Si desta l'istante perduto.
Confesso di dimorare in te...
Il rapimento del sangue
nello svelarsi della dolcezza,
di un'acqua tanto verde.
Il denso silenzio che nasce,
nel mio immaginario,
sembra colmo di sonoro.
Lo stormire degli uccelli che odo,
ridona voce a coscienze perdute.
Il rapimento del sangue!
Trasversale, nei chiarori incendiati dei tramonti;
nel tonfo smorzato, nel profondo di un fiume.
Seduta nel mezzo di una dolce brezza estiva,
accolgo nel mio volto
le espressioni del ricordo e la tua carezza.
Da dove vengo non conosco
( o è meglio non sapere? )
respiro la notte
perché è dei sogni e degli amanti
in abbracci di luce mi confondo
perché il freddo della vita voglio scordare
Vivo in due anime contrastanti
dell’una incarno la gioia fanciulla
del giorno nuovo lo stupore
mi racconta la voce delle parole
e rido e sorrido affamata di colori
raccolgo spartiti a ritmare l’esistenza
da odori antichi polvere soffio
solo poche gocce distillo per domani
e cammino da tempo sollevata da terra
perché orme non ho da ricalcare
Nacqui a primavera,morii poco dopo
il tempo mio ancora non era….
Dell’altra indosso della notte il tessuto
di dubbiose paure profumo i capelli
giaciglio mi faccio dell’ovattato buio
mi celo allo sguardo di chi non vuol vedere
e nego il mio canto a chi non vuol sentire
Son frammenti di stelle a rischiarare il cammino
ne cucio agli occhi….voglio ancora sognare
perché è un sogno che scolora in mattino
e lascia in bocca del volo il sapore
Nell’oscuro grembo tornai a nuova vita
quando il cielo è tetto dei sussurri degli amanti
e i corpi nicchie per visi sopiti
la paura del buio sciolta in baci si dissolve
e il silenzio si fa nenia per le anime sfiorite
Chi o cosa sono per me non ha importanza
non sono chi devo ma sono ciò che sento
Angelo o Demone non fa la differenza
Giusto o Sbagliato non significa scelta
Credere o Dubitare non è sempre fede
Piango e rido quando musica suona
canto e ballo se di ali mi fanno dono
mi amo e mi odio
mi lascio e mi riprendo
così sono così mi voglio
Io…
Ha l'alba
di un tramonto questo mare,
un vento sulla faccia
e un bacio di ricordi.
Scrivo,
sui riflessi della luna
calpestando le ombre delle stelle
e le stagioni dei sogni.
- non ci sei e non sai
di come i colori di Marzo
aprono gli occhi sui rami
del mio domani.
- non sai, e non ci sei
ora
che i passeri provano le ali
nel cielo
che terso
non dirà più ti amo.
*
Paradiso non conobbi
ma appresi del Limbo dei bambini traditi
Felicità non respirai
ma ho succhiato dei figli la solitudine
Ricchezza non ho assaporato
ma ho stretto la misura delle mosche nel pugno
Di serenità non ho memoria
ma della paura ho leccato il sapore
Amore non mendico
compassione non reclamo
ma il diritto ad essere
quello sì lo rivendico
Da questo paniere
(di frutti amari,se vuoi)
ho serbato per te
la felicità del viversi
la ricchezza delle parole condivise
la serenità dell’abbraccio nel risveglio
l’amore incondizionato che si scioglie in radici
la voce dei silenzi
il gusto del sorriso sulla sconfitta
la forza della tenacia sulla vita
della voce l’esaltazione della carezza
Ti offro l’essere che io sono
l’anima che mi identifica
la passione che mi alimenta
la pazzia che mi canta
la donna che vivi per attimi
uniti di fianchi e di destino
Abbine cura
lei ne avrà di te
ma non promettere
Un manto di ricordi
avvolge il cuore
e vela gli occhi di nostalgia
Immagini afone
ma pregne d'amore
che invano il pensiero scaccia via
Un cane fuggito
un amore passato
rughe su un volto che vola lassù
Una parola mai detta
un gesto mai fatto
momenti che non ti appartengono più
Poi il vento dell'oggi solleva il mantello
e torni alla vita con quello che ha
Vento che soffia e che già da domani
a sua volta mantello diventerà.
Lo specchio riflette, il mercante
vende un quadro.
Un uomo contempla, la donna che rappresenta.
Pare che si muova... All'interno della sua mente.
Ipnosi costante e suadente.
E’ lei che vedeva, nel sogno artificiale.
Assenzio e cera nelle notti da scrivere…
Lei è chiusa lì, in un flutto della fantasia.
Lei non domanda, lei non concede.
Lui incessante sta a guardare,
la sua bocca non si apre.
Una mano scivola sulla tela,
portandosi via i colori.
La donna comincia a cantare,
un motivo che egli solo può udire.
Suggestione o realtà distorta,
inconsolabile vita distrutta.
Assenzio e silenzio… morire.
Bisbigli
questua di calori
sembianze di bimbo
in cerca di difesa
tra le ginocchia non sicure
di veterano.
Nelle espressioni
che cingono l'età volata
la mano scorre
amabile e tremolante
carica d'amore
esperta di vita
sulle guance rigonfie
color rosa
mentre intonava una litania
che or rimembro.
Confusi gingilli
che hanno scalfito sulla pelle
un grande amore
e fissandomi allo specchio
una lacrima
si fissa sulla pelle secca
come un diamante nel deserto.
Non lasciarmi
fra le stanze del deserto,
qui giace la mia ombra
impressa in questo marmo
freddo come le mie mani
che non ti toccano.
Cristalli di pianto
sulla finestra chiusa
ed un soffio di vento
il tuo fiato.
Distendo un tappeto di ricordi
sui nodi verdi di speranza
in questa sera impietrita
dal mio passo
sulla soglia della porta chiusa.
Mi ascolto.
in questo vuoto di parole
dove non mi sento più.
AnnA Bonarrigo
(Bell'Anima)
Tenute insieme, da un immaginario filo sottile e argenteo
immobili stanno.
E si avvicinano e si allontanano, idealmente,
brillanti di luce intermittente.
Un abbraccio di nuvole,
ammantato di polvere grigia d’asfalto.
E’ lo stesso dell’istante che fu
un soffio di vento nei miei occhi.
Il mare, solo il moto del mare
,in un effetto sonoro che sfugge a qualsiasi immaginario
che crede con certezza di conoscerlo.
In ogni posto del mondo è sempre diverso
e per ogni istante, irripetibile.
Nessun cielo trapunto di stelle,
solo una piccola luce intermittente ed elettrica.
Un abbraccio fatto di braccia, di corpi,
di fiato incolore come la luna.
E’ lo stesso dell’istante che fu.
Come un soffio di vento nei miei occhi.
Raccontano,
mille silenzi
s'affacciano pigri su rive,
mecca dei nostri
gracili rifugi
dove far naufragare
profonde,grige incertezze.
Riemergono,
calcate sagome indigne
si mostrano invisibili,
vestendo riflessi
d'inebrianti maschere di luce.
Lentamente mi rialzo,
crudo e sorridente,
purchè lacerate nebbie
vestano premurose
l'irragiungibile isola.
Lì paziente mordo
soffocanti catene
verso stravaganti mari
tiepidi di acque.
Fuggiamo,impazziamo
verso consce uscite mai trovate,
son opache perle nere
che cadon impetuose
come amara pioggia malconcia.
Lei,frusta incessante
tenere lacrime infinite
su sporchi labirinti nascosti
da maliziosi percorsi abbattuti.
Perchè bastardi martelliamo
in questo solitario
invano gioco amniotico,
banchettando con effimeri fantasmi,
e agrappandoci poi...
a viscidi ponti in rovina
sui nostri profondi abissi esistenziali.
Mi senti?
forse non hai avuto tempo
per respirare il vento,
per farti accarezzare dalle sue mani
come fossero le mie,
per rivestire la pelle di brividi
ed ora assapori sulle labbra
la brezza della sera
fermando il tempo
in quel lento divenir notte,
in quel fugace divenir poesia
che ridesta ogni pensiero
ed insinua dentro te
il mio ricordo intatto
e quella fragranza che senti adesso
nel vento.
AnnA Bonarrigo
(Bell'Anima)
Il mio corpo,
senza pulsione
subisce l'autorità indiscussa
della mia mente...
Passando attraverso le tendenze
del mio istinto;
fino al prisma
di un piccolo pensiero omicida...
Non siamo nati incontaminati
eppure il pensiero ci affascina,
costantemente sedotti,
eternamente corrotti!
Il bianco brivido di una esplosione,
la paura
di non sentirsi coinvolti...
Di essere uguale al resto della gente.
Il vizio più antico,
il dazio più caro.
La ginestra quell'anno non fiori'
e le medaglie imbrunite
non furono spillate al petto
degli eroi
Era il tempo di darsi pace
nelle mani ancora aperte,
nelle chiese abbandonate
nei cortili sempre uguali
solo voci impastate
a vecchie morali
e pane masticato
dall'inappetenza di tavole imbandite.
Riso o pianto
la stessa maschera
in un febbraio
senza carnevale.
AnnA Bonarrigo
(Bell'Anima)
Come la brezza
la notte se ne va
cedendo il posto
alla spietata realtà.
Fiumana di sogni
d’illusioni attorcigliati
dai giochi di potere
e noi pedine
dai domani insicuri
quieti porgiamo noi stessi.
Abbrancati nella rete
li lasciamo agire
senza cruccio
stanchi di cogliere
insignificanti parole
chiusi nell’angoscia
sopravvivendo
in questo mondo
di carogne


