volo permette
che deve rimare
che solo assonare
che è meglio d'ossi
che sia senza mori
che tagli o aggiunga,
ma senza macchia
da chi proviene
la luce del sole?
Te tu dimmi cos'è
e dove lo trovo il sole e
in batter vi giungo di ciglio.
Non c'è ... vo allora di poe
vediamo se piace e
sia ... se arriva arriva
par si capisca
quanto servano poe
e sia all'anima mia.
sia, ancora mi manca
chissà se la trovo
potrei dir per sfuggire
invece che giungere
e di lì procedere
potrei dire per giunto
che mi trattiene
al resto del mondo
potrei dire procedo
questa direzione
mi sembra migliore
potrei dir per trattare
col velluto parole
... l'uso senza sdrulcire
o almeno ci provo
e imparar sì potrei
molto ce n'è di sicuro.
Ma c'è chi vince e chi perde
chi parla e chi tace
chi è audace e chi fa luce
chi crede e chi cresce
chi pressa e chi cede
chi è gioia e chi piange
chi vede la luce e
chi sente il suo parlare
e chi dice che piace?
Che è celestiale
che grinze non ha
che solleva da terra
che volo permette
che deve rimare
che solo assonare
che è meglio d'ossi
che sia senza mori
che tagli o aggiunga,
ma senza macchia
da chi proviene
la luce del sole?
Te tu dimmi cos'è
e dove lo trovo il sole e
in batter vi giungo di ciglio.
Non c'è ... vo allora di poe
vediamo se piace e
sia ... se arriva arriva
par si capisca
quanto servano poe
e sia all'anima mia.
Avanzi di spazi, vorrei
disegnare dove vanno di sera
il calore e la pietra
la cenere e il fumo lungo
falcata di pensieri eucarioti.
Vorrei, con punte al carbonio
graffiare il vento dolente
che da una gerla sparpaglia
segreti, come stracci qualunque.
“Questa non è una poesia.
Mai lo è stata
e mai lo sarà”
Il pendulo gancio che il tempo sostiene
oscilla nel vuoto 38 volte.
Sostiene versi a esso legati
che d'inchiostro furono assetati.
“Sento il lento ticchettio del vento che lentamente bussa...”
Son lustri e lustri a guardare all'indietro.
Essi i primi or forse l'ultimi.
Vennero poi gli esili dell'anima
e di plichi preziosi custodi si nomarono.
Aprii nel mezzo a legger nuovo,
da lontananza consunte,
pagine desuete,
d' anafore a me sì consuete.
Pensare semplice trovo poscia strada
e anch'esso morì nelle notturne viole.
All'alba d'un vespro infine percorsi
della nera falce il vestibolo,
nascendo dalle mie ceneri,
conoscendo,
comprendendo il volto di chi non vive.
Ora so, ora vedo
ben oltre di quello che credo.
Se mai sarà poesia,
solitudo porrà in calce.
Ipocrisia in ossimoro espressa,
avrà dell'esistere bieca promessa.
Spengo candela
che non più è cera,
porgo saluto e inchino riverente
a lor quanti tutti e
torno nel tempo in cui fui invero presente.
“Mai tornerò? Or si vedrà, magari chissà; forse quando in cielo chiarezza sarà”
Son mezzo e son notte.
Son cinque nelle grotte.
Di 30 son uno
contando faranno nessuno.
Apri le tue porte e chiudile solo al mio passaggio.
Io guardo nei tuoi pensieri,
li scruto quando dorme il conscio,
li assimilo quando si sveglia il sole.
Son nebbia che vaga
son certezza che non paga.
Son alito di paura,
son forbice piantata nelle tue mura.
Son quello che sono quando non sono.
Eppure lascio traccia
come lama nella roccia.
Sono nel tuo ieri
quando Oniro cela mondi veri.
Sono ombra e polvere nera
sono l'anima.
L'anima tua sincera
Mai lo è stata
e mai lo sarà”
Il pendulo gancio che il tempo sostiene
oscilla nel vuoto 38 volte.
Sostiene versi a esso legati
che d'inchiostro furono assetati.
“Sento il lento ticchettio del vento che lentamente bussa...”
Son lustri e lustri a guardare all'indietro.
Essi i primi or forse l'ultimi.
Vennero poi gli esili dell'anima
e di plichi preziosi custodi si nomarono.
Aprii nel mezzo a legger nuovo,
da lontananza consunte,
pagine desuete,
d' anafore a me sì consuete.
Pensare semplice trovo poscia strada
e anch'esso morì nelle notturne viole.
All'alba d'un vespro infine percorsi
della nera falce il vestibolo,
nascendo dalle mie ceneri,
conoscendo,
comprendendo il volto di chi non vive.
Ora so, ora vedo
ben oltre di quello che credo.
Se mai sarà poesia,
solitudo porrà in calce.
Ipocrisia in ossimoro espressa,
avrà dell'esistere bieca promessa.
Spengo candela
che non più è cera,
porgo saluto e inchino riverente
a lor quanti tutti e
torno nel tempo in cui fui invero presente.
“Mai tornerò? Or si vedrà, magari chissà; forse quando in cielo chiarezza sarà”
Son mezzo e son notte.
Son cinque nelle grotte.
Di 30 son uno
contando faranno nessuno.
Apri le tue porte e chiudile solo al mio passaggio.
Io guardo nei tuoi pensieri,
li scruto quando dorme il conscio,
li assimilo quando si sveglia il sole.
Son nebbia che vaga
son certezza che non paga.
Son alito di paura,
son forbice piantata nelle tue mura.
Son quello che sono quando non sono.
Eppure lascio traccia
come lama nella roccia.
Sono nel tuo ieri
quando Oniro cela mondi veri.
Sono ombra e polvere nera
sono l'anima.
L'anima tua sincera
Corpi nudi nella stanza,
vicini, sotto l'acqua;
le mani che cercano
nell'altro, protezione;
sostenersi insieme
in un abbraccio,
il pudore svanisce
non ci si preoccupa
più del corpo,
l'amore sconfigge tutto.
Le anime si uniscono,
insieme creano un unico
essere, in un momento d'infinito.
Poi, quando tutto si spegne
e la crudeltà del mondo ritorna,
ci si odia, e si spera
che l'acqua bollente,
lavi la nostra vergogna,
la nostra pelle;
e il ricordo di quell'essere
che, per quanto perfetto sia,
non sarebbe mai dovuto esistere;
fino ad ustionarci
e imporci questa tortura
solo per essere stati, felici.
vicini, sotto l'acqua;
le mani che cercano
nell'altro, protezione;
sostenersi insieme
in un abbraccio,
il pudore svanisce
non ci si preoccupa
più del corpo,
l'amore sconfigge tutto.
Le anime si uniscono,
insieme creano un unico
essere, in un momento d'infinito.
Poi, quando tutto si spegne
e la crudeltà del mondo ritorna,
ci si odia, e si spera
che l'acqua bollente,
lavi la nostra vergogna,
la nostra pelle;
e il ricordo di quell'essere
che, per quanto perfetto sia,
non sarebbe mai dovuto esistere;
fino ad ustionarci
e imporci questa tortura
solo per essere stati, felici.
Come un adagio suona il mio spirito incantato
tra la dolcezza e la tristezza
Ci son corde fini che vibrano intime
come fili d'arpa tesi nell'anima
e possono essere toccate solo da chi ci ama
con la stessa intensità con cui un musicista
solo sfiora eppure possiede il suo strumento
- e forse perfino ne è posseduto -
Come un adagio si culla lento il mio cuore
scivolando leggero eppure in qualche modo grave
sulla melodia struggente di una qualche nostalgia
mentre un violino piange appoggiato ad una sedia.
tra la dolcezza e la tristezza
Ci son corde fini che vibrano intime
come fili d'arpa tesi nell'anima
e possono essere toccate solo da chi ci ama
con la stessa intensità con cui un musicista
solo sfiora eppure possiede il suo strumento
- e forse perfino ne è posseduto -
Come un adagio si culla lento il mio cuore
scivolando leggero eppure in qualche modo grave
sulla melodia struggente di una qualche nostalgia
mentre un violino piange appoggiato ad una sedia.
E mi perdevo ad inseguir un gatto,
come faceva ogni bambino
che lo voleva prender per la coda e tiragli i baffi,
ma quando poi l’avevo preso
alla notte, sognavo dormisse con me nel mio lettino.
E correvo tutto il giorno, giocando con il mio cane
che mi proteggeva, ringhiando alla sera,
quando sentiva arrivar le befane,
ero piccolo e a volte impaurito,
tra le braccia della mamma,
il coraggio andavo a cercare.
Son passati gli anni e ora son cresciuto,
ma continuo a inseguir con i sogni un gatto
e a correre insieme al mio fedele amico cane.
come faceva ogni bambino
che lo voleva prender per la coda e tiragli i baffi,
ma quando poi l’avevo preso
alla notte, sognavo dormisse con me nel mio lettino.
E correvo tutto il giorno, giocando con il mio cane
che mi proteggeva, ringhiando alla sera,
quando sentiva arrivar le befane,
ero piccolo e a volte impaurito,
tra le braccia della mamma,
il coraggio andavo a cercare.
Son passati gli anni e ora son cresciuto,
ma continuo a inseguir con i sogni un gatto
e a correre insieme al mio fedele amico cane.
E' qui che avrei voluto amarti
sotto questo cielo immenso .
Ci tramuteremo in sogni
dopo aver annodato le pareti del cielo.
Lo vedi l'ultimo ?
E' li , non trova riparo ...
Si tinge di neve ,
indugia come il tramonto ,
attende.
Nemmeno quando il nero
serra gli occhi e sconfina .
Non s'addormenta
lascia le ombre e mi siede accanto .
Ha le labbra screpolate di brina
varca il pendio
cade nella voce del vento
e rinasce fiore
senza tempo.

Foto dal Web

Quanta passione in quel ballo, quanta estasi ascoltando quella musica.
Tra le tue braccia, un brivido mi invade e danzando aderisco a te.
I cuori uniti da quella dolce melodia , ci trascina e ci porta via.
Il tango, ballato con tanta armonia mentre tu mi sussurri parole d' amore che tengo nel mio cuore.
Il tango che ci unisce ci lega, mentre mi lascio andare a tutta la sensualità che tu mi sai donare.
Una danza colma di magia, per donarmi a te in una nuova veste io sempre e solo tua .
Tu il mio unico ardore, sulle note di quel tango colmo di amore.
La serata freddissima,
la cena un pò sotto tono
in attesa dell'adrenalina,
tutto condito
con fiori, chiacchiere e risate.
Ma ecco che arriva
il momento danzante.
L'adrenalina sale
vertiginosamente.
Musica
che ricorda la gioventù,
gli anni sereni
e liberi.
Balli su balli...
senza sosta,
con la felicità
stampata sul viso.
Improvvisamente
l'incanto si spezza...
come nella fiaba
di cenerentola
schiocca la mezzanotte...
e tutto finisce,
tutto termina.
Tranne le risate
e le amiche di sempre.









