appena ti ho incontrata,
la tua voce insieme al tuo sguardo,
hanno sollevato
il velo di malinconia
posto in fronte ai miei occhi.
Come la mezzaluna lucente
fende il manto oscuro
della notte.
In Te compresi
che tutti i segreti
del mondo
sono ancora insvelati.
A te non dedico
poesia alcuna -ma il mio pensiero
perenne-
ché l’intera fantasia dei poeti
non basterebbe!
Per te
non chiuderò mai in pari
i miei conti con la vita,
prima ciò che avevo
era meno di ciò che davo
adesso per te sono stato
colmato di debiti.
Amore,
sei lo scrigno prezioso,
il nido di pace
dove il mio cuore risiede,
lontano dai rovi e dal freddo
nell’anima.
Sei una perla preziosa
racchiusa nella nicchia più rara
e per sempre resterai per me
la più splendente
tra milioni di conchiglie.
Quando ero sul punto
di nascere –io so-
l’anima mia fu gettata
nell’angolo remoto d’Occidente,
perché avesse punizione
per vite passate ed efferati
errori.
Adesso tu sei:
il più bel cielo d’Oriente
dove la mia anima è risorta,
il sole scarlatto che tramonta
dietro verdi palme
assolate oltre le dune di sabbia,
e io sono
l’uomo innamorato
che da lungi t’osserva
assiso su di un cammello
che si abbevera
alla fonte.
La luce
che irradia il mattino
non ha il tuo stesso splendore,
i venti del mare ionico
non hanno la forza
del tuo soffio ineffabile
che sostiene
la mia vela
lungo i mari della vita.
Nei tuoi occhi
come in uno specchio d’acqua
terso e levigato
scorgo una luce trascendente
i limiti
e gli obblighi
del mio stato terreno.
Alla tua presenza,
nella mia mente dolcemente
discendono
tali pensieri,
e devo arrestarmi
perché il mio cuore è infiammato
al desiderio
di te che sei il mio istinto
di paradiso.
Allora annoto
segretamente tali appunti ,
il sole è vivo e colora
d’estate finestre antiche e levigate,
mentre le onde s’allungano
sulla battigia,
e i gabbiani striduli
urlano i loro versi spossati,
vorticando in cielo
dolcemente.
È per questo che i vecchi
rabberciano i giorni
ripensando al passato
Null’altro hanno da fare
e contano i passi
le foglie cadute
Vivono d’istanti
distanti dalle frenesie
non ce la fanno
e aspettano la morte, ogni sera
così… a bocca aperta
e le dentiere scollate

ch'io guardi in basso
ch'io pensi all'infinito
come a mille oceani senza sponde
la ragion mia si perde,
il fil gli manca,
l'animo, inquieto, s'interroga,
si espande, si eleva
drone dei miei occhi
attraversa la materia,
stelle, galassie, altri soli
ottundono la mente
stordito in questo spazio eterno
senza inizio, né fine
le miserie terrene svaniscono
in un turbinio di domande
che non trovano risposte
volgono al cielo e
scompigliano il vento.
Un soffio spira fresco e
scioglie il risveglio.
Carta increspata sovrasta il mare
di aliti giallognoli e arance mature.
È Inverno di voli accennati
e borbottii nei cuori...
Dimorano le civette .
Arde il sole sulle pietre
intrecciato di vita !
È finestra aperta
del mio quieto amare .
come arpe coralline
sui binari del cuore,
tempesta lunare
arena i nostri corpi
sulla tela dei giorni
ed una minestra di sguardi,
fazzoletto di brina sui campi,
è ellissi di stella fra i lampi.
Sceneggiatura d’anima
s’impiglia nei nostri occhi,
ed un’emorragia di cielo
sverna emozione d’aurore
fra questi abbracci spenti
come pulsazioni di dolore.
all'ora idonee della confessione
per graziare ogni trasgressione.
Presso la grata del confessionale
genufletteva prono il penitente:
un lesto absolvo, un'Avemaria,
e dei peccati non restava niente.
L’avvicendarsi or si diradava
da quella grata che ti perdonava,
e a capo chino ci si allontanava.
Pur se tardi, la luce assicurava
che il monsignore ancora confessava.
Ma, noncurante della tarda ora,
la gonna mini, le calze a rete,
ecco prestante una signora,
andar spedita verso il sacerdote.
Senza confiteor e genuflessione
presso il graticcio varcò la porticina
e poco dopo poco si spense la lucina.
Prendendo atto della circostana
pensai a quanti fossero i peccati
per necessitare d’una intera stanza!
semmai ambire
al perdono oltre
facile pensar
di essere migliori
nel crogiolo
buttare i pensieri
che non fanno poi male
siamo tutti uguali
nella sofferenza
ancora di più
che nella gioia
tutti per se stessi soli
ma arriva seria
la parola fine
e dal guado esclude
chi non ha più voce
è 'o tiempo ca se và cunnulianne ll'ore,
songo 'e minute ca passanne e vulanne:
lassene straschiche 'ncoppa a llancette d'oro.
'Ncuntrannese se passene 'na lettera,
'na lacrema, 'a scarda 'e 'nu penziero,
o cocche vaso ca pe fui' 'e pressa,
è stato lassato a 'nu core furastiero.
Sonene 'e ccampane e a ogni rintocco,
'o batacchio se va vattenne 'o tiempo.
Facce nove e vvecchie se salutene:
se rincorrene fra gioie, vita e turmiente.
Mentre 'o tiempo scorre, pure 'o mare,
se mette a cunta' 'nu fatto e llà s'attarda.
Vo' chiacchieria' 'e 'na figliola ca chiagne,
pe n'amante traditore e assaje buciardo.
Squillene 'e ccampane p'ô paese,
'e ssiente suna' 'a luntano alleramente:
Scampaneano for'ê pporte e dint'ê cchiese,
p'ê ppiazze e mmiezo 'e cchiacchiere d'â ggente.
'Mpruvvisamente se nne vanno lente lente
hanno sentuto chiagnere 'a luntano.
'O campanaro affievulisce 'e suone:
'npreghiera se raccogliene 'e crestiane.
Prianne s'auniscene 'nsilenzio,
'nun se sape si ciento o mille mane,
a ll'intrasatto fra lummine e 'ncienso:
lieve se sente 'o chianto d'ê ccampane.
Giovanna Balsamo
Traduzione
Quando suonano le campane
Quando le campane fanno din don dan
è il tempo che va cullando le ore.
Sono i minuti che passando volano:
lasciando strascichi su lancette d'oro.
incontrandosi si scambiano una lettera,
una lacrima o un pezzo di pensiero,
o qualche bacio che per la fretta,
è stato lasciato da un cuore forestiero.
Suonano le campane e ad ogni rintocco,
il batacchio va battendo il tempo.
Facce nuove e vecchie si salutano:
si rincorrono fra gioia, vita e tormento.
Mentre il tempo scorre, pure il mare,
vuole narrare una storia e lì s'attarda.
racconta di una fanciulla che piange,
per colpa di un amore traditore e bugiardo.
Squillano le campane per il paese,
le senti suonare allegramente.
Scampanellano fuori alle porte delle chiese,
fra le piazze e tra le chiacchiere della gente.
Improvvisamente vanno lente lente:
hanno sentito piangere da lontano.
Il campanaro affievolisce i suoni:
in preghiera si raccoglie ogni cristiano.
Pregano e si uniscono in silenzio,
non si sa se cento o mille mani.
Improvvisamente fra lumini e incenso,
lieve si ode il pianto delle campane.
Pietre antiche
dove ogni angolo parla lingue diverse
dove piedi stanchi
hanno camminato trascinando vite
pietre che hanno visto volti
e respirato umanità
vecchie rimembranze di un passato
che a noi pesa
ma ci fa grandi
di ricordi senza età....
Roma caput mundi
di un' era,
un' epoca
e poca forza di volontà
non basteranno
a lasciarsi tutto alle spalle,
non è bastato nemmeno
il mio dare
da re
ma manterrò la promessa
di dimenticarti ogni giorno ...
anche il sole
muore e risorge
e una stella è caduta dal cuore.
Ma la terra
la terrà
per se,
per me ...
cara gente,
nel aiutarci tra di noi .
Non ci facciamo piu` una carezza ,
o riscaldarci con consigli giusti ,
La sincerita` sta in crisi ,
in una crisi di verita`
e sentimenti positivi.
Siamo in crisi tutti quanti
Grazie alla societa`....
La sola luce in questo buio pesto
che mi avvolge e mi circonda,
l'unico lumino che io accenda
in questa tremenda
selva oscura da cui vorrei fuggire al più presto
Il mio migliore sfogo,
e in questo mare in cui affogo
tu sei il mio salvagente,
mi culli amorevolmente,
come una madre
col suo piccolo in grembo,
come quando il tempo
si fa minaccioso di pioggia,
tu sei il mio rifugio,
l'imponente loggia
dove mi riparo
Tu sei il faro
che mi conduce alla salvezza,
allontani la mia morbosa fiacchezza
restituendomi vigore,
ti considero la compagna migliore,
nessuno sarà mai alla tua altezza
Mi fai battere il cuore
come un defibrillatore













