Trovatella fosti per qualche dì,
allor che vagavi per la via insidiosa.
Ti scorsi, affamata e impaurita e così,
prima che troppo tardi fosse, t’adottai
e un fiocco rosa ti regalai.
Alla mia casa ti portai e senza meraviglia
diventasti per ognun parte della famiglia,
tant’è che fosti trattata al pari d’una figlia.
Piccola eri, in quel tempo e cresciuta sei or
che dopo sette anni, facendoci affezionar
rendi felici di noi i momenti, senza nulla domandar,
ma bramando soltanto di farti coccolar.
Celestiale fu l’entrata tua nella dimora,
ché i salti e l’effusion che ci doni ognor
provare fan l’orgoglio di gesto così grande
che anni fa compii, sottraendoti all’orror
d'un destin sì tragico e crudele,
offrendoti un giaciglio su cui dormir
un sano nutrir e un’amicizia sincera di cui gioir.Lasciati amare
nel folle viaggio
dell'amore
fatti scaldare
da dolci labbra
e chiedi
nel desiderio intenso
quello che
il tuo corpo vuole.
Presto asseconderà
le tue voglie
con l'amore
che danza forte
ti sentirai padrone
di questo viaggio
amerai all'infinito
e con il piacere
che si legge sul viso
le sussurrerrai
di rimanere dentro te.
prima d'andare
metterò a posto il cuore
parlando col pensiero
come pioggia battente
dirò cose mai dette
prima d'andare
chiuderò la porta a chiave
la getterò lontano
sembrerà al quanto strano
farò di storia vera
la mia...
Prima d'andare
prima che nasca il sole
prima che lei ritorni...
Se mi dici così sorrido e continuo
a versare pensieri nel fiume,
corone
ai tuoi capelli.
Se il mondo vive a fatica su una rupe,
se piove in continuazione dolore,
se il sole è diventato inutile.
Io lascio cadere un nuovo bracciale
tra i sonagli dei pesci.
(2012)
Accarezzo l'idea di te
che stringi in sogno
una felicità
nella luce del sole
mentre guardi
impalpabili farfalle
dai colori estivi
e ti accorgi di voler
ripercorrere il cammino
di infinito amore
strappato dai no
di chi non capiva
l'atroce destino
di una vita vuota
uccisa in silenzio
dall'incapacità
di sognare.
Come il mare in burrasca
dall’onde tormentato,
sale dentro me la rabbia
d’esser impotente
a cotanta violenza smisurata,
mi sveglio di soprassalto e m’accorgo
che dentro me non v’è nessuna certezza.
rattristato e incupito
preparo la mia coscienza
a giudizi senza freno,
reclamando vendetta verso chi
con mano infame uccide e spegne
le piccole fiammelle
ma la vendetta,
potrà mai lenire il forte dolore
dell’io smisurato che mi avvolge ?
ricordar soltanto mi rimane
e cercar nell’oblio
l’inutile conforto
che un cor pieno di rabbia
mai riuscirà a restituire il maltolto.
Ripenso spesso a quelle tue bandiere
rosse di vita, al sole sventolanti.
Profumate come profuma la tua gente
che prende l'aspro dell'aria dei tuoi luoghi,
degli animali, della frutta fresca,
del mondo del lavoro che si desta
in un'Italia lontana, troppi anni...
da troppi anni ormai dimenticata
oltre i confini dell'intelligenza.
Caro Pier Paolo,
vorrei poterti a volte raccontare...
darti in pasto ai miei figli come cibo,
un nutrimento alto, necessario
anche soltanto per apprezzarne il gusto.
Vorrei potergli dare una bandiera
o anche solo fargliela vedere,
offrire a loro il tuo stesso sogno
ed il tuo amore per il suo colore.
Le mie bandiere, più nuove di trent'anni,
le sento in mano, le vedo sventolare
adesso e qui, adesso come allora.
Le rosse bandiere di giovane operaio
di fabbriche occupate, degli odori
di quando in mille andavamo a mensa.
Sono le rosse bandiere dello studio
dell'università, del sessantotto
della mia libertà, dell'arroganza,
del primo sesso, della mia '600.
Io di campagna...
portavo in giro una bandiera rossa
per il Vietnam, Fidel, il grande Cile
e soprattutto per i miei vent'anni.
Contro Governi che ci han macchiato
contro Governi che ci han segnato.
Quelle bandiere a cui mi son legato
erano giovinezza, erano ansie
erano me, un noi, il mio futuro.
quel rosso di bandiere impolverate,
vantate con onore e consumate
contro le stragi, lungo un'esperienza
che troppo presto si è dimenticata.
L'ultima volta era un funerale
in una Roma tutta imbandierata,
portavo il mio saluto a un uomo onesto
lui Sardo, io di campagna
le tue “belle bandiere”
e tanta gente intorno.
Scritti così sembrano ricordi
ricordi di un nostalgico invecchiato,
Scritti così sembrano rimpianti
di un uomo che guarda indietro
rivolto sempre verso il suo passato.
Niente ricordi e nessun passato
solo il colore rosso preferito
solo il colore rosso rispettato.
Solo emozioni sul bene che ti voglio.
Solo emozioni per la tua lezione.
E non amarmi
con le sole mani
mentre giaci sul velluto del mio ventre
e poi scivoli sul pericolo dei miei fianchi.
Vorrei legarti al mio pensiero
vederti schiavo d'ogni mia parola
vorrei incidere il mio nome sul tuo petto
e marchiarlo a fuoco
sul tuo cuore sanguinante
per quelle volte chè l'hai ferito
per ogni lacrima che ho versato
e non mi basta il tuo respiro
voglio strapparti l'amore dalla bocca
saperti schiavo eppure libero
mentre percorri il mio profilo con le dita
ed incontri le mie labbra arrese
accarezzando i miei capelli
senza stancarti
e senza capire
che li..
sarai perduto.
Seduto rimango in riva al mar, con la mia amata ad aspettar
l’alba che si deve tra qualche istante manifestar.
La dolce brezza sento carezzar il mio viso
mentre nel buio scorgo il definir del suo sorriso
raggiante come il luminoso brillar delle stelle
che indiscrete e maliziose esploran la sua pelle.
Un raggio di sol, nel mentre, giunge timidamente
quando il battito d’ali d’un gabbiano che plana dolcemente
richiama il nostro sguardo proprio simultaneamente
al t’amo che le dichiaro sì ardentemente.
Quel raggio poco a poco fa al creato capolino
e il rossore di quell’astro pare tanto vicino
a’ due innamorati che esploran meravigliati
l’incanto della natura, immobilmente abbracciati.
Il sole finalmente a far vedere riesce
la sua imponenza e la sua mole mentre pian piano nasce.
A vista d’occhio poi egli sorge e com’un gigante buono appare,
a noi che gli diam il benvenuto col nostro amor,
ringraziandolo per questo nuovo splendido
dì
fatto di noi la tenerezza e della sua massa il calor.il vuoto prende il sopravvento
e inizia a tremare la terra
tra dissolti silenzi
nell'inganno
delle correnti
dell'ultima illusione
sgomenta
carovana assetata
d'ingiustizia
albero nudo
tagliato
annullando promesse
nel pessimismo
non agiato
malinconico volo
corroso
di mobile affanno
dello strano destin
inclinato nell'onda
che sovrasta
l'essenza
di magici
miraggi
È un solco esile, il sorriso
che varca il sospiro
come, una pupa in cerca di luce
nel passo fertile della vita.
È un balsamo, il sorriso
avido solo d’amore,
smorzando, le pene del cuore,
vibrante a ogni lusinga.
Offre pace e perdono, il sorriso
anche, mentre diluvia
e scorre fiele, nelle vene
riversando barbagli, nella notte.
Per questo, ti regalo un sorriso










