Ed è sera,
le luci si dissolvono nelle ombre,
flebile diventa il cinguettio degli uccelli
tra i rami d’un albero
che si presta a dar loro riparo per la notte.
Il sole, con il suo rossore
lascia il giorno che sta per finire alle sue spalle.
Un vecchio seduto sull’uscio di casa,
guarda un gatto che rincorre un incauto topo nel cortile.
Dalla collina scende il vento,
espandendo tra le vie del villaggio
il profumo di mirto e caffè.
Una nuvola solitaria veleggia nel cielo,
sembra voler fuggir all’arrivo delle tenebre,
scomparendo dietro l’immobile poggio.
La luna innalzandosi con un bacio saluta il mare
e per non lasciarlo solo,
in esso si continua a specchiare,
la notte non da meno,
per farle compagnia s’adorna di stelle.
le luci si dissolvono nelle ombre,
flebile diventa il cinguettio degli uccelli
tra i rami d’un albero
che si presta a dar loro riparo per la notte.
Il sole, con il suo rossore
lascia il giorno che sta per finire alle sue spalle.
Un vecchio seduto sull’uscio di casa,
guarda un gatto che rincorre un incauto topo nel cortile.
Dalla collina scende il vento,
espandendo tra le vie del villaggio
il profumo di mirto e caffè.
Una nuvola solitaria veleggia nel cielo,
sembra voler fuggir all’arrivo delle tenebre,
scomparendo dietro l’immobile poggio.
La luna innalzandosi con un bacio saluta il mare
e per non lasciarlo solo,
in esso si continua a specchiare,
la notte non da meno,
per farle compagnia s’adorna di stelle.
10 commenti
Scesa all'inferno,
con la paura attaccata addosso.
Paura delle sabbie mobili,
paura del buio assoluto.
Il sentiero non delineato.
Dolore sulla pelle,
dolore nell'anima,
brividi freddi sul corpo.
Camminando piano,piano,
giorno dopo giorno,
la luce davvero lontana.
Ma non mi sono mai fermata,
non ho perso la speranza.
Giorno dopo giorno,
piccoli passi
leggeri come il battito d'ali di una farfalla.
Giorno dopo giorno.
Piangendo,
tremando,
ma senza mollare mai.
Ostacoli superati
lasciati alle spalle,
ma tanta paura,
paura di ricordare,
paura di ricadere nel baratro,
paura di rivedere
le porte dell'inferno.
Per tanto tempo
cancellati quei ricordi
per non soffrire,
per non rivivere
giorni pieni di terrore.
Ora guardo avanti
con fiducia,
cercando di vivere tranquilla,
buttando giú dalle spalle
i problemi sciocchi,
analizzando i veri problemi della vita.
Cercando soluzioni,
almeno ci provo.
Cercando di vivere con leggerezza,
senza lasciare mai il sentiero
verso la luce.
con la paura attaccata addosso.
Paura delle sabbie mobili,
paura del buio assoluto.
Il sentiero non delineato.
Dolore sulla pelle,
dolore nell'anima,
brividi freddi sul corpo.
Camminando piano,piano,
giorno dopo giorno,
la luce davvero lontana.
Ma non mi sono mai fermata,
non ho perso la speranza.
Giorno dopo giorno,
piccoli passi
leggeri come il battito d'ali di una farfalla.
Giorno dopo giorno.
Piangendo,
tremando,
ma senza mollare mai.
Ostacoli superati
lasciati alle spalle,
ma tanta paura,
paura di ricordare,
paura di ricadere nel baratro,
paura di rivedere
le porte dell'inferno.
Per tanto tempo
cancellati quei ricordi
per non soffrire,
per non rivivere
giorni pieni di terrore.
Ora guardo avanti
con fiducia,
cercando di vivere tranquilla,
buttando giú dalle spalle
i problemi sciocchi,
analizzando i veri problemi della vita.
Cercando soluzioni,
almeno ci provo.
Cercando di vivere con leggerezza,
senza lasciare mai il sentiero
verso la luce.
Bolle fragili nel vento
Come cristallo irridescente,
Lievi volano,
Trasportando aerei pensieri
S'allontanano da me..
Ti raggiungono, si dischiudono
E ti parlano.
Strappi di lontananza dentro,
Sono rami senza foglie,
Sono corpi senza voglie,
Sono asciutti alvei
Dove non scorre più
Vino dolce.
Il rintocco d'orologio
A segnare il tempo,
Batte forte come cuore,
Stringo foglie cadute,
Tra le mani da slegare.
Come cristallo irridescente,
Lievi volano,
Trasportando aerei pensieri
S'allontanano da me..
Ti raggiungono, si dischiudono
E ti parlano.
Strappi di lontananza dentro,
Sono rami senza foglie,
Sono corpi senza voglie,
Sono asciutti alvei
Dove non scorre più
Vino dolce.
Il rintocco d'orologio
A segnare il tempo,
Batte forte come cuore,
Stringo foglie cadute,
Tra le mani da slegare.
E il messaggio è inciso sulla faccia chiara della luna,
filtrato da un raggio di luce, puoi recitarlo
come un verso perfetto con un soffio di voce
tra le coltri disfatte del letto. Di getto magari,
e ripeterlo dopo ogni bacio. “ E’ con te che voglio stare”
e restare nei giorni di sole, di pioggia e di nebbia,
amare ogni ruga, l’invecchiamento degli occhi,
gli specchi dell’anima a riflettere la gioia
che è questo stare insieme, corpi in simbiosi,
osmosi del respiro, giro nell’oasi dell’amore
al tempo delle catene. E questo raro languore
di piacere e malinconia e poi la narcosi
dopo il tramonto, forse stanchezza, mai noia,
il sonno che arriva a folate, il gioco dei tarocchi
con le carte truccate, sabbia nella gabbia
spalancata. L’ultima rincorsa per oltrepassare
il muro di nubi, già li vedi altari e acquari,
-immergersi nell’amore e pregare dinanzi alla croce.
Hai spento la luce- puoi vedere lo stesso- l’orlo
del copriletto, il colore dei sogni, l’ago e la sua cruna.
La notte ci attende
- le faremo nascere addosso il sole-
pur non rinnegando mai la luna
- i nostri corpi, alchimie perfette -
l'oro, l'argento, la fiamma, il ghiaccio
- Lasciamo cadere i veli del pudore -
per fare l'amore la mente dev'essere nuda
- non solo la carne -
Voliamo oltre i confini di una stanza
- apriamo piano i segreti portali -
Stendiamoci sull'altare delle nostre nozze eterne
- nessun sacrilegio -
dove il senso del peccato muore
- tra le braccia calde dell'eros -
si, il peccato, sedotto , perfino lui dalla bellezza
- Non sarà mai colpa l'amarsi -
Il fuoco splende, il rito ha inizio
- tra forza e dolcezza tutto si consuma-
tu dentro me, io dentro te.
-Forgiando splendore-.
- le faremo nascere addosso il sole-
pur non rinnegando mai la luna
- i nostri corpi, alchimie perfette -
l'oro, l'argento, la fiamma, il ghiaccio
- Lasciamo cadere i veli del pudore -
per fare l'amore la mente dev'essere nuda
- non solo la carne -
Voliamo oltre i confini di una stanza
- apriamo piano i segreti portali -
Stendiamoci sull'altare delle nostre nozze eterne
- nessun sacrilegio -
dove il senso del peccato muore
- tra le braccia calde dell'eros -
si, il peccato, sedotto , perfino lui dalla bellezza
- Non sarà mai colpa l'amarsi -
Il fuoco splende, il rito ha inizio
- tra forza e dolcezza tutto si consuma-
tu dentro me, io dentro te.
-Forgiando splendore-.
Quando le parole tacciono,
tripudi a inneggianti silenzi,
sospirano e alitano
su tenere e vogliose labbra.
Si veste di carattere il respiro:
inarcandosi scrive e canta note.
Si innalzano sferzanti i suoni e
in alto salgono gemiti e sospiri.
Battiti d'ali nei petti ignudi,
calore su volti infiammati: or ciarlieri, or muti.
Soccombono le tinte rosa pastello
e di vermiglio e porpora
si infervorano le rosse gote.
Carne nella carne, respiro nel respiro.
Passione, impeto, desiderio:
un incontro d'amore...
tripudi a inneggianti silenzi,
sospirano e alitano
su tenere e vogliose labbra.
Si veste di carattere il respiro:
inarcandosi scrive e canta note.
Si innalzano sferzanti i suoni e
in alto salgono gemiti e sospiri.
Battiti d'ali nei petti ignudi,
calore su volti infiammati: or ciarlieri, or muti.
Soccombono le tinte rosa pastello
e di vermiglio e porpora
si infervorano le rosse gote.
Carne nella carne, respiro nel respiro.
Passione, impeto, desiderio:
un incontro d'amore...
Sono figlio del fango di terra stuprata
Calpestata da vacche e buoi che fuggono da stalle.
Sono figlio di terra ove non vi sono
inchiodati alla croce
penzolanti cimeli su pareti da foderare.
Sono IO il crocifisso.
Il sacrificio innalzato da Abramo
Su carrette del mare
Nei dintorni di confini
che rigurgitano pane e vino
Sono il profugo della terra d’Egitto
che vide il mar rosso aprire ed inghiottire
Ora altre acque inghiottono
E da nessun tempio s'ode la voce...
Sono figlio di un Dio minore
Senza nessuno altare d’oro
Sto avvolto da bende che altri mi hanno cucito addosso
Io non sono “santificato” da nessuno ricorrenza…
I miei occhi hanno visto nascere e subito morire
Sotto martellanti colpi di popoli che portano la pace
Ma io più di altri
sono Figlio di Isacco
Fratello di Ismaele
Sangue di Abramo
Sono il "Figlio" Terra d’oriente massacrata e stuprata.
Ciò che consola il mio pianto e solo questo
- che terre d’oltre mare non conoscono
“ Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente,
così sarà la venuta del Figlio dell'uomo” *
Ancora una volta alla fine dei tempi
il Figlio di Dio sceglierà la nostra terra
*Matteo 24; v 27
Calpestata da vacche e buoi che fuggono da stalle.
Sono figlio di terra ove non vi sono
inchiodati alla croce
penzolanti cimeli su pareti da foderare.
Sono IO il crocifisso.
Il sacrificio innalzato da Abramo
Su carrette del mare
Nei dintorni di confini
che rigurgitano pane e vino
Sono il profugo della terra d’Egitto
che vide il mar rosso aprire ed inghiottire
Ora altre acque inghiottono
E da nessun tempio s'ode la voce...
Sono figlio di un Dio minore
Senza nessuno altare d’oro
Sto avvolto da bende che altri mi hanno cucito addosso
Io non sono “santificato” da nessuno ricorrenza…
I miei occhi hanno visto nascere e subito morire
Sotto martellanti colpi di popoli che portano la pace
Ma io più di altri
sono Figlio di Isacco
Fratello di Ismaele
Sangue di Abramo
Sono il "Figlio" Terra d’oriente massacrata e stuprata.
Ciò che consola il mio pianto e solo questo
- che terre d’oltre mare non conoscono
“ Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente,
così sarà la venuta del Figlio dell'uomo” *
Ancora una volta alla fine dei tempi
il Figlio di Dio sceglierà la nostra terra
*Matteo 24; v 27
Verrò a trovarti
con il vento di primavere,
accompagnato dal cinguettio degli uccelli
e dai canti dei bimbi festanti.
Scompiglierò i tuoi capelli,
rubandoti la tristezza,
in cambio ti donerò un sorriso,
per dipingere il sole sul tuo viso.
In un tuo bacio cercherò quel profumo,
che i fiori emanano al calare della sera.
ti stringerò forte a me,
addentrandomi con le mie mani,
nelle tue vesti di seta.
Verrò a te per amarti e viverti di giorno e sera,
verrò a te per sempre mia dolce anima, vera.
con il vento di primavere,
accompagnato dal cinguettio degli uccelli
e dai canti dei bimbi festanti.
Scompiglierò i tuoi capelli,
rubandoti la tristezza,
in cambio ti donerò un sorriso,
per dipingere il sole sul tuo viso.
In un tuo bacio cercherò quel profumo,
che i fiori emanano al calare della sera.
ti stringerò forte a me,
addentrandomi con le mie mani,
nelle tue vesti di seta.
Verrò a te per amarti e viverti di giorno e sera,
verrò a te per sempre mia dolce anima, vera.
Non è facile resistere, quando tutto sfuma, quando ti senti come cera che cola su quella candela , che si consuma lentamente, tutto passa ed io ho la speranza che mi consola, l' affetto che mi circonda mentre su quell' oscurita' appare una nuova figura uno splendido uccello, che vola libero mentre etereo appare, io continuo a sperare , a sognare, in questa notte infinita mentre medito sulla mia vita!!!
Fui vento.
Fui monte
e venni verso l'uomo.
Fui d'argilla,
fui acqua e fango
e venni verso l'uomo
lasciando
solo
l'uomo.
Fui monte
quando l'uomo non fu uomo.
Divenni uomo all'alba del monte.
Ora anima,
ora fango.
Fummo uno
in un istante.
Distante fu l'uomo
che aveva voluto quell'istante
e ancor ora son vento
nel sussurro,
son voce nella valle
son carezza perduta
dove
Longarone silente dorme.
Fui monte
e venni verso l'uomo.
Fui d'argilla,
fui acqua e fango
e venni verso l'uomo
lasciando
solo
l'uomo.
Fui monte
quando l'uomo non fu uomo.
Divenni uomo all'alba del monte.
Ora anima,
ora fango.
Fummo uno
in un istante.
Distante fu l'uomo
che aveva voluto quell'istante
e ancor ora son vento
nel sussurro,
son voce nella valle
son carezza perduta
dove
Longarone silente dorme.
Mia è la mano
che colse il frutto proibito
dai giardini dell'Eden.
Mia è la mano
che pende dal bianco lenzuolo
coperto di sangue.
Mia è la mano
figlia eletta di Dio che uccise il bambino.
Mia è la mano
scarna che trema in un letto d'attesa.
Dio quanto dolore ho nelle mani!
ma quanto veleno in quel frutto rubato
dai giardini dell'Eden!...
che colse il frutto proibito
dai giardini dell'Eden.
Mia è la mano
che pende dal bianco lenzuolo
coperto di sangue.
Mia è la mano
figlia eletta di Dio che uccise il bambino.
Mia è la mano
scarna che trema in un letto d'attesa.
Dio quanto dolore ho nelle mani!
ma quanto veleno in quel frutto rubato
dai giardini dell'Eden!...
Là, oltre l'orizzonte,
Velato e rossastro,
Ai miei occhi così bello,
Cosa c'è?
Non vi è fine, e dove
Arriva il cielo,
Sottostante alle nuvole,
Strie bianche indistinte.
Sale dentro l'angoscia che prende,
Tra le case mute e immote,
Senza suoni e persone
Resto io...sola.
Anima grigia,
Vello fragile dei miei pensieri.
Sento nascere stille
Che presto bagneranno.
Prigioniera in una gabbia, senza sbocchi
Vivo avvolta solo da rintocchi.
Suona lenta la campana...
Velato e rossastro,
Ai miei occhi così bello,
Cosa c'è?
Non vi è fine, e dove
Arriva il cielo,
Sottostante alle nuvole,
Strie bianche indistinte.
Sale dentro l'angoscia che prende,
Tra le case mute e immote,
Senza suoni e persone
Resto io...sola.
Anima grigia,
Vello fragile dei miei pensieri.
Sento nascere stille
Che presto bagneranno.
Prigioniera in una gabbia, senza sbocchi
Vivo avvolta solo da rintocchi.
Suona lenta la campana...

Vola...
vola imperterrita verso l'orizzonte,
regina alata, forte e maestosa,
su cime inaccessibili
vivi solitaria e silenziosa.
Spettacolo è il tuo volteggiar silente
mentre scruti indifferente
l'opera misera dell'uomo invadente.
Vola...
vola regina dei cieli
sotto il nome di aquila reale,
icona vivente della libertà divina,
predatore angelico dell'arte suprema...
Respiri nel vento
il profumo di infinite distese
mentre avvinghi la serpe velenosa
con morsa infallibile degli artigli rosa.
Vola...
vola la mia fantasia per raggiungerti,
affascinante e misteriosa
ti osservo volar con disinvoltura
mentre fuori la tempesta infuria.
Precipiti come un fulmine in luoghi segreti,
regina indiscutibile degli spazi immensi,
ti muovi con maestria e scatto deciso
per poi decollare verso il Paradiso.










