I miei occhi ti scoprono bambina
e penetrano nelle tue focose grazie …
… ti mostri piccina e come una novizia tremi
rispondi al mio volere
in un volto tutto nuovo …
… troppo bella sei, lo sei già piena di mattina
rossa in faccia e di rugiada …
… scopro in te purezza ,la freschezza!
la bellezza di chi sa purificare sentimenti …
… nei tuoi occhi hai la luce stacciata
che dipana il biancore aspo …
… emani
odore di sesso
e
il tuo sguardo è d’abisso
mi fissi,
e vuoi
solo dirmi:
amami sempre!
Come in un finale di un film d’amore …
Complicate esistenze senza una linea.
Parabole sempre nuove da inseguire
e provare a non lasciarsi ingannare.
da quanto e da quando viviamo così!
Con la sofferenza di una memoria ormai segnata.
Con i lividi sul cuore, abbandonandoci a braccia aperte
e ancora, camicie sbottonate.
Non ricordo le carezze, nemmeno
quel brivido limpido
che la notte non riposavo e... i suoi occhi!
Hanno infranto i nostri impeti.
Ciò che più ci apparteneva.
Le evoluzioni dei nostri sogni di vetro
come bolle di sapone piene di respiro.
Da quanto e da quando viviamo così!
Con il dolore ed il livore di un giorno senza sapore.
Annodando alle nostre vite altre vite.
Non ricordo le carezze, non più, l'idea che dà
un sospiro... di un grande rimpianto!
Un piccolo corvo inurbato
osserva zuppo sul guard rail il mare di latta
Non osa volare
Viola azzurro arancione
la testa s'immerge in colori vitali
Nuota in quel fiume di vita
fradicia d'acqua e volti nemici
Perduta in mutevoli immagini
in surreali scenari
attende contratta la meta
nei flashback di un amore
naufrago in strada
proiettati digitalmente
su uno schermo di cielo al plasma
Frantumai con pugni, tra rabbia e dolore, rocce per trovare
il calore della luce. Mi ritrovai immerso nell'oceano senza respiro, senza un appiglio mentre rocce lapidavano la mia vita.
Respirai il sole calore dell’eterna terra mentre ghiaccio lancinante consumava le mie viscere lasciando odore acre.
Rimasi senza respiro mi ritrovai al suo cospetto mi diede un sospiro, dentro l’anima, appoggiandomi una mano sul mio petto.
non fu morte
ma la rinascita per trovarmi di nuovo a scovare il nettare della vita.
Al calare della sera
Fremente, mi spoglio
posandomi ai piedi del letto
tra rosa lenzuola di seta.
La musica leggera si desta.
un bagliore color corallo
mite, rischiara la stanza.
Fluttua di eros il tuo corpo,
tra pizzi e merletti,
zenzero e paprika nell'aria,
crolla l'ultimo drappo.
Sulle mie gambe, ti schiudi,
sottile, il bolero altera tempo,
valicando il desio.
Stretti in un sol corpo,
aumenta il calore,
la musica tace
il piacere si posa.
Intrappolati dentro a sagome preconfezionate da scartare
manichini esanimi con dentro un battito costante,
perpetue certezze sovvertite da nuove antitesi del tempo.
Anfratti di vite vendute con pochi centesimi
come tesori mai trovati in fondo alla botola segreta.
E la delizia si chiamava amore
di quello che armi per non restare ucciso
dalla stessa spada che accarezzi
nel mentre nutri la tua terra di lacrime
e pulsioni fertili che scavano zolle sotto ai piedi,
sotto l'asfalto povero di cemento
ricco d'illusioni scomparse per le vie
che conosci
che sai di non appartenere.
AnnA Bonarrigo
(Bell'Anima)
Trenta secondi di fortuna… Per raccogliere l’eco delle tue pulsazioni.
Dal televisore, immagini retrospettive,anticipano gli eventi.
Lei chiude la porta alle sue spalle.
Trine e merletti, essenze che passano con fiumi d’’inchiostro,
attraverso un pennino. Carte intrise di parole…
Battiti che cadono nel vuoto…
Nella mia mente, c’è ancora qualche fotografia.
Proiezioni remote di un nuovo addio,senza partenza.
C’è lei. Ancora dorme nel suo letto.
Drappi e broccato, profumo di rose bianche.
Riattraverso la nostalgia dei tuoi sguardi.
Il prezzo di trenta secondi di fortuna.
Appisolato mobile,scaricato da fanatici arti riflessivi non solo d'inerzia rilasciata,mi tuffo insieme a intuizioni evasive dal razionale teatrino montato in fretta,immerso nel tranquillio graffiato e annegando poi,dentro cesta attinte a incessanti proliferazioni neuronali...
Scorgo come minatore di sorprese settimanali progressivamente ricevute perchè aperto un mansueto salotto da maglione fatto a mano,di quei assuefatti di luce soffusa e meritando ironico vetrine di partenopi luminoteche,entro risucchiato armonico nella sbarbina bajour,rivestita alla moda con epifani merletti.Salutata la signorina dal casuale evento che d'apparenza passeggia,sbuca lui,enfatico sazio,competente a pieni giri d'attrazioni furtive:soggioca bastardo,più con ammirazione d'introfulazione psico-accavallata che bravi sghignazzamenti da scena di terrore a galla,rimanendo indifferente all'uscita del luminoso tunnel d'acute travisazioni assillate..
evitato e temuto
esaltato soltanto nei sogni muti
Sconosciuto e adorato in silenzio
mai confessato
Indicibile amore
Tormenta e rinfranca
nei giorni bisognosi di fiabe
che inventano vite diverse
percorrendo le solite strade
con un sorriso nel cuore
Corre la vita
turbinio delle ore
lavoro non da respiro,
famiglia, che occupa
ore scivolano nell’oblio.
Sogni rinchiusi dietro
a palpebre socchiuse
respiri silenziosi
che paiano singhiozzi
soffocati d’amori tormentati.
Nascere crescere nella consapevolezza
da percorso già scritto tempo,
incurante dei sogni dei desideri,
lotte per ottenere diritti
che dovrebbero appartenere
da sempre.
Un muro d’ignoranza,
che corre su un filo
da un continente all’altro,
veli che coprano un viso
solo occhi ardenti
che gridano libertà.
Volti scarni di un continente
che conosce morte e odio
una madre d’africa
che tace ma il suo
silenzio è un grido di dolore
per il figlio che muore
di fame, di malattia e d’odio,
Un corpo minuto
tradizioni secolare
obbligate ad avere
solo pochi figli
è maschi, una figlia sciagura,
occhi a mandorla
che gridano il diritto
di amare e ogni figlio e ogni figlia.
Volare come donna
come amante
come figlia,
come madre
volare sognare
vivere con la forza
che solo tu donna
che solo noi donne
sappiamo d’avere
MARZIA ORNOFOLI
08/03/11
l'eterna promessa
A te che hai colpito
a morte un amore
con un gesto compiuto
senza consapevolezza
ma che fu la causa di troppo dolore.
Eppur non riesco a provare rancore
e ancora sgorga amore dentro di me
poiché tutto fu frutto di fragilità
per questo ti amo: sei più infelice di me.
Colori di abiti appesi animati dal vento
Voci di donne
Grida di bimbi
Nuvole tagliano il cielo di maggio
Lentamente si svuotano strade
Stanchi ambulanti ripongono merce
E' l'ora deserta
Il vuoto avvolge gli ultimi banchi
s'allunga su scorci di solitudine
Il silenzio ingoia passi affrettati di donna
Fermo immagine di un ciclico rito
Vorrei, possedere più pazienza
perdere parole nella sofferenza,
riversare negli sguardi, la passione,
riposare, nei silenzi della tua ragione.
Vorrei, vivere nelle tue vesti,
calcar le orme, dei tuoi gesti
provare a essere, fragile mimosa
immaginarmi sovrana e sposa.
Colmar, vorrei le stagioni da DONNA,
come rosa, dal profumo che non inganna,
esser oggetto di Poesia e …Madre
dal gran vigore, tra immagini leggiadre.
Semplicemente e fortemente,
per un istante, vorrei esser DONNA.
Odio l’alba ingenua
Sfogliar margherite
Baciare serpi
Sfoltendo rimpianti
Disprezzo le stelle
Scheletri del buio
Anime del cuore niveo
Che trafora l’imbrunire
Disdegno l’oceano
Dove balla la solitudine
Cantici ignorati
Cintati lontano dal battito
Mi reco in letargo
Destatemi a carnevale
Tra i sussulti e le risate
Muoia spleen per un dì






