alla chiusa finestra e la persiana
sonnacchiosa sbadiglia piano piano,
aprendosi all’invito quotidiano.
Al suo interno il silenzio è da padrone
nella piccola stanza tutta azzurra
un lenzuolino dalle faccette allegre
delinea la sagoma di un tenero bambino.
Ora il raggio di sole prende coraggio
penetrando con forza in quel silenzio
e la stanza lo ospita sapendo
che la notte del bimbo finirà.
Il piccino distende le sue membra
a contatto col caldo dell’intruso
si rigira nell’ombra del lenzuolo
rinchiudendosi a guscio tra le gambe
quasi a chiedere un po’ di sicurezza
in quel mondo nascosto dall’esterno.
Sa che quando i suoi occhietti si apriranno
sarà esposto al nuovo giorno troppo vivo,
coi suoi rischi e i suoi problemi e le sue noie
ed allora decide all’improvviso
di pulire la mente dall’esterno
per un pò vuol restare nel suo limbo
in un’ora di sonno protettivo
e rimane nel guscio di cotone
ignorando quel raggio prepotente.
volare via come farfalle.
Libertà è quello che sogno
come un gabbiano che sa,
volare in alto nei cieli.
Sorvolando montagne
senza mai morire.
Continuare a rinascere
in mille vite.
Finchè non troverò pace.
Dove volano le aquile
io sorvolerò gli oceani,
andando dove nessuno
ha mai osato.
Parliamoci di noi
Viviamoci nelle nostre poesie
Scambiamoci le nostre sensazioni
Noi, poeti un po’ emergenti, un po’ nascosti
Noi che vogliamo esternare quella voce che senza una penna non riesce ad uscire
Sempre noi che agli incontri ci indoviniamo curiosi
Continuiamo nel nostro cammino
Facciamo tesoro della nostra anima
Perché abbiamo un dono che solo chi scrive
può riconoscere
E allora……………
Incontriamoci di nuovo
Parliamoci ancora
Viviamoci sempre di più nelle nostre poesie
Penetriamoci gli animi scambiandoci sempre sensazioni
Noi, piccoli grandi poeti dell’anima
stringerlo fino a ferirlo
fargli sentire la mia esistenza,
perché è troppo grande per darmi sensazioni.
Vorrei sentire di cosa è fatto
capire perché mi sfugge
provare un’emozione grande come lui,
ma tutto è inutile.
Rimango con l’anima vuota
sommersa dal macigno di vita,
senza via di scampo che i giorni comuni
affamata di mille risposte assenti
Le mie mani nel vuoto e basta
Volevo capire cosa provavo vedendo il sorgere del sole
Ed ecco all’improvviso una luce tenue e diffusa levarsi all’orizzonte
Allagando nel mentre i miei occhi rapiti da tanta emozione
L’apparir del chiarore dal nulla fu fatale per me
quasi a sconfiggere il buio, sovrano fino allora,
come il bene prevale sul male
come il dolce smarrisce l’amaro
sensazione che pervade la mente
e il mio arrivo in quel luogo lontano
mai ha significato tanto nel mio essere
ricordo indelebile nella mente
che ancora oggi mi rende felice
rivivendo il calore di quella luce
che man mano si estendeva e prendeva corpo nel mondo
fino a schiarire metà della terra
che sottomessa e felice la faceva propria
ma i miei occhi piangono.
Vorrei correrti incontro
ma mentre corro
mi si blocca il respiro.
Vorrei poterti dare tutto,
ma tu ad ogni mio passo
svanisci nel buio assoluto.
Per tutto il male che mi è rimasto dentro,
risuona come un eco,
come tuoni di un temporale.
La mia voce urla dal dolore,
il mio corpo si ribella.
Ma la mia luce ritornerà
a brillare in un solo istante.
piumate volano
sopra il vento
dell’odio,
da lieve meschinità
accompagnate
con artigli ingordi
violano la carne
dei miseri
gettando corpi
dentro ansimanti
calderoni
di fuoco.
Avide arpie
rapiscono umanità
stracciata, perduta
ad inseguire
inganni di filigrana,
suadenti
planano su
deserti industriali,
tombe alcoliche,
mausolei di siringhe.
Prone davanti
templi d’oro e
faraoni indecenti,
attaccano gli schiavi
spargendo sale
su ferite di cuori
schiantati.
potrebbe essere..
che scivola sul corpo
a tratti, a getti
a volte dolcemente lieve..
forse sei niente
e di quel niente
che il tutto muove
o fermo resta
sulla riva
muto
immagino il tuo cuore
rosso
e con chicchi leggermente dorati nel contorno
trasparenti
succosi
solo una caduta in piu'
quando ginocchia sbucciate
lasciano intravvedere
pelle rialzata e un po' di sangue
dal sapore aspro
acidulo
e dall'odore intenso
che sa di terra
e sassolini umidi
di quel vuoto a perdere
che ride su una maschera piana
fatta di segni che non sono vita
penellate finte
per far pensare cose inesistenti
come se un sentiero invisibile
celato da sguardi di ragione
conducesse a un luogo ospitale
forse inacessibile
anche a te
di capire se esiste davvero
e se ci senti il vento
e i freddi
e spine e rose
se qualcosa che pare profondo non lo è
capire se è reale
o fatta dai riflessi dell'acqua in movimento
o tenacemente continua a credere
che la mano possa uscire
e afferrare
prima di tramutarsi in dolce carezza
gentile
a lasciarsi amare
e trattenere
oppure uscire
e rituffarsi giu'
a credere
senza scolpire nulla
senza dipingere nulla
dove la realtà la vivi
tra tempeste e dolci calme
che sia
in fede e fiducia
di fedeltà d'Amore
(antica e immaginaria)
Ti sto aspettando,
sento che arriverai
sarai maschietto
o femminuccia non so,
la certezza è che ti amerò
tanto ma tanto, tanto
Ti racconterò
la mia infanzia
mentendo un po
non perchè sono bugiarda,
ma perchè mai son stata
veramente bambina,
rivivrò nel tuo sguardo
innocente
l'amore che non ho avuto
Non ti mostrerò
agli amici come un trofeo
da esposizione
pavoneggiandomi
ma come un essere umano
bello intelligente e buono,
so che sarai la bontà
in persona
che crescerai nell'amore
nel rispetto
come alla tua mamma
ho insegnato
e sarai amato da tutti
come tutti amano lei
Lacrime commosse
solcheranno il mio viso
il primo giorno di scuola …
al tuo diploma
al tuo successo
se la vita me lo concederà,
anche fino all'amore
che essa ti donerà
compagno di vita
Sarai la luce
degli occhi miei
quando gli anni li renderanno bui
seguirò il tuo profumo
lungo il sentiero
sulle mie gambe malferme
e mai mi perderò
Quando l'ultimo giorno
per me arriverà
spero di lasciarti
un ricordo speciale
di una nonna
degna di essere chiamata tale ….
nella profondità oscura,
cercando di discernere
le forme delle cose a venire.
Mescolare il liquido con le dita
e leccare i succhi
grondanti dalle mie dita.
Aspetto
per depositare il sedimento
sul fondo delle acque.
Qualcosa mi trafigge attraverso
la linea di visione,
troppo veloce per discernere.
Rifletto il suo significato.
Nostradamus l'arte;
scavare nel futuro-passato
fissando la propria immagine riflessa
nell'acqua
della coppa di cristallo chiaro.
Egli non ha dovuto accontentarsi
il sedimento;
le creature segrete;
con la mia impazienza.
Queste acque agitate non cancellano.
La mia riflessione personale è frammentata.
Si tratta di un'immagine di me stesso
o è un segno delle cose a venire?
Lasciate
che l'acqua torbida nasconda a lungo
senza furia
sarà chiara ancora una volta.
se tale musica può
sollevare le mie ansie
chiedendo se questo mondo
sa accettare le mie parole
in questo tempo che non sa di me
sapendo che i miei passi
sono solo un ricordo impresso
nel tuo suolo
calpestato
mentre la mente sospira
di ascoltarla ancora
lasciandomi quell'amaro
sulle mie labbra
senza sapore di te
e tutto non volendo
avrà un fine
nel silenzio dei ricordi
Cercherò in ogni luogo
quel ricordo presente
che sa di noi
mentre ti amo
per sempre
perdutamente
rugiada sulle foglie
passano tempi intatti
evaporati cristalli,
il mondo è oltre l’alone
ed io che aspetto, umore al sole,
l'ultimo grumo di neve sciolta
il tuo sapore di muschio
sempre intorno
e sempre a un passo









