Quanto c'è di me
nello specchio dei tuoi occhi?
E quanto rimane di me
sulle tue labbra
dopo un bacio rubato?
Mentre fingo sicurezza,
l'unica certezza
che ho di te
-e di me-
è il contrasto
sottile
-ma evidente-
di due mondi
vicini
nell'orbita ellittica
una volta ogni mille anni
solo per lo spazio di un istante,
tra il nero tutto intorno
e il blu cobalto
del desiderio
che, quando lo sento,
mi fa presente
della barba sfatta di sei giorni.
nello specchio dei tuoi occhi?
E quanto rimane di me
sulle tue labbra
dopo un bacio rubato?
Mentre fingo sicurezza,
l'unica certezza
che ho di te
-e di me-
è il contrasto
sottile
-ma evidente-
di due mondi
vicini
nell'orbita ellittica
una volta ogni mille anni
solo per lo spazio di un istante,
tra il nero tutto intorno
e il blu cobalto
del desiderio
che, quando lo sento,
mi fa presente
della barba sfatta di sei giorni.
1 commento
E sono dentro ogni tuo spasmo,
troppo tempo è stato perso
forse avresti potuto chiamare
al compimento della maggiore età…
e dirmi “ So che un giorno mi amerai
allora perché non accorciare i tempi?”
Pensi che non ti avrei creduto?
Di sicuro avrei riconosciuto
la tua voce, è parte dei miei lampi
di poesia e del raccolto nei granai
dei miei campi. Avrei bevuto di te a sazietà
ogni goccia di saliva, sempre connesso
ai tuoi perché, da ogni regione del cosmo.

Fa’ si
che il mio sguardo
non si perda negli intercalari
dei sogni traditori
ma che torni notte dopo notte.
Fa’ si
che le mie parole
abbiano più senso compiuto
delle mie opere
che solo il tempo giustifica.
Fa’ si
che non sia vano
l’agire forte e sconsiderato
dei miei pensieri
che s’inondano di ogni attimo tuo.
Fa’ si
che tutti possano sentire
udire e guardare la luce piena
del mio cuore
che danza con e per la musica.
che il mio sguardo
non si perda negli intercalari
dei sogni traditori
ma che torni notte dopo notte.
Fa’ si
che le mie parole
abbiano più senso compiuto
delle mie opere
che solo il tempo giustifica.
Fa’ si
che non sia vano
l’agire forte e sconsiderato
dei miei pensieri
che s’inondano di ogni attimo tuo.
Fa’ si
che tutti possano sentire
udire e guardare la luce piena
del mio cuore
che danza con e per la musica.
Impressioni di seta
nelle ombre vellutate
la musica decanta inferni
e sogna paradisi
Per il momento ascolto in silenzio
intanto cieli confinati
nella stanza slabbrano finestre
pronti a sciogliersi nell'aria
I fiori appena morti nel giardino
ancora profumano
di decadente bellezza
nelle ombre vellutate
la musica decanta inferni
e sogna paradisi
Per il momento ascolto in silenzio
intanto cieli confinati
nella stanza slabbrano finestre
pronti a sciogliersi nell'aria
I fiori appena morti nel giardino
ancora profumano
di decadente bellezza
Strizzai tra mani
nel vello dell'infanzia
candela bianca
lasciando un leggero acre pensiero
sull'erta dove more il cielo.
Parva scese luce
e fui non più mortale.
Raccontai di me in odio pervaso
in buio non voluto.
“Traccia in circolo il sangue reso,
move fruscio finestra in tempo preso.
Conta frastuoni taciti
in quel dell'alma
e troverai spiga di primavera.”
Raggiunsi 'sì tal riguardo
meco discorrendo
al sol giammai nato in grembo.
“Leggi il giudizio
col passar tuo non senza perduto vizio.
Sarò nel mio inverso
dove il gesso preme scritto immerso.”
Seppi essere ombra amara
dal sapore di ricchezza rara.
Osai dettare nomate cadenze
tinte in pastelli d'eccelse movenze.
In tela posai dando vita alla morte
morendo in vita ancor pria della istessa fine.
Non negai sguardi d'amore,
come piangenti salici
mi vestii d'abiti fradici
fra terre erose
e viti dal color rese generose.
Nacqui quando solstizio volle
in tempestosa alba
che vita non fu scialba
tanto tempesta irrigò zolle.
Ecco allor venne sonno
dell'immaginare straziato mio monno.
Venne nell'occhi tui
decretando imperituro esalare di me che fui,
nel giorno del selciato
al tuo passo abbandonato.
Abbandonai, dettando anafora,
ai posteri amor gridato.
Ancora tesi palmo di mano
proteso a te in gioco vano
e nel sussurro d'un mare frastagliato
compresi d'aver colto l'ultimo mio respiro in sol fiato.
nel vello dell'infanzia
candela bianca
lasciando un leggero acre pensiero
sull'erta dove more il cielo.
Parva scese luce
e fui non più mortale.
Raccontai di me in odio pervaso
in buio non voluto.
“Traccia in circolo il sangue reso,
move fruscio finestra in tempo preso.
Conta frastuoni taciti
in quel dell'alma
e troverai spiga di primavera.”
Raggiunsi 'sì tal riguardo
meco discorrendo
al sol giammai nato in grembo.
“Leggi il giudizio
col passar tuo non senza perduto vizio.
Sarò nel mio inverso
dove il gesso preme scritto immerso.”
Seppi essere ombra amara
dal sapore di ricchezza rara.
Osai dettare nomate cadenze
tinte in pastelli d'eccelse movenze.
In tela posai dando vita alla morte
morendo in vita ancor pria della istessa fine.
Non negai sguardi d'amore,
come piangenti salici
mi vestii d'abiti fradici
fra terre erose
e viti dal color rese generose.
Nacqui quando solstizio volle
in tempestosa alba
che vita non fu scialba
tanto tempesta irrigò zolle.
Ecco allor venne sonno
dell'immaginare straziato mio monno.
Venne nell'occhi tui
decretando imperituro esalare di me che fui,
nel giorno del selciato
al tuo passo abbandonato.
Abbandonai, dettando anafora,
ai posteri amor gridato.
Ancora tesi palmo di mano
proteso a te in gioco vano
e nel sussurro d'un mare frastagliato
compresi d'aver colto l'ultimo mio respiro in sol fiato.
Profetizzavi nei vetri rischiarati
un`idea reazionaria
che sa dare respiro
riflesse le nuove prospettive
in questo volo
dalle fragili linee
fin dove le salite frantumano luci
Tramonti che non hanno timore
in uno spazio a fondersi
resta ferma l'immagine di te
dalle vette oltraggiate !
.
un`idea reazionaria
che sa dare respiro
riflesse le nuove prospettive
in questo volo
dalle fragili linee
fin dove le salite frantumano luci
Tramonti che non hanno timore
in uno spazio a fondersi
resta ferma l'immagine di te
dalle vette oltraggiate !
.
Così vicina
-indosso la tua materia
-il tuo regno!
-indosso la tua materia
-il tuo regno!
Ad occhi chiusi
scorro le tue gocce di sale
-scorro
-scivolo
- e ti tengo in mente.
- e ti tengo in mente.
Sei corpo esteso –accanto-
vulcano liquido nel firmamento.
Sul fregio del tuo pube
ti vado cercando.


Piccola rosa d'Oriente
Che ti alzi al mattino
Quando il sole non è ancora nato
Su i tuoi occhi di bambina innocente
La vita ombre scure mette già.
Ma tu sotto al tuo velo
Che copre i corvini capelli
Nascondi sogni grandi che vanno oltre la realtà.
La tua schiena si spezza sotto il pesante fardello
Che ogni giorno tu porti.
Nessun canto ti può allietare
Ma nel cuore che tace un volo di aironi bianchi
Ti solleverà....spezzera' le catene invisibili
Che duri uomini senza fede
Hanno posto ai tuoi polsi.
Guarda ora il tramonto
E un altro giorno piano muore
Senza che un lamento sia uscito da quella bocca
Di rosa in boccio.
Ora il sonno ti prende le membra
E il tuo volo di aironi ti innalzera'.
Che ti alzi al mattino
Quando il sole non è ancora nato
Su i tuoi occhi di bambina innocente
La vita ombre scure mette già.
Ma tu sotto al tuo velo
Che copre i corvini capelli
Nascondi sogni grandi che vanno oltre la realtà.
La tua schiena si spezza sotto il pesante fardello
Che ogni giorno tu porti.
Nessun canto ti può allietare
Ma nel cuore che tace un volo di aironi bianchi
Ti solleverà....spezzera' le catene invisibili
Che duri uomini senza fede
Hanno posto ai tuoi polsi.
Guarda ora il tramonto
E un altro giorno piano muore
Senza che un lamento sia uscito da quella bocca
Di rosa in boccio.
Ora il sonno ti prende le membra
E il tuo volo di aironi ti innalzera'.
Questo messaggio in bottiglia
non è per chi lo trova
È per te mare, mia sola famiglia.
Un grazie da un piccolo cuore.
Mi hai protetto e cullato nel lungo viaggio.
Non mi hai visto straniero, ma figlio tra i figli.
Tu genitore ancestrale
mai, vorresti farci del male.
È l'errore dell'uomo
-che più non sa capire
il linguaggio antico dei padri-
a distruggere vite su vite.
Le tue lacrime alzano onde
e cullano straziate i corpi perduti.
Non è furia, ma dolore a impazzare!
A te il disperato compito d'annunciare
alla terra tua sposa, il non ritorno della prole.
Mentre lei già sta piangendo
quelli a cui non sa badare.
Su di voi si apre il cielo
e vi veste di candore.
Creatori innoccenti di virtù e di barbarie.
Spettatori annichiliti di destini spaventosi.
Io sono fuggito da un altra riva di mondo
dove il fratello uccide il fratello.
Tu, Padre mi hai portato qui
dove io faccio paura.
Hai fatto per me del tuo meglio
di più può fare solo l'uomo
che dagli abissi uscì un giorno
per non più farci ritorno.
non è per chi lo trova
È per te mare, mia sola famiglia.
Un grazie da un piccolo cuore.
Mi hai protetto e cullato nel lungo viaggio.
Non mi hai visto straniero, ma figlio tra i figli.
Tu genitore ancestrale
mai, vorresti farci del male.
È l'errore dell'uomo
-che più non sa capire
il linguaggio antico dei padri-
a distruggere vite su vite.
Le tue lacrime alzano onde
e cullano straziate i corpi perduti.
Non è furia, ma dolore a impazzare!
A te il disperato compito d'annunciare
alla terra tua sposa, il non ritorno della prole.
Mentre lei già sta piangendo
quelli a cui non sa badare.
Su di voi si apre il cielo
e vi veste di candore.
Creatori innoccenti di virtù e di barbarie.
Spettatori annichiliti di destini spaventosi.
Io sono fuggito da un altra riva di mondo
dove il fratello uccide il fratello.
Tu, Padre mi hai portato qui
dove io faccio paura.
Hai fatto per me del tuo meglio
di più può fare solo l'uomo
che dagli abissi uscì un giorno
per non più farci ritorno.
Sento dentro qualcosa di rotto
che devasta i miei pensieri
e infrange tutti i desideri...
Cerco come acqua nel deserto
quella forza che sento di aver perso;
fuggire da questa maledizione
di chi vorrebbe sperare in qualcosa
ma ormai senza forza né intenzione.
Sento di aver tutto e nulla,
mi sembra di impazzire,
pronto a rinascere e subito morire.
E' come se il tutto
mi avvolge dolcemente nella sua ragnatela
con macabra cautela,
soffocando il mio respiro,
spazzando via senza scampo
ogni mia illusione da questo cuore infranto.
Vorrei vivere nel nulla, nel vuoto,
fuggire da questa realtà,
che mi opprime senza pietà;
al di là da questa dimensione,
lontano dai miei pensieri, lontano...
Conservo il mio tormento
solo per scappar col vento,
dalla disperazione, dal tormento.
Vorrei dolcemente morire,
fuggir dal presente senza impazzire
e invece no, lo so, sono ancora qua
a subire questa cinica realtà...
Poi per un solo e breve istante
mi rendo conto che sotto il mio cielo
ci sei anche tu,
meravigliosamente bella e incantevole,
enigmatica come la vita stessa.
Spero sia vero che la strada per il Paradiso
inizi nei vicoli bui dell'Inferno,
almeno sono certo di esser sulla strada giusta,
sulla strada verso la salvezza,
verso la mia adorata Paky
e la sua incantevole bellezza.
che devasta i miei pensieri
e infrange tutti i desideri...
Cerco come acqua nel deserto
quella forza che sento di aver perso;
fuggire da questa maledizione
di chi vorrebbe sperare in qualcosa
ma ormai senza forza né intenzione.
Sento di aver tutto e nulla,
mi sembra di impazzire,
pronto a rinascere e subito morire.
E' come se il tutto
mi avvolge dolcemente nella sua ragnatela
con macabra cautela,
soffocando il mio respiro,
spazzando via senza scampo
ogni mia illusione da questo cuore infranto.
Vorrei vivere nel nulla, nel vuoto,
fuggire da questa realtà,
che mi opprime senza pietà;
al di là da questa dimensione,
lontano dai miei pensieri, lontano...
Conservo il mio tormento
solo per scappar col vento,
dalla disperazione, dal tormento.
Vorrei dolcemente morire,
fuggir dal presente senza impazzire
e invece no, lo so, sono ancora qua
a subire questa cinica realtà...
Poi per un solo e breve istante
mi rendo conto che sotto il mio cielo
ci sei anche tu,
meravigliosamente bella e incantevole,
enigmatica come la vita stessa.
Spero sia vero che la strada per il Paradiso
inizi nei vicoli bui dell'Inferno,
almeno sono certo di esser sulla strada giusta,
sulla strada verso la salvezza,
verso la mia adorata Paky
e la sua incantevole bellezza.
Mentre resta sull’acqua
quel vecchio fiore d’agave
ho perso l’abitudine
di contare i flutti e anche i viaggi
e quanti vetri
lisi dall’aria del domani
sono ambientati qui, nel giro
che fanno gli occhi
da una piccola morte
e morbidezze imbambolate.
Mai svegliatemi
da questo nocciolo ispessito
oscuro di galassie
non ho che due carezze
di cura autentica
e sorrisi in ginocchio
come uccellini
nel petto di gennaio.













