In una notte di incantevole primavera
quando ci si illude d'essere poeti,
dispiegheremo in cielo le nostre speranze
scortate con cura dalle rondini migliori.
Ne seguiremo il volo con sguardo attento
fino a toccare con garbo la luna.
Ne seguiremo il volo con sguardo attento
fino a toccare con garbo la luna.
L'emozione dei colori dell'alba, dei girasoli,
dopo la pioggia, l'estate è solo un lontano ricordo.
Ascolto i ricordi del passato, naufraga in un mondo
che non riconosco.
In cerca della strada dei pensieri,
l'illusione di un'altra estate che lascia il posto all'inverno.
5 commenti
Sento tanto freddo nelle ossa
il sole ancora padrone del cielo
in questo autunno avanzato
non mi arriva dentro
luce crea intorno ,troppa
Nubi grigie vorrei
così che i miei occhi feriti
dal logorroico pianto
potessero riposare
Come gli alberi si spogliano
delle vecchie foglie
lascio cadere sul terreno
pensieri, emozioni vissute
Nuoto in esse come in mare eterno
la forza è poca ma forte la tentazione
di lasciarmi andare scivolando
verso le meraviglie di quel mondo
Perchè così tristi pensieri ?
Perchè non trovare la volontà
di vivere cercandola tra i rifiuti del cuore,
forse potrei provare, almeno provare
la sorte potrebbe sorreggermi
unire come in puzzle i piccoli frammenti
sufficienti a far scorre nuovamente
sangue caldo nelle mie vene ...

Pensieri annodati, come un filo che crea una trama.
Pensieri e parole semplici , che arrivano dritte al cuore.
La semplicità conquista e rende dolce quel cuore, bisognoso di attenzione.
Pensieri che vanno a rianimarlo, a scaldare quel cuore così prezioso.
Una frase , un abbraccio e' un gesto spontaneo e di sicuro un buon effetto.
Senza tante parole complesse, o complicate le emozioni non vanno troppo spiegate.
I sentimenti positivi, sono sempre graditi, più siamo dolci più attiriamo .
La serenità, attrae la semplicità è una dote che noi tutti abbiamo .
Basta poco, al cuore altrui arriviamo con allegria ed un pizzico di simpatia.
Afflito,sei chiuso nella tua stanza
il confessionale di quei pensieri,
tumultuosi come le onde marine,
che animo senza sosta travagliano,
non trovi raggio di luce nel buio
di una tristezza che nel cuor ti regna,
mutando delle nitide giornate
in oscure tempeste infinite.
La Fiamma speranza ormai si è spenta
da rimorsi pesanti un incudine,
le iridi di pianto son bagnate
come terra dopo gocce di pioggia
il confessionale di quei pensieri,
tumultuosi come le onde marine,
che animo senza sosta travagliano,
non trovi raggio di luce nel buio
di una tristezza che nel cuor ti regna,
mutando delle nitide giornate
in oscure tempeste infinite.
La Fiamma speranza ormai si è spenta
da rimorsi pesanti un incudine,
le iridi di pianto son bagnate
come terra dopo gocce di pioggia
Con i miei silenzi
scrivo quel tempo docile
che coglieva dai capelli il sole e
separava i pensieri.
Sui miei silenzi
scrivo e riscrivo
il mio tempo
e mi perdo quando parlo
di me .
Custodisco la delicatezza
e sollevo il petto
con il poco e con il niente .
Ora è grandezza un cielo di luci .
scrivo quel tempo docile
che coglieva dai capelli il sole e
separava i pensieri.
Sui miei silenzi
scrivo e riscrivo
il mio tempo
e mi perdo quando parlo
di me .
Custodisco la delicatezza
e sollevo il petto
con il poco e con il niente .
Ora è grandezza un cielo di luci .
Quante volte con le mani ho accarezzato il silenzio
e con i piedi ho calpestato strade di sale,
i fiori di marmo profumavano di solitudine ...
mentre nella notte gridavo la mia disperazione.
Quante volte, ferendomi il cuore, mi hai avvelenato l’anima,
precludendomi le porte del paradiso,
serrate da molto tempo dai miei tormenti.
Prendevo a pugni il cielo
per liberarlo dalle nubi e rivedere il sole.
I miei occhi trasudavan cecità
alla visione delle illibate vergini
e soltanto un bianco fumo respiravo in realtà
nelle quotidiane guerre perse nel cercarti tra le stelle.
Son qui a strappar radici da quest’arida terra
che un tempo odorava di fiori d’arancio;
l’ignoto si colorava d’arcobaleno,
ciò che adesso mi è stato sottratto.
Resta solo un deserto di fine sabbia esacerbata dal fango,
illuminato da candele consumate.
e con i piedi ho calpestato strade di sale,
i fiori di marmo profumavano di solitudine ...
mentre nella notte gridavo la mia disperazione.
Quante volte, ferendomi il cuore, mi hai avvelenato l’anima,
precludendomi le porte del paradiso,
serrate da molto tempo dai miei tormenti.
Prendevo a pugni il cielo
per liberarlo dalle nubi e rivedere il sole.
I miei occhi trasudavan cecità
alla visione delle illibate vergini
e soltanto un bianco fumo respiravo in realtà
nelle quotidiane guerre perse nel cercarti tra le stelle.
Son qui a strappar radici da quest’arida terra
che un tempo odorava di fiori d’arancio;
l’ignoto si colorava d’arcobaleno,
ciò che adesso mi è stato sottratto.
Resta solo un deserto di fine sabbia esacerbata dal fango,
illuminato da candele consumate.
Cade una stella
Attraversando il cielo,
Sorvola il mio mare,
Fatto di sogni.
Brividi sulla pelle
Lasciano l'impronta del tuo dito.
Ti porto in tasca chiuso
Nella mia mano come scintilla
Che eterna brillera'.
E tu, da lì, riesci a sentire
I miei segreti che solo io conosco,
E la mia anima si perde
Correndo, verso l'orizzonte
In cerca di te.
Non vi guardo più stelle,
A voi troppe volte ho lasciato il mio destino,
Ubriache di cielo non mi avete esaudito.
Eroina senza spada,
In questo tempo in rovina
Mi avvolgero' delle correnti,
Sapendo che ho ancora luce negli occhi,
E cuore che trabocca.
Porterò la mia vita come fiore
Ancora da cogliere e sarà
Coraggio vestito di sorriso,
Su il mio viso.
Attraversando il cielo,
Sorvola il mio mare,
Fatto di sogni.
Brividi sulla pelle
Lasciano l'impronta del tuo dito.
Ti porto in tasca chiuso
Nella mia mano come scintilla
Che eterna brillera'.
E tu, da lì, riesci a sentire
I miei segreti che solo io conosco,
E la mia anima si perde
Correndo, verso l'orizzonte
In cerca di te.
Non vi guardo più stelle,
A voi troppe volte ho lasciato il mio destino,
Ubriache di cielo non mi avete esaudito.
Eroina senza spada,
In questo tempo in rovina
Mi avvolgero' delle correnti,
Sapendo che ho ancora luce negli occhi,
E cuore che trabocca.
Porterò la mia vita come fiore
Ancora da cogliere e sarà
Coraggio vestito di sorriso,
Su il mio viso.
Conosco un signore
molto perbene che ha una casa e un giardino
una moglie e un bambino e in garage
una bella mercedes
e siccome ha una fede è già in paradiso.
Conosco un bambino
a sud di Milano che per una moneta
ti regala un sorriso e lava i vetri alle auto
mercedes comprese.
Intanto che aspetto il vetro pulito
il sorriso del bimbo, mi domando perché
tutto questo succede.
Ma non c'è tempo per le risposte;
il semaforo è pronto: accelero e parto.
molto perbene che ha una casa e un giardino
una moglie e un bambino e in garage
una bella mercedes
e siccome ha una fede è già in paradiso.
Conosco un bambino
a sud di Milano che per una moneta
ti regala un sorriso e lava i vetri alle auto
mercedes comprese.
Intanto che aspetto il vetro pulito
il sorriso del bimbo, mi domando perché
tutto questo succede.
Ma non c'è tempo per le risposte;
il semaforo è pronto: accelero e parto.
Petali le dita di un bambino,
io ero quel fiore
che sboccia in un giorno
di settembre
alla fine dell'estate
nell'abbraccio leggero
delle prime foglie morte
e mentre io mi aprivo
loro fuori spiravano
ed io sentivo dentro
i sospiri delle rose
lacrime di linfa,
sussurri appassiti nel vento
e un inconscio senso della fine
ecco forse perchè nascendo si piange
io ero quel fiore
che sboccia in un giorno
di settembre
alla fine dell'estate
nell'abbraccio leggero
delle prime foglie morte
e mentre io mi aprivo
loro fuori spiravano
ed io sentivo dentro
i sospiri delle rose
lacrime di linfa,
sussurri appassiti nel vento
e un inconscio senso della fine
ecco forse perchè nascendo si piange
Sono due insiemi aperti ai loro estremi
la merce e il bene appesi in gemme al brolo
diversi non contrari i semantemi
utile sempre questo e quella solo
nelle vetrine esposta a perdizione
vile d’acquisto e scambio con denaro.
Il bene-merce è nell’intersezione
e il bene-solo lì sempre più raro:
autoprodotto per l’autoconsumo.
Ciò ch’è soltanto merce è poi lo spreco:
si paga il prezzo per vedere il fumo.
Se si misura il PIL ridonda un’eco:
ciò che s’acquista accresce, il resto un grumo
che innalza l’asticella d’un copeco.
la merce e il bene appesi in gemme al brolo
diversi non contrari i semantemi
utile sempre questo e quella solo
nelle vetrine esposta a perdizione
vile d’acquisto e scambio con denaro.
Il bene-merce è nell’intersezione
e il bene-solo lì sempre più raro:
autoprodotto per l’autoconsumo.
Ciò ch’è soltanto merce è poi lo spreco:
si paga il prezzo per vedere il fumo.
Se si misura il PIL ridonda un’eco:
ciò che s’acquista accresce, il resto un grumo
che innalza l’asticella d’un copeco.
Seguo, co'l dito,
il declinar
dei dolci pendìi;
co'l sole che precipita,
laggiù, oltre i colli.
Percepisco appena, il mare
che mugghiando di tempesta,
rigurgita lento,
l'alta marea d'ottobre.
A manca, l'occhio si perde,
nella campagna
che fino al Delta,
pianeggiando, si stende.
Mentre, impavido,
un Civetta
dalla testa bianca,
maestosamente mi osserva.
Ed io, nel mezzo,
di 'sì tal capolavoro...
piroetto e godo!
A terra seduta
la schiena poggiata
al freddo muro
di una vecchia casa
mi bagna fitta la pioggia
cancellando dal viso
quel po' di trucco
Il vestito da sera
seconda pelle mi inibisce
come una camicia di forza
Finita è la festa
l'ultimo bicchiere e via …
è stata la follia di una sera,
sentirsi ancora donna desiderata,
percepire l'ammirazione di un uomo
la sensazione di falsità
pervade l'anima, non mi appartiene
questo spettacolo patetico
Amo la semplicità
correre per i prati
confondermi con le onde del mare
osservare il cielo la notte
mentre polvere di stelle cala su di me
in essa ritrovo il tuo sguardo
Il calore di una morbida coperta
qual'era il tuo abbraccio,
non si vive di rimpianto
per ciò che è perso ma ...
che posso fare se una metà di me
è rimasta legata a te
anche oltre le rive della vita ...











