Quasi quasi, fra tanto cartaceo
interesse, dono alle campane un nuovo laccio fatto ad esse
che rechi su nel vuoto un sogno recente,
cavallo bianco, pensate,
ad altezza selenica,
imbrigliato fra le cime della Jungfrau.
Vorrà dire che con me soffrirete
per una volta
di sole vertigini.

3 commenti
Sovente,
nel corso della vita,
ti percepisci
inadeguato
nel raggiungere
certi obiettivi;
onde annullare
la frustrazione
corrosiva,
pensi non sia
così importante
sognare;
però, rinunciarvi,
è come ricalcare
la già sfortunata
esistenza
di chi sia condannato
a sopravvivere;
osare, voler crescere,
cercare un miglioramento
non solo materiale
alla propria esistenza,
è un diritto irrinunciabile,
è progresso.
nel corso della vita,
ti percepisci
inadeguato
nel raggiungere
certi obiettivi;
onde annullare
la frustrazione
corrosiva,
pensi non sia
così importante
sognare;
però, rinunciarvi,
è come ricalcare
la già sfortunata
esistenza
di chi sia condannato
a sopravvivere;
osare, voler crescere,
cercare un miglioramento
non solo materiale
alla propria esistenza,
è un diritto irrinunciabile,
è progresso.
E' mattina presto
il sole splende fuori dalla tenda,
è già caldo.
L'oceano, di un blu così profondo,
che per tutta la notte è stato
la melodia dei tuoi sogni
ora riposa in pace.
Tu pensi "Dove mi trovo?"
e poi sorridi
"Nel paradiso di un'isola caraibica"
ti rispondo
con due noci di cocco in mano.
La colazione è qui
il pranzo è di fuori,
la natura incontaminata,
cibo per il nostro cuore
nutrimento per la nostra anima
nettare per il nostro amore.
il sole splende fuori dalla tenda,
è già caldo.
L'oceano, di un blu così profondo,
che per tutta la notte è stato
la melodia dei tuoi sogni
ora riposa in pace.
Tu pensi "Dove mi trovo?"
e poi sorridi
"Nel paradiso di un'isola caraibica"
ti rispondo
con due noci di cocco in mano.
La colazione è qui
il pranzo è di fuori,
la natura incontaminata,
cibo per il nostro cuore
nutrimento per la nostra anima
nettare per il nostro amore.
Magma sensoriale d' un fagotto di baci
è matassa gemellare d' un terremoto d' amore,
furto cromosomico d' un roseto interstellare,
purpurea corteccia oceanica d' emorragico silenzio,
vendemmia emozionale d' epidermico alveare.
Magma sensoriale d' un fagotto di baci
son sguardi intrecciati d' una trasfusione sentimentale,
radici di pane d' un rompicapo esistenziale,
abbagliante citoplasma d' un tramonto primaverile,
selciati cellulari d' un vespro poetico d' aprile.
è matassa gemellare d' un terremoto d' amore,
furto cromosomico d' un roseto interstellare,
purpurea corteccia oceanica d' emorragico silenzio,
vendemmia emozionale d' epidermico alveare.
Magma sensoriale d' un fagotto di baci
son sguardi intrecciati d' una trasfusione sentimentale,
radici di pane d' un rompicapo esistenziale,
abbagliante citoplasma d' un tramonto primaverile,
selciati cellulari d' un vespro poetico d' aprile.
Percossa e tormentata,
indomita resisti alla sorte.
Recisa e' ormai la vita!
Sconfitta ti adagi nell'aria,
e mentre si odono lamenti struggenti,
desolata riposi sull'umida terra.
Tutto e' perduto!
Improvvisa, una carezza
risveglia l'ardore.
Ora osservi giuliva,
la danza sinuosa
e pioggia di "stelle multicolori"
canta il Mistero della Vita.
indomita resisti alla sorte.
Recisa e' ormai la vita!
Sconfitta ti adagi nell'aria,
e mentre si odono lamenti struggenti,
desolata riposi sull'umida terra.
Tutto e' perduto!
Improvvisa, una carezza
risveglia l'ardore.
Ora osservi giuliva,
la danza sinuosa
e pioggia di "stelle multicolori"
canta il Mistero della Vita.
Sembra ieri
l'oggi molestato da un divario
inutile
di muse nauseate e sperse
nel loro angolo
sommesse e vanitose
sembra ricordare i momenti sbagliati
attimi giusti per brindare
angoli di inquietudine
dipinti a mano
affrescati nel caldo di Luglio
mentre tutto era più chiaro
poi la pelle a chiederci soltanto
un soffio di negroamaro
e mandorle
ed intanto sembrava ieri
quest'oggi ormai al meridio
di una quasi inconsapevole
giornata di pioggia
sul calendario mancano
60 giorni
e poi germoglieranno i semi
l'oggi molestato da un divario
inutile
di muse nauseate e sperse
nel loro angolo
sommesse e vanitose
sembra ricordare i momenti sbagliati
attimi giusti per brindare
angoli di inquietudine
dipinti a mano
affrescati nel caldo di Luglio
mentre tutto era più chiaro
poi la pelle a chiederci soltanto
un soffio di negroamaro
e mandorle
ed intanto sembrava ieri
quest'oggi ormai al meridio
di una quasi inconsapevole
giornata di pioggia
sul calendario mancano
60 giorni
e poi germoglieranno i semi
Chi poteva leggere
queste frasi
prive di effetto,
stilate alla stregua
della lista
di una spesa
lasciata per terra
sul pavimento
di un supermercato
e redatte da me,
stupido pretenzioso
poeta
incapace
di riconoscere
un congiuntivo
dal condizionale.
Nella folla,
carrello alla mano
mi immagino
davanti
ad una platea.
Nessuno mi ascolta
come è naturale
che sia,
ma io
continuo lo stesso.
E mi sembra
di vivere meglio.
queste frasi
prive di effetto,
stilate alla stregua
della lista
di una spesa
lasciata per terra
sul pavimento
di un supermercato
e redatte da me,
stupido pretenzioso
poeta
incapace
di riconoscere
un congiuntivo
dal condizionale.
Nella folla,
carrello alla mano
mi immagino
davanti
ad una platea.
Nessuno mi ascolta
come è naturale
che sia,
ma io
continuo lo stesso.
E mi sembra
di vivere meglio.
Ironico mattino,
dell’anno appena nato,
regalami i tuoi colori,
dipingerò per te
la tela dei miei sogni.
Stamane ho visto
i raggi di un timido sole,
far capolino fra gli sprazzi
del tuo cielo azzurro,
confondere i miei sensi.
Sottile pioggia ho visto cadere,
giocare col gelido vento,
danzare nell’aria a passi leggeri.
Pulviscoli di gocce,
sospinte dal vento,
divenire un arco, nel cielo,
tra le due cime dei monti.
Ho visto poi il sole,
coi suoi tiepidi e lunghi raggi,
abbracciarlo, regalargli
colori caldi e brillanti,
sfumature cromatiche
eleganti e preziose.
Visione di uno scherzoso
mattino d’inizio anno
che inviti ad uscire
tra sole, pioggia, vento,
ad ammirar quell’arco
tra lo spazio azzurro.
Regalami quei colori,
e col pennello
della mia fantasia,
di te, io dipingerò.
dell’anno appena nato,
regalami i tuoi colori,
dipingerò per te
la tela dei miei sogni.
Stamane ho visto
i raggi di un timido sole,
far capolino fra gli sprazzi
del tuo cielo azzurro,
confondere i miei sensi.
Sottile pioggia ho visto cadere,
giocare col gelido vento,
danzare nell’aria a passi leggeri.
Pulviscoli di gocce,
sospinte dal vento,
divenire un arco, nel cielo,
tra le due cime dei monti.
Ho visto poi il sole,
coi suoi tiepidi e lunghi raggi,
abbracciarlo, regalargli
colori caldi e brillanti,
sfumature cromatiche
eleganti e preziose.
Visione di uno scherzoso
mattino d’inizio anno
che inviti ad uscire
tra sole, pioggia, vento,
ad ammirar quell’arco
tra lo spazio azzurro.
Regalami quei colori,
e col pennello
della mia fantasia,
di te, io dipingerò.
Quel fenomeno
che sa di magia
che tutti rapisce
e stordisce
come tramite una malia.
Di tutti lo sguardo è rapito
al cielo…
con occhialini protettivi
dai balconi,
dalle terrazze,
dal lavoro,
dalle proprie stanze,
tutti curiosano
sono in trepidante attesa….
Il giorno da il posto alla notte
il mondo si è spento
la luna non sa cosa fare
è un po’ in confusione.
“Poverella!”
dove farà la sua entrata trionfale
o è presto,
dovrà aspettare?
Intrattengo il respiro
lo intrattieni anche tu
sembra la fine del mondo
la fine di tutto ma…
una manciata di secondi
e poi un piccolissimo bagliore
uno spicchio di sole
si mostra di nuovo
e pian piano dei lineamenti suoi
il mondo ritrovo.
Quanti anni ancor
dovrò contar
prima che l’eclissi solar
potrà far palpitar
l’animo mio e la giornata fermar?
Al telaio della vita ricamo attimi
frammenti di dolcezza infinita
abitante la mia malinconia
nel respiro del tuo respiro.
M’immergo dilatandomi
fino a redimere l’anima al cielo
nelle acque del tuo cuore
fragilità arresa alla poesia
silenzioso vasto vuoto di luce
perpetuo infinito alare ebbro di grazia.
Fiotti di luce candida
sul tuo prezioso lino
spandono e si rincorrono,
avviluppando ordito,
che accoglierà il tuo corpo
di bianco colorato.
Esplodono orizzonti
intorno a te dipinti
di fiori profumati
di astri ormai nascenti.
Incipiente nascesti aurora,
t’alzasti col sole lassù
prendesti possesso del mondo
intorno a un cielo blu.
Sei la mia regina di cuori,
per te ho scomodato
Il meglio del creato,
per farne tuoi cantori.
E questa mia poesia
serve a sottolineare
che se d’amor si parla,
puoi anche esagerare.
sul tuo prezioso lino
spandono e si rincorrono,
avviluppando ordito,
che accoglierà il tuo corpo
di bianco colorato.
Esplodono orizzonti
intorno a te dipinti
di fiori profumati
di astri ormai nascenti.
Incipiente nascesti aurora,
t’alzasti col sole lassù
prendesti possesso del mondo
intorno a un cielo blu.
Sei la mia regina di cuori,
per te ho scomodato
Il meglio del creato,
per farne tuoi cantori.
E questa mia poesia
serve a sottolineare
che se d’amor si parla,
puoi anche esagerare.
Ecco,
il rimbalzo lento e capriccioso
si dischiude
e, amara e penetrante la Diva donna
eccita,
la vergognosa struttura umana
sopra nuovi elenchi di cattive idee.
Idoli penetranti e oscillosci
tra il perdono e la belva
si mescolano, in‘ un‘ insieme,
in‘ un‘ insieme di spari e terrificanti bandiere
avvolgendo volti senza più spazio
distillando gridi e affogate vite.
Ecco ancor in questa valle
il fiore che uccide,
il piombo che torce e strazia;
L' acciaio: incrocio ignobile
tra la paura e la menzogna
che tocca tra battenti sospiri
gli ultimi animi di quest' isola
spazzata da una fauna di gloria.
Aree e colmi riposi,
la brezza soffia sul terriccio sanguigno
e madri preganti un Rio conosciuto
appassiscon cervelli tra l' onta e il pianto.
Or che dite voi, Padri possenti,
imperatori traditi dall' avido uomo;
terreni piani, avellati,
scritti con fiori e segni maestri,
chi amaste allor di più ?
Il dintinnio nobile o il rio salato ?
Oppure amaste il corpo,
volgendo l' occhio in bellezze Dee
mandate dall' Angelico destro respinto
a svolger bestemmie e ignoti destini.
A che valse allor il giuramento dato
a voi, Spiriti di stimate case
che in noi, riflette l' animo e sudori vani
e che arse e stanche membra
tra l' oblio e lo sconosciuto
chinan il sorriso e avvertono perenni riposi.
Attenti son gli angeli
e Durlindane accese in mani possenti
vigilano il periglio,
acclamano nei silenzi e negli immensi intorni
il regno santo che circonda il mondo.
Sì, tra queste battaglie e stupide morti
che trascinano elementi a stolte discordie,
che fumano felicità e bellezza
tra una vita di bimbo
e profonde crepe del senza ritorno.
Stupiamoci di questi intenti,
lunghi, lunghi pianti.












