Senza sipario né applausi
così tutto inizia
e protagonista recito
il mio misero copione.
Divertito ride il pubblico,
felice ne è il regista
e ignaro continuo
la mia parte,
di abile buffone.
Poi qualcosa succede ,
la scena si spezza ,
ed ecco ,
ecco ,
io,
io,
io,
ma il pubblico fischia ,
si chinano i riflettori
e dietro le quinte
già pronta,
la sorte attende .
Così sconfitto ,
scompaio
dietro il sipario,
che cala
sull'atto primo
e senza una parte
seduto attendo ,
da spettatore ,
il mio lieto fine.
A metà esce dal paradiso
un volto malato da pianeta metallico
con violette nere che invadono la notte,
una madrepora
senza occhi.
Ci rivedremo se in preda all'artificio
una sera saremo perduti,
nell'imbuto dei veleni,
per dirla così,
senza spiegare troppo.
(2012)
La poesia, di rigore, è una narrazione,
e si può con essa comporre anche una canzone,
quando piove, può riferirsi al tempo
oppur, se l’attualità l’ispira e se propizio è il momento,
essa può rivelar sentimenti che l’autore vive dentro.
Un evento particolar la può ispirare
e se quella davanti è una persona importante,
alla sua vita si può anche dedicare.
Un battito d’ali, una foglia al vento
e della nuova rima è arrivato il momento!
nell'animo arriva un’emozione più forte di prima?
Or è il momento di scriver una poesia in rima.
Ciò che la vita propone a noi poeti in erba
viene da lei tradotto in versi, che gli attimi poi uniscon
in rime baciate o alternate o se l’argomento lo chiede fermamente,
con rime incrociate o incatenate si ostenta differentemente.
Ogni poeta, per scriver in versi, della vita segue la scia.
Nel club de’ poeti ne esiston numerosi e ognuno, comunque sia,
si cimenta, componendo e proponendo ogni giorno una sua poesia.Poi dopo un lungo silenzio
lei mi parlò,
la voce era dolcissima
mi guardava...
Con quegli occhi tenerissimi.
Io non capivo più niente
perdendomi
nell'oblio della sua mente
la guardavo
come un bimbo curioso,
fremevo dalla voglia,
era come aprire un bel regalo.
Viaggiavo fra le nuvole,
mille pensieri mi attraversavano la mente.
Dio mio...
Che cosa sarei senza di lei.
Nell'aria galleggi
fra le onde librando,
stretta e sospesa
in uno slancio stanco ,
finché ingorda la mano
sul palmo non sente,
prossimo lo scorrer
dell'onda che arriva ,
allor getti e lasci
l'aria e la presa
e in un respiro nuovo
le dita stringi .
Anche se fosser
sol lampi o bagliori,
dal buio sapresti
a mezz'aria fuggire ,
come una scimmia sospesa
a drappi di luce .
in moto perpetuo
l'ultimo giorno dell'anno
vestita a festa
aspettando l'avvento
del nuovo
tra gente sorridente
piatti succulenti
brindisi,
la musica investe l'aria
come un uragano,
Ecco è quasi mezzanotte
sorda al rumore
a me intorno
sento il tuo respiro
affannoso e stanco,
il tichettio delle macchine,
prolungamento del tuo corpo
nell'asettica camera bianca
L'anno sta morendo
ti porta via con se
piange il mio cuore
e impotente ti guardo,
stringo la mano grande e forte
che fu un giorno
voglio trasmetterti
tutto il mio amore fino alla fine
Stille dagli occhi
il trucco si scioglie
sollevo lo sguardo
e tu sei li
si apre il sorriso sul tuo bel viso
alzi il bicchiere
brindiamo insieme....
Ovunque tu sia
buon anno papà
Nebbia avvolge,
che sia la tua carezza,
da un ramo si stacca una goccia d'acqua.
Non è strano innamorarsi
di una parete d'inferriate,
la ruggine dei marciapiedi,
le radici di vecchie case...
Con delle violette senza dirmelo
hai stretto a me
questo giorno di pioggia.
(2012)
Vogliamo andare lontano
viaggiare con la mente
scoprire nuovi pianeti
che ci conducono alle porte
del riservato mistero
intrappolato dallo smog
nei sentori parziali
di sibilline invasioni
codeste trappole mortali
per il genere umano
succube dell'eccidio
marino
della flora, fauna
che ossigenano i nostri polmoni
che vivono in loro
senza apprezzarli abbastanza
chiome verdi meravigliose
Occhi sorridenti di bambini
nascosti dietro il luccichio
di piccole stelline…
Il cielo si illumina di mille colori
accompagnati da rumori assordanti…
Il tappo salta e lo spumante scivola
giù lungo la bottiglia per ritrovarsi
dentro calici festosi…
È finito l’anno vecchio,
con le sue gioie,le tristezze,i lutti..
è arrivato l’anno nuovo e…
tutti chiedono,…sperano.
Spera la mano protesa
ai margini della strada,
sperano i bambini abbandonati,
spera la mamma che in terre lontane
allatta il suo bimbo,ma non ha latte…
spera il malato nelle corsie,
spera l’emarginato che vive
in fatiscenti baracche,
spera il disoccupato,il licenziato..
spera,…sperano.Speranze vane?
Bugiarde?illusorie?
Spera l’uomo che cambi qualcosa
dentro di sè ,e… allora tornerà
la vera gioia,la vera speranza,
non più nascosta dietro sorrisi ipocriti,
deboli,rassegnati ,incapaci.
Benvenuto anno nuovo
Vecchia signora truccata,
vestita di toppe e scarpe rotte,
poco avvenente
ma con un cuore rilevante.
Ai bimbi grandi e piccini
porta svariati pensierini,
di caramelle e cioccolatini.
E’ felice,
per una notte
madre di tanti figli.
L’alba si sveglia
a feste finite,
senza più
scoppi né botti.
Addio luci e
coriandoli dipinti
dagli effetti scintillanti.
La vita continua
a denti stretti.
metto in fila
tutti i ricordi
punto il dito al calendario
vedo giorni sempre neri
io son stanco d'aspettare
per avere un pò di pace
devo giunger la vecchiaia
da domani cambio vita
vorrò far di vero un sogno
abbandono tutto e tutti
una barca in mezzo al mare
col rumore delle onde
mi fermo a contemplar le stelle
Faccio un nodo stretto, stretto
la cravatta non la metto
devo solo fare in fretta
questo sogno non aspetta.
Sssssssshhhh…silenzio…
parla la biscia del sonno
fa un giro di spire
e sfolla i dintorni
Inseguo la sfumatura piumata
all’estrema pianura del mondo
rimarrà irraggiungibile
come ogni volta…
Appena in tempo
mi balbetto l’ultima idea
poi s’annoda la lingua
all’aroma del soporoso papavero
Anonimamente mi attira a sé
il lato b di un’icona







