Lo scantinato trasuda
buio e silenzio.
Ogni cosa sepolta
giace quasi dimenticata
Credo adesso potrei trovarvi
anche qualche resto di noi,
del tempo buttato via
come un vecchio vestito lacero
indossato poco e male
e il vino imbevibile di una bottiglia
che non può donare
nemmeno una finta allegria,
su uno scaffale assediato
dalle ragnatele
nel lavoro annoiato e preciso
di chi le ha tessute.
Solo pochi metri più in là
qualche brandello di cuore.
Appartato...

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Profilo Autore: Sabyr  

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Sono l’esatto opposto di me,
niente di più, niente di meno
e mi dimeno negli anfratti di un’anima
che solo adesso scopro di averne una
composta pressappoco
da materiale refrattario e
da ciò che fino adesso
pensavo fosse solo il suo contrario.
 
E finalmente ci sono anche io
in questo spazio illuminato
da energie rinnovabili,
sono sole acqua e vento
dentro la tempesta ormonale
dei miei ritmi circadiani.
 
Il tempo di una sigaretta
e mi guardai da dietro le quinte della mia vita,
con passi decisi, decisi di ritornare in scena
senza copione, senza finzione:
avevo abolito la quarta parete.
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Profilo Autore: emanuele  

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Dai corridoi oscuri e bagnati
del tuo cuore,
dalle tue prigioni
impregnate di schiavitù,
dai tuoi occhi in ombra
la luce sempre fuggiva
perché il tuo buio non era fisico
e lei lo sapeva.
Era quel buio che nessun sole
osa penetrare
così maligno da diventare
macchia e cancro
nelle viscere dell'essere.
Così ostinato da chiudere
ogni minimo sentore di spiraglio.
Dal tuo pozzo di angoscia
la luce sempre fuggiva
richiamata verso l'alto.
Non fu il giorno a invocare pietà per te.
Fu assurdamente la notte.
Perfino lei sapeva
di dover concedere una tregua,
di dover aprire un pallido varco all'alba.
Alla tua alba.


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Profilo Autore: Sabyr  

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Io non ho paura del buio,

delle ferite,
di cangianti stagioni venute 
a trasformarmi il cuore.
Ho pelle di camaleonte
Occhi che mutano nel sole,
dalla cecità totale
alla visione improvvisa.
Sono la notte e il giorno
in un amplesso impossibile.
Sono loto e fango.
Palude e giardino.
Sono macchia e candore.
Ogni cambiamento
mi veste di crescita.
Mi sveste di antichi timori.
Il serpente che lascia
le sue scaglie vecchie
per lo splendore delle nuove.
L'uccello che perde piume consunte
per una nuova livrea di luce
nel suo volo spiccato dagli inferi.
Sono la fenice arsa
che ritrova la vita.
La vittima sacrificale smembrata
che risorge splendida e perfetta
oltre il suo stesso sangue.
Se non fossi mai invecchiata,
non avrei mai conosciuto
l'esaltazione della giovinezza,
se non avessi mai amoreggiato
con la colpa
non potrei abbracciare la purezza,
se non morissi ogni giorno,
non vivrei neanche un minuto.


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Profilo Autore: Sabyr  

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Noi ci conosciamo,

ci siamo studiati.

Io ti ho studiato.

Tu hai provato a capirmi

e io forse

non ci sono riuscito.

So che ti devo un grazie,

che c’eri… e di questo

non me ne vergogno.

Che le hai riaperto gli occhi

rispedendola indietro,

che le hai restituito un sogno.

Non so per quale strano

motivo, ma non è la prima volta

che noi due abbiamo a che fare.

Forse ti sto simpatico o più

probabilmente ti faccio una gran  

pena… non so che pensare.

Non so se ti credo

e non so

cosa io e lei faremo…

Ma ti credo… senza

logica, senza niente; noi ci

conosciamo… ci conosceremo.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Vinta è la vita...
Chimera senza tempo,
proteggi a fatica.
Mucchio d'ossa e carne questo resta..
È nell'aria il respiro del tempo
lascia aloni sotto gli occhi vitrei, senza immagini.
Addosso abiti che non riescono
a coprire il vuoto.
Pezzi di vetro, sotto ai piedi non fanno male,
acuiscono solo la sopportazione al dolore.
Arida la terra fuori e dentro,
tappeto d'amore estirpato dal cuore.
Tace il labbro,
Risucchio di parole, si strofina sulle guance
accentuando un lieve rossore...
Il tempo ...ora non scandisce nessun rumore.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Era il 1985

Era il mio tempo

Panchina e stazione

Attesa ed evoluzione

Binari portarono lontano

Pizze al bar

Panini al chiosco

Era il 1985

Nasceva poesia

Nasceva scrittura

Aiuole e marciapiedi

Qualcuno ancora doveva nascere

per pisciare poi nei fiori degli altri

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Avrei preferito una famiglia unita

intorno al tavolo a Natale,

avrei desiderato fotografie con volti

sorridenti ai compleanni, e scale

qualche volta da scendere,

e non solo da salire

e avrei voluto solo ieri al telefono

a mio padre saper cosa dire.

Avrei preferito non smettesse mai

l’abito rassicurante della normalità,

avrei desiderato che, una volta schiavo del limite tra

coscienza e delirio, non avesse cercato la mia pietà.

Ma se ci sono molti modi di raccontare bugie,

e qualcuna me ne ha forse raccontata in questi anni

avrei voluto non mi chiedesse scusa per il presunto

odio annoiato di mia madre, le pene e i malanni.

Avrei preferito non mi pregasse di divenire

un sapiente che colma il suo vuoto,

avrei desiderato che la sua immaginazione

vagabonda non arrivasse a uno scacco finale, all’ignoto

e se nella sua vita si sentiva tradito da Dio e,

questa è una storia già accaduta, io ero l’appiglio

avrei voluto che quanto appreso dagli anziani

lo avesse portato solo a chiedere aiuto a suo figlio. 

Avrei preferito non si fosse arreso alla massa con cui

è costretto a condividere il tempo il poeta geniale,

avrei desiderato mille e mille giorni di sentirlo

genuino, mai ciondolante in un ombroso viale.

Ma se ci sono molti modi di raccontare bugie,

e qualcuna me ne ha forse raccontata negli anni

avrei voluto non avesse pensato di affidare alla folla

invisibile delle parole gli acciacchi e gli affanni

e il suo ricordo, dovendo commuovere il lettore, a una

vecchia macchina da scrivere trovata da un rigattiere.

Avrebbe solo dovuto afferrare forte, come lui, la vita

quando l’alba debole e incerta raggiungeva il cantiere.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Osserva...

prova per la prima volta a guardare veramente...

l’orizzonte lontano è dopo ogni cosa, prima ci sei tu e il resto a seguire.

Osserva…

I tuoi comportamenti, le tue reazioni, i tuoi dubbi o mille pensieri…

sei sicuro di essere davvero tu?

oppure ciò che osservi con occhi veri per la prima volta

non sono altro che compagini fittizie che scherniscono e velano chi realmente sei?

Ciò che pensi di essere è ben lungi dall’essere...

pensaci bene (ma non troppo) ti inviterei più a sentire, ma se ti impegni ambe due le cose andranno bene.

L'uomo è un uomo solo quando è se stesso, ma per capire se è se stesso occorre un arduo processo

un discernimento effettivo dei vari strati che lo compongono, o almeno si comincia con quelli superficiali….

sei davvero ciò che pensi di essere?...

beh!!! Dal momento che ci pensi già la risposta è ovvia

ciò che è come può pensare che non è ahahah ( un piccolo tranello)

tuttavia fallo lo stesso, cerca davvero di capire se sei il tuo nome, la tua professione

la parte politica o idealistica presa, un marito, un dotto ( o indotto) laureato, avvocato o bordelliere che sia

se davvero credi nella religione che segui e il perché ci credi davvero

se senti che le "tue" emozioni arrivano dal tuo cuore o dal tuo status sociale...

è di vitale importanza che tu risponda a queste domande, difficile è farlo andando oltre

Il tribunale mentale autoproclamatosi giudice e giuria

perché il suo forte e becero istinto di autopreservazione non cederà il posto tanto facilmente…

il candidato chiamato in causa è il cuore, ma non l’organo o meglio anche quello centra

ma il vero condottiero e vettore della storia è ritrovare quella parte d’essere che siamo realmente

e ciò che fa vivere le cose il FOHAT ( poi chiamalo come ti pare) o principio vitale che è in ogni dove

e non si fa mentalstrumentalizzare dal primo calamaro saccente di turno.

FRATELLA MIO ( è un mix tra fratello e sorella )

probabilmente ti ho scompensato  se hai letto attentamente ciò che è su scritto

ma è davvero importante che tu prenda coscienza di queste cose

altrimenti sarai sempre un burattino affidato al  polpo del momento

che coi suoi avidi tentacoli coperti di brillanti ti porterà nel luogo peggiore di questo mondo…

OLTRE TE STESSO.

Per comprendere chi sei inizia col capire ciò che non sei…

Buon lavoro.






Fohat
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Profilo Autore: luposolitario  

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Palco

Muoio in te

Fuori e sotto

Finisce qui la recita

Non iniziò mai

Non finì mai

Rimasi io sotterrato da me stesso

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

Questo autore ha pubblicato 202 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

 

 

... e tutto questo silenzio 

ancora  mi sorprende

non importa se  un  battito di ali 

abbraccia il cielo 

 o le nuvole  attraversano 

i miei chiaroscuri .

 

Io sono il mio silenzio 

nel fruscio dei pioppi tremuli 

nello scorrere pacato di un rivolo a valle .

 

Lungo il viaggio di uno specchio d'acqua 

che si riempie di passi 

e di sassi 

mentre frantumo le parole 

e mi riprendo 

le mie robinie in fiore 

a grappi bianchi e profumate di miele 

dissolvo l'attesa .   




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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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E’ l’ultima sera dell’anno.

Un piede segue l’altro con affanno

sul tragitto

verso l’ospedale.

Mi sto recando a visitare i nuovi

arrivati del reparto neonatale.

L’ultimo di sinistra

farà il ladro,

quello in fondo il pedofilo.

Mi appare nitido il quadro.

A destra un omicida seriale e questo nel

mezzo avrà un’accusa pendente per dolo.

Il primo davanti che dorme

mi fa paura… è già solo.

E’ notte, e la strada è ormai invasa…

un piede accompagna l’altro verso casa.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Ripercorro la strada
con il cuore in gola. 
Un passo alla volta
fra ansia e panico,
affrontando le emozioni
con molta fatica.
Un passo alla volta
verso la speranza.
Rincorro l'energia
per la vita
che corre velocemente.
Vorrei possedere
una bacchetta magica
per far sparire 
tutto ciò che fa male.
E' tutto cosi illogico
e irreale.
Un filo invisibile
forte come una catena.
Un passo alla volta
provando e sbagliando, 
ma anche sperando
di essere destinati
ad un mondo migliore.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Senza più moltitudini è solo,
un unico punto di vista,
un foglio nuovo per ogni prova
e quella tela gocciola ancora,
di bianco strati su strati,
che si ripetono.

Pelle, solchi e un viso stanco
tra le mani, nelle unghie.

Attraverso un riflesso,
a seguito di poche tracce
prendermi e perdere la presa
per l'ennesima volta,
l'avevo detto di non avere nulla da dire, 
parole rovesciate su uno specchio,
rifletto ad alta voce.

Gesso, cemento e calcinacci
tra le dita, nelle unghie.

Senza più i suoi tumulti trema,
parole non riesce a sentire, a leggere neanche.
Che sia sul fondo raschiando
e nella forma, il contenuto?
Sarà forse scavando che si esce da lì.

Passo un'altra mano di bianco e ricomincio.
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Profilo Autore: Lehel  

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Guardo quell'istante
che mi riporta indietro.
Lo guardo
portarmi via i ricordi
di un mondo diverso.
Penso al dolore
al vuoto
incontrollabile.
Attimi di una vita
a termine.
Giorni
che ascoltano i momenti
e i pensieri non esistono.
Parole senza importanza.
non esiste più il superfluo,
non esiste più il tempo
del bisogna aspettare,
dar tempo 
alla disperazione
e l'angoscia
che
faccia parte del passato.
Guardo quell'istante
di molti anni fa
che cambiò tutto.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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