Mi riporta nell'abbraccio del tuo ricordo
questa musica che mi ostino ad ascoltare
è come una lama che non paga di sangue
penetra nel mio cuore affamata di dolore
è come una pagina bianca colma di lacrime
che si trasforma in versi scritti di getto
fa male pensare a quella dolce illusione di beatitudine
per poi ritrovarsi con occhi che si ostinano a rimanere chiusi
sorgente di dolore quest'anima senza di te.
Non faccio rumore ...
Stringo la tua manina... non so cosa fare
sento che la mia vita non sarà più la ...stessa
piena di un amore a me sconosciuto
passano gli anni ... mi vedo accompagnarti all'asilo
una stretta in gola e una lacrima chiusa nel cuore
sei così bella ... ancora non ci credo ... mia figlia
è così difficile lasciarti andar via ...
crescere è difficile e l'adolescenza lo è ancor di più
i cambiamenti sono all'ordine del giorno
inizi ad essere una donna altera e decisa
ma io stringo ancora la tua manina
sei sempre più lontana e ti assenti spesso
rimango sempre attenta ai tuoi cambiamenti
e le tue sfide mi feriscono ma capisco ... è la vita
il tuo primo amore e io lì a guardarti fiorire
"Ciao Mamma" sempre più frequenti...
18 anni sei un'adulta giovane e raggiante
io ti guardo con tenerezza e seduta accanto al camino
ti vedo affrontare la vita con grinta e determinazione
resto sola ...ma stringo ancora la tua manina...
All'improvviso una sensazione
come di una barca inclinata
danneggiata che cola a picco
e con essa l'illusione di una felicità.
Smarrita guardo fuori
e mi accorgo che il mio cuore
sta inabissandosi dentro
questo mare di malinconia
al risveglio di un sogno
senza porto o approdo
destinato alla deriva
senza più capitano nè marinai.
Eppure la mia isola era vicina
la potevo vedere , quasi toccare
mi chiedo poi se non fosse
un'altro miraggio della mia mente
che si diverte a regalarmi attimi di felicità
perchè sia più triste il risveglio
col solo scopo di torturarmi
e costringermi a scrivere versi che non voglio.
L'uomo si nutre di dolore
è un morboso piacere
sembra pervaso
da una spasmodica agonia
che trova l'apice
in pianti e urla
quasi a costringersi
in uno spettacolo
ridicolo di lacrime
come se per sentirsi vivo
si debba uniti
cerimoniare la morte
ma è dolore
non lo sentite
ha bisogno di silenzio
il dolore
non capisco ...
invano provo
ma non capisco ...
Dove sono le parole
ora che ci sono io
quelle bastarde
amano giocare
con le mie convinzioni
quando credi
di averle tue
si nascondono
tra i pensieri
e non le trovi più
ma io lo so
che quando
vogliono
sanno tradire
per poi sorprenderti
e venire allo scoperto
solo per sbalordire
è così che fanno
all'improvviso
si trasformano
in poesie
a chiave
del tuo sentire.
Mi vidi volar, com’angelo che sopra l’immenso sale,
planar, volteggiar, fiero com’aquila reale.
Mi sentii libero de’ pensieri d’ogni giorno
e desiderar di vivere quel viaggio, senza ritorno.
D’un tratto l’improvviso sussulto, un vuoto e una caduta
sentii e il mio cor in gola per la ripida discesa,
vidi la Terra tanto piccola, subito poi cresciuta:
angosciai di finir rovinosamente sull’ampia distesa!
Fu sogno, tanto bello, rivelatosi oltremodo spaventoso,
che sol la mente avea dentro sé creato!
Fece sì che al mio risveglio, parecchio affannoso
nel letto ondulante, mi ritrovai disorientato.
Un sospiro di sollievo tirai e il mio cor sentii risollevato!
Conquisterò quel cuore
parlandole d'amore,
raccoglierò una rosa
chiedendole la mano.
Luci di notte accese
mostrano la via
che porta al paradiso
del dolce suo sorriso.
Prendimi il cuore amore
sollazzami di baci,
fai si che la fortuna
si fermi alla mia porta.
Vorrei parlar d'amore
per mille notti ancora
senza mai stancare
con discorsi sempre uguali
far si che il mio tesoro
ci creda per davvero,
perché questo cuore impavido
è preso dal suo amore.
Qui dentro gli occhi miei
riflette il suo splendore
ho in mente solo lei
ma pare non m'ascolti
sbatto la testa più volte
è un muro di cemento
io col cuore ci sto parlando tanto
ci perdo notti intere.
A farne una ragione
non giungendo a conclusione.
Non so più cosa fare
vorrei capisse
che sono disperato
mi son rivolto anche alle stelle
ma loro han voltato le spalle
con fare sconsolato
ho chiesto al sole
mi ha dato una speranza
adesso non lo nego
ci credo davvero.
Immersa in un lago trasparente senza suoni
nella mia stanza infinita senza mura
emergono pensieri come bolle d'aria
per poi esplodere in milioni di goccioline
e collassare senza resa sulle mie emozioni
scoppiano le parole come fuochi d'artificio
col naso all'insù mi godo lo spettacolo
in una sequenza di colori rapiti dal dipinto di Dio
che si infrangono muti sul cuore bianco
di un bimbo appena nato che promette amore.
Colgo il fiore della parola e l'appoggio dolcemente al cuore
nel castello di un'emozione salgo sul torrione del verso
spira il vento freddo dello sguardo clandestino di chi legge
una poesia che si accoglie con l'animo affamato di emozioni
in punta di piedi mi volto e indico la direzione con il volo della penna
in un cielo di poeti leggeri come gabbiani su un mare di versi
sognatori d'altri tempi custodiscono l'illusione della redenzione
che l'amore per la poesia possa condurre alla terra promessa
naufraghi in un mondo dove si sogna di morire in un verso.
Ripetevamo: siam nel duemila!
anni fa, che col passato misuravam il presente.
Ma quando vissuti abbiam, dodici anni in fila
continuiamo a dirlo ché non cambiò proprio niente.
Un anno ancor, trascorso è tra alti e bassi
e uno nuovo ne arriva con la benedizione del Signor.
Per il vecchio ci si sente ancora dai fatti delusi,
il nuovo già lo vediam per certi aspetti miglior.
L’auspicio caratteristica è di noi brava gente
che il passato cerchiam di toglierci dalla mente,
anche se gli eventi trascorsi nel vecchio anno
abbian procurato ad ognuno un ingente danno.
Il duemilaundici, finito, sta partendo
per lasciare il suo posto a un tempo che, quando
giunger si scorge, festeggiar ci vede coi botti
quasi come per uccidere spettri ostili,
accogliendo, gioiosi, un ospite di riguardo
che, come noi, felice d’esser, si presenta come Nuovo Anno!
il suo profumo intenso
dava amore
era una gioia per la gente del viale
maestoso...
Dalle foglie colorate
che illuminavano la via
pareva volesse parlare quel giorno
come se avesse capito,
non era più moderno
bisognava cambiare
si cominciò a segare
pianse l'albero bello
si rivolse al sole
ma l'uomo non capì
distrusse...
Morì in maniera disperata
era l'albero bello
una leggenda...
Che porto ancora nel cuore.
senza renderti conto che la risposta è morta
hai smesso di sognare tuo malgrado
sei ridicolo e scontato nel tuo piangerti addosso
raccogli i pensieri rimasti e accartocciali
guarda che uomo sei tra lavoro e illusioni
non hai nulla se non la spesa del supermercato
anno nuovo vita nuova ma fammi il piacere
se non fossi ridicolo saresti comico
buttati via su quel divano tra film e internet
respira l'aria stantia di questa stanza
dichiara la tua morte vile uomo
smetti di capire e di pensare
parla col tuo cuore se ce la fai
e cerca di amare.
nel deserto
delle parole
che racchiudono passati
presenti
sulla via del perdono
del frastuono
dei passi incerti
nei pentimenti
di strade sbagliate
percorse a senso sbagliato
di un fiume in piena
assassina
che lacera dentro
tanto da far male
e voler soccorrere
spegnere il fuoco
che alimenta il tuo dolore
la tua delusione




