Piove uno zigomo di luna
su fermagli di sale disfatti,
su crini di ninfee orientali,
su scalpelli d’azzurro impolverati.
Sagitte brinate d’estate
sporcano comete fra i campi,
son dardi di velluto affamati,
frammenti d’anima alluvionati.
Merletti d’ancore solari
miscelano architettura d’arazzi,
l’aria s’adorna di petali bianchi:
nasce un respiro d’alba e coralli.
su fermagli di sale disfatti,
su crini di ninfee orientali,
su scalpelli d’azzurro impolverati.
Sagitte brinate d’estate
sporcano comete fra i campi,
son dardi di velluto affamati,
frammenti d’anima alluvionati.
Merletti d’ancore solari
miscelano architettura d’arazzi,
l’aria s’adorna di petali bianchi:
nasce un respiro d’alba e coralli.
Mille dei tuoi sguardi
come solo tu sai lanciare,
ad occhi sognanti
e labbra vogliose;
poi accarezza i miei timpani
con la sinfonia delle tue dolci parole
e fammi sentire come canti per me,
mia vita.
Se poi trovi il tempo
di illuminare il mio corpo di pece
con le costellazioni sui palmi delle tue mani,
stringimi più forte che puoi,
che voglio accendermi di nuovo.
Come tu sai amarmi,nessuno:
io respiro i tuoi sorrisi,
e soffoco
quando non mi vuoi.
come solo tu sai lanciare,
ad occhi sognanti
e labbra vogliose;
poi accarezza i miei timpani
con la sinfonia delle tue dolci parole
e fammi sentire come canti per me,
mia vita.
Se poi trovi il tempo
di illuminare il mio corpo di pece
con le costellazioni sui palmi delle tue mani,
stringimi più forte che puoi,
che voglio accendermi di nuovo.
Come tu sai amarmi,nessuno:
io respiro i tuoi sorrisi,
e soffoco
quando non mi vuoi.
Il mio nome è bianco
ed è così che vedo il mondo: bianco e nero.
Tu mi chiedi i grigi, perché i grigi sono da adulta, da chi vive la realtà.
Ma io voglio rimanere bianca e nera
come il mio nome
perché il bianco e nero mi ha pemesso di amare te, di amare loro, di amare Lui.
La mia città ha un vulcano
E quel vulcano è dentro me
E quel vulcano sono io
Un vulcano di idee, di progetti strampalati,
di esplosioni esagerate
Un fuoco di lava quando sono tra le tue braccia.
La mia città ha anche il mare
e la Luna è la sua padrona
Su e giù secondo la sua luce
E soffro a vedere che ho lo stesso influsso su di te
Sarebbe meglio per te essere il golfo
che argina, contiene, affronta le onde
ma nel contempo adoro il tuo colore, la tua profondità, il tuo impeto e in tuo sapore.
La mia città ti frega e si dona.
È strafottente e generosa.
Piena di monnezza e di bellezza
Di ricchi e di poveri.
Questo è il mio nome, è da qui che provengo
Idealista, passionale, lunatica, capace di grandi gesti e di grandi miserie.
Questa sono io.
Piaccio a te?
In ogni caso
questa sono io.
ed è così che vedo il mondo: bianco e nero.
Tu mi chiedi i grigi, perché i grigi sono da adulta, da chi vive la realtà.
Ma io voglio rimanere bianca e nera
come il mio nome
perché il bianco e nero mi ha pemesso di amare te, di amare loro, di amare Lui.
La mia città ha un vulcano
E quel vulcano è dentro me
E quel vulcano sono io
Un vulcano di idee, di progetti strampalati,
di esplosioni esagerate
Un fuoco di lava quando sono tra le tue braccia.
La mia città ha anche il mare
e la Luna è la sua padrona
Su e giù secondo la sua luce
E soffro a vedere che ho lo stesso influsso su di te
Sarebbe meglio per te essere il golfo
che argina, contiene, affronta le onde
ma nel contempo adoro il tuo colore, la tua profondità, il tuo impeto e in tuo sapore.
La mia città ti frega e si dona.
È strafottente e generosa.
Piena di monnezza e di bellezza
Di ricchi e di poveri.
Questo è il mio nome, è da qui che provengo
Idealista, passionale, lunatica, capace di grandi gesti e di grandi miserie.
Questa sono io.
Piaccio a te?
In ogni caso
questa sono io.
Se ti chiedessi di venire con me
non potresti poi ritornare
alla tua pace
non potresti poi ritornare
alla tua pace
Con me esploreresti
picchi così vicini al cielo
ma la contropartita
ma la contropartita
sarebbe un abisso
che sfiora l'Ade
Ti mostrerei il paradiso
che sfiora l'Ade
Ti mostrerei il paradiso
quello che dà l'amore
senza pari nell'universo
Godresti del calore soave
senza pari nell'universo
Godresti del calore soave
di un corpo e un cuore eccesi
ma troveresti anche il fuoco atroce
che divora il mio esistere
ma troveresti anche il fuoco atroce
che divora il mio esistere
Quella fiamma selvaggia
all'origine di mille incendi devastanti
che mai è stata domata
all'origine di mille incendi devastanti
che mai è stata domata
Se ti chiedessi di venire con me
ora che conosci il prezzo salato
dimmi, lo faresti?
ora che conosci il prezzo salato
dimmi, lo faresti?
Forse stanotte verrai,
verrai questa notte
a mezzo il silenzio
e requie darai al mio cor.
Dammi requie stanotte!
T’aspetto,
pur se costretto a vegliare
e quando il disco d’argento
spento sarà dal tuo mare,
non tardare, ma vieni.
So che non tieni sembianza,
ma quando sarai nella stanza
tornerà quella luce
che il solo pensiero induce
all’attesa.
Lo svago dei versi sicuro già persi
sboccerà di nuovo
e splenderà intorno
un fresco giorno di poesia.
verrai questa notte
a mezzo il silenzio
e requie darai al mio cor.
Dammi requie stanotte!
T’aspetto,
pur se costretto a vegliare
e quando il disco d’argento
spento sarà dal tuo mare,
non tardare, ma vieni.
So che non tieni sembianza,
ma quando sarai nella stanza
tornerà quella luce
che il solo pensiero induce
all’attesa.
Lo svago dei versi sicuro già persi
sboccerà di nuovo
e splenderà intorno
un fresco giorno di poesia.
Mi circonda
mi stringe
in un caldo abbraccio.
Un'espressione
nitida
e sublime.
Mi accoglie
mi consola
mi rende felice.
Un abbraccio eterno.
Tu che giri a secondo
del buon umore
o della disperazione.
Come i girasoli
che girano
attorno al sole.
Alla fine ho deciso per un altro sì,
per il mio bicchiere d'acqua
che m'accompagni al comodino
anche stasera. Frattanto penso e lo so che altri
infelici prima di me han già sperimentato
le ombre dei vari Saturni allontanatissimi,
così senza fretta nel cestino
della carta un
della carta un
mezzo foglio sbrindellato, delirante -
e nell'angolo
a speranza
“Quando avevo 5 anni, mia madre mi ripeteva sempre che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola, mi chiesero cosa volessi essere da grande. Scrissi "felice". Mi dissero che non avevo capito il compito, ed io dissi loro che non avevano capito la vita.”
(John Lennon)
Ci
sia
stato
il trauma
oppure no,
quel vago
senso
di
tristezza
non tarda mai
nel farsi sentire.
E viene, e bussa,
e risale le curve
del mio albero,
e mi stringe
nella spira
glaciale
dei ricordi.
Ma non importa,
fintanto che questi
variegati frammenti
si uniranno ancora
nel mirabolante
caleidoscopio
della mia
vita.
“Parte di me sospetta che io sia un perdente, l'altra parte pensa che sono Dio Onnipotente.”
(John Lennon)
Come polvere al vento
un deserto di sabbia,
una forte tormenta
con un mese di pioggia.
E' arrivato così
come un forte boato
un vuoto improvviso
da perdere il fiato.
Con un uomo così
senza fissa dimora
con il cuore che danza
ogni volta che vuole.
Come polvere al vento
o il fuoco che brucia
che non lasciano niente,
arrivando alle spalle
senza dare preavviso.
Come un uomo così
più tremendo del fuoco...
Sulla battigia del tempo
riverbero lettere in bottiglia,
ali d’angelo al tramonto,
valigie di grano schiarite,
mulini di stelle appassite,
garze variopinte di bosco fiorite.
Mordo minestre di cielo,
champagne di bacio lunare
ed ancora, vertebre di mare,
roseti d’autunno spettinati,
aquiloni di ghiaccio fra le mani.
Sulla battigia del tempo
nevica il nostro ricordo
come falce di vela,
come garofano di cera,
nevica il nostro ricordo,
è il più bel quadro dipinto dalla sera.
riverbero lettere in bottiglia,
ali d’angelo al tramonto,
valigie di grano schiarite,
mulini di stelle appassite,
garze variopinte di bosco fiorite.
Mordo minestre di cielo,
champagne di bacio lunare
ed ancora, vertebre di mare,
roseti d’autunno spettinati,
aquiloni di ghiaccio fra le mani.
Sulla battigia del tempo
nevica il nostro ricordo
come falce di vela,
come garofano di cera,
nevica il nostro ricordo,
è il più bel quadro dipinto dalla sera.
Strapperei l'emblema
non mi mettessero in galera,
la voglia tanta
come di girare una frittata
quella che oramai
è stata fatta
non si sa bene, poi
... a chi piaccia.
Chiunque
ad avanzar pretese
per far fare a qualcuno,
tanti ad avere avere
senza spese,
tanto restano sempre
ognuno e nessuno
a pagar per tutti.
Servisse per caso
tornare alle caverne?
All'ognuno da se, certo che si
All'ognuno da se, certo che si
pare strano, ma è appurato
... si farebbe per tre.
S’arrende l’anima e non dimentica il dolore,
propaga amore a più non posso ma ha
paura dell'oblio, cammina lanciando deboli
strali, poi emette versi pieni di candore.
La vita ha dato al vento di questo amore
foglie secche e solitarie che non capisco
l’esistenza, credo che la desolazione non
dipenda dagli errori fatti a caso.
Le conquiste della luna, lo sbarazzarsi
in fretta di un fardello, causa pene,
trovai la musa perduta in versetti nascosti
in crogioli dorati in lettere declamate.
L'illusione viene prima dell'amore, poi
trovai la signora del mio cuore era nascosta
nel giardino delle rose, in ciclamini odorosi
in mantici soffianti.
propaga amore a più non posso ma ha
paura dell'oblio, cammina lanciando deboli
strali, poi emette versi pieni di candore.
La vita ha dato al vento di questo amore
foglie secche e solitarie che non capisco
l’esistenza, credo che la desolazione non
dipenda dagli errori fatti a caso.
Le conquiste della luna, lo sbarazzarsi
in fretta di un fardello, causa pene,
trovai la musa perduta in versetti nascosti
in crogioli dorati in lettere declamate.
L'illusione viene prima dell'amore, poi
trovai la signora del mio cuore era nascosta
nel giardino delle rose, in ciclamini odorosi
in mantici soffianti.
La mente in agonia
Nulla può appagare
i pensieri nati morti
le poesie stuprate
dalla crudeltà della vita
Oh i miei demoni se la ridono
danzano ubriachi nella bolgia
di sogni allucinati
Sono punture fredde nel cranio
Oh invidio quasi la tua ingenuità
i tuoi sorrisi disarmanti
il fragore delle tue risate
contro le mie urla silenti
ma ti ammonisco
Nulla può appagare
i pensieri nati morti
le poesie stuprate
dalla crudeltà della vita
Oh i miei demoni se la ridono
danzano ubriachi nella bolgia
di sogni allucinati
Sono punture fredde nel cranio
Oh invidio quasi la tua ingenuità
i tuoi sorrisi disarmanti
il fragore delle tue risate
contro le mie urla silenti
ma ti ammonisco
Verrà anche per te
il tempo del disincanto
Avevo la tua stessa luce
negli occhi
Ne scorgi traccia ora
nelle iridi fatte di buio?
Non ti terrò un posto all'inferno
perché ti amo
il tempo del disincanto
Avevo la tua stessa luce
negli occhi
Ne scorgi traccia ora
nelle iridi fatte di buio?
Non ti terrò un posto all'inferno
perché ti amo










