per caso ti ho sbattuto contro..
son caduta e rialzata ..
ti ho guardato ,ho aperto
la porta che divide
e sei entrato dentro..
nulla accade per caso
forse io ti ho chiamato
forse tu mi hai chiamato
per un bisogno
del mio, del tuo cammino
dico grazie perche' sei venuto
a sollevarmi ...
ed io spero di esserti stata anche d'aiuto!..
..
Come foglia ti posi
su di un letto d'acqua..
silenziosa ti trascini e vai..
il vento saputello
ti strappa e porta via
e tu solitaria vaghi
percorrendo mete sconosciute...
e poi ti lasci cadere
sulle braccia
dell'estate che ti accarezza
e ti culla teneramente !....
passa il tempo del ricordo
ti tengo stretta a questo
nome...
persa sei in chissa' quali sogni
etereo il tuo respiro
bianca la tua purezza...
INDIETRO NON POSSO TORNARE
tu l'emozione che e' fuggita via
tu quel destino che non c'e'....
tu....ANGELICA....
ottobre te ne vai
lungo viali che
dipingonoo l'anima..
ottobre te ne vai
con il caldo della
passione che strugge
e l'amore che cresce...
ottobre te ne vai
fra le foglie ingiallite
rami secchi appassiti
fiumi di parole che
bagnano il respiro
che sospira nel vento
ottobre te ne vai..........
Quante note nella mia testa
un mare di ricordi e solitudini
un duello perenne di cose fatue
fatte per sorridere.
Amore come stiamo bene
in quelle foto
in una assenza che ora
ci consuma a poco a poco
che cosa avevamo di più ?
Noi di più avevamo noi
un sole immenso
che non bruciava mai
un mare pieno di sale
e una spiaggia piena di amore.
In quel giardino noi
abitavamo e le nostre anime
si univano
come stavamo bene al sole
come ridevamo
che aurora
in quel ricordo
Lì nell’ antro parallelo all’ umano là scorsero la loro torbida indolenza e i loro frutti venire meno ordinariamente nel tempo che non perseguiva altro se non d’ esser singolarmente ricercato
Prestarono – il loro tempo
Come un individuo, ideale compiuto di rivoluzione, che, errante della propria mestizia e del suo fervore, s’ addentra nel divino e rivolgendo lo sguardo a se stesso volta le spalle all’ Uomo voltando le spalle al Dio A morte – il loro dio E’ solo l’ intemperanza e l’ inconciliabilità dell’ essere umani che (non-non) ci rende vili e non virtuosi al bisogno del dio poiché il dio è supremo atteggiamento di attesa, Ente eccellente nel totale dominio e raffinamento dell’ espressione, rielabora le nostre menti con la fame tinta dal bianco dell’ oroIl Dio ordina – il tempo è morto
Germoglia, romantico sentimento
sovrano del corpo
che và e si dilegua tra gli astri
insegnanti veggenti di un futuro
raggiunto dell'indecifrabile io
delle poltrone insaziabili
che gareggiano fornendo spettacoli
di arti marziali, inestimabili ruoli
sulle passerelle dei commenti
studiati a tavolino
immortalati dalle foto
e da enigmi affievoliti
dimenticati
per l'indifferenza
del potente
Le processionarie seguivano un pensiero,
poi in un'altra stagione
il cuore dei ricci
rotola fuori
tutto scuro
sulla terra umida
di colori antichi.
Sulle notti è freddissima la luna
e senza parole
ognuno sa diventare polvere,
là dove nessuno
può essere sepolto.
(2011)

