Un giorno la luce dell’Angelo illuminerà la Terra
e il dolore dei padri finirà con l’inizio della gioia dei figli.
L’umiltà diverrà un dote che farà divenir tutti gli uomini saggi,
i ricchi e i prepotenti periranno del veleno dei loro soldi
e il lavoro diverrà per tutti un piacere.
Le pietre delle religioni si tingeranno di rosso,
Dio toglierà a tutti il declino della vecchiaia,
donando longevità e bellezza.
La medicina che curerà tutti i mali sarà l’amore,
l’anima si prenderà la rivincita, impossessandosi di ogni cuore.
Le torri di cristallo emergeranno dal mare,
attirando a loro i figli e le figlie di altri mondi.
Non ci sarà più nessun regno e governante,
il male sarà bruciato sopra un sacro cero
e il fumo depurerà le narici degli astiosi.
I sonnambuli si sveglieran dal torpore della notte
per realizzare durante il giorno ognuno i propri sogni.
Così ogni uomo potrà goder dei frutti della terra,
prendendosi lo stretto neccessario che gli serve.
Imparerà ad ammettere i propri errori,
divenendo un illuminato e non più uno sbagliato
e la grande madre non odorerà più di morte.
e il dolore dei padri finirà con l’inizio della gioia dei figli.
L’umiltà diverrà un dote che farà divenir tutti gli uomini saggi,
i ricchi e i prepotenti periranno del veleno dei loro soldi
e il lavoro diverrà per tutti un piacere.
Le pietre delle religioni si tingeranno di rosso,
Dio toglierà a tutti il declino della vecchiaia,
donando longevità e bellezza.
La medicina che curerà tutti i mali sarà l’amore,
l’anima si prenderà la rivincita, impossessandosi di ogni cuore.
Le torri di cristallo emergeranno dal mare,
attirando a loro i figli e le figlie di altri mondi.
Non ci sarà più nessun regno e governante,
il male sarà bruciato sopra un sacro cero
e il fumo depurerà le narici degli astiosi.
I sonnambuli si sveglieran dal torpore della notte
per realizzare durante il giorno ognuno i propri sogni.
Così ogni uomo potrà goder dei frutti della terra,
prendendosi lo stretto neccessario che gli serve.
Imparerà ad ammettere i propri errori,
divenendo un illuminato e non più uno sbagliato
e la grande madre non odorerà più di morte.
4 commenti
Non saranno beati
i poveri e i disperati.
Non sanno aspettare
le sottili beatitudini
di altri regni.
Saranno dannati.
Lunghi sono invece gli aghi
e ampie le crune
per comodi passaggi
di cammelli e fortune
dei signori del pianeta.
Saranno loro
i beati e fortunati.
Anche in altri regni.
i poveri e i disperati.
Non sanno aspettare
le sottili beatitudini
di altri regni.
Saranno dannati.
Lunghi sono invece gli aghi
e ampie le crune
per comodi passaggi
di cammelli e fortune
dei signori del pianeta.
Saranno loro
i beati e fortunati.
Anche in altri regni.
Lamenti rompono il silenzioso giorno,
affannosi respiri e una sola parola,
sempre la stessa, pronunciata all’infinito nella vita,
parola di speranza, “mamma, aiutami tu”.
Si strugge l’anima a cotanto dolore,
sento, fuggo e piango al riparo di un silente tramonto,
lì ove le mie lacrime possono confondersi
col luccichio di mille lucciole.
T’accompagna all’imbrunire
un sonnolento sole che indora la luna
e ridesta le stelle ad una ad una,
e, pur ti consegna una storia inquietante.
Faticoso al risveglio, comprendere
sia stato solo un sogno, così veritiero.
Incatenata al letto, lancinanti i dolori, lotti
e t’aggrappi con forte tenacia alla vita.
La fine t’attraversa l’anima come schegge di diamante,
lo leggi pur negli occhi e sul camice dell’uomo,
che una ciocca placido t’accarezza.
Sguardo spento verso il testimone muto,
macchina senza anima che nutre ancora
coi mille tubi la tua essenza.
Tentazione la tua di dire “si”, farla finita,
spegnere, in cambio del desiderato sollievo.
Gli occhi non si fermano al dolore,
scrutano
ora un cielo senza nuvole,
e rondini che regalano garriti, forse a te l’ultimo;
ora gli occhi dei tuoi amori imperlarsi di lacrime,
occhi di figli innamorati e persi senza te,
che favellano più di mille parole:
“Resta non ci lasciare”,
Ahimè, le medesime che dicesti a tuo padre,
da figlia, prima di scappare.
Mi ridesto con quel dolore così reale,
che sento vero, seppure sveglia.
Comprendo la bellezza della vita,
tessuta di colori sogni eppur dolori,
la sua interezza, e il peccato di chi la spreca.
Comprendo il valore di un giorno in più,
di essere libera d’agire, di scelte
mature e responsabili, di vivere oppure no.
Ho conosciuto la debolezza ma pur la forza
di un dolore.
Mi sveglio con un cuore leggero e gioviale,
gran voglia di danzare alla vita,
ed annullo ogni incertezza.
Sebbene libera di scegliere, allontano la fine,
e pur per un’altra alba sola,
il paradiso può attendere ancora.
Sebbene so' dove finisce il mare,
Le mie speranze non hanno smesso.
Rimangono sospese,
Incapaci di trovare quel vuoto che mi assale,
Se penso, alla vita nostra,
Così lignea e quasi impercettibile.
Dentro nel nido ormai abbandonato
Di piccoli implumi,
Rimangono piume, che hanno riscaldato.
E come piccolo tesoro di ritrovi,
Il cuore hanno circondato.
Bisogna solo aprire quelle ali,
Che il volo sosterranno
E sopra un cielo color indaco,
Non respirare il fluido.
Ma credere alle stelle,
Che fascieranno gli occhi
Capaci di perdono.
Le mie speranze non hanno smesso.
Rimangono sospese,
Incapaci di trovare quel vuoto che mi assale,
Se penso, alla vita nostra,
Così lignea e quasi impercettibile.
Dentro nel nido ormai abbandonato
Di piccoli implumi,
Rimangono piume, che hanno riscaldato.
E come piccolo tesoro di ritrovi,
Il cuore hanno circondato.
Bisogna solo aprire quelle ali,
Che il volo sosterranno
E sopra un cielo color indaco,
Non respirare il fluido.
Ma credere alle stelle,
Che fascieranno gli occhi
Capaci di perdono.
Ti sorprenderò
nel silenzio commovente
del chiaror notturno di luna crescente,
seduta sulla solita panchina
di quel posto segreto dietro la collina,
dove gioia e tristezza sposano il vento
come il volo di un giovane falco
nell'orizzonte senza tempo.
La nostra reduce empatia si scontrerà
nel connubio indissolubile dei pensieri
in un futuro allettante che mai giungerà.
Ti riscalderò
dal gelido brivido delle tentazioni
stringendoti le mani
col desiderio di nuove emozioni,
tra profumi di gioia e buone sensazioni...
dove il fiume diventa cristallo
mentre l'alba irruente dei tuoi pensieri
sposa il triste tramonto dei miei desideri.
Cè qualcuno che la notte
russa di gusto
e poveri noi
che ce fa soffrì d' insonnia.
Ci alziamo dal letto,
mettiamo le pantofole
e andiamo a guardare la tv,
pensando ad un rimedio.
Vediamo un pò che si può fa.
Proviamo a mettere nel suo naso
un pò di vicks.
Me sa che a forza di russà,
il gel diventerà liquido
come collutorio,
anche lui si arrenderà!
Cerchiamo allora
un' altra soluzione.
Andiamo in frigo
e prendiamo del ghiaccio,
mettiamolo sempre sul naso.
Anche il ghiaccio
prenderà paura
e si scioglierà subito!
Pensiamo allora
ad un intruglio da fare.
Prendiamo due calzetti de lana,
sudati da 12 ore,
aggiungiamo un pizzico
de sale, pepe, paprika
e qualcosa d' andato a male.
Mescoliamo tutto insieme.
Appoggiamo sto calzetto
e vedrete che l' insonnia passerà,
russerete voi se non funziona
nemmeno questo!
russa di gusto
e poveri noi
che ce fa soffrì d' insonnia.
Ci alziamo dal letto,
mettiamo le pantofole
e andiamo a guardare la tv,
pensando ad un rimedio.
Vediamo un pò che si può fa.
Proviamo a mettere nel suo naso
un pò di vicks.
Me sa che a forza di russà,
il gel diventerà liquido
come collutorio,
anche lui si arrenderà!
Cerchiamo allora
un' altra soluzione.
Andiamo in frigo
e prendiamo del ghiaccio,
mettiamolo sempre sul naso.
Anche il ghiaccio
prenderà paura
e si scioglierà subito!
Pensiamo allora
ad un intruglio da fare.
Prendiamo due calzetti de lana,
sudati da 12 ore,
aggiungiamo un pizzico
de sale, pepe, paprika
e qualcosa d' andato a male.
Mescoliamo tutto insieme.
Appoggiamo sto calzetto
e vedrete che l' insonnia passerà,
russerete voi se non funziona
nemmeno questo!
Dicesti
-ora, allargati ai versi-
ed io lo faccio in costante ascolto al tuo ingegnarmi
Mi nascesti poesia
e del tuo nascermi morirò
mentre
le solite spine dell'esistere
si contrapporranno alla smania d'essere rosa
Non conosco il vivere di lontani tuoi paesi
se non -di linfa- lo scorrere di verbi e suoni
Latrati alla luna resa sterile
nel limbo di un'altro autunno perso
-ora, allargati ai versi-
ed io lo faccio in costante ascolto al tuo ingegnarmi
Mi nascesti poesia
e del tuo nascermi morirò
mentre
le solite spine dell'esistere
si contrapporranno alla smania d'essere rosa
Non conosco il vivere di lontani tuoi paesi
se non -di linfa- lo scorrere di verbi e suoni
Latrati alla luna resa sterile
nel limbo di un'altro autunno perso

M’avvolge il silenzio
in influssi
accompagnanti la luce
del trasparente giorno
volto in un invaso di pace,
deposto
sul palmo delicato del tempo
tale da volerne fermare
l’istante fuggente.
Desiderio
di rimanere in stato di quiete
e non seguire quel vento
che spira di corsa,
rimanere in uno stato di sosta allargata
che si assiepa calma attorno all’io confuso.
Pensieri vagano, scolpiti, levigati:
istantanee lucide
presenti con la vividezza della loro voce,
fune lanciata alla finestra aperta della vita
che lascia riflettere sul passato
e sul tempo a venire.

Restano via crucis
i passi tuoi
che cerchi in ogni dove il mio re-spiro
e quel battito bambino
- particolare di un’appartenenza -
Restano dolori
acuti, al ricordo del mio esistere
e ogni altro legamento
spezzato adesso, senza paragoni
“ s'aggroviglia la notte
come lacrima di carta
sul ciglio di lamiere
Ta to
glia
è lo SPIRITO
a ubriacare canzoni strappate
Nelle vertebre la caduta di una stella
è uno stridere agghiacciante
Quattro dita
in alba alcolica
e nella bocca veleno
che s'accartoccia all'anima
e la confonde
nella croce
al
T
R
O
N
C
O ”
Perché devi sapere donna
ciò che il tuo cuore già sa;
ciò che il tuo corpo ha da tempo assaggiato:
che provo una certa attrazione
per le geometrie del tuo corpo.
E che il tempo del mio monologo alla luna
è appena iniziato,
poiché ora ti distendi accanto a me.
E di questo ne sei cosciente donna
che sono tuttora attirato da te,
che da sempre cerco un posto
persino in qualche periferia del tuo cuore.
Anche se a volte desidero che
la visuale dei miei occhi si allarghi oltre te;
ma la mia memoria si blocca,
i miei pensieri si insecchiscono,
il sole si istupidisce:
divento incapace di costruire
un angolo di cielo e piantarvi stelle e luna
per una notte da non dividere con te.
E di questo né se cosciente donna
che non ho forza ad abbandonare
la bellezza del tuo canto,
la quiete, il riposo
la carne della tua bocca.
Perché quando ho tentato,
per quanto possibile,
di staccare la mia voce da te,
il tempo ha smesso d’essere poesia;
la cadenza del mare è divenuta
malinconica,
ossessione;
la luna ha abbandonato i suoi cicli
di donna feconda:
e non ho più potuto inclinare il cielo
far scivolare il sole un po’ in giù
e illuminare il buio del mio animo
senza più l'amore di altra donna.
Perciò alzati e corri verso me.
Raccogli le mie parole,
falle ruzzolare dalle mie alle labbra tue
così posso raccontarti
come è iniziata a svanire la mia forza
da quando non ho saputo resistere
al tuo bacio di donna.
ciò che il tuo cuore già sa;
ciò che il tuo corpo ha da tempo assaggiato:
che provo una certa attrazione
per le geometrie del tuo corpo.
E che il tempo del mio monologo alla luna
è appena iniziato,
poiché ora ti distendi accanto a me.
E di questo ne sei cosciente donna
che sono tuttora attirato da te,
che da sempre cerco un posto
persino in qualche periferia del tuo cuore.
Anche se a volte desidero che
la visuale dei miei occhi si allarghi oltre te;
ma la mia memoria si blocca,
i miei pensieri si insecchiscono,
il sole si istupidisce:
divento incapace di costruire
un angolo di cielo e piantarvi stelle e luna
per una notte da non dividere con te.
E di questo né se cosciente donna
che non ho forza ad abbandonare
la bellezza del tuo canto,
la quiete, il riposo
la carne della tua bocca.
Perché quando ho tentato,
per quanto possibile,
di staccare la mia voce da te,
il tempo ha smesso d’essere poesia;
la cadenza del mare è divenuta
malinconica,
ossessione;
la luna ha abbandonato i suoi cicli
di donna feconda:
e non ho più potuto inclinare il cielo
far scivolare il sole un po’ in giù
e illuminare il buio del mio animo
senza più l'amore di altra donna.
Perciò alzati e corri verso me.
Raccogli le mie parole,
falle ruzzolare dalle mie alle labbra tue
così posso raccontarti
come è iniziata a svanire la mia forza
da quando non ho saputo resistere
al tuo bacio di donna.
Quanta violenza inaudita c'è nelle parole,
quando arrivano solo per offendere chi ami,
in quel momento offendi e distruggi l’amore.
Quanta violenza inaudita c’è... quando alzi le mani,
per colpire e picchiare chi ami,
in quel momento distruggi l’amore.
L’amore non è mai fatto di botte e offese,
l’amore è fatto di affetto, verità, comprensione
e sincerità reciproca,
quando mancano queste cose,
uccidi la parola amore.
Quanto male fanno i lividi che vedi sul tuo corpo,
li guardi e ti chiedi il perché di tutta quella violenza,
perché certi amori nascono malati,
lasciando dei lividi nel cuore,
che non vedi, ma non andranno mai più via.
quando arrivano solo per offendere chi ami,
in quel momento offendi e distruggi l’amore.
Quanta violenza inaudita c’è... quando alzi le mani,
per colpire e picchiare chi ami,
in quel momento distruggi l’amore.
L’amore non è mai fatto di botte e offese,
l’amore è fatto di affetto, verità, comprensione
e sincerità reciproca,
quando mancano queste cose,
uccidi la parola amore.
Quanto male fanno i lividi che vedi sul tuo corpo,
li guardi e ti chiedi il perché di tutta quella violenza,
perché certi amori nascono malati,
lasciando dei lividi nel cuore,
che non vedi, ma non andranno mai più via.
Dove andranno le rondini
Quando finirà il tempo ,
Se questo autunno
Sfiorirà nel
Mutamento e tu volerai
Insieme alle foglie ?
Mancherai come il fiato
Nella corsa ,E immobile e svuotata
Nell'udire il silenzio
Di ovattato fogliame ritroverò
la pace nel sentirti consecutiva
In questo giorno dove
I disegni son di cristalli,
Specchi di noi .
E allungherò la mano
Per accarezzarti il viso
Senza sentirne il calore
Odorando per te
Mille primavere , che'
Il nostro tempo ritornerà .
Quando finirà il tempo ,
Se questo autunno
Sfiorirà nel
Mutamento e tu volerai
Insieme alle foglie ?
Mancherai come il fiato
Nella corsa ,E immobile e svuotata
Nell'udire il silenzio
Di ovattato fogliame ritroverò
la pace nel sentirti consecutiva
In questo giorno dove
I disegni son di cristalli,
Specchi di noi .
E allungherò la mano
Per accarezzarti il viso
Senza sentirne il calore
Odorando per te
Mille primavere , che'
Il nostro tempo ritornerà .












