Orgogliosa l’immagine si altera

nell’opera teatrale del tempo

dando fiato alle trombe

con coriandoli in festa

che piano si posano

verso il sole che tramonta.

E siamo noi, sempre noi

brezza che accarezza leggera

come granelli di sabbia al vento

le lusinghe di tutta una vita.

Siamo vigore, siamo cuore

siamo il coraggio di camminare

ed elevarsi attimo dopo attimo

tra lo splendore e il dolore

fino a erodere i passi

e perdersi nella luce del nulla

senza giusto riposo

dimenticati nelle parole

e negli sguardi

di una sbiadita foto

e una croce arrugginita.

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Eppure la sera
c’è un congedo
proveniente dalle cose
dalla forma di strascico
un boa di struzzo 
di materia liscia che non si afferra 

Uno squittio d’ebano va a chiudere fessure
piccole palpebre smettono di agitarsi
legate in un pegno, sonno nel sonno

parlano voci 
di un tono più giù del suono
lente gocce -incensi, unguenti, impressioni
di zero nel pensiero-
dal nero affiorano
e al nero si disciolgono
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Rinati senza il vincolo dei nomi
con parole lanciate da tastiere
connesse le menti per l'invio
di liberate fantasie e confessioni 
rimaste inespresse nell'immaginario

Ci si accese incorporeo il desiderio
privo dell'oggetto concupito
uguale all'amore dal Poeta preferito
fuori tempo e spazio
immaginato e mai reso reale



imma
imma
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Profilo Autore: anthoine mario  

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Vorrei na vorta tanto esser vorgare,

parlar de n’argomento n’po’ triviale,

m’ha detto er sor Agostini : ‘n se po fare !

Cercate quarche cosa d’originale !

Ma originale è la mi pretesa !

Volevo solo fa la descrizione

senza tra l’artro arrecar offesa

de donne, della lor composizione.

L’amichi mia che so napoletani

ce scrissero canzoni eccezionali,

nessun descrisse però a piene mani

fattezze che ar monno nun hanno uguali.

Che c’è più bello de na donna nuda,

quella che quanno a vedi ‘n t’embarazza

e puro s’ er tuo corpo tutto suda

nun poi nun cede alla sua bellezza.

Du gambe lunghe, dritte e affusolate

sapienti mani l’hanno ben tornite,

ai fianchi dolcemente collegate

fanno sognare gioie infinite.

Du promontori so li seni sui,

balleno n’po’, nun ponno stare fermi,

danno alimento a li fiji tui

di femminilità son potenti armi.

Er viso dorcemente cesellato,

du occhi da colori impreziositi,

er naso dolcemente appollaiato

su labbra rosse sono custoditi.

Le braccia lunghe che te strigneranno,

de du manine sono corredate,

mentre le prime un di ti abbracceranno

co le seconne carezze avrai infinite.

Più bella della donna nun c’è cosa

che vita ce seppe regalare.

È amore, amante e , n’po’ meno…sposa,

prendila è tua…ma non la sciupare !
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Profilo Autore: Bronson  

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Le sussurro,

sfiorando il tuo orecchio,

quando complice della mia pelle,

le tue carezze mi fanno impazzire.



Le scrivo sui muri e nell’aria intorno

mentre sprigioni

le mie emozioni più intense.



E se altre ancora

ne sbriciolerai nei giochi

tra la seta profumata avvolti,

io, calde, tenere,

le bisbiglierò a te.



… E le ripeterò piano ed ancora

fino a portarti alla follia,

mentre un temporale d’amore

ci terrà stretti stretti

prima della quiete...

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Profilo Autore: Giò  

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Batteva il tamburo
un eco di guerra
tremavan le foglie
quel giorno.

Un giovane figlio
sognava vendetta
troppo sangue han versato
i suoi cari fratelli.

Batteva il tamburo
fumava quel monte
la giovane tigre
assetata dall'odio,
non vera pace
né in cielo né in terra.
Disse l'Indiano:
oggi muoio da eroe.

I cavalieri spavaldi e spietati
non lasciavano erba
solo un fiume di sangue.

Un giovane figlio
divenne una tigre feroce
una notte di fumo e di fuoco.

Il sole ormai era alto
ed il giorno s'era spento
solo pianti e sgomento.

Era lì che giaceva
tra rottami ed odore di morte...
Un grande guerriero
era Tigre Ruggente
ma di lui oramai
non si sa più niente.



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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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La Principessa del Conservatorio del Galles s'è strizzata al contrario

in una sfumatura di verde simile al viso

di quel tipo che scrive ansando nelle serre

piegato sempre più su un glauco gambo solo - un asciugamano caduto in terra

e avente un angolo bagnato che ha raggiunto

il fondo del mio bicchiere.




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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Ora,

riflessi di uno specchio,

di un’anima bambina,

intrecciata a bagliori di sole ramato

e fili argentei di luna.



… Attimi di respiri,

lo sguardo della vita!

Profumo di un’onda

che al cuore arriva e lo travolge

e lo sconvolge.



… Attimi di respiri,

la “Signora” di perle agghindata,

dal profumo penetrante,

l’abbraccio coinvolgente.



Non rimane, a volte,

che un istante

ma se guardi lungo il tempo,

è rimasta nel cuore

permanente,

lì la ritrovi… per un immenso istante.


… Attimi di respiri,

solo questo è la Felicità…

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Profilo Autore: Giò  

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Orme sulla sottile sabbia
come quelle lasciate un tempo,
oramai svanite...

Il suono delle onde
che si infrangono lentamente sulla battigia,
riaccende ricordi di giochi lontani...

Lo sguardo si perde a l'orizzonte
e nell'immensità del mare,
mentre un dipinto d'immagini
mi riporta ad allora...

I miei trascorsi, di quei ieri,
si son dissolti in granelli,
che il vento a portato via...

Anche se echi di una gioventù lontana
riecheggiano  ancor,
sulla scoscesa scogliera...

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Profilo Autore: il poeta vagabondo  

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Accendi tuoi occhi
e lega il tuo respiro
a qualla luna distratta
che solca un cielo
saturo di ricordi lontani.

Non nascondermi nulla:
ho una memoria infinita
e posso scindere
l'attimo
dove transita il bene e il male,
la pace e la guerra,
il nero e il bianco.

Aggancia il tuo sorriso
a un volto di passaggio,
a un petalo di fiore di campo,
a una carezza svogliata,
a un colpo di cannone a salve,
e rimani in attesa
nella strabiliante attesa
di un mondo infinito
che parla di venti,
di luci, di sospiri,
un mondo che da sempre
ti appartiene.

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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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È come svegliarsi la mattina
con in testa le urla della vicina,
imburrare una fetta biscottata
e vederla cadere dal lato della marmellata.

Chi ben inizia è a metà del lavoro,
"Buona giornata!" cantano i biscotti in coro.
Poi ripenso a Banderas nel mulino con la gallina:
"C'è chi sta peggio!"penso, niente male questa mattina!

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Profilo Autore: Cla  

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Guardai quella giuria anonima.
Il banco vuoto del giudice in ritardo.
Capii che mi sarebbe servita una vita intera
per provare la mia colpevolezza.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Pura ne l’alma

saggio, l’esempio brilla.

Ligio adoprar!



Solo, infatuata mente

manda, in Ciel, grato ardor…
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Oh quante nuvole!
D’esile forma mi sfioran la mente
solleticano altere lo sguardo vagante
Giocano ingenue col chiaro scuro
la luce sull’ombra che presto ingoia
l’intarsio di rovine sedotte all’immagine
che corrono stanche sino all’apice.
Appare a tratti templio d’eterno
pensiero che fugge sul vicino rilievo
dove maestosa giganteggia l’altera
solitudine, fino a farsi pianto d’abisso
lungo pendici confinanti d’anima
Lo spettacolo, nel pudore s’annuncia.
Il silenzio si adorna di mistico decoro
nel suo dialogo poderoso in volo
lava d’anima colata d’armonia
sulla stele pietrificata di cara poesia.
Mi sfiora la mente un’ultima volta
e a me non resta che inseguirla
nell’amore riverso di pura agonia.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Quanno s’ariva a ‘na certa età

te guardi indietro, voi solo tacità

la tu coscienza da tanti anni in qua,

che sia serena passando all’al di la.



Lassi pe scritto allora un documento

che, dall’aspetto pare un testamento

in cui ce scrivi con estremo impegno

ciò che hai tu fatto ed hai lasciato in segno.



Nun è difficile affatto sostenere

che de bontà fosti pioniere,

che de virtù tuttora sei ammantato

anche se stai a morì disgraziato.



Che dell’amor facesti granne uso

tacendone ovviamente ogni abuso.

Le tu donnine  manco menzionare,

dimenticasse pure der piacere



E che dire da tua prodigalità,

a tutti tu donavi senza guardà…

solo se poi potevi riavere

er doppio de li doni a ricambià er piacere.



Ammazza er testamento….che lettura !

A me me pare proprio ‘na tortura.

E’ mejo morì senza de esso,

usà la carta come carta de cesso !



Lassamo tutte st’elucubrazioni

a chi è pratico de queste situazioni.

Viviamo fino all’urtimo respiro,

lassamo ner cassetto a penna biro.



Tanto de la ce sta er giustiziere,

quello de certo scrive cose vere,

parole sincere piene d’armonie ,

e nun son solo megalomanie !
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Profilo Autore: Bronson  

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