Il nostro è stato ed è un buon viaggio,
un osare continuo in pieno accordo,
un procedere per feroci scosse
per lave incendiate di passione,
per lapilli capaci di salire al cielo.
Non ci siamo mai concessi il paradiso,
né dolci situazioni accomodanti.
Abbiamo preferito strani incontri,
luoghi che erano simili all'inferno
almeno nell'odore e nel colore.
Luoghi preferibili all'inganno
di fingere di essere chi non siamo.
Probabilmente il nostro è stato amore
o forse no, è stato qualcos'altro.
Quello che so è che siamo ancora insieme,
anche se non sei qui, se sei lontana,
persa in un'avventura necessaria
in altro mondo, in altra dimensione.
Ma è un viaggio che continua ancora.
Abner Rossi
29 Luglio 2012
Occhi troppo spenti
senza nomi da chiamare.
Gioventù al bancone
tra creme e cioccolate passate.
Quel volto privo di energia
impostato con parole timide.
Brevi frenesie.
Vedere quel momento di tristezza
dentro una morsa stretta e gelida.
Traspira piano.
Il nulla tra un pò sparirà.
con l’occhio cheto
e l’orecchio pronto
siedo e lui siede
mi sollevo e lui si solleva
penso e lui pensa
ci dividiamo il camino caldo
e il pane fresco
parla zampettandomi l’affetto
e mi aspetta
sbandierandomi la coda
imitatore per amore
cammino e mi volto
cammina e si volta
va dove io vado
e se gli chiudo la porta
mi pare uno sgarbo
per come si accuccia
dietro al mio culo
quando mi spoglio però
non sa più fare da specchio
io e il suo padrone
ci facciamo le fusa
e il cane è confuso
guarda noi
guarda il fuoco
prende l’osso
e lo stringe tra i denti
accuratamente dipinto
e prima di un’incontro
tre ore stai allo specchio.
Mi affretto e penso sarà tardi,
ma c’è ancora tanto tempo,
poi finalmente arrivo
suono e non sei pronta,
dici che ti ci vorrà un attimo.
Mentre aspetto fumo una sigaretta,
poi ne accendo una dietro l’altra
fino a quasi mezzo pacchetto.
Finalmente scendi
col tuo sguardo mi fissi e mi sorridi,
già ho dimenticato tutto,
non penso ad altro
solo la tua felicità mi interessa.
Ora siamo assieme a discutere a parlare,
poi teneramente ti bacio
e con gli occhi chiusi dimentichi del trucco,
ti lasci andare e pensansi solo
a come dover amare.
e correre tra le dune.
Sorprenderci incontrandoci per caso,
una stranezza nei tuoi occhi
che mi sorridono,
e lasciano spazi aperti alla fantasia.
Romanzi visti migliaia di volte.
Ma un principe è già alle porte.
Chissà dei monti
o della città con le sue 5 torri.
Sogni senza fine
di ragazze che vivono amori sbandati
e trafugati qua e là.
Nei vecchi scantinati dei bar,
chiuse con i loro sogni
dove chissà
vivono la vita persa qua e là.
Pezzi di magia che se ne va
dove non si sa
in quale identità.
il lunedi mattina
tanto lo sei il martedi seguente
il mercoledi poi
sei fesso e fetente
voglio cantarti con egual rima
quanto sei fesso il
giovedi mattina
venerdi all'aurora fesso ancora
il sabato e la domenica
racchiudi in te stesso
cretino fetentone scemo e fesso
tra noi il mare scappato dalla riva
e io in quel sognar leggiadro
cullo il pensiero che da te arriva.
Sulla mia pelle abbronzata dai tuoi occhi
giacciono le impronte delle tue mani
ancora bagnata dagli ultimi rintocchi
laddove hai baciato desideri arcani.
Il mare ribolle e si rialza a guardare
toccando avidamente le gambe protese
nuvole scure si fermano a danzare
sotto pioggia di gocce da noi prese
Disegno il tuo nome e affondo le mie dita
nella sabbia che dai nostri sospiri si è accaldata
e in questa tempesta avida e infinita
inarco fantasie per te che mi hai amata.
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vorrei possedere il tuo corpo,
provare sensazioni indescrivibili,
accarezzare la tua pelle liscia
e sentire il tuo cuore pulsare,
mentre il mio accelera il ritmo,
voglio sentire profonde carezze,
il mio desiderio più intimo,
penetrare a fondo il tuo corpo.
Voglio soccombere
al tuo fascino ,
e mentre le tue labbra
si dissetano d’amore,
io esploro
ogni millimetro del tuo essere,
poi assaggio il delizioso nettare
e mi disseto a mia volta
alla tua fonte.
Voglio essere
l'uomo che accende il tuo desiderio
e poi farti provare il piacere infinito,
vedere il mio corpo scuotere il tuo
e al tocco delle mie labbra
bere la passione che nidifica in te,
e poi all'alba essere ancora con te.
Calda notte sdraiata tra lenzuola
chitarre gitane lontane
fuoco di passione sul collo
il sangue pulsa nel pensiero
sfondando le pareti per sentire dolore
guerriero d'amore lotta e conquista
non voglio la tua anima ma il tuo corpo
testa o croce vivi o muori con me
il destino non si ricorda dalle promesse
tra le dita il piacere striscia
con la lingua che vuol leccare
pazzo amore ribolle tatuato a fuoco
insuperabile amante bagnato
tra labbra umide di desiderio
succhia l'orgasmo nella travolgente follia.
Denudata delle inibizioni di atavici divieti
Pardieu come creta nelle tue mani
femmina vera.
sulla superficie dell'acqua
mi apro e mi chiudo
in mille geometrie di anelli
perfetti sopra i tuoi fianchi
inarcati di passione.
E nell'estasi dei nostri ti amo
entro nell'altare del tuo calice
d'amore disegnando nel vestale
paradiso il frutto incomparabile
del nostro desiderato concepimento.
Adesso che il sole è sorto
nel tuo grembo il tuo viso s'illumina
d'immenso al dolce pensiero
d'abbracciare sul tuo seno
il fiore di una nuova piccola vita.
2011
le piume d’uccelli
fiorite su rotte incrociate
e le dita hanno aperto le gabbie
sfidando le masse dei venti
Insoliti momenti
in paesaggi d’esclusione,
le parole
lunghissimi viaggi oltre il sonoro
gli ostacoli
porte di velluto
Tu stai dormendo, amore
ma questo non è un sogno
svegliati, e dimmi
a cosa pensi
In un momento di quiete è lì ora
facile come la dolce brezza,
morbida come la pioggia che cade
riempie il bene
trovata accidentalmente
frà un passo e l'altro
nella poesia ;
scoperta in un viaggio
quando la ricerca del piacere
e la felicità sono state confuse
nella differenza ignota
riinventami a passi-piccoli
attraversami nel dolore-sedato
sui lati inesplorati stringimi
e li sorridente-nuova
felicità
vicino a te
ora poesia.
Ancestrale
il dubbio annebbia il trasversale
a sorseggiar spavaldo
diverticolo di quell'indecente miro
l'ancorché banale effimero
tutor di quel labiale ricco di effusioni
nel redarguir tombale il verso
e tutto ciò che fa diverso
l'altalena di nozioni un terzo
sensi e sensazioni il fulcro
endecasillabi seriosi di concetto
o nebulosi, quell'alternar parvenza
scoglia al frangere latenza e bruma
a scandagliar essenze
tra dossi e colli le cadenze
il senno e la ragione un cappio
a sviscerare retoriche pungenti
di chi paventa tentennar la logica
lo sgarbo,
giammai sarà riserbo
fonte ad arricchire il garbo
quel sussurrar tediose selle
l'accomodar che porge quel brillar di stelle
accoppia le parole a divenir gemelle
eppur sovente stride quel vibrar di pelle
e stona alquanto profferir bretelle
a sostener tensione quando piove a catinelle
sul bagnato accoglie l'umido ribelle
pozze di colmanti effluvi di brani e di storielle
al fine giunte a foce
di chi tentenna e non ha voce
sudar m'è pianto dell'umido
ch'è spento l'offuscar ch'è vanto
urta cozza senza un lamento
muore alfin a capoverso e spira.







