Come potrei fare a
mettere qui ancora
immense distese di fiori,
cadrebbero sulle parole
come un qualcosa di noi
che è morto per sempre.
Come posso fare...
Evviva il gelo e
la mezzanotte
e la luna attorno al collo,
dolci occhi di cervi si chiudono
nella scura siepe d'ulivo.
5 commenti
Scendendo dalle colline
osservavo quanto la natura
mi onorava della sua bellezza
e… davanti a me il mare invitante
dal color turchese.
Sentivo l’acqua abbracciarmi
nel cingermi la vita mentre
sulla pelle ormai salata
un lieve bruciore s’avvertiva.
Gocce cristalline, ferme
sulle braccia, poi… all’improvviso,
il loro scivolare lasciando al
passaggio un rivolo di luce.
Un gabbiano esibizionista
nelle danze amorose, ammiravo,
mentre la compagna
nascondeva la testa sotto l’ala.
Ed era un giorno così
nato con la semplicità
di un’alba dipinta
da Dio senza l’uso
d’inchiostri e ne colori !
osservavo quanto la natura
mi onorava della sua bellezza
e… davanti a me il mare invitante
dal color turchese.
Sentivo l’acqua abbracciarmi
nel cingermi la vita mentre
sulla pelle ormai salata
un lieve bruciore s’avvertiva.
Gocce cristalline, ferme
sulle braccia, poi… all’improvviso,
il loro scivolare lasciando al
passaggio un rivolo di luce.
Un gabbiano esibizionista
nelle danze amorose, ammiravo,
mentre la compagna
nascondeva la testa sotto l’ala.
Ed era un giorno così
nato con la semplicità
di un’alba dipinta
da Dio senza l’uso
d’inchiostri e ne colori !
per la donna perduta 2°
andiamo a dormire cari pensieri.
Su fedeli andiamo via,
io volto le spalle e chino il capo
apro le porte della tristezza,
e invoco il mondo:
perchè mi scacci dal suo dominio
e tenga Lei;
per un eterno sia trattenuta
e non giunga a morte,
perchè son certo che all'altro mondo
m'affiggerebbe anche il sospiro.
Dunque per te
doloroso amore non trovo pace,
la tua dolcezza è pari alla vita,
la tua dolcezza è pari alla morte,
malinconia tu sei e vai
fra le ali candide della speranza;
io non capisco perchè il dolore, perchè l'amore,
perchè allor vivo se appresso a te devo dannarmi;
e in questo cumulo di pensieri morti
risorgi tu, per far capace di continuare
il mio soffrire.
fine......
Così divampa un’idea
Il fiammifero alla testa
fa liquidi i grumi
irrompe la portata
dalle provette
Così il siero è rubino
e di chiodi cesella
la notte della pelle
Ritrosie dalle stanze
sbottano
forzando scuri
gambe lunghe
gambe per volare
com’è l’inseguire
la preda che sboccia
dal nero, della macchia
Tra i campi incolti
gironzolano brucando erba fresca
le pecore dell’altopiano
con ancora carico di lana
il mantello.
Ululano i lupi dai boschi
con i colori della primavera .
Corrono senza osservare chi
giunge i caprioli, mentre s’allontana
un cinghiale setoloso.
Scorre senza sosta
sotto gli alberi ombrosi
un ruscello rimbombante
tra le pietre dai sogni spigolosi.
Volano in giro tondo
le rondini in preghiera
sopra i prati
quasi a sfidare il vespro
che indora il cielo ed oscura
il sorriso di chi nasconde il viso.
Guardi il prato di ferro che scade
giù dal tuo mondo
Quel languore d’asfalto s’attacca
tra le vene zoppe d’erba
e una pozza di grigio morde
il ciglio di verde su, tra le mura
Si affaccia un dorso di cielo
sopra il coppo e le macchie
di pietra aggrappata ai camini
Ma tu arricci le labbra, nascosta ai graffi
del freddo d’autunno
Volevi saldare una lama d’azzurro
tra i rigetti di grigio e i gocciolii
di questo labirinto al neon
Ed io ti ricordo come la foglia dopo la calce,
un tentacolo di vita che beve cemento
di là dal plasma.
giù dal tuo mondo
Quel languore d’asfalto s’attacca
tra le vene zoppe d’erba
e una pozza di grigio morde
il ciglio di verde su, tra le mura
Si affaccia un dorso di cielo
sopra il coppo e le macchie
di pietra aggrappata ai camini
Ma tu arricci le labbra, nascosta ai graffi
del freddo d’autunno
Volevi saldare una lama d’azzurro
tra i rigetti di grigio e i gocciolii
di questo labirinto al neon
Ed io ti ricordo come la foglia dopo la calce,
un tentacolo di vita che beve cemento
di là dal plasma.
PER LA DONNA PERDUTA (1°)
andiamo a dormire cari pensieri.
Amore doloroso
tu mi uccidi,
non mi lasci ed a capo sei di una rivolta;
d'una rivolta che mi distrugge,
che mi disperde in mille battaglie
ed io perdo sempre.
Andiamo cari, fedeli amici,
Dio la protegga, io non la posso più benedire,
perchè mi annienta; mi sta portando
alla distruzione con la sua dolce aria smarrita
ma non ferita,
anzi sicura di non amarmi.
Amor d'inferno,
allora io sono il ferito,
io sono il martire del sacrificio;
e sia così, venga la morte,
ma che mi liberi da questo amore
che mi precipiti da qualche abisso
e così finirla, perchè è lei
in questa vita la mia sfortuna
l'ultimo passo verso un baràtro.
----
Picchiettio di pioggia
per tutta la notte.
Nel dormiveglia sento
la sua insistente monotonia sui vetri.
Il rumore casuale di un’auto
arriva dal fondo della strada,
rimbomba sul selciato
e si spegne nel vago sonno
che non riesco a prendere.
Calpestio liquido di passi,
poi silenzio,
altri passi che si smorzano
e la pioggia continua,
fragorosa e abbondante.
Sulle pareti della stanza,
visibili nell’oscurità,
fluttuano frammenti di sogni,
luci vaghe,
righe nere,
cose da niente
che si arrampicano
e scendono.
E come oggetti vaganti
nell’ombra della mia insonnia
ammiccano a fragili sofferenze.
Nell’assurdità della tenebra
la solitudine dell’anima
si espande nella putredine.
per tutta la notte.
Nel dormiveglia sento
la sua insistente monotonia sui vetri.
Il rumore casuale di un’auto
arriva dal fondo della strada,
rimbomba sul selciato
e si spegne nel vago sonno
che non riesco a prendere.
Calpestio liquido di passi,
poi silenzio,
altri passi che si smorzano
e la pioggia continua,
fragorosa e abbondante.
Sulle pareti della stanza,
visibili nell’oscurità,
fluttuano frammenti di sogni,
luci vaghe,
righe nere,
cose da niente
che si arrampicano
e scendono.
E come oggetti vaganti
nell’ombra della mia insonnia
ammiccano a fragili sofferenze.
Nell’assurdità della tenebra
la solitudine dell’anima
si espande nella putredine.
Il dolore concede una tregua
quando le lacrime non scendono più.
Capisci che non era un sogno
sai che il tormento può trovare la pace.
Ho capito che dietro un sorriso
si può nascondere la cattiveria.
Da uno sguardo che tu pensi sincero
ci sono dietro mille bugie.
Adesso c'e' il silenzio senza le parole
il cuore è avvelenato.
Ho capito che l’ansia che mi toglieva il respiro.
era per la presenza.
quando le lacrime non scendono più.
Capisci che non era un sogno
sai che il tormento può trovare la pace.
Ho capito che dietro un sorriso
si può nascondere la cattiveria.
Da uno sguardo che tu pensi sincero
ci sono dietro mille bugie.
Adesso c'e' il silenzio senza le parole
il cuore è avvelenato.
Ho capito che l’ansia che mi toglieva il respiro.
era per la presenza.
Le mie gambe
di cammello
nervose nel letto,
e brandelli
portati via
di steppa
senza un abbraccio.
Quelle tue nuvole
poco prima di sera
sono stati i pochi
minuti d'eterno di oggi,
la barba biblica del cielo
e tra i fili un canarino giallo
che faceva la ruota.
Districherò tutti i nodiai miei lunghi capelli,
cadranno i veli
senza timore
mentre il sole girerà lento
su noi
a dissolvere le ombre,
accarezzerò i tuoi pensieri
più profondi
e ti amerò
come un umile serva
ma tu...
tu amami
senza riserve
come una dea.
Legando ricordi ai piedi della quercia
piegai il tempo alla tristezza in marcia,
quando la verde madre distese al vento le chiome,
riempì l’aria d’incanto picchiettando memorie
di familiari sospiri, varchi in porti di felicità arresa.
Ascoltai intenta nel nido del cuore, l’attesa
di quel pezzetto di cielo sparso in riccioli d’oro
e dipinta a squarciagola l’anima, esplosi protesa
nell'esser custodita in te, mio eterno tesoro.
Scivolarono sulla pelle memorie in rivoli
di mille indifesi baci e sensuali carezze, scivoli
di abbracci pregni di tenerezza e passione estesa.
Ti sentii allora come ora , amore mio vero, dimora celeste
brivido lungo la sera, spasmo d’istinto, mia unica veste.
piegai il tempo alla tristezza in marcia,
quando la verde madre distese al vento le chiome,
riempì l’aria d’incanto picchiettando memorie
di familiari sospiri, varchi in porti di felicità arresa.
Ascoltai intenta nel nido del cuore, l’attesa
di quel pezzetto di cielo sparso in riccioli d’oro
e dipinta a squarciagola l’anima, esplosi protesa
nell'esser custodita in te, mio eterno tesoro.
Scivolarono sulla pelle memorie in rivoli
di mille indifesi baci e sensuali carezze, scivoli
di abbracci pregni di tenerezza e passione estesa.
Ti sentii allora come ora , amore mio vero, dimora celeste
brivido lungo la sera, spasmo d’istinto, mia unica veste.
Se un barlume di luce
infligge dolore
in scaglie di carne
che il tempo piega su essa
ed il dolore,
in una tremula visione,
ruba sorrisi
ad una lacrima
spenta in viso
che tace
nel suo dolore
socchiudo gli occhi
per l’ultimo sorriso
che giace nell’ombra
di uno sguardo nel vuoto.
Con lo zaino sulle spalle
accingo rivedermi nel percorso
finora perseguito.
Così che riprendo per monti
valli e distese infinite
osservando le impronte profonde dei passi
che allungano il tempo del viaggio
nel torrido sole che pare non abbia mai fine.
E mentre di più mi collego
per ciò che di strano nel suolo rilevo
mi fa sobbalzare!
Distanza del passo si accorcia
le orme diventano meno profonde
e lenta la sabbia piove d’intorno.
accingo rivedermi nel percorso
finora perseguito.
Così che riprendo per monti
valli e distese infinite
osservando le impronte profonde dei passi
che allungano il tempo del viaggio
nel torrido sole che pare non abbia mai fine.
E mentre di più mi collego
per ciò che di strano nel suolo rilevo
mi fa sobbalzare!
Distanza del passo si accorcia
le orme diventano meno profonde
e lenta la sabbia piove d’intorno.








