E io son qui che ti guardo,
mentre il vento accarezza i tuoi capelli.
In silenzio t’ascolto, ...
non so se ti avrò questa notte
come faccio con i sogni,
ti tengo stretta tra le carezze del cuore.
Avrò un tuo bacio al sapore del lampone,
il tuo profumo pregna l’aria.
Parlami ancora,
adoro sentire la tua voce,
mi fa volare in alto, su nel cielo
e riempie tutti i miei silenzi.
Nei tuoi occhi neri leggo le tue emozioni.
L’ estate è finita,
eppure sento il tuo calor sulla mia pelle,
in questa magica notte.
Dammi ancora un bacio,
non roviniamo questa magica atmosfera,
continua a parlare amore
che ti starò ad ascoltare.
mentre il vento accarezza i tuoi capelli.
In silenzio t’ascolto, ...
non so se ti avrò questa notte
come faccio con i sogni,
ti tengo stretta tra le carezze del cuore.
Avrò un tuo bacio al sapore del lampone,
il tuo profumo pregna l’aria.
Parlami ancora,
adoro sentire la tua voce,
mi fa volare in alto, su nel cielo
e riempie tutti i miei silenzi.
Nei tuoi occhi neri leggo le tue emozioni.
L’ estate è finita,
eppure sento il tuo calor sulla mia pelle,
in questa magica notte.
Dammi ancora un bacio,
non roviniamo questa magica atmosfera,
continua a parlare amore
che ti starò ad ascoltare.
Assopita sul divano di rocce
tra un sospiro d'arancio
osservavi terre d'alabastro
e giare d'oro.
Nel tappeto d'alpaga avvolgevi
un passato mai trascorso
trascorrendo il tempo sotto
i cerchi del rosso morire.
Scie d'inesistenti maree
si sostituivano ai toni bruni,
prendendo per mano una luce spenta.
Scendeva sera sulla risacca purpurea,
scendeva lasciando nomi sui rami pendenti
che anelavano pensieri alle frantumate sabbie.
Eri lì immobile nel tuo correre oltre le barriere,
eri lì per fatue promesse,
eri lì per esser parte d'un dipinto vuoto.
Spesso tornavo sulle scogliere del profondo io
che il mare delimitavano,
spesso tornavo senza sapere d'essere,
senza essere nella sapienza,
privo di coscienza
scevro della mia intelligenza.
Forse t'avrei ancora amato
se mai avessi incontrato quegli occhi chiusi,
se mai l'argano che muove il celeste orologio si fosse fermato,
se le storie scritte sulle scie delle comete avessero oltrepassato le porte dell'universo,
se il mondo si fosse fermato per respirare il tuo amore.
Eppure di te riuscivo a scorgere un'inerme tela ombreggiata
da neri pastelli spezzati,
eppure potevo sfiorare il tuo viso,
ascoltare il canto dei tuoi sogni,
ascoltare il lamento delle stelle,
ascoltare quello che nessuno poteva.
Ero lì insieme a te nell'estasi del dolore,
insieme ancora una sola volta,
noi che insieme non eravamo mai esistiti.
Ero lì solo nell'insieme,
insieme a una vecchia mano
che incerta in un buio dimenticato
scriveva tremando
ancora ti amo.
tra un sospiro d'arancio
osservavi terre d'alabastro
e giare d'oro.
Nel tappeto d'alpaga avvolgevi
un passato mai trascorso
trascorrendo il tempo sotto
i cerchi del rosso morire.
Scie d'inesistenti maree
si sostituivano ai toni bruni,
prendendo per mano una luce spenta.
Scendeva sera sulla risacca purpurea,
scendeva lasciando nomi sui rami pendenti
che anelavano pensieri alle frantumate sabbie.
Eri lì immobile nel tuo correre oltre le barriere,
eri lì per fatue promesse,
eri lì per esser parte d'un dipinto vuoto.
Spesso tornavo sulle scogliere del profondo io
che il mare delimitavano,
spesso tornavo senza sapere d'essere,
senza essere nella sapienza,
privo di coscienza
scevro della mia intelligenza.
Forse t'avrei ancora amato
se mai avessi incontrato quegli occhi chiusi,
se mai l'argano che muove il celeste orologio si fosse fermato,
se le storie scritte sulle scie delle comete avessero oltrepassato le porte dell'universo,
se il mondo si fosse fermato per respirare il tuo amore.
Eppure di te riuscivo a scorgere un'inerme tela ombreggiata
da neri pastelli spezzati,
eppure potevo sfiorare il tuo viso,
ascoltare il canto dei tuoi sogni,
ascoltare il lamento delle stelle,
ascoltare quello che nessuno poteva.
Ero lì insieme a te nell'estasi del dolore,
insieme ancora una sola volta,
noi che insieme non eravamo mai esistiti.
Ero lì solo nell'insieme,
insieme a una vecchia mano
che incerta in un buio dimenticato
scriveva tremando
ancora ti amo.
… e anche quando il freddo viene
-perché c’è il tempo anche del freddo-
e come se bruciasse il freddo stesso
quando sto in tua compagnia
e sento d’improvviso caldo in tua presenza.
Lo so nella realtà questo non succede
se fa freddo e la donna che mi ama
è accanto me
fa freddo comunque.
E io e te ci strigiamo ancora di più;
magari con le mani ancora più strette,
con il corpo e con le guance addossate...
ma fa freddo comunque.
E io e te siamo due che si amano
ma che hanno freddo.
-perché c’è il tempo anche del freddo-
e come se bruciasse il freddo stesso
quando sto in tua compagnia
e sento d’improvviso caldo in tua presenza.
Lo so nella realtà questo non succede
se fa freddo e la donna che mi ama
è accanto me
fa freddo comunque.
E io e te ci strigiamo ancora di più;
magari con le mani ancora più strette,
con il corpo e con le guance addossate...
ma fa freddo comunque.
E io e te siamo due che si amano
ma che hanno freddo.
Sconfitto e solo ogni sera
mi sono arreso al riposo
oberato di desideri e speranze,
ogni mattino ho aggredito la vita,
litigato con il tempo,
galleggiato sull'abisso più nero,
andando sempre avanti
in salita con le unghie spezzate,
le ginocchia che sanguinano
e nelle orecchie la mia stessa voce
a torturarmi “Fermati è inutile”,
ora che sei finalmente mia
vorrei dedicarti una canzone
ma le note restano per me un mistero
e la voce non le supporterebbe
senza recarti offesa,
vorrei dipingerti in un quadro
ma a quale cornice
potrebbe essere mai concesso
di imprigionare la tua immagine,
provo quindi a scriverti una poesia
con i brandelli di pensieri
che mi sono rimasti,
con le parole in saldo che sole so dirti,
con le sillabe sparse e perse
tra la mente e il cuore,
con le mani che tremano
e l'animo in tumulto,
leggila ogni giorno
questa mia poesia per te
perché voglio che tu sappia
quanto io sia felice
di avere lottato e vinto
contro il me stesso
che non credeva esistessi.
mi sono arreso al riposo
oberato di desideri e speranze,
ogni mattino ho aggredito la vita,
litigato con il tempo,
galleggiato sull'abisso più nero,
andando sempre avanti
in salita con le unghie spezzate,
le ginocchia che sanguinano
e nelle orecchie la mia stessa voce
a torturarmi “Fermati è inutile”,
ora che sei finalmente mia
vorrei dedicarti una canzone
ma le note restano per me un mistero
e la voce non le supporterebbe
senza recarti offesa,
vorrei dipingerti in un quadro
ma a quale cornice
potrebbe essere mai concesso
di imprigionare la tua immagine,
provo quindi a scriverti una poesia
con i brandelli di pensieri
che mi sono rimasti,
con le parole in saldo che sole so dirti,
con le sillabe sparse e perse
tra la mente e il cuore,
con le mani che tremano
e l'animo in tumulto,
leggila ogni giorno
questa mia poesia per te
perché voglio che tu sappia
quanto io sia felice
di avere lottato e vinto
contro il me stesso
che non credeva esistessi.
Leggendo nei tuoi occhi
dolcemente espressivi,
vedo la tua anima.
Intorno a te c'é un energia
che mi accoglie mai stanca.
Coperta calda
dove mi rifugio,
se il freddo della tristezza
mi assale.
Le tue parole
musica rilassante,
mai banali.
La tua bocca socchiusa
nell'assaporare il mio amore,
mi riconcilia con il mondo.
dolcemente espressivi,
vedo la tua anima.
Intorno a te c'é un energia
che mi accoglie mai stanca.
Coperta calda
dove mi rifugio,
se il freddo della tristezza
mi assale.
Le tue parole
musica rilassante,
mai banali.
La tua bocca socchiusa
nell'assaporare il mio amore,
mi riconcilia con il mondo.
io sono insieme a te lì che t'abbraccio
non devi essere triste amore mio
se puoi sentire il sangue che ti scorre
io sono lì con te che t’attraverso
se puoi sentire il petto che s’affanna
io sono lì in quel ritmo che t'ascolta
se puoi sentire il soffio che ti chiama
io sono dentro te in un fiato lieve
non devi essere triste amore mio
se puoi vedere il cielo che s’espande
io sono lì che stringo un suo pigmento
se puoi vedere l'alba che si scioglie
io sono lì che m’apro al tuo disvelo
se puoi vedere il buio che s'appressa
io sono lì in un bacio sulle palpebre
non devi essere triste amore mio
io sono insieme a te lì che t'abbraccio
non devi essere triste amore mio
se puoi sentire il sangue che ti scorre
io sono lì con te che t’attraverso
se puoi sentire il petto che s’affanna
io sono lì in quel ritmo che t'ascolta
se puoi sentire il soffio che ti chiama
io sono dentro te in un fiato lieve
non devi essere triste amore mio
se puoi vedere il cielo che s’espande
io sono lì che stringo un suo pigmento
se puoi vedere l'alba che si scioglie
io sono lì che m’apro al tuo disvelo
se puoi vedere il buio che s'appressa
io sono lì in un bacio sulle palpebre
non devi essere triste amore mio
io sono insieme a te lì che t'abbraccio
L'emozione esplode al suono di una voce,
una frase banale scioglie il ghiaccio antartico
che mi possedeva.
Il Calore avvolge, un segno,
una linea retta si confonde con le luci.
Le sfumature colorano, il tramonto,
il buio fa meno paura.
Forse è il tuo profumo che colora il cielo.
Anima bella non siamo mai sole,
comunichiamo tra di noi.
troviamo le emozioni le scrutiamo sotto al sole
o in una giornata autunnale.
Ascoltiamo quello che gli altri pensano di noi,
miglioreremo la nostra personalità, senza paura.
Completa e allieta la nostra vita ,
rinnovando la nostra esistenza.
Sarò il calore che sgela il tuo cuore,
ti darò il soffio vitale quello che arriva
ascoltando solo la tua voce una linea
che traccia il mio percorso.


Questa mattina dopo che son partito
hai lavato le lenzuola
dove abbiam fatto l’amore l'ultima volta, ...
per toglierti dal cuore il mio odore,
il profumo di una notte.
L'incomprensione tra di noi era divenuta la padrona,
molte parole racchiuse dentro lacrime di pianto
che chiudevan alle mie spalle la porta d’un addio.
Con me porto solo una valigia piena di ricordi,
la nostra vita un film fatto di mille fotografie,
dove ti rincorrevo per salire sul tuo treno
che mi portava in paradiso.
Oggi la strada la sento straniera,
seppur con lo sguardo sfioro la gente che mi passa accanto,
non la vedo, provo solo un grande vuoto,
un’amara inquietudine che si porta via l’anima,
imprigionata nei nostri errori.
hai lavato le lenzuola
dove abbiam fatto l’amore l'ultima volta, ...
per toglierti dal cuore il mio odore,
il profumo di una notte.
L'incomprensione tra di noi era divenuta la padrona,
molte parole racchiuse dentro lacrime di pianto
che chiudevan alle mie spalle la porta d’un addio.
Con me porto solo una valigia piena di ricordi,
la nostra vita un film fatto di mille fotografie,
dove ti rincorrevo per salire sul tuo treno
che mi portava in paradiso.
Oggi la strada la sento straniera,
seppur con lo sguardo sfioro la gente che mi passa accanto,
non la vedo, provo solo un grande vuoto,
un’amara inquietudine che si porta via l’anima,
imprigionata nei nostri errori.

Pietra su pietra innalzavo le mura
per creare una stanza segreta in cui rifugiarmi,
dove poter accarezzar in silenzio i tuoi capelli;
avvicinare le mie labbra alle tue...
Un luogo dove udire
il gemito del tuo piacere,
il tuo respiro sul mio corpo
e senza proferir parola
ascoltare in silenzio i tuoi pensieri,
i tuoi desideri, i tuoi incubi...
Ed ecco che ad un tratto m'accorgo di esser solo,
di te neanche l'ombra. Non ci sei.
Sei altrove, in un'altra stanza, in un altro sogno,
tra le braccia di chi più di me
ha saputo conquistar la tua anima.
E pure sembrava di averti qui,
sentivo con certezza
la tua inebriante dolcezza.
Il profumo della tua pelle
riempiva la stanza di gioia immensa,
ed io lì, immobile, mi illudevo che fosse vero...
Ed ecco la mia collera prender voce:
“Dove sei finita Paky!
Non scherzare! Ritorna qui da me!
Regalami questo sogno,
nella realtà non v'è posto per me!
Torna qui!”
Sai,da quel tuo sguardo angelico
il mio animo trova la quiete,
come un cielo che ritorna a splendere
dopo una funesta tempesta.
Ora,se mi immergersi nei tuoi occhi
giungerei in un leggiadro empireo,
e dal sol sfiorare le tue labbra
il cuore ottiene infiniti battiti
Quando i nostri visi s'intersecano
giace nel silenzio di quell'istante
una paradisiaca armonia
che ne risalta il nostro grande amore.
il mio animo trova la quiete,
come un cielo che ritorna a splendere
dopo una funesta tempesta.
Ora,se mi immergersi nei tuoi occhi
giungerei in un leggiadro empireo,
e dal sol sfiorare le tue labbra
il cuore ottiene infiniti battiti
Quando i nostri visi s'intersecano
giace nel silenzio di quell'istante
una paradisiaca armonia
che ne risalta il nostro grande amore.
Siamo soli
a vivere gli attimi di dolce dolore.
Qualunque pensiero parola o rumore
ci fa compagnia
dandoci l’impressione di tenerci in vita.
Qualsiasi mano tesa
ci sfugge
non riusciamo ad agguantarla.
La nostra compagna
è un angelo
che vola al di sopra di noi.
Sono stato solo
costretto a vivere attimi intensi e profondi
di dolce dolore.
a vivere gli attimi di dolce dolore.
Qualunque pensiero parola o rumore
ci fa compagnia
dandoci l’impressione di tenerci in vita.
Qualsiasi mano tesa
ci sfugge
non riusciamo ad agguantarla.
La nostra compagna
è un angelo
che vola al di sopra di noi.
Sono stato solo
costretto a vivere attimi intensi e profondi
di dolce dolore.










