Avrà un altro tempo il sole
nel paese che parla di vento
e si confonde con il mare
c'è una foschia che consuma
e sparge sui tetti
cristalli di ghiaccio .
cristalli di ghiaccio .
Se guardo fuori
ogni cosa ha il suo riflesso .
A regalarmi i ricordi
A regalarmi i ricordi
gli alberi nudi
con alle radici i silenzi delle foglie.
Sui marciapiedi
Sui marciapiedi
passano i pensieri come ombre.
Qualche voce in lontananza
Qualche voce in lontananza
fa Domenica
questa Domenica.

Foto dal Web
Foto dal Web
5 commenti
Mi volto e osservo.
Cinque brividi di stagione.
Questo rimane
come allora
con la stessa fascia di cometa
le stesse carte da giocare
di pagina bianca rubata al freddo
alla miseria dei giorni incolti
al morir di semi ma
ma ora è miseria
ora è fame e non si attende il bis
-corre vino nel bicchiere aspro d'aceto-
Ed ero donna
ora di più---
e ritorno alla pagina rubata al freddo
alla miseria dei giorni incolti
al morir di semi
e sale, sale la curva
il gelo senza neve
la mano sola all'altra
ed io carezzo un gatto---
Cinque brividi di stagione.
Questo rimane
come allora
con la stessa fascia di cometa
le stesse carte da giocare
di pagina bianca rubata al freddo
alla miseria dei giorni incolti
al morir di semi ma
ma ora è miseria
ora è fame e non si attende il bis
-corre vino nel bicchiere aspro d'aceto-
Ed ero donna
ora di più---
e ritorno alla pagina rubata al freddo
alla miseria dei giorni incolti
al morir di semi
e sale, sale la curva
il gelo senza neve
la mano sola all'altra
ed io carezzo un gatto---
Non è detto che tornino.
L’Albania non è così lontana ma quest’estate molti sono rimasti
tra i vicoli sul mare. Quella con gli occhi viola se n’è andata
che nessuno sapeva il nome slavo
Altri invece non hanno preso confidenza con i pin
E l’Asl non sa cosa fare di tanti acciacchi fuori piano terapeutico
Di una però, il contatto sul WhatsApp ce l’hanno tutti
una specie di 118 ma senza sirena né personale
o qualcuno che ne riconosca la familiarità
Che ci fa tra i cormorani, mi chiedo, col pastrano addosso nel settembre di Bari
Il becco aperto e una voglia inesauribile di immergersi nelle acque del mio porto
Ignoravo chi fosse ma sui pontili, se ben ricordo, c’è sempre stata
Sarà questa la volta buona per chi non torna di lasciarla a terra?
Ah no, quando ha fame chiama sempre chi la serve e rimette in volo
e quello corre in tutta fretta anche dagli oceani più lontani.
L’Albania non è così lontana ma quest’estate molti sono rimasti
tra i vicoli sul mare. Quella con gli occhi viola se n’è andata
che nessuno sapeva il nome slavo
Altri invece non hanno preso confidenza con i pin
E l’Asl non sa cosa fare di tanti acciacchi fuori piano terapeutico
Di una però, il contatto sul WhatsApp ce l’hanno tutti
una specie di 118 ma senza sirena né personale
o qualcuno che ne riconosca la familiarità
Che ci fa tra i cormorani, mi chiedo, col pastrano addosso nel settembre di Bari
Il becco aperto e una voglia inesauribile di immergersi nelle acque del mio porto
Ignoravo chi fosse ma sui pontili, se ben ricordo, c’è sempre stata
Sarà questa la volta buona per chi non torna di lasciarla a terra?
Ah no, quando ha fame chiama sempre chi la serve e rimette in volo
e quello corre in tutta fretta anche dagli oceani più lontani.
Dammi acqua e sarai lacrime,
fuoco e brucerà la tua carne,
crepuscolo figlio prediletto
che s’immola per la madre notte.
Creatura spettrale che compie il rito,
impossessandosi dell’anima di chi
non trova un posto dove andare.
Demone che trova tutti
e senza pietà strazierà le carni.
Simulacro posto sull’ara dell’oblio
che trascina con sé ogni cosa come il vento.
Spada dell’averno intinta di peccati,
strega cinta di una collana di ossa.
Dammi un attimo del tuo tempo
e ti cambierò la vita per l’eternità.
Dio pagano.
fuoco e brucerà la tua carne,
crepuscolo figlio prediletto
che s’immola per la madre notte.
Creatura spettrale che compie il rito,
impossessandosi dell’anima di chi
non trova un posto dove andare.
Demone che trova tutti
e senza pietà strazierà le carni.
Simulacro posto sull’ara dell’oblio
che trascina con sé ogni cosa come il vento.
Spada dell’averno intinta di peccati,
strega cinta di una collana di ossa.
Dammi un attimo del tuo tempo
e ti cambierò la vita per l’eternità.
Dio pagano.
Cerco un sorriso nel mio cuore
apparire serena mentre il cuore lo nega
falsa mentre cammino su ciottoli
che lasciano ferite dolorose
E' per me stessa mi dico,
voglio cancellare in parte il dolore
sentirmi normale, non un automa
che per inerzia procede
in questo labirinto che è la vita
senza un filo di Arianna per uscirne
Ipocrisia inutile parlano gli occhi per me
perso hanno quella luce particolare,
nasce se la serenità veste l'interiorità
se la vita almeno ogni tanto sorride
E la sera vago per casa sfiorando oggetti cari
fotografie che riportano a giorni belli
quando lungo il fiume pescavo con te
o sulla spiaggia di Alassio distesa al sole
la pelle si bruniva e il tuo bacio sapeva di sale
I rimpianti non portano a nulla
giro e rigiro la clessidra
ma non riporta il passato lo so …
tangibile è che senza il tuo amore
ho paura di affrontare
il ponte che mi porta a una riapertura
Tendo la mano e sento il vuoto
ho lavato e rilavato le lenzuola,
il tuo profumo permane
mi lascio cullare da questo miracolo
mi addormento pregando Dio
affinchè possa sognarti ….
apparire serena mentre il cuore lo nega
falsa mentre cammino su ciottoli
che lasciano ferite dolorose
E' per me stessa mi dico,
voglio cancellare in parte il dolore
sentirmi normale, non un automa
che per inerzia procede
in questo labirinto che è la vita
senza un filo di Arianna per uscirne
Ipocrisia inutile parlano gli occhi per me
perso hanno quella luce particolare,
nasce se la serenità veste l'interiorità
se la vita almeno ogni tanto sorride
E la sera vago per casa sfiorando oggetti cari
fotografie che riportano a giorni belli
quando lungo il fiume pescavo con te
o sulla spiaggia di Alassio distesa al sole
la pelle si bruniva e il tuo bacio sapeva di sale
I rimpianti non portano a nulla
giro e rigiro la clessidra
ma non riporta il passato lo so …
tangibile è che senza il tuo amore
ho paura di affrontare
il ponte che mi porta a una riapertura
Tendo la mano e sento il vuoto
ho lavato e rilavato le lenzuola,
il tuo profumo permane
mi lascio cullare da questo miracolo
mi addormento pregando Dio
affinchè possa sognarti ….
“ Sciolti nell’acido”, versione aggiornata
del conte Ugolino al tempo delle cosche.
Zecche fastidiose questi ragazzi
hanno bisogno di tutto: attenzione,
calore, affetto, persino di un padre,
sia pure a singhiozzo. Decisamente troppo
per chi si crede il capo dei capi
sotto copertura e in missione segreta.
C’è alfabeto del male, dalla “ a alla zeta”
da imparare alla scuola dei lupi:
le donne sono puttane col drappo
di castità al collo, anche ladre
e bugiarde, è solo una questione
di tempo, il tradimento tra intrallazzi
e sotterfugi. Specie protette di mosche
d’allontanare con biglietto di sola andata.
Oggi non c'è dannazione!
Via ogni struggimento di cuore.
Esco. Fuori c'è il Sole.
Le strade sono piene di gente.
Voglio esser formica tra tante sorelle,
indaffarate al trasporto di merci alle case.
Voglio fare provviste anch'io di ogni cosa
mi possa servire nel peggio futuro.
Quando starò chiusa
nei meandri della follia
col solo scopo impellente
di fare alla dispensa
ogni sorta di razzia.
Via ogni struggimento di cuore.
Esco. Fuori c'è il Sole.
Le strade sono piene di gente.
Voglio esser formica tra tante sorelle,
indaffarate al trasporto di merci alle case.
Voglio fare provviste anch'io di ogni cosa
mi possa servire nel peggio futuro.
Quando starò chiusa
nei meandri della follia
col solo scopo impellente
di fare alla dispensa
ogni sorta di razzia.
È stato bello e misterioso averti incontrato,
il pensiero di te mi seguiva ovunque
ed io ne ero estasiato.
Mi indicavi la strada con prudenza;
niente e nessuno ci divideva,
neanche la più forte distanza.
Sembravi un'estensione della mia essenza ma
ti vedevo solo con gli occhi della speranza.
Pensavo fosse la tua ombra
ma non era altro che il riflesso della mia anima...
il pensiero di te mi seguiva ovunque
ed io ne ero estasiato.
Mi indicavi la strada con prudenza;
niente e nessuno ci divideva,
neanche la più forte distanza.
Sembravi un'estensione della mia essenza ma
ti vedevo solo con gli occhi della speranza.
Pensavo fosse la tua ombra
ma non era altro che il riflesso della mia anima...
Tra salvia e margherite
presta le mani all’armonia
atomi appena
in lenimento all’anca del dolore
si attenua
l’ansia velata del giardino
sembra la sera quando
le sorridono gli occhi
gli occhi presi dai rovi
lignee speranze
di luci chiare sperse dentro.
L’ora solare
fa ghirigori stanchi
ma lei addolcisce il verde
viscerale
ne fa mazzetti
talee d’acqua
e aspetta le radici
incredula
di spingere una vita
di là dal buio
-non c’è modo migliore
per dire di sé, come
del primo parto sofferto, ma
nel favore del vento.
Pettirosso
alare adorno di volo sul vento
nudo rizoma di cieli d’anima
innesto di colori su bocci di ginepro
sei levità d’autunno sull’essere
lume di brina di vermiglie vene
tremule piume su filari amoreggianti al sole
legati uno ad uno al ventre d’eco.
Amore,
appari sì arreso al fragile innesto
miracolo cavo d’intimo plesso
tu che sei atto di fede nel pianto silente
l’eterno duale dell’Uno possente.
Minuscole catene strette all’apice
di polsi incisi ai palpiti dell’anima
zampilla la fontana in grani d’acqua
luce che gonfia l’aria come fiori.
Scivola rapido un passo di gonna
croste di ruggine in fughe di porfido
di ieri ancora a lato sul patibolo
saturo d’ami asfalto non si lava.
Vedi il rumore d’ombra farsi vento
che taglia ghiacce lacrime d’inverno
sul piede a piaghe e non si volta più
s’atterra sul pavé danza di stille.
Dentro che stringe il tartaro la frolla
muta del tempo e al sangue sferza il pungolo.
di polsi incisi ai palpiti dell’anima
zampilla la fontana in grani d’acqua
luce che gonfia l’aria come fiori.
Scivola rapido un passo di gonna
croste di ruggine in fughe di porfido
di ieri ancora a lato sul patibolo
saturo d’ami asfalto non si lava.
Vedi il rumore d’ombra farsi vento
che taglia ghiacce lacrime d’inverno
sul piede a piaghe e non si volta più
s’atterra sul pavé danza di stille.
Dentro che stringe il tartaro la frolla
muta del tempo e al sangue sferza il pungolo.

I giovani lo usano per simboleggiare un' unione la nascita di una relazione.
Ci si frequenta , si esce e poi chissà se durerà, è sempre più difficile scambiarsi emozioni vere in questa realtà.
Abbiamo bisogno di calore umano , di stare insieme e vivere la nostra passionalità.
Amori di gioventù, che durano il tempo di una vacanza ma i ragazzi lo vivono intensamente e velocemente.
Il lucchetto è lì ancora intatto , il tempo poi ce lo dirà se questo sentimento durerà.
L' amore è felicità anche in questo autunno che vede quel lucchetto sempre lì cadono le foglie, ma i loro cuori sono uniti dalla loro fedelta'
Non ho più la gioia dentro il cuore,
mi si è spenta con l’ultimo sorriso,
la tristezza me l’ha portata via
e, prendendomi per mano, mi sta
accompagnando nel baratro della solitudine.
Così l’amore muore e io con lui,
ogni volta che gli egoismi individuali,
di chi mi circonda,
uccidono il futuro con l’indifferenza.
In un labirinto fatto di alte mura
è stata rinchiusa la mia speranza,
da cieco la inseguo negli spogli corridoi,
essi non mostrano nessuna effige alla mia anima
che, affranta, si consuma lentamente
come una candela prigioniera su di un altare.
Slego le mie mani dalle preghiere,
non c’è cielo che le accolga tra i martiri della Terra,
regnano solo i tuoni delle armi,
che mietono vittime come i chicchi di grano.
Nell’indifferenza, un uomo muore.
mi si è spenta con l’ultimo sorriso,
la tristezza me l’ha portata via
e, prendendomi per mano, mi sta
accompagnando nel baratro della solitudine.
Così l’amore muore e io con lui,
ogni volta che gli egoismi individuali,
di chi mi circonda,
uccidono il futuro con l’indifferenza.
In un labirinto fatto di alte mura
è stata rinchiusa la mia speranza,
da cieco la inseguo negli spogli corridoi,
essi non mostrano nessuna effige alla mia anima
che, affranta, si consuma lentamente
come una candela prigioniera su di un altare.
Slego le mie mani dalle preghiere,
non c’è cielo che le accolga tra i martiri della Terra,
regnano solo i tuoni delle armi,
che mietono vittime come i chicchi di grano.
Nell’indifferenza, un uomo muore.














