vecchi, pochi e sbiaditi ricordi
nella mente ormai sorda,
cieca al presente.
Vaga lo sguardo,
cerca d’acchiappare
figure lontane,
danza
in larghi spazi,
in altri mondi,
chissà dove!
Più non ha profumo
la fresia a primavera,
né il cielo è più blu.
…E’ assenza!...
Stentati i sorrisi,
ad ombre del passato,
fantasmi che non colgo,
né oso immaginare.
Forse cavalieri erranti
venuti a liberare,
o forse
sogni irrealizzati
che ancora fanno compagnia
e profumano
l’ultimo tratto di vita…
Si consuma il corpo nei giorni,
accarezzato solo da bianche mani,
tenere…
AMORE
solo e tanto Amore
quando nella mente si fa il buio…
Ai Profumi e
Alle erose e selciate
grandi pietre in calce.
Agli angoli dei
Addobbato e sfarzoso
Come un bastone
ti accompagnerò
durante tutta la vecchiaia.
Come una coperta
riscalderò
le tue membra stanche
nelle notti più fredde.
Come un faro
illuminerò,
nei momenti più bui,
la tua vita.
Sarò la spalla
su cui potrai
piangere
e sarò
le gambe che
cammineranno
quando tu sarai stanco.
Sarò tante cose per te,
e tu
per me
ne sarai una:
l'AMORE.
si spalma essenza di lavanda
di Provenza e fiori d’arancio.
Profumo salmastro
dalle onde
lasciate al bacio del sole
appena appena tiepido,
dal tono rassicurante.
Si cheta l’animo
a questo sentire.
L’aria sposa euforici cinguettii
e chiacchiericci chiassosi
di gabbiani.
Profumo di solite cose
invade il giorno, ora,
nella calma e pace.
… E’ passata la tempesta…
fino all’ultima goccia
la tua notte distante
dalle mie mani,
mani di pianista
che danno vibrazione
a ogni senso,
mani di contadino
che accarezzano la zolla
dove custodivi i tuoi segreti,
mani di metalmeccanico
che sbullonano
la tua vanità e i tuoi occhi
metallici come il freddo inverno.
E tu sarai sorriso etilico
su gambe di
incerta viandante
nel sentiero
del non ritorno,
linea di contrasto
tra i colori autunnali
e l’azzurro di un mare
troppo vasto,
come un amore dimenticato.
Dove il dolore e la notte passano le ore maledette,
Metto veemenzamente
I poli freschi del mio cuore.
Nei tubi dell'ossigeno,
Dove ti danno respiro per i polmoni,
Divento il tuo siero
Dal timore di incontrarti quotidianamente con il male.
Nel bicchiere di vetro,
Dove ti idratano le labbra con l'acqua,
Ti porto un fiore
Come un angelo bianco di bontà.
Nel mio cuore chiamo,
Coraggiosamente,
La tua infermità laboriosa
Mio ticchettio filantropico.
lame di semplicità e di routine
esploro il mondo faccio rivivere insiemi
di atomi e riscopro fiumi di miele e colline
attraversate da flussi di linfa vitale,ruggine
sudore,sangue trasmutano in alberi da frutto
primizie delicate lucide di pioggia succose come
mele dell'eden
una luce e una voce rosse di inferno risucchiano la mia anima
il titolare vuole una produzione raddoppiata
tra l'universo e una contropunta,sa innalzare
e abbassare il livello di un metro quadrato
di speranza, giovane semi-dio imbastardato,schiavo
incatenato dal limbo scorge una luce di miliardi di led
sopra di lui,madre mia aiutami innalzami verso l'essenza,
troppe mani mi bloccano vogliono vedermi soffrire vogliono
che sia come loro vogliono portarmi al pascolo con loro
bestie al macello
di aranci in fiore
… si dice sia il profumo dell’amore.
Già, l’Amore!...
Fino ai cuori viaggia questa primavera,
friccica, li veste con l’abito di festa,
mille voglie, passioni.
… Dicono sia la stagione degli amori!
Già, l’Amore…
E noi siamo in stazione,
viaggiavamo sullo stesso treno,
siamo scesi su binari diversi.
Dicono passi una sola volta, quel treno.
E se ripassa?
Ascolta, canta una capinera
ha trovato l’amore.
Quest’aria profuma, cosa sarà?
pastore errante,
lungo quei sentieri notturni
segnati dalle effemeridi,
in quelle orride sillabe
che sanno
di ricordi smembrati dal tempo,
nel tuo deserto
delle dualità e del cambiamento,
ma voglio solo seguire
le mie orme, i miei tic,
le mie traiettorie
verso le terre della debolezza,
scalare ancora le vette dell'ansia
per scoprire
l'unico scintillio
di vita immacolata
oltre il nulla
annidato nella mia materia.
anche se ti tengo dai capelli
anche se ti stringo
per non farti scivolare
nei profondi labirinti
di una mente perfida e perversa
ragione senza limiti e appartenenza
Ti stringo dai fianchi
mentre ti dimeni nel mio mare
ti stringo per non farti precipitare
in questo vuoto oscuro
di effimera pace
tormentoso cammino
verso un Inferno che ci accarezza
trepida notte senza confine
verso un cielo di apparente bellezza
che a me commuove e a te fa smarrire
Ti tengo amore
sfidando anche le mie paure
baciandoti il cuore e le lacrime
ostinato furore
tra sterpaglie e dune
nel tempo che inganna e non ci vuole
Ti tengo amore
salvandoti da tutto quello che non esiste
da questa esistenza triste
e ti tengo sospesa
in questo Noi di luce
in questo attimo senza fine
sogno, alba, morte,
divenire
Come
il mal bianco
sul grappolo d’uva,
oggi il tuo abbraccio
non è stato vero:
perciò avranno
vita breve,
oggi,
i miei
pensieri
imperfetti.
Allora anch’io,
come una nobile
muffa grigia,
attaccherò
i tuoi belli
acini blu.
Però, vedi:
non ti lascerò
seccare invano,
tu vivrai ancora
molto a lungo,
con la dolce
sinuosità
dell’uva
passita.







