Per te mi spremo nelle ossa, diminuisco, soccombo l'anima lentamente
fino al'ultimo bruciore di fusibile
dove la mia cera si scioglie senza lasciar cenere
nei focolari obsoleti, senza canna,
per il fumo emesso così fiume senza via.
Ti ho amato, ti amo,
Nella notte di brace, del sentimento sudato:
Nei sogni pieni di desiderio sbagliato
e nella mattina bianca che apre gigli rosso sangue:
la realtà è che il fuoco brilla e ti brucia
e dopo il vento non rimane neanche la cenere
tranne ad un soffio di polvere nell'aria
e ti accade di aspirare te stessa nei polmoni.
Ti ho amato, ti amo,
Per la costernazione dei tuoi amanti stirati,
quelli che per latte materno le tue mammelle hanno,
tra un orgoglio senza cuore e un papavero falso.
No, non sei con quella bellezza assassina negli uomini la stessa.
Ti ho amato, ti amo,
Nel cuore della notte labirintica delle lenzuola delle mie malefatte,
Attraverso la proclamazione della luce corrimano-triste,
bambino auto-condannato che sogna il blu dei tuoi occhi focosi
con la lealtà dell'essere pelle-lucida,
immagine prigioniera di attesa strappata
e impronte di piccoli sandali di gomma timbrati dolorosamente.
Per me ti amo: sei il mio amore sempre in fuga,
La mia identità, quando verbo, dà anima, tu sei il mio fine?


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Profilo Autore: aleksander çulaj  

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Per gridare l’amore basto io, sai?

Solo stringimi e coccolami,

  vivimi, entrami nel cuore

senza bussare.

Prendi tutto da me, poi

offriti, sempre, allargati in me.

Per giocare in amore, basto io.

Tu dimmi che ci sei, in silenzio se vuoi,

prendimi per mano,

sentimi col cuore, abitami,

non lasciarmi sola, mai.

Chiedimi se sono felice, sempre,

se ho ali per volare, se ancora

di notte sogno sempre di te.

Se ancora scelgo le tue braccia

per vivere la notte

e aspettare, poi, il domani.

Per parlare d’amore basto io,

per essere un Amore

ho bisogno di te.
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Profilo Autore: Giò  

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Si te voi sentire male

cor dolore addominale,

ingiustizia hai da subì

tanto che tu poi impazzì.


Più ce sguazzi e più ce pensi

nun riceverai consensi,

te dovrai barcamenà

pe poterlo dimostrà.


Quanno un giorno ce cascai,

arrivarono li guai,

me cacciarono i diritti

e me misero tra afflitti !


Ar buon Dio chiesi ragione

d’incolpevol situazione.

Proprio a me lo vieni a dì,

disse, che ce porto i segni qui !”


“Che, me devo da rallegrà ?,

risposi, nun me va de partecipà !”

“Pur se sono calpestato,

lassa perde er mio costato !


Ecco, vedi fijo mio

pe te soffro puro io,

se te va devi lottare

e imparare a sopportare.


Che alla lunga se vedrà

venir fori verità.

Tanto a te, chi te tortura

nun la vedo così dura.”


L’onestà, mio bon Signore

che mettesti ner mio core,

nun me lassa da campà

e ‘naccetta de transà.


Er sopruso e l’angheria

lotterò con energia,

fino a quanno er mio costato

solo ar tuo sia paragonato !



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Profilo Autore: Bronson  

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Navigheró oceani colorati
Su una barca di carta
Sulle pendici di monti altissimi
Suoneró pianoforti di libertà.
Viaggeró fra i sogni dimenticati
Come un acquila che sfreccia
Impazzita, verso una morte solitaria

Surf nel deserto
Un the nello spazio
Nuoteró nell aria bollente
Ancora ancora ancora ancora
Per sempre
Bacia i tuoi sogni
Accarezza l'eclissi

Tutto questo per dirti cosa?
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Profilo Autore: A.B.  

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Avvilito e secco
il mio ciliegio 
al crepuscolo.


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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La mente intaglia carta di pensiero
muta la paura all’abbandono fuori riga
smarrisce la chiave nel letto del difetto
e tronfia getta via la serratura.
Indifesa alle ore s’abbraccia al getto
fugge in alto su aeree vette
ventosi picchi d’autunnale lima
solo per veder l’effetto d’esser impunita
tra nani distratti dal bavero scontento.
Sisma dormiente il cambiamento
sembra ribaltarne l’alare seduzione
su scranni dissepolti d’elemosine
ricercando a piedi scalzi la riconciliazione
tra la sconcertante bellezza intima
e il dialogo in attesa di risposte.
Dà le spalle alla vita la quinta della sorte.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

Questo autore ha pubblicato 442 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Corri non fermarti...
aspettami non distrarti...
guardami e non stupirti...
abbracciami e non arrabbiarti...
cercami e non ignorarmi...
ascoltami e non giudicarmi.
Cammina e non pensare a tutto quello che può far male,
voltati e sta' a guardare cosa saprò fare.
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Profilo Autore: Carlo P.  

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Assaporando l'uva raccolta fra le mani rosse d'insetti ammaliatrici si respira il fervore lavoratore del ritorno in patria trascorsa l'estate Ceste e carri con velocità tengono i ritmi annullando l'esistenza di orologi buttati al calar del buio giunto prima di quando atteso prima di distendere corpi e pensieri dedicati alla notte al suo ristoro Profumo di mosto, ribollire di tini il cocker interessato un po' brillo negli occhi lecca le spine, accovacciato vicino Si aspetta il mattino fra previsioni discordi la luce lenta dell'alzarsi l'odore del caffè di una torta appena bruciacchiata I sentori non levigano non hanno ragione l'attesa del languido lieve letargo che il tempo porterà trasformerà in ricordo questo giorno solo un piacevole trascorso passato imbevuto di felici calici.
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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..........................................................
“Capisce, ci vogliamo bene”, disse Rachel
..................................................................

Il sole entrava nel portale della chiesa con un raggio
obliquo, e sull’oro dei capelli di lei cadeva dell’altro oro
che li faceva brillare forte. Il sole stesso, quando Gaston
lo guardò, era turchino, ma sotto il sole turchino c’era il
bordo d’un altro sole d’oro, e seguitò a brillare sui capelli
di Rachel. Malgrado lui capisse la prima fase dell’amore, si
trovava sempre perplesso davanti alle molteplici
manifestazioni di quel sentimento.
.......................................

Sì,
eh sì,
sono io
quel sole
che cresce
sopra all’erba
e ai tuoi capelli,
e che sa asciugare
la terra e le lacrime.
Sono io quel raggio
che illumina
la strada
che va
dritta
al punto
di non ritorno:
seguila, ti prego,
che lì troverai
una vecchia
locanda
color
turchino,
con dentro
un piccolo
uomo
che
sogna
un grande
futuro, con te.
Sono io quell’essere
dal profilo giallognolo
che brucia di rabbia
e di amore:
sono io,
sì io,
che se
mi guardi
vedi solo
una vaga
macchia
nera.


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Profilo Autore: Charlie  

Questo autore ha pubblicato 664 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ai fanciulli
Scalzi e nudi
Gli baciavo
I volti teneri

Sperando
Che in un futuro

Almeno
Per un tozzo
Di pane
Non morissero di fame...
































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Profilo Autore: aleksander çulaj  

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‘Nce stanno regole pe fatte innamorà

quanno ‘nce pensi te po capità

de sentire ‘na fitta dentro ar core

che te produce un immenso ardore.


Mentre che provi a tenello a bada,

sperando che a te proprio nun accada,

senti ‘na campanella nella testa

questo significa che t’hanno fatto a festa.


Artri c’annarono a guerreggiare,

furono vinti fin dal primo ardire !

C’amor si sa che nun perde mai,

riesce a prendette e t’ossessiona assai.


Il suo armamento è un candido sorriso,

co la complicità de un bel viso,

te scoppia dentro ar petto con fragore,

resti sconfitto ma senza disonore.


L’unica cosa che te va de fa

è arrendette ‘n fretta senza protestà,

abbandonatte al lungo suo oblio

innamorasse è sempre un gran desio.
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Profilo Autore: Bronson  

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Mio padre

a cinquant'anni suonati

affronterà di nuovo

il suo primo giorno di lavoro




Sorride come sorride

chi ne ha viste troppe

Nasconde l'ansia da esame

Il veleno

Le ingiustizie recate dagli innocenti




Qualcuno prova a sollevarlo

una o due battute di spirito

da parte di chi

per un motivo o per l'altro

non si è fatto fregare la giovinezza




Mio padre brinda alla vita

Crede nel pane

perché gli fanno vedere le briciole

Vorrebbe fuggire rabbioso

ma l'abitudine lo ferma




E mentre noi altri

brindiamo alle nuove dipendenze

Lui sa già perché non ci salveremo
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Una rima che voglio imperfetta
la linea retta del passaggio,
ma che non sia filastrocchetta:
è sul tavolo il messaggio.

Ecco sul viso le crepe degli eventi,
le feste, la guerra e gli anni da maestra,
"all'amore dobbiamo stare attenti":
c'è sempre un po' di minestra!

Poi è il vento che apre la finestra
e il teatro aggiunge il silenzio,
ma si rida e non si faccia lagna.

Libriccini, pianoforte e spinetta,
la musica all'eterno un po' s'affretta:
ecco, si vede da lontano. Una mano.

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Profilo Autore: Gianluca Marchetti  

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Imperava il temporale,
il tuo sguardo scivolò su di me
come la pioggia sul mio soprabito,
da quel momento seguisti
come un'ombra ogni mio attimo di vita
I nostri passi un'impronta sola
sulla sabbia dorata dell'arenile
noi un corpo ed un'anima
Coglievi come fiori di campo
le mie emozioni
le lacrime mi asciugavi
con petali di rosa
Quanto amore in questi gesti
in quel tuo dolce dirmi “sei mia”
in quelle tue carezze lievi, appassionate,
fino al cielo mi facevi volare
piccola rondine dalle ali ferite
sanate dal tuo crisma miracoloso
Arrossivo come una bambina
colta in fallo, al tuo pulirmi
con un fazzoletto la bocca agli angoli
imbrattati dal sugo di pomodoro,
attonita al godere di tali attenzioni
mi gettavo tra le tue braccia
ridendo felice ….


Ora detergo io le tue labbra
asciugo le tue lacrime
la tua mano inerme poso sul viso
mimando una carezza
che sempre comunque
brividi mi dona sulla pelle


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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Forse un giorno t’incontrerò
quando un nuovo sole sorgerà dalla collina
e benevolo,
renderà d’oro il cielo.

Io sarò qui ad aspettarti,
nei miei abiti semplici di bambina
che sanno di saponee verbene colorate.

Ti riconoscerò
dal cappello di paglia e le grandi scarpe,
e tu mi sorriderai
incendiandomi il cuore con la tua tenerezza,
non ci saranno castelli o cavalli bianchi ad attenderci
ma campi sterminati di girasoli in festa.

Se timida,
abbasserò lo sguardo e di fuoco si faranno le guance mie
saprai che è sbocciata una rosa dentro me,
tra la pancia e il petto.

Ti seguirò,
quando tenderai la mano alla ricerca della mia,
ti seguirò vestita di verde fin dove vorrai,
in capo al mondo, nei nidi d’aquila,
fin sulle scogliere bianche a strapiombo sul mare.

Non ci sarà bisogno di parole,
perché le leggeremo nei nostri occhi,
ci sarà solo l’entusiasmo di giochi d’amore
sempre diversi e sempre nuovi
e fili d’erba tra le labbra.

Il camino resterà acceso
e così l’incanto del fuoco dentro il nostro abbraccio,
nelle lunghe notti che s’inseguiranno
in tutti i giorni della nostra vita.
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Profilo Autore: elisa  

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