Sogno ad occhi aperti

e non vi è più riposo

tra le mie dita

che scavano fango

 

il petto, squarciato

dalla tua voce

è temporale dell’anima

più dolce, del canto di luna

 

che, al cader della rugiada

soffia al vento, parole

tra i rami di ferro

dove vive la pazzia dei colori

 

dove, il sole tenue d’inverno

solca i mari per il tuo viso

in queste vuote mura

mai sazie di Te

 

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Quel dì remoto, in cui la tua Vita dedicasti,

fu un aspro giorno per l’imponente Arma,

                [alla quale giurasti fedeltà.

 

Oggi ancor, per noi Fratelli, son giorni mesti,

nel rimembrare il tuo Atto, che molti salvò

                              [dall’umana ostilità.

 

Sapessi Tu, amato Fratello maggiore,

quant’io t’ammiro, quale umile servitore.

 

Sapessi quante volte, nella solitudine, ho meditato

Sul tuo eminente gesto, che da sì grande cuor venne dettato,

chiedendomi se anch’io mi fossi con tal ardimento sacrificato.

 

Ma vivo non v’è pensier, sì puro e profondo,

che possa eguagliare il tuo Gesto, unico in questo mondo.

 

Ora che la Tua Dimora è lì, accanto al Supremo Dio,

Sei l’unico che può dall’Alto giudicar, Fratello mio,

se sulla Terra v’è ancor quel puro senso di bontà

oppur esiste solo un’ostinata malvagità.

 

Sol Tu puoi stimar dall’immensità dell’Universo,

in quanta ipocrisia e crudeltà questo mondo è immerso.

 

Oh Salvo, mio Fratello esemplare,

aiutami Tu in questa Vita a trionfare,

 

nel contrastar dell’Uomo la nequizia,

pregando che sulla Terra possa dominar soltanto la Giustizia.

 

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Profilo Autore: Maurizio Vecchi  

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Prendo riprendo
riaccendo
spengo risplendo
risveglio.
Dico parole   
diranno che strano tipo                                                                                                                                                                                   
ma un  senso mi dice
che so cosa dico.
Apro pian piano
la porta del cuore
domani amore
sappiamo cosa fare.
Sveglio quel senso
amore fai piano
non riveliamo chi siamo.

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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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La neve di guerra sul comodino fra gli spiccioli di un'euro sconfitto.
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Profilo Autore: ralph danton  

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Sguardo vitreo velato da lacrime,
nodo alla gola...
Grido strozzato di disperazione......


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Profilo Autore: oscis*   Socio ordinario del Club Poetico dal 21-03-2011

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Alitano le bocche dei fossi

sui fianchi della strada

che al mattino si dispiega

tra la luce fioca della nebbia.

 

Così s'infonde, lieve,

la prima voce del giorno

come un profondo respiro

che inumidisce e colora

il viso pallido di seta.

 

Ma ormai la strada è un lungo

fiume: silenzioso fluisce.

E le ultime spighe di brina

fluttuano ai lati, inseguendo il vento,

impazzite e vivaci,

per dare ancora un saluto

alla stagione che fugge.

 

La foschia s'alza assieme al sole,

di continuo nasce e di continuo muore,

vago e  maestoso, l'orizzonte è un abbozzo

e io più non riconosco l'alba dal tramonto.

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Profilo Autore: marianna  

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l’amore è un sentimento

a volte  troppo astratto

che oggi è come un animale estinto

un sentimento che cerca di aggrapparsi

a pochi eletti nella speranza

che ogni radice possa attecchire

dentro lo spirito di ogni uomo.

Ma come una piantina

appena messa a dimora

l’amore ha bisogno di essere coltivato

vedo però uomini e donne

scegliere strade impervie

riducendosi a larve umane

ripiegandosi su se stessi

come reliquie dentro una teca

l’amore non è schema

l’amore non è certezza

l’amore non è schiavo

di chi sfruttando la debolezza

santifica ogni buona azione

che riguarda i propri interessi

tralasciando la ragione

trasformando in eresia e crocifiggendo

il pensiero libero di chi la pensa diversamente.-

 

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Profilo Autore: anonimo veneziano  

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SETE D'AMORE
INVADE STO CUORE
UN'ARSURA PAZZESCA
PRENDE LA TESTA
RINFRESCO LA MENTE 
GUSTO UN PO' D'ARIA FRESCA
RIFACCIO DUE CONTI
QUALCOSA NON TORNA
MENTRE BEVO UN CAFFE'
LO ZUCCHERO NON C'E'
AMARO PIU' DEL SOLITO
LA TESTA MIA CHE BATTE
AL RITMO DI UN MOTORE
VORREI POTERLE DIRE
CHE L'AMO DA MORIRE
SETE D'AMORE M'HA PRESO
IL CUORE NON S'E' ARRESO
RIFACCIO ANCORA I CONTI 
CON ME STESSO
TUTTO RITORNA...... 

 
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Piove in città, da diverse ore...

tipico tempo, tipica pioggia

di un classico Dicembre fiorentino.

Piove un po' poi smette e si prepara

con nuove gocce, piccole e veloci,

a lucidare strade, case di cristallo,

trasforma in neon le luci dei negozi

assorbe i suoni, amalgama le ombre.

 

Questa pioggia un po' mi assomiglia:

alterno pace a scrosci di mancanza,

mi preparo tranquillo al tuo ritorno

poi piove fitto per la tua assenza.

 

Non trovo il modo per abituarmi

anzi, non voglio proprio abituarmi

mi sembra giusto se tu non ci sei.

Mi sembra giusto che sparisca il sole

mi trovo bene con il cattivo tempo.

 

Mi sembra giusto che al cambiar di luce

io senta bene quanto tu mi manchi.

 

Per essere sincero, la tua assenza,

non cambia la mia vita, il mio valore,

quel poco o tanto che mi sono dato,

quel poco o tanto che abbiamo costruito.

 

Ma sono una moneta fuori corso

con il valore che ha rappresentato,

con il valore che abbiamo conquistato.

 

Una moneta sospesa, inutile agli scambi,

vecchia di conio, che non può esser spesa.

 

Piove in città, da diverse ore...

tipico tempo, tipica pioggia

di un classico Dicembre fiorentino.

 

Io sono qui, la guardo mentre cade,

la paragono con la mia esistenza,

scrivo qualcosa per passare il tempo

cosette brevi, prive di importanza...

 

la cosa più importante è la mia attesa

ma è troppo grande perché diventi un verso.

 

Aspetto il sole, il caldo del tuo corpo,

il tuo sorriso, la tua simpatia...

accetto la pioggia momentanea,

con la certezza di asciugarmi presto...

 

tra le tue braccia,

nel “vivo” dei tuoi occhi.



 

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Profilo Autore: Abner Rossi  

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Non piangere vecchiaia
rispetta la semina
qualunque essa sia
accetta il vivere
dell'età
che vola via
persa
nelle stelle
luminose
baciate
dal battito vivo
incantevole
sognator


 

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Profilo Autore: poesie profonde  

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Togli il mio respiro, è l’ora.

Da tempo non mi sento viva, ormai da tanto,

non ho trovato in questo mondo dimora.

Nuda e triste davanti a te

In mano ho solo un cuore infranto.

 

È dall’inizio del tutto che cominciò questa partita.

Sono stanca, ho perso, cancella il mio nome – Speranza.

Senza identità tra la folla mi nasconderò – è finita.

Sono tanto sola, nessuno sentirà la mia mancanza

 

Nascondi anche il colore dei miei occhi verdi,

dentro si specchia ormai solo il male.

Aspetta solo un attimo…cosa ci perdi?

Guarderò per l’ultima volta il tramonto e la danza del mare.

 

Lascia al posto degli occhi un macabro sfondo,

così vedrai dentro te stesso, non esser sconvolto.

Sono pronta, mi sto per affacciare al mondo

E disperazione e dolore hanno adesso il mio volto.

 

 

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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Non fanno spavento le grida feroci 
quando prive di un senso
solo la vita minacciano ,
o i denti digrignati
lanciati come animali
a fender la bianca carne .

Non s'apre la pelle
per le unghie affilate 
sulla pianta del disdegno, 
né sanguinano le mani 
per pietre scagliate
da identiche altre mani.

Nascosta dal terrore 
di sguardi sanguigni ,
l'accusa non incolpa
e muore per prima 
sul campo di battaglia .

Né vittima né martire 
cade la giustizia 
ma si spegne nel buio,

come il fuoco di un faro 
cui nessuno ha più badato 
nella notte della ragione.



 

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Profilo Autore: FRA  

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La campagna è un fantasma
disteso tra l'abbaiar di un cane 
e un fanale di bicicletta,
  l'orto si piega alla sera
e lascia brillare morta la luce.

Nel fazzoletto i bei riccioli negri,
così a mezz'aria a cogliere l'oro
d'opaco sole ed in fretta,
giovane dea con il cesto,
 di nebbia
il tuo vaso del destino.




(2011)

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Profilo Autore: Alberto Automa  

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La notte mi nutre
mentre di te scrivo
e l’amarezza alza le vele
il vuoto si affolla d’amore

Nel frattempo vola la luna
e l’alba intreccia confusioni facili
per arrivare tra le tue braccia
infinite come il mare

Si spegne la pelle sui sassi
solfeggiando segrete parole
e il pianto sono note
palpiti d’ali da raccogliere


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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Città invernale,

scura, con poca gente.

Puttane affamate,

tossici bisognosi,

io cammino tra loro.

Le insegne come punti di riferimento.

Bar e cessi pullulano in ogni angolo.

Il vomito lasciato alle spalle,

cercando un accendino,

prendendo una sigaretta,

fottendo la vita.

Sesso.


 
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Profilo Autore: Stefano Ragazzo  

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