Sogno ad occhi aperti
e non vi è più riposo
tra le mie dita
che scavano fango
il petto, squarciato
dalla tua voce
è temporale dell’anima
più dolce, del canto di luna
che, al cader della rugiada
soffia al vento, parole
tra i rami di ferro
dove vive la pazzia dei colori
dove, il sole tenue d’inverno
solca i mari per il tuo viso
in queste vuote mura
mai sazie di Te
Quel dì remoto, in cui la tua Vita dedicasti,
fu un aspro giorno per l’imponente Arma,
[alla quale giurasti fedeltà.
Oggi ancor, per noi Fratelli, son giorni mesti,
nel rimembrare il tuo Atto, che molti salvò
[dall’umana ostilità.
Sapessi Tu, amato Fratello maggiore,
quant’io t’ammiro, quale umile servitore.
Sapessi quante volte, nella solitudine, ho meditato
Sul tuo eminente gesto, che da sì grande cuor venne dettato,
chiedendomi se anch’io mi fossi con tal ardimento sacrificato.
Ma vivo non v’è pensier, sì puro e profondo,
che possa eguagliare il tuo Gesto, unico in questo mondo.
Ora che la Tua Dimora è lì, accanto al Supremo Dio,
Sei l’unico che può dall’Alto giudicar, Fratello mio,
se sulla Terra v’è ancor quel puro senso di bontà
oppur esiste solo un’ostinata malvagità.
Sol Tu puoi stimar dall’immensità dell’Universo,
in quanta ipocrisia e crudeltà questo mondo è immerso.
Oh Salvo, mio Fratello esemplare,
aiutami Tu in questa Vita a trionfare,
nel contrastar dell’Uomo la nequizia,
pregando che sulla Terra possa dominar soltanto la Giustizia.
Prendo riprendo
riaccendo
spengo risplendo
risveglio.
Dico parole
diranno che strano tipo
ma un senso mi dice
che so cosa dico.
Apro pian piano
la porta del cuore
domani amore
sappiamo cosa fare.
Sveglio quel senso
amore fai piano
non riveliamo chi siamo.
Alitano le bocche dei fossi
sui fianchi della strada
che al mattino si dispiega
tra la luce fioca della nebbia.
Così s'infonde, lieve,
la prima voce del giorno
come un profondo respiro
che inumidisce e colora
il viso pallido di seta.
Ma ormai la strada è un lungo
fiume: silenzioso fluisce.
E le ultime spighe di brina
fluttuano ai lati, inseguendo il vento,
impazzite e vivaci,
per dare ancora un saluto
alla stagione che fugge.
La foschia s'alza assieme al sole,
di continuo nasce e di continuo muore,
vago e maestoso, l'orizzonte è un abbozzo
e io più non riconosco l'alba dal tramonto.
l’amore è un sentimento
a volte troppo astratto
che oggi è come un animale estinto
un sentimento che cerca di aggrapparsi
a pochi eletti nella speranza
che ogni radice possa attecchire
dentro lo spirito di ogni uomo.
Ma come una piantina
appena messa a dimora
l’amore ha bisogno di essere coltivato
vedo però uomini e donne
scegliere strade impervie
riducendosi a larve umane
ripiegandosi su se stessi
come reliquie dentro una teca
l’amore non è schema
l’amore non è certezza
l’amore non è schiavo
di chi sfruttando la debolezza
santifica ogni buona azione
che riguarda i propri interessi
tralasciando la ragione
trasformando in eresia e crocifiggendo
il pensiero libero di chi la pensa diversamente.-
INVADE STO CUORE
UN'ARSURA PAZZESCA
PRENDE LA TESTA
RINFRESCO LA MENTE
GUSTO UN PO' D'ARIA FRESCA
RIFACCIO DUE CONTI
QUALCOSA NON TORNA
MENTRE BEVO UN CAFFE'
LO ZUCCHERO NON C'E'
AMARO PIU' DEL SOLITO
LA TESTA MIA CHE BATTE
AL RITMO DI UN MOTORE
VORREI POTERLE DIRE
CHE L'AMO DA MORIRE
SETE D'AMORE M'HA PRESO
IL CUORE NON S'E' ARRESO
RIFACCIO ANCORA I CONTI
CON ME STESSO
TUTTO RITORNA......
Piove in città, da diverse ore...
tipico tempo, tipica pioggia
di un classico Dicembre fiorentino.
Piove un po' poi smette e si prepara
con nuove gocce, piccole e veloci,
a lucidare strade, case di cristallo,
trasforma in neon le luci dei negozi
assorbe i suoni, amalgama le ombre.
Questa pioggia un po' mi assomiglia:
alterno pace a scrosci di mancanza,
mi preparo tranquillo al tuo ritorno
poi piove fitto per la tua assenza.
Non trovo il modo per abituarmi
anzi, non voglio proprio abituarmi
mi sembra giusto se tu non ci sei.
Mi sembra giusto che sparisca il sole
mi trovo bene con il cattivo tempo.
Mi sembra giusto che al cambiar di luce
io senta bene quanto tu mi manchi.
Per essere sincero, la tua assenza,
non cambia la mia vita, il mio valore,
quel poco o tanto che mi sono dato,
quel poco o tanto che abbiamo costruito.
Ma sono una moneta fuori corso
con il valore che ha rappresentato,
con il valore che abbiamo conquistato.
Una moneta sospesa, inutile agli scambi,
vecchia di conio, che non può esser spesa.
Piove in città, da diverse ore...
tipico tempo, tipica pioggia
di un classico Dicembre fiorentino.
Io sono qui, la guardo mentre cade,
la paragono con la mia esistenza,
scrivo qualcosa per passare il tempo
cosette brevi, prive di importanza...
la cosa più importante è la mia attesa
ma è troppo grande perché diventi un verso.
Aspetto il sole, il caldo del tuo corpo,
il tuo sorriso, la tua simpatia...
accetto la pioggia momentanea,
con la certezza di asciugarmi presto...
tra le tue braccia,
nel “vivo” dei tuoi occhi.
Togli il mio respiro, è l’ora.
Da tempo non mi sento viva, ormai da tanto,
non ho trovato in questo mondo dimora.
Nuda e triste davanti a te
In mano ho solo un cuore infranto.
È dall’inizio del tutto che cominciò questa partita.
Sono stanca, ho perso, cancella il mio nome – Speranza.
Senza identità tra la folla mi nasconderò – è finita.
Sono tanto sola, nessuno sentirà la mia mancanza
Nascondi anche il colore dei miei occhi verdi,
dentro si specchia ormai solo il male.
Aspetta solo un attimo…cosa ci perdi?
Guarderò per l’ultima volta il tramonto e la danza del mare.
Lascia al posto degli occhi un macabro sfondo,
così vedrai dentro te stesso, non esser sconvolto.
Sono pronta, mi sto per affacciare al mondo
E disperazione e dolore hanno adesso il mio volto.
Non fanno spavento le grida feroci
quando prive di un senso
solo la vita minacciano ,
o i denti digrignati
lanciati come animali
a fender la bianca carne .
Non s'apre la pelle
per le unghie affilate
sulla pianta del disdegno,
né sanguinano le mani
per pietre scagliate
da identiche altre mani.
Nascosta dal terrore
di sguardi sanguigni ,
l'accusa non incolpa
e muore per prima
sul campo di battaglia .
Né vittima né martire
cade la giustizia
ma si spegne nel buio,
come il fuoco di un faro
cui nessuno ha più badato
nella notte della ragione.
La campagna è un fantasma
disteso tra l'abbaiar di un cane
e un fanale di bicicletta,
l'orto si piega alla sera
e lascia brillare morta la luce.
Nel fazzoletto i bei riccioli negri,
così a mezz'aria a cogliere l'oro
d'opaco sole ed in fretta,
giovane dea con il cesto,
di nebbia
il tuo vaso del destino.
(2011)
La notte mi nutre
mentre di te scrivo
e l’amarezza alza le vele
il vuoto si affolla d’amore
Nel frattempo vola la luna
e l’alba intreccia confusioni facili
per arrivare tra le tue braccia
infinite come il mare
Si spegne la pelle sui sassi
solfeggiando segrete parole
e il pianto sono note
palpiti d’ali da raccogliere
Città invernale,
scura, con poca gente.
Puttane affamate,
tossici bisognosi,
io cammino tra loro.
Le insegne come punti di riferimento.
Bar e cessi pullulano in ogni angolo.
Il vomito lasciato alle spalle,
cercando un accendino,
prendendo una sigaretta,
fottendo la vita.
Sesso.









