nel respiro tuo
che si confonde con il mio
che vicino alle labbra
mi bacia con i colori dell'alba.
Mi perdo
tra le infinite parole
che bruciano dentro
come una fiamma che scalda.
E mi perdo
e poi
mi ritrovo nell'abbraccio
che soffoca
di carezze il cuore
che strapazza di un amore
instancabile nell'eternità
di un pensiero.
Alla luce soave della luna
ho plasmato il tuo viso
con la terra del mio giardino
dal colorito abbronzato dal sole
Posato come occhi due onici nere
pietre che rafforzano il coraggio e la forza
che ti appartengono
Forgiato il naso greco,
labbra col sangue di drago
estratto dalla Dracena
rosso passione piene e carnose
Con la malia
da un albero di cedro
simbolo di immortalità ed eternità
ho scolpito il tuo corpo
perchè con me sempre ti voglio,
Ho pregato Dio affinchè soffiasse
in te l'alito della vita
ai primi battiti del tuo cuore
comincio a danzare
gli angeli dal cielo piansero di gioia
stemperate alle mie stille lucenti
frullammo un bibita per dissetarti
Ho cucito un abito di lana bianca
col filo richiesto in prestito alle nuvole
freddo più non avrai
Con queste parole ho parlato d'amore
perchè così sei nel vero
comunque io t'amo, comunque tu sia
perchè legato sei all'anima mia
Cosa mi è sfuggito oggi,
ho dormito
tutto il pomeriggio
e ora che guardo da un angolo
di finestra nella sera
vedo foglie legate agli steli.
Penso a dei remi fronde di barca,
al loro movimento,
sfuggiti anch'essi senza ragione
a chissà quale poeta di piombo
per salutarmi.
E' brutto non comprendersi
sarebbe bello capirsi
sarebbe tutta un'altra vita
se ciò accadesse
in questa melma di periferia
che ostacola chi sogna, un mondo
più giusto, senza ipocrisia
e vanità, con la pretesa d'esser
gocce dorate, per l'eternità
senza un minimo di vera delicatezza
per cieli trafitti, dalle rughe
dei cicloni
arrivassi in fondo alla discesa
e scattasse
come sempre accade
il semaforo rosso
e rimanessi ferma
a guardare avanti a me
come sempre faccio
con lo sguardo perso
in quel travertino gigantesco
sporco di tempo
nero per lo smog
e storia fritta
di falsi santi falsi eroi
Se non ci fosse tutta quella pietra
vedrei nell’improvvisa luce
il Palatino i Fori la Via Sacra
il tempio di Romolo di Vesta
di Castore e Polluce
il Campidoglio
con tanto cielo
all’orizzonte e sopra
Rosa arancio al tramonto
Il Ponentino che accarezza il volto
Se solo scomparisse quell’ingombro
pensare dei poeti
non lo so, so però che sono
dei sognatori scellerati
dove la fantasia la fa da padrone,
e dove sogni sovrastano la realtà
anche nell’amore, si nell’amore
torbido,sincero, puro,celestiale, platonico,
dove Dante col suo dolce stil novo
o dove Leopardi e Foscolo
si troverebbero a disagio.
Eh! i poeti, stirpe maledetta e dolce
dove alberga il sentimento feroce
di un amore perso o ritrovato,
dove non c’è posto per le lacrime
o dove un mattino all’alba
ti trovi ad ammirare una farfalla
perché lei è libera.
lentamente mi scorre dentro,
un battito scandito ritmicamente
in armonia con il resto del mio corpo.
Il tempo , il mio tempo,
scorre nelle vene,
perfetto o imperfetto
nella perfezione del mio essere. ( per quel che sono intendo )
Vivo il mio tempo
ho il sole che mi toglie l’ombra a mezzogiorno,
il tramonto ,la luna alta nella notte ,l’alba e…
e poi un altro giorno per vivere.
Il tempo… dell’amore,
i sogni nei miei sogni
vivere nei sorrisi di gioie senza pianti,
senza lacrime rifulgenti.
Ascoltare il pulsare nel mio petto
amato, ingannato , dannato…
ma vivo ne tempo…
del mio tempo…nel mio tempo !!!
sei arrivato nel mio cuore.
Vado in estasi al solo pensiero di
sfiorarti toccarti.
Sarà la magia del volersi
l’amore che pervade il mio corpo.
Mi sfiori il collo mi sussurri All’Orecchio
“non c’e’ la faccio più”.
Dopo tutti questi giorni passati lontani
la passione ci travolge le carezze i baci
sempre più appassionati travolgenti.
Le gambe intorno al tuo bacino
i piedi sulla schiena sudata.
Lo so che hai capito cosa voglio
voglio te cosi come tu vuoi me.
Dove i lemmi cambiano
Divenendo silenzio
Che prima o poi, erompe in eco
Per ritrovar la pace … la luce
Fiacco cammini ricurvo
Logorato da tante parole
Le assisti scuotendo il capo
Fu nell’inizio che fosti inascoltato
Riseccar le fauci, bagnate ormai
Da slinguamenti delle tua stessa lingua
Nell’arido pensiero ravvisi
Annaspando anche nell’aria
E’ lento il ritorno
Non riconosci più lo stormo
Nell’attesa indifferente
Come se … nulla avvenne
Ma tu non levi neppur i piedi
Strisci, strisciando spremendo le suole
Ricerchi la fine ma … sei cieco
Eppure … c’è la soluzione
Ma dov’è?
Fusa la materia fra vulcani e magma
Incandescenti nubi
Sotto un cielo assente
Terremoti vasti
Inauditi e bui
Con poca luce di spettrali raggi
Durante il viaggio dentro un Cosmo spento
Di la da ancora i dinosauri udire
Il sole stella buco nero informe
In devastati monti sollevanti cime
Catene informe Himalaiane Andine.
Acceso è tutto il firmamento feto
Di una Natura scatenata e scura
Che mi risveglia spaventato all’alba.
All’albeggiare dell’aurora mite
Ritrovo te al mio fianco e rido
Di quel sognare snaturato e crudo
E me ne vado ad affrontare il giorno.
si innamorano della vita.
L’inferno trova il suo paradiso
e l’irrequietezza la sua pace.
La mia bocca ha fame dei tuoi baci
con la passione di un marinaio
che naviga lungo rotte proibite
terre vergini mai esplorate
richiamo selvaggio d’oceani e foreste
suadenti percorsi d’immaginifici voli
su curve morbidamente levigate
di pelle in mistico ardore
su pelle che non conosce ritorno
o vergogna in dolcissimo peccato
atavico irrefrenabile desiderio
di indecenti tocchi d’amore.
Io uomo, cerco la mia metà del cielo
dove costruire il nido al mio cuore
M’accingo alleato del tempo a rimirar
l’incantevole dono di mistico fervore
miracolo soave di un dio crudele
che volle all’ uomo il cuore
rapire in uno scherzo mortale
ma di così profondo seme vitale.
Donna in te i miei occhi
si innamorano della vita
ch’io possa anima mia, riunirmi a te
prima che la strada sia finita.
settimana enigmistica
un disco in vinile
canta vita placida
Faccio il dottore di me stesso
bevendo un capolavoro d'acqua
e un po' di vino su pasta e zucchine.
Sempre del legno fui amico
tra una gita e l'altra.
Ultimo viaggio in Grecia
e tornato non mi riconobbi
e non riconobbi fin sul limite.











