lento e viscido...
come lumaca
indossando maschera di bontà.
Dall'alto del tuo pulpito,
detti regole di vita,
a chi la vita...la conosce
anche meglio di te
e sa soffrire...
in umile silenzio e solitudine.
E questo, tu,
non l'accetti,
premi, opprimi,
soffochi con le tue spire
di falsa saggezza.
Fin quando secerni
il tuo fluido...
che pian piano si avvicina,
vuole catturarmi, invischiarmi,
fino ad inglobarmi..
Non posso dirti addio,
cuori solitari
sedie abbandonate
in una triste festa
piena di convulsa
vitalità
dietro cui si cela
una rabbiosa solitudine
ansiosa di obliarsi
in un abbraccio
senza limite.
Batte impassibile
il cuore freddo
mentre i piedi
si muovono
come automi
incapaci
di deviare
dal tetro percorso
di una vita
che langue
inascoltato desiderio
d’amore spezzato
rimbomba
nel petto.
Attese infinite
spasmodici tentativi
di ricucire una tela
estinta
di nodi passati
ragnatela spietata
imprigiona l’anima
e il suo urlo
si infrange
nella sordità
di agghiaccianti
spazi vuoti.
sfioravano i miei fianchi.
Non capivo.
Quel divenir padrone
senza chiedere.
Quel silente circuire
d'ogni spazio, d'ogni avanzo
che al timor del buio
m'arrestava nel volere.
E in sensazioni di mutismo,
il cencio d'un pezzo di vita,
la sorte uccisa dall'indifferenza.
Maschera di normalità.
Si torna come prima
fingendo di partire da zero.
chi son io per giudicare il pensiero altrui
posso solo incamerare versi estranei
quel che resta di certi scritti è ciò che vale
alla fine è solo il cuore a dar giudizio
e magari recepisce in modo errato
ma è pur sempre quel che sente
ciò che importa
ed è questo che io chiamo POESIA
è perdere una parte della tua vita.
Non si può cancellare una foglia
che per il suo tempo ha fatto parte di un albero
è come tagliarsi la chioma fluente e dire
mi ricordo come stavo coi capelli lunghi.
Tutti quegli attimi vissuti insieme
Parole condivise, discussioni e poi abbracci
Passeggiate e telefonate
Sono parte di te
E in ogni attimo davi espressione al sentimento,
che in quel momento scaturiva dal cuore
ed era condivisa da lui, il tuo amico
quella giacca troppo larga
in un corpo così esile,
caratteristica del suo essere.
Anche quella era lui
ed il tuo riso nel guardarlo
era parte di te e parte di lui
e ti accorgi che quei momenti
non potranno sostituirsi con altre giacche
né con altre telefonate,
né altri amici potranno avere il suo odore
tu che sprizzavi energia da ogni poro
tu che solo a pensarti davi forza allo spirito
e poi quel pazzo
a cento all’ora ti ha travolto come un birillo
e sei rimasto immobile ad attendere un soccorso
ed ora…………
forza della natura mi sei innanzi.
Ogni respiro ti trafigge le membra,
vorresti darmi animo e asciugarmi le lacrime,
ma questa volta non puoi!
Non puoi dirmi di non esser triste,
“I miei attimi si chiudono,
ma so che rimarrò in una parte del tuo cuore
e quando sarai triste mi penserai
e troverai sollievo ai tuoi guai”,
Ti guardo e i tuoi occhi amici mi parlano
Solo gli amici sanno parlare con gli occhi
Maledetto ticchettio del macchinario…..
rallenta……………..
noooooooooo!!!
Non sento più nulla,
solo un soffio di mano mi sfiora
quasi a consegnarmi la vita
per dirmi….tienimi con te
e intravide la luce,una luce migliore,
un ruvido bagliore stonato dal tempo oscuro.
Un grande temporale tuonò come un'esplosione atomica
in tutto il pianeta,la vita era svanita,in un'attimo.
Si aprì il cielo e la terra era spoglia e gelida.
La vita in quel momento è rinata
una rinascita in questo tempo sordo,
stordito da nuvole nere,
rinasce una nuova vita.
A questo dì che svanisce frettolosamente
e riaccende un altro giorno.
Un altro nuovo tramonto
in un altro pianeta.
Calura estiva
crea stille di sudore
sulla fronte
io sento in me
il freddo della neve
bianca e soffice
Anelo assaggiare
brividi intensi,
che possa il mio sangue
mutare in ghiaccio
ed io come rettile
strisciare
incorporeo, in silenzio
tra le menti di coloro
che danno aria
alle parole
senza capire
chi sono, come sono
La mente
nera lavagna immune
da consigli sterili,
giudizi gonzi
Se non si vive
il dolore
senza dolore,
la paura
di paure inesistenti
come si può sputare sentenze
che cadono in un catino
e poi buttate
inutili nella tazza
di un cesso?
Ad alcuni dico:
tirate lo sciacquone
della vostra bocca
prima di aprirla
magari con un po'
di candeggina
male non fa,
sbianca!!!!!
Ogni partenza un chicco di grano nel verde
mentre intorno è scuro e poi troppo bianco
ruote viaggiano verso un inizio che si perde
in un infinito cosmo pensieroso e così stanco.
Ad ogni fermata un ramo dell’albero della vita
si stacca secco posando un grottesco disegno
in quel fiume dove affondo ora le mie dita
sorvegliata dall’aquila, occhi senza ritegno.
Ogni ritorno un mattone che si è sgretolato
lasciando l’anima mia senza ombra e dimora
vestendo un cuore nel satin nero e ovattato
chiudo le palpebre strappando l’ultima ora.
Ogni tua carezza persa è un’ onda che mi abbraccia
diventando sempre più schiuma su sabbia bagnata
ogni giorno senza di te piume sulle mie braccia
mi portano leggera nel rovo dell’ultima fermata.
++++++++++mi sono innamorato,
là,dove nasce l'arcobaleno
lì, dove mi depuri l'acqua,
là ,dove ogni sera tra le nenie
delle canzoni più belle
si odono
i cinguettii degli uccelli.
Vicino al fiume
li ti aspetto amore,
su metafore e aforismi,
nascerà il nostro amore
e il calore dei tuoi baci
mi farà dimenticare
tutto il mio passato.
Ti prendo là,
dove il cielo tocca il mare,
dove le nuvole fanno l'amore
e scatenano la tempesta
i tuoi gemiti tuonano
al ricordo dei miei baci.
Allor poi sento il richiamo
Di lei che sempre amo,
che occhi verdi ha come smeraldi;
ma che nei giorni caldi
più azzurri sono delle onde
del mio mare, tra le bionde
linee del sole…
4/7/2006
una corta poesia d'amore scritta ormai alcuni anni fa....
solitaria e ardente
sei nel cuor di chi ti brama
e non ti vede.
Celar non si può
dei lontani tuoi figli
l’antico amore.
Nello sfarzo crescente
facile non è
annegar la mente.
Lunga è l’attesa
più potente
il compenso sarà
per chi presto o tardi
la tua cinta varcherà
amata mia Sardegna.









