Polpastrelli d' un sorriso d' ombre crepuscolari,
implosioni reticolari d' una glicolisi solare,
foulard ungueali d' un vegetativo traliccio corticale,
son pollini d' una fuliggine clorofilliana d' emocromo,
cromatiche vestigia eucarioti d' un segmento d' armonia,
riccioli immolati d' un paesaggio di lune annuvolate,
idiosincrasie capillari d' arteriose capigliature invernali,
son sguardi oceanici d' un battito di foglie rastrellate.
implosioni reticolari d' una glicolisi solare,
foulard ungueali d' un vegetativo traliccio corticale,
son pollini d' una fuliggine clorofilliana d' emocromo,
cromatiche vestigia eucarioti d' un segmento d' armonia,
riccioli immolati d' un paesaggio di lune annuvolate,
idiosincrasie capillari d' arteriose capigliature invernali,
son sguardi oceanici d' un battito di foglie rastrellate.
8 commenti
Nessun pensiero,
Niente,
È veramente potente
Come quando l'anima pena
In un'attesa che resterà delusa
E così trascorre il mio tempo questa notte
Consapevole che sarà niente ad attendermi,
Niente ad abbracciare la solitudine di ogni singolo istante,
Niente al mio tempo,
Niente avrà la tua parola,
Niente
Il mio essere qui
Niente,
È veramente potente
Come quando l'anima pena
In un'attesa che resterà delusa
E così trascorre il mio tempo questa notte
Consapevole che sarà niente ad attendermi,
Niente ad abbracciare la solitudine di ogni singolo istante,
Niente al mio tempo,
Niente avrà la tua parola,
Niente
Il mio essere qui
Sono parole
di rosa carminio
in quell'angolo di luce
voci fiorite
mentre piove
sull'acre odore di fumo
sull'acre odore di fumo
fuori
si affaccia il cielo
ed è tempesta
sulla mia terra.
sulla mia terra.
Sorprende poi
l'arcobaleno
il sussulto delle foglie in fuga
mi ricorda che lassù
si rivolta e si nasconde
il sole.

il sole.

Mi lascio incantare
da questo spicchio di luna,
stanotte.
Appesa ad un filo di cielo,
si poggia tra i rami
e fa l’occhiolino
ad un mare sfatto
che trasuda
le calde ore vissute.
M’abbandono
ad un coro di grilli e cicale
che si spalma tra le lusinghe
di una morbida brezza,
ristoro per il corpo,
violentato
da un caldo africano.
Dolce piacere, il refolo,
abbraccio d’amore che
lievita desiderio…
Mi culla e mi canta
una lenta ninna-nanna,
questa notte,
nel silenzio di un’intima pace
che s’allaga nell’anima.
… Sorridi o luna, stai !…
Aspetta con me
che quest’aria ci sazi,
sarà luce nuova
a sorridere all’alba.
Ascolta,
in lontananza
risale un’ancora,
… si partirà
col fresco della notte…
da questo spicchio di luna,
stanotte.
Appesa ad un filo di cielo,
si poggia tra i rami
e fa l’occhiolino
ad un mare sfatto
che trasuda
le calde ore vissute.
M’abbandono
ad un coro di grilli e cicale
che si spalma tra le lusinghe
di una morbida brezza,
ristoro per il corpo,
violentato
da un caldo africano.
Dolce piacere, il refolo,
abbraccio d’amore che
lievita desiderio…
Mi culla e mi canta
una lenta ninna-nanna,
questa notte,
nel silenzio di un’intima pace
che s’allaga nell’anima.
… Sorridi o luna, stai !…
Aspetta con me
che quest’aria ci sazi,
sarà luce nuova
a sorridere all’alba.
Ascolta,
in lontananza
risale un’ancora,
… si partirà
col fresco della notte…
Era rossa.
La bandiera era rossa
e vederla sventolare
nelle piazze
e per le strade
mi sembrava
quasi vera.
Ci credevo
e con i pugni
sempre in tasca
sono stato un comunista.
Avevo un sogno
una speranza,
ora cerco
dentro il margine
qualche cosa
da salvare
in questo mondo
che è rimasto.
La bandiera era rossa
e vederla sventolare
nelle piazze
e per le strade
mi sembrava
quasi vera.
Ci credevo
e con i pugni
sempre in tasca
sono stato un comunista.
Avevo un sogno
una speranza,
ora cerco
dentro il margine
qualche cosa
da salvare
in questo mondo
che è rimasto.
Ridi creatura gemella di ninfa dea,
ridi tra il sole di questa leggenda,
ridi tra i colli sobbalzanti di incantevole poesia,
un lieve sospiro raggiunge il mio cuore.
Tanti occhi guardan il paese
nell'oscura penombra che ricorda,
la mia mente sconfina il passato,
il mio viso lacrima di bianca rugiada.
Il misto colore del tuo viso splendente,
neri capelli di riccioli al vento,
l'età dell'amore comincia da bimbo
e finisce la vita nella speranza d'averlo.
Ho amato invano un triste destino,
ho cercato l'amore ovunque egli si posasse;
ma la vita è un sogno, un' illusione di anni,
un triste cammino ha risolto il problema.
Addio, tra le falde nevose dei ghiacci eterni,
non fuoco, ma terrore sospeso;
una lacrima mi scende improvvisa,
una valle si apre, ho perduto la vita.
ridi tra il sole di questa leggenda,
ridi tra i colli sobbalzanti di incantevole poesia,
un lieve sospiro raggiunge il mio cuore.
Tanti occhi guardan il paese
nell'oscura penombra che ricorda,
la mia mente sconfina il passato,
il mio viso lacrima di bianca rugiada.
Il misto colore del tuo viso splendente,
neri capelli di riccioli al vento,
l'età dell'amore comincia da bimbo
e finisce la vita nella speranza d'averlo.
Ho amato invano un triste destino,
ho cercato l'amore ovunque egli si posasse;
ma la vita è un sogno, un' illusione di anni,
un triste cammino ha risolto il problema.
Addio, tra le falde nevose dei ghiacci eterni,
non fuoco, ma terrore sospeso;
una lacrima mi scende improvvisa,
una valle si apre, ho perduto la vita.
Pur le amicizie col tempo son cambiate,
nell’era del computer si son moltiplicate.
Se su facebook hai il profilo e sei connesso,
arrivano, da ogni dove, richieste a più non posso.
Ti chiede l’amicizia l’amico di tuo cugino,
e la suocera del fratello del cognato del tuo vicino.
La lista è lunga e sempre più lo diverrà,
se facilmente, così a tutti, il contatto si accorderà.
Tempo fa, la vita e gli svaghi eran diversi, veri, reali,
e le tante amicizie non eran virtuali,
Il gruppo e gli amici per strada incontravi,
o al campanello di casa a chiamarli tu andavi.
Lunghe passeggiate, giri in bici e gelati
caratterizzavan gli incontri e con essi allietati.
Ora pur s’incontrano i ragazzi, lo stesso,
ma ognun, seppur lì, con altri lontani, lo trovi connesso.
Son lì, al posto di sempre, senza fiatare,
con in mano l’attrezzo adatto a chattare.
Condividon insieme foto ed eventi,
cliccando un “MI PIACE” anche se muore un parente.
Ormai, per tutti, grandi e piccini, questo è l’andazzo,
tal virus pure l’adulto ha contagiato, non solo il ragazzo.
La rabbia più grande sapete qual è?
Avere in rete amici non degni di te.
C’è chi ti segue, ti legge in atteggiamento muto e silenzioso,
ritrovandosi alla fine, per cotanta invidia, il fegato corroso.
Qualcun altro poi, ti trova in linea e ti fa commenti,
e poi lo stesso, l’incontri per strada e fa finta di niente.
Nemmeno un saluto, un sorriso, un cenno di mano,
ti passa accanto come un vero e autentico estraneo.
Per concludere alla grande, questo modesto mio pensiero,
io sceglierò per sempre l’amico vero, quello sincero.
Una nuova lista degli amici lì, su Facebook, andrò a costituire
e tutti quelli falsi, con gentilezza, manderò a farsi benedire.
nell’era del computer si son moltiplicate.
Se su facebook hai il profilo e sei connesso,
arrivano, da ogni dove, richieste a più non posso.
Ti chiede l’amicizia l’amico di tuo cugino,
e la suocera del fratello del cognato del tuo vicino.
La lista è lunga e sempre più lo diverrà,
se facilmente, così a tutti, il contatto si accorderà.
Tempo fa, la vita e gli svaghi eran diversi, veri, reali,
e le tante amicizie non eran virtuali,
Il gruppo e gli amici per strada incontravi,
o al campanello di casa a chiamarli tu andavi.
Lunghe passeggiate, giri in bici e gelati
caratterizzavan gli incontri e con essi allietati.
Ora pur s’incontrano i ragazzi, lo stesso,
ma ognun, seppur lì, con altri lontani, lo trovi connesso.
Son lì, al posto di sempre, senza fiatare,
con in mano l’attrezzo adatto a chattare.
Condividon insieme foto ed eventi,
cliccando un “MI PIACE” anche se muore un parente.
Ormai, per tutti, grandi e piccini, questo è l’andazzo,
tal virus pure l’adulto ha contagiato, non solo il ragazzo.
La rabbia più grande sapete qual è?
Avere in rete amici non degni di te.
C’è chi ti segue, ti legge in atteggiamento muto e silenzioso,
ritrovandosi alla fine, per cotanta invidia, il fegato corroso.
Qualcun altro poi, ti trova in linea e ti fa commenti,
e poi lo stesso, l’incontri per strada e fa finta di niente.
Nemmeno un saluto, un sorriso, un cenno di mano,
ti passa accanto come un vero e autentico estraneo.
Per concludere alla grande, questo modesto mio pensiero,
io sceglierò per sempre l’amico vero, quello sincero.
Una nuova lista degli amici lì, su Facebook, andrò a costituire
e tutti quelli falsi, con gentilezza, manderò a farsi benedire.
Ho letto un trafiletto sul giornale
che riportava un fatto eccezionale.
Diceva che ogni uomo nel suo letto
non è più un uomo ma solo un oggetto !
Che a dirvi la santa verità,
mi vien di colpo qualche perplessità.
Non eran gli uomini a menar la danza
quando con donne si chiudevan in una stanza ?
Non pensavamo che un maschio italiano
fosse meglio di un guru indiano ?
Che sta a succedere in questa società
che non rispetta le personalità?
Io son vecchietto ma mi ricordo che
ad ogni notte ne stracciavamo tre !
Ora, invece, la nuda proprietà
s’è accaparrata sta specialità.
Or dall’alcova vedrete voi sortire
la donna con lo straccio da sciacquare.
E questo solo quando dice bene
sennò son guai, direi, sono proprio pene.
Che or le donne si mettono a picchiar
sol per goder ti voglion fustigar.
O tempora, o mores !
disse un latino !
Le donne oggi non ci van di fino
Né con l’amore né con il destino !
Pensavo fosse un calo del desiderio
per gli uomini è un discorso serio.
Essere uomini non può significare
soltanto saper bene cavalcare,
e la donna che lo ha ben capito
il maschio dominante ha spodestato.
che riportava un fatto eccezionale.
Diceva che ogni uomo nel suo letto
non è più un uomo ma solo un oggetto !
Che a dirvi la santa verità,
mi vien di colpo qualche perplessità.
Non eran gli uomini a menar la danza
quando con donne si chiudevan in una stanza ?
Non pensavamo che un maschio italiano
fosse meglio di un guru indiano ?
Che sta a succedere in questa società
che non rispetta le personalità?
Io son vecchietto ma mi ricordo che
ad ogni notte ne stracciavamo tre !
Ora, invece, la nuda proprietà
s’è accaparrata sta specialità.
Or dall’alcova vedrete voi sortire
la donna con lo straccio da sciacquare.
E questo solo quando dice bene
sennò son guai, direi, sono proprio pene.
Che or le donne si mettono a picchiar
sol per goder ti voglion fustigar.
O tempora, o mores !
disse un latino !
Le donne oggi non ci van di fino
Né con l’amore né con il destino !
Pensavo fosse un calo del desiderio
per gli uomini è un discorso serio.
Essere uomini non può significare
soltanto saper bene cavalcare,
e la donna che lo ha ben capito
il maschio dominante ha spodestato.
A te,
che non ti ho mai incontrata,
non ti ho baciata,
ti ho pensata forse,
tante e tante volte;
ti ho sfiorata,
con
lo
sguardo,
m a niente di più;
a te,
che ho perduta,
senza dire una parola,
senza riuscire a dirti ti amo,
a te,
ti ho perduta,
tra
la gente ate,
sei svanita,
e io t’ho amata,
un momento.
che non ti ho mai incontrata,
non ti ho baciata,
ti ho pensata forse,
tante e tante volte;
ti ho sfiorata,
con
lo
sguardo,
m a niente di più;
a te,
che ho perduta,
senza dire una parola,
senza riuscire a dirti ti amo,
a te,
ti ho perduta,
tra
la gente ate,
sei svanita,
e io t’ho amata,
un momento.
Fiore di Gioventù
che agile e fiero
volteggiavi attorno a (d) un falo',
dove sei?
Armonia di suoni e parole;
profumo suadente di baci appena accennati.
Alle stelle narravi storie di vite intrecciate;
alla luna donavi abbracci infiniti.
Dove sei?
Vivi nell'ardore dei giovani amanti;
Vivi nelle speranze;
vivi nei cuori incontaminati,
oh Sublime fiore della mia Gioventù!
che agile e fiero
volteggiavi attorno a (d) un falo',
dove sei?
Armonia di suoni e parole;
profumo suadente di baci appena accennati.
Alle stelle narravi storie di vite intrecciate;
alla luna donavi abbracci infiniti.
Dove sei?
Vivi nell'ardore dei giovani amanti;
Vivi nelle speranze;
vivi nei cuori incontaminati,
oh Sublime fiore della mia Gioventù!
Il mio cuore
è frammento epigenetico d' universo,
gelsomino d' un pronome mitocondriale,
sequestro d' un fagotto d' arteria cicatriziale,
terremoto d' una germinazione gestazionale,
affettiva particella d' ermetismo embrionale,
solstizio ventricolare d' un sogno generazionale,
fiammella introspettiva d' atrio emozionale,
toracica episteme d' un respiro valvolare.
è frammento epigenetico d' universo,
gelsomino d' un pronome mitocondriale,
sequestro d' un fagotto d' arteria cicatriziale,
terremoto d' una germinazione gestazionale,
affettiva particella d' ermetismo embrionale,
solstizio ventricolare d' un sogno generazionale,
fiammella introspettiva d' atrio emozionale,
toracica episteme d' un respiro valvolare.
Minuscoli e segreti dettagli
dal tempo sbiaditi e nascosti,
si accavallano.
Nella scatola delle meraviglie,
rivivono ricordi infantili.
M'immergo con rinnovato stupore
e profumi e odori e volti e luoghi
riaffiorano e soavemente deliziano il cuore.
Emozioni lontane,eppur vicine,
custodite nella memoria,
lasciano un segno sul volto:
il sorriso di un adulto
divenuto bambino.
Sono giunco al bordo d'acqua
quando arrabbia il vento
m'aggrappo ad un marciapiede
come faro spento
vibro aprendo i rami
se il sole è contento
farti sentire il mio amore
aggiunge tempo
al mio
mai sottolienato
mai importato
quasi spento
Sto come sento
cavallo imbrigliato
con le radici interrato
nel fare impacciato
farti sentire il mio amore
guida il mio percorso
nei ghiacci come bianco orso
fra i serpenti, il loro morso
nei burroni fino a toccare il mondo
Sto senza difese
spalanco tutte le porte, le finestre
amico delle attese
apro i cancelli, srotolo i tappeti
preparo i fiori
farti sentire il mio amore
dentro
dentro
scrivendo fuori
Di tutta quest'immensa notte
non rimane che un buio fruscio
di passi frettolosi,
un vociare sommesso
di saluti
e promesse mai mantenute,
un ritratto di minuscolo fiore
divelto da un respiro profondo d'autunno.
Di tutte le tue mani
non rimane che
un soffice tocco notturno
che fa sobbalzare l'anima
agli estremi del giorno,
là, dove si cela
il tuo sorriso,
tra quei dettagli d'universo
che hanno il sapore
dell'eterno.











