Il fotogramma è senza suoni
le parole che non mi hai detto
sono scritte a margine, note
aggiuntive all’eco del vento
che s’è alzato stanotte. Un cono
di luce sul viso, un sorriso scippato
alla tristezza, c’è la gabbia, il fato
che sceglie per tutti, il tuono
che senti arrivare è l’accento
sulle vocali dell’amore. Le quote
di destino vanno ripartite, ma a starci stretto
è l’orizzonte, se è a valle del domani.
2 commenti
Posato il fiore
riflette nell'ombra
distorta
della consolazione,
sopravvissuto e morto
nella nostalgia
disincantata
d'una foto strappata
stuzzica l'appetito
un piatto fumante,
troppo lancinante
la sofferenza di cibo,
troppi giorni
son passati senza nutrirmi.
Chissa' che sara di
me,
fingo apparente
sicurezza
nella maschera
di cartone
che avvolge la mia
espressione
confusa,
travolgente tempesta
sterile
di distruzione,
mi sento un invasore
invaso nella mia liberta'
incapace di comprendere
la riluttanza
d'una sensibilita'
ottusa e diversa.
Presto
saro' etichettato
di definizioni
arcaiche, razziste,
ma c'e'la faro'
a sopravvivere.
riflette nell'ombra
distorta
della consolazione,
sopravvissuto e morto
nella nostalgia
disincantata
d'una foto strappata
stuzzica l'appetito
un piatto fumante,
troppo lancinante
la sofferenza di cibo,
troppi giorni
son passati senza nutrirmi.
Chissa' che sara di
me,
fingo apparente
sicurezza
nella maschera
di cartone
che avvolge la mia
espressione
confusa,
travolgente tempesta
sterile
di distruzione,
mi sento un invasore
invaso nella mia liberta'
incapace di comprendere
la riluttanza
d'una sensibilita'
ottusa e diversa.
Presto
saro' etichettato
di definizioni
arcaiche, razziste,
ma c'e'la faro'
a sopravvivere.
Nero il cigno stende l'ale
Io m'allargo di sorrisi
appesi al vento come uva
mentre incurvano quei legni
il contorcersi di mosto
Non s'arrenda nel suo volo
che il liquame in sè faceto
mai si curerà dell'arma
del color che si fa vezzo
Don Chisciotte
i suoi mulini
Ronzinante e le sue briglie
Mai che vadano a finire
le mie piume in miserere
Io m'allargo di sorrisi
appesi al vento come uva
mentre incurvano quei legni
il contorcersi di mosto
Non s'arrenda nel suo volo
che il liquame in sè faceto
mai si curerà dell'arma
del color che si fa vezzo
Don Chisciotte
i suoi mulini
Ronzinante e le sue briglie
Mai che vadano a finire
le mie piume in miserere
Menti geniali
creano soluzioni
nella sperduta foresta del nord.
creano soluzioni
nella sperduta foresta del nord.
Lanciano palloni aereostatici
nel cielo azzurro.
Alto,alto
lontano,lontano.
Per poi ricadere e
dare importanti dati
per migliorare il futuro.
La scienza trionfa,
ma da qualsiasi nazione si proviene
l'aurora boreale
mette d'accordo tutti,
sulla bellezza
sconfinata della natura.

nel cielo azzurro.
Alto,alto
lontano,lontano.
Per poi ricadere e
dare importanti dati
per migliorare il futuro.
La scienza trionfa,
ma da qualsiasi nazione si proviene
l'aurora boreale
mette d'accordo tutti,
sulla bellezza
sconfinata della natura.

(Ad un’amica abbandonata dal marito dopo anni di matrimonio)
Poco brillante e lo sguardo spento,
l’ostilità del tempo appariscente,
velato e lento il suo nativo acume;
è quel che fu d’una bella donna,
ritrovatasi sola e solamente nonna.
Quasi più nulla della sposa ch’era,
madre esemplare, fine e premurosa.
Pena il capriccio d’un’età distorta:
quarant’anni consumati insieme
e a settanta: io non t’amo più.
Pugnalata all’aorta, la vita cancellata,
come un tornado che s’abbatte giù.
Pulsioni estreme al suon d’una risata,
la confusion dell’anno con un giorno,
il genitor che chiude in buffonata.
Il divenir che manca del contorno
ch’annienta ragion e realtà snatura;
l’illusorio vigore divenuto attacco
che il valore antico trasfigura.
Paradisi di carta e pueril distacco.
Questo è un canto per la delusione,
è il lamento d’un amico affranto,
un tormento offerto all’illusione,
questa è un’ode forte come il pianto.
Poco brillante e lo sguardo spento,
l’ostilità del tempo appariscente,
velato e lento il suo nativo acume;
è quel che fu d’una bella donna,
ritrovatasi sola e solamente nonna.
Quasi più nulla della sposa ch’era,
madre esemplare, fine e premurosa.
Pena il capriccio d’un’età distorta:
quarant’anni consumati insieme
e a settanta: io non t’amo più.
Pugnalata all’aorta, la vita cancellata,
come un tornado che s’abbatte giù.
Pulsioni estreme al suon d’una risata,
la confusion dell’anno con un giorno,
il genitor che chiude in buffonata.
Il divenir che manca del contorno
ch’annienta ragion e realtà snatura;
l’illusorio vigore divenuto attacco
che il valore antico trasfigura.
Paradisi di carta e pueril distacco.
Questo è un canto per la delusione,
è il lamento d’un amico affranto,
un tormento offerto all’illusione,
questa è un’ode forte come il pianto.
Ti prenderai le mie scarpe ma non i miei passi,
ascolterai le mie parole ma non vivrai dei miei ricordi,
crederai di conoscermi per il sol fatto d’avermi stretto la mano,
abbiam mangiato insieme alla stessa tavola
ma non vedevi i miei digiuni.
Ti vestirai dei miei panni ma non sentirai la mia pelle,
ne odorerai il profumo, ma svanirà con il tempo;
resterai da solo se cercherai di vivere la mia storia,
non riportata nella tua memoria.
Ti prenderai il mio cuore, ma ogni volta che cercherai di aprirlo
ti sfuggirà sempre più lontano,
non ti serviranno chiodi e catene per legarlo al ceppo delle pene.
Sarò sol fumo che svanisce davanti ai tuoi occhi.
Son solo un mago e un giocoliere, l’artefice delle tue illusioni,
per te non esito se sai sol vedere dentro il grande abisso
che lentamente ingoia l’uomo e la sua mente.
ascolterai le mie parole ma non vivrai dei miei ricordi,
crederai di conoscermi per il sol fatto d’avermi stretto la mano,
abbiam mangiato insieme alla stessa tavola
ma non vedevi i miei digiuni.
Ti vestirai dei miei panni ma non sentirai la mia pelle,
ne odorerai il profumo, ma svanirà con il tempo;
resterai da solo se cercherai di vivere la mia storia,
non riportata nella tua memoria.
Ti prenderai il mio cuore, ma ogni volta che cercherai di aprirlo
ti sfuggirà sempre più lontano,
non ti serviranno chiodi e catene per legarlo al ceppo delle pene.
Sarò sol fumo che svanisce davanti ai tuoi occhi.
Son solo un mago e un giocoliere, l’artefice delle tue illusioni,
per te non esito se sai sol vedere dentro il grande abisso
che lentamente ingoia l’uomo e la sua mente.
Un sognatore..
Ha il fuoco negli occhi,
Lui vede ciò che non c'è.
La sua meta è la vita,
Guarda lungo i fiumi
E arriva al mare,
Scrive nel cielo con la luce delle stelle.
La luna illumina e gioca sulle strade
Non si perderà mai.
Il vento è suo fratello,
Solleva i suoi pensieri strambi
E li rende leggeri.
Nel cuore ha un seme
Che radici ha messo già.
Il suo nome? Fantasia e non se ne libererà.
Il sognatore distratto
Ad occhi aperti vede rosea la vita,
Sia giorno o notte
Il tempo non ha rumore.
Camminera' sospeso da ali
Sulla grigia terra...chiamata realtà.
Ha il fuoco negli occhi,
Lui vede ciò che non c'è.
La sua meta è la vita,
Guarda lungo i fiumi
E arriva al mare,
Scrive nel cielo con la luce delle stelle.
La luna illumina e gioca sulle strade
Non si perderà mai.
Il vento è suo fratello,
Solleva i suoi pensieri strambi
E li rende leggeri.
Nel cuore ha un seme
Che radici ha messo già.
Il suo nome? Fantasia e non se ne libererà.
Il sognatore distratto
Ad occhi aperti vede rosea la vita,
Sia giorno o notte
Il tempo non ha rumore.
Camminera' sospeso da ali
Sulla grigia terra...chiamata realtà.
E il giorno è finito, la notte c’inoltra nello spazio
dei sogni, dove è possibile ogni infinito, col grigio
riempito dal colore, la fantasia ad andamento
veloce e nessuna croce da portare sulle spalle.
E se c’è il tuo sguardo a tenermi compagnia
anche tra le coltri, se m’inoltri in sentieri fioriti,
il sole a scaldare ogni fibra esistente e la quercia
di fianco al prato firmato dallo stilista dell’amore
a sedare ogni ansia, allora con ancora il tuo sapore
sulle labbra, posso andare incontro a quella breccia
di futuro, con la corteccia resistente agli inviti
alla malinconia. Il tempo, le distanze, - che regia!-
il film che scorre è prossimo al finale, a valle
di ogni ritrovarsi, nell’attimo dell’affiatamento,
soffi di vita, col vento teso di prodigio
in faccia, contrario solo sino al prossimo inizio.
È ancora vita l'ultimo respiro.
Forse, ancora è vita la tua esistenza in un pensiero.
Là dove sei amato sarà il tuo nido.
Allora Osa!
Fatti amare di quell'amore universale.
Che sappiano d'ambrosia le tue parole
e di speziato miele.
Così volerai di nido in nido
nei millenni che verranno.
E mai, consegnerai all'oblio le tue ali.
Forse, ancora è vita la tua esistenza in un pensiero.
Là dove sei amato sarà il tuo nido.
Allora Osa!
Fatti amare di quell'amore universale.
Che sappiano d'ambrosia le tue parole
e di speziato miele.
Così volerai di nido in nido
nei millenni che verranno.
E mai, consegnerai all'oblio le tue ali.
i baffi dell'acero
contuso
dalla slitta,
macro lampo pixel
nelle terre del nulla
con gli occhi sgranati
e i piedi larghi
sotto il microscopio.
Non vedo,
non vedo altro che me,
magnifico piccole
emozioni da distanze
spaventose in vitro ;
le ife e le croci
i nostri miti
sono sempre
stati i giganti,
i nostri padri fra
le braccia del mondo
nelle orme del tempo
il passo accanto
fra la gioia a occhi chiusi
e il perdòno.
contuso
dalla slitta,
macro lampo pixel
nelle terre del nulla
con gli occhi sgranati
e i piedi larghi
sotto il microscopio.
Non vedo,
non vedo altro che me,
magnifico piccole
emozioni da distanze
spaventose in vitro ;
le ife e le croci
i nostri miti
sono sempre
stati i giganti,
i nostri padri fra
le braccia del mondo
nelle orme del tempo
il passo accanto
fra la gioia a occhi chiusi
e il perdòno.
… e scrivere di noi
sulle nostri pelli ,
proverbiali essenze …
le sottili differenze tra
l’essere perfetti e l’essere.
Il tatto è tutto,
le mani lo sanno;
toccarsi e non esistere,
toccarsi e non resistere …
attori attoniti a toni tinti
di fragranze ed evanescenze,
aritmie a ritmi e
palpitazioni di un cuore
che non ne può più,
che non ci vuole più divisi …
Perchè di visi intrisi ne è già pieno il Mondo …
Vorrei poter lasciare alle mie ossa la pelle
Galleggiare sopra il mare stanco stanco
In modo da poter vedere gli angoli della mia infanzia fare a botte con le luci della saggezza.
Annegare vorrei sulla terra ferma
Con gli occhi rovesci
Avendo l'agio di dedicarmi ai pensieri
Cammino allora sull'acqua strampalata dei ricordi
Schiava cardiaca di stelle!
Dissolvo con mano invernale
Come è solito fare un grande arrangiatore di pavida inquietudine, un umore ludico di flanella.
Imbottito sopra i falchi ruvidi di cristallo
Il paesaggio si è girato sul dorso, come in un sogno sopra i campi
Il ginocchio non è che un colle con rami e nervature d'albume,
Ma la neve fresca vale solo un soldo
E in belle curve l'agile fisica trova in volo la formula dell'amore cieco
Per voi, solo per voi, papà, tutta la notte ha nevicato!
Vado al camino allora
Vado ad accendere il freddo all'ombra degli ulivi.
Galleggiare sopra il mare stanco stanco
In modo da poter vedere gli angoli della mia infanzia fare a botte con le luci della saggezza.
Annegare vorrei sulla terra ferma
Con gli occhi rovesci
Avendo l'agio di dedicarmi ai pensieri
Cammino allora sull'acqua strampalata dei ricordi
Schiava cardiaca di stelle!
Dissolvo con mano invernale
Come è solito fare un grande arrangiatore di pavida inquietudine, un umore ludico di flanella.
Imbottito sopra i falchi ruvidi di cristallo
Il paesaggio si è girato sul dorso, come in un sogno sopra i campi
Il ginocchio non è che un colle con rami e nervature d'albume,
Ma la neve fresca vale solo un soldo
E in belle curve l'agile fisica trova in volo la formula dell'amore cieco
Per voi, solo per voi, papà, tutta la notte ha nevicato!
Vado al camino allora
Vado ad accendere il freddo all'ombra degli ulivi.











