Un passerotto sbatte contro un vetro
una, due, tre volte ... fino a sanguinare
non curante del pericolo
in preda ad una frenesia di morte
sembra non avere più nessuna voglia di vivere
strana la natura come affronti la morte
senza resistenze sembra rassegnata
ma non è così ... è saggia nelle sue scelte
consapevole che c'è un inizio e una fine
accetta la realtà senza opporsi ...
con una impercettibile leggerezza dell'essere.
Gocce... di pietra perse nel tempo
cadute tra un passo e l'altro.
Massi ... di lacrime versate per
pagare le nostre emozioni.
Luna solitaria
trai dai miei pensieri parole
e scava su carta le mie
lacrime.
Lasciami scorrere in questo tempo
ascoltando il mio eco
sussurrato tra valli,
prenderò quel sorriso
che l'eco riporta
tra mille carezze
di essenze
nel vento.
Mi cingo golosamente del tuo amor
e d’esso nutro i miei sensi
com’ape fa col miel.
Tanto felice son di realizzar,
della vita, quel sì d’incanto sogno,
a te legato, oh dolce amor ché di te ho bisogno,
ché tu, ciò che bramavo, venisti ad avverar quel giorno.
Mi sfamo avidamente del tuo amor
come fosse esso il miel
di quell’ape, che per lavorar,
vola col nettare in cor per la Regina deliziar.
Reco nel mio cor pari appetenza
del tuo amor che di tutti i fior
fai traspirar profumo dell’essenza
e del cielo rifletti dolcemente co’ i tuoi occhi il color.
Infinitamente t’amo, oh mio mieloso amor!
mormora
conduce suoni
tramite
il respiro
di un tuono
che scalfisce
l'ombra
lunare
nel diletto
pensare
nella spinta
superiore
del mare
soffiata
da un venticello
di tramontana
nell'arcobaleno
sorridente
sopra i tetti
che invidiavo
e smettevo di fissare
Sviluppi, passaggi di stato, regressioni,
balzi del tempo, ancoraggi, fughe.
Decisivi episodi che sfuggono alla mente.
Fatti e vicende di cui non si ha coscienza.
Come fiume che viaggia sottoterra,
magari anche selvaggio, tracimante,
ma che non da segni di sé in superficie,
come altra vita che non si manifesta.
Eppure quel fiume, tutte quelle acque,
che scorrono in eterno movimento,
sono decisivi più di tutto il resto,
ti parlano con un linguaggio alternativo
come altra persona che vive nel tuo corpo,
la più sconosciuta, quella più distante,
un'altra persona a cui non dai risposta.
Altre strane e nobili esigenze trascurate.
Non esiste qualcosa che ti appartenga
più di quel fiume, più di quelle acque;
vivi immerso ma non te ne accorgi,
ti senti sempre asciutto, ma è tutto falso.
Non esistono in natura due fiumi uguali
- un po' come le impronte digitali -
non c'è definizione per quelle acque
il giudizio non vale, là nel profondo...
il bello e il brutto è di questo mondo.
Qualcuno dice di esserci arrivato,
di aver toccato e nuotato in quelle acque,
altri pensano che tutta quella roba sia l'inconscio.
Può darsi, io penso troppo, non miro ad arrivarci,
però ogni tanto sento degli spruzzi,
delle gocce che non sono solo acqua.
Mi capita (sempre) quando sono innamorato,
quando vedo delle parole scriversi su un foglio,
da quando vive con me un miracolo di donna;
anche stasera, quando ho preso per i capelli una poesia
che stava lottando contro la corrente,
per uscire fuori, farmi compagnia.
Fu un gesto nobile
non chiedersi perché
mentre un cuore pulsava
emozioni da inalare.
Fu un raggio di luce,
trapelare tra mille nubi,
mentre un uragano segnava
il confine tra il mondo
e noi.
Ma nulla poté fermare
i nostri teneri cuori
pulsare ancora emozioni
da riconciliare
il nostro amore.
Fu un lampo negli abissi della vita,
lasciando un’edera rampicante
sul corpo della natura
nutrendosi della nostra
linfa vitale.
Abbandonarsi,
perdere identità, legami e storia.
Lasciare che il pensiero spicchi il volo,
senza obiettivi,
senza indirizzarlo.
Lasciare che ritorni al conosciuto
oppure che vaghi
in luoghi originali senza tempo.
Solo pensiero
senza corpo e sangue,
senza matrici,
senza impedimenti.
Fuori da ogni singola memoria,
oltre me stesso,
oltre quel che sono.
Lasciare che da solo
si rinnovi,
lasciare a lui soltanto
le sue scelte.
Andare al dopo,
a dopo le emozioni,
far sì che lui da solo
compia il suo viaggio.
Lasciare che viaggiando
si trasformi
in sogno.
In qualcosa di più
di quel che sa,
di quello che conosce.
Sfiori i confini
di nuove fantasie,
nuovi misteri,
faccia nuovi incontri.
Scopra infine da solo
come ritornare
ad una libertà
diversa e nuova,
come arricchirsi,
tracciare ancora rotte.
Nel mare di china
che fra le stelle ristagna,
ogni notte una volpe
la coda immerge ,
poi
dall'alba spaventata,
dietro siepi di nubi
a nascondersi fugge,
e fra le anime stanche
schizza veloce
la linea della sorte
che seguono silenti,
il destino
e la morte.
Anch'io, come M.L.King, ho un sogno:la libertà e l'eresia
Ho un sogno:
che il Vaticano diventi un normale quartiere di roma;
che il Papa diventi un normale cittadino, senza poteri, eccetto quello spirituale sui credenti cattolici;
Sogno che si ponga fine ad un concordato teocratico e fascista che non dovrebbe esistere in uno stato democratico e laico.
Sogno che ciascuno possa essere libero di morire obbedendo alla propria coscienza, e non a principi assoluti di presunta natura divina.
Sogno uomini e donne liberi da assurde concezioni moralistiche, obbedienti solo alla natura erotica di cui è costituito il nostro spirito, oltre che il
nostro corpo.
Sogno un mondo senza religione, ma non ateo, fatto di spiritualità, vitalità e genuinità;
sogno un mondo senza ipocrisia, dove regni sovrana l'eresia.
Luccica l’amore negli occhi
Di colui che ormai lo ha perso.
Sente egli il suo destino avverso,
e gli par che esso sol trabocchi
in un viale stretto e chiuso.
Così cammina, assai confuso,
Alla ricerca di uno spazio,
Che accolga e curi ogni suo strazio.
Per sé quindi vuole luoghi ampi:
Ma neppure i più larghi campi,
ovvero il mar o altro scenario,
potran ricever per intero,
il gran dolor tanto sincero
di un nuovo cuore solitario....
01/01/2012
E venne sera
qualcuno disse
che fine ha fatto
quella ragazza carina
che ogni dì arrivava sorridente
E venne sera
qualcuno aspetta
lei non arriva...
Il vento urla
freddo che scoppia
io so dov'è
disse una voce
nell'ombra scura
della finestra
l'ho vista piangere
urlava forte
poi è sparita
sotto quel ponte
E venne sera
qualcuno spera
si cerca ancora
sotto quel ponte
della fanciulla...
Non c'è più nulla
solo un gran freddo
il fiume che corre
porta lontano quel grido di donna.
In silenzio davanti al miracolo della creazione
il cuore commosso si apre alla poesia
piange alla comprensione di un dolore
limato da una fede ridotta in brandelli
anestetizzata dall'indifferenza di uomini cinici
un mondo di anime elette che piangono con te
le lacrime del disincanto di un sogno spezzato
riuniti in un cerchio d'amore chiudono al centro
la speranza che ci sia un disegno finale
racchiuso nel destino di chi si ostina a credere
che non bisogna tradire chi si è e quello che si ama
per arrivare così alla fine dei giorni alla domanda finale
forti della scelta di una vita rivolta alla ricerca dell'amore.
Almeno spero ... perdutamente ...
picchia sempre più forte
la cerco...
Mezzanotte e lei non c'è
apro gli occhi
un'ombra...
E' un miraggio
non è lei
l'orologio batte l'una
interminabile notte
il mio pensiero è sempre lei
amore...
Le quattro...
Ancora son sveglio
non dormo
mi rigiro dentro il letto
amore ti penso
addormentata...accanto a me
sudata...soddisfatta
intanto batte l'ora
son le sei
si leva lentamente il sole
notte insonne...
passata a scrutare le ombre
un'alta notte senza senso.







