Corro sbiadita
Divorando l'universo
Compagno della mia assenza d'esistere
Nell'angustia sensazionista di tutti i miei giorni irrequieti
Schiava di tutta la polvere di tutti i venti
Sulla vetta delle montagne
Incapace di respirare
Mi ostino a cantare con voce divina tra le rovine
Ed è questo per me l'inquietudine
Un improvviso dalla immediata e mancata visione di ogni domani
Indossando l'anima al rovescio tutti i ricordi sono lo stesso ricordo
Ogni cosa che fu è la stessa morte del farmi pacco
Di me!
Gettarmi dalla vetta di un fiume di parole che naturalmente si distaccano dall'essere me.
Voglio solo godere del riposo nelle gare dell'anima
Restando
E morendo, meno
Di un silenzio che più si acuisce meditativo
Come se fosse lo spazio,
Io stessa lo spazio di un formidabile tempo altrove di una vita.

Nel crepuscolo dei silenzi,
struggimento e nostalgia
dimorano nel torpore dell’anima.
Respiro adagio
l’ansia invasiva che mi accerchia
e mi sbalza nella vastità dell’infinito,
verso qualcosa di amorfo, indefinito.
Ascolto l’ira del vento
nei meandri del subconscio
e capto costanti sensazioni di invadenza,
di forte precarietà dell’esistenza.
Non capisco questo frustrante patire,
questo angosciante mal di vivere
che mi attanaglia con stati d’animo
che si scontrano e si perdono...
Si perdono su strade mai esplorate,
buie, indefinite.
Nell'imbrunire che arriva a coprire,
Sei scintilla che vibra, sei clamore e parole.
Sei il vento che solleva
Cristalli di neve e canta,
Tra le fronde il tuo nome.
Come leggero sussurro impastato d'amore,
Si sente come eco nella valle chiara,
Risuona sopra rocce e crepacci,
Sale su a toccare il cielo
E poi ridiscende come frivolo amore,
Ti circonda.
E nell'animo grigio dilata la tua mancanza,
Tenero come bucaneve vuol rifiorire in me,
Sotto un sole pallido e sfocato,
Mi ritrovo tra le mani...brina e ghiaccio.
Arriva il giorno in cui diventi forte,
Si rimarginano le cicatrici.
Rinascerò il passato non mi farà più male.
La forza di volontà l'arma più potente che possiedo,
Libera dal dolore dalle ferite di questa vita ,
Il mio coraggio e il sorriso lascio defluire
Ora mi sento libera finalmente

La sento arrendersi
nella quiete di questa solitudine,
prigioniera di un silenzio soffocato,
di un pensiero represso, mai pronunciato.
La sento arrendersi
in questa stanza buia e triste,
dove si respira aria di cogitazione,
inghiottita dal vortice della rassegnazione.
La sento arrendersi
al ricordo di un abbraccio materno,
inerme e indifesa nei profumi d’infanzia
dove tutto era magico e pregno di grazia.
La sento arrendersi,
questa mia anima ferita,
nella quiete di questa misera solitudine,
adombrata dal velo nero dell’inquietudine.
La sento...
La sento imprecare,
la sento soffocare
senza speranza di potersi salvare.
a guardare
quel piccolo pezzo
di cielo azzurro,
tappezzato di parole e versi,
nascoste fra le nuvole.
Il calore del sole
asciuga le lacrime
che rigano il volto.
Un passaggio veloce
nel deserto dei prati verdi,
che danzano con il vento.
Lo ha sublimato talvolta
nel potere della piaga
e spesso lo ha reso piacere.
Le mie labbra salate, arse dalla sete
e occhi vani cacciatori di luce
sono i compagni di ogni mia smania.
Il sudore del mio corpo è lacrima.
Il mio petto è un fiore che si richiude
ma la ferita non si rimargina.
Tu ne conosci il colore,
ne hai sfiorato il calore malato.
La mia maledizione sanguina piano.
parte migrò.
Tempo e rami nel fluviale corso.
Corso fra anse e ansie.
Vecchia felce piegata alla golena,
sicuro porto di melma e alghe;
di storie intreccio,
di percorsi riposo.
Ecco son con te ora
e poeta non sento più,
se non canuto scrivere
in irruente balzo.
Cedo nell'addio sincero
e maschera leve poggio sull'acqua scura...
che vada verso agognate maree.
Foci saluto e rimango in me.
Filtra del rosso dormiente
raggio in fronde
e chete luci avvolgono l'aria
e rude breccia scolpisce dentro
che mai si vedrà ancora in pergamena
docil scritto.

Dolore e sconforto

Non ho idea di cosa sto per scrivere,
non ho idea...
Pensieri che non riesco a capire, a spiegare,
sensazioni che non riesco a intuire, a decifrare.
Effluvio di pensieri sconnessi
che non hanno alcun senso,
che non capisco,
non riesco.
Intorno a me tutto scorre lentamente,
sospeso tra l’eterno e l’infinito,
il tempo sembra essersi fermato.
Fuggono da me tutti i ricordi,
i pensieri recenti, i più cari sentimenti.
Tutto abbandona la mia mente,
lentamente...
Non ho idea, non ricordo un accidente,
ho smarrito tutto, non ho più niente...
Non ho.
un uomo è veramente solo un uomo?
distaccato e incoerente da altro?
crepiti di atavica roccia
nella luce non vi è ombra
orma che t'insegna e ridisegna il nostro poi
glabro d'ideali è colui che non ami
le forze in simbiosi e opposte concordi verità
nell'essere bramoso vi è solo l'animale dei primordi
a largo io ti invito a porre il tuo sguardo
a chi si mira solo i piedi il destino par beffardo
e come aquila innalzati e osservati davvero
più lungo guarderai più lungo troverai il sentiero
come si dice a volte è beata l'ignoranza
ma poniti il quesito
sei tu a guidar codesta danza?
se i passi son già detti
sono tue le tue emozioni?
tremano le colonne di tutte le esistenze
non vi è passato o futuro da prevedere
vi parlo del qui e ora
nell'istante tutto può cambiare
non per gioco o per magia
ma per volere universale
si parte dal controllo del proprio io animale
nubi stagnanti bloccano le vibrazioni
tutto risuona e vive
alle giuste sensazioni
se ti fermi un po a osservare
poni uno sguardo sull'acqua che scorre
nota il suo fluir verso ogni cosa
e certo assai gentile ma anche pericolosa
è si cristallo e in piena foga anche oscura
vi è tutto in una cosa e il tutto è in taluna
non ci sono divisioni
un essere centrato si pone poche questioni
la mente a volte mente e non è di molto aiuto
un ben più vasto potenziale è in noi
ed è così che vi saluto
coi miei migliori auguri
vi invito ad affrontare
i percorsi della vita che dovrete oltrepassare
ponete innanzi il cuore
imparate ad ascoltare
chi d'amor s'avvale
si beffa e va oltre il male.

Cuore infranto
da una vecchia ferita
sempre aperta, mai guarita.
Sei convinta che l’amore
è soltanto un fallimento,
un volo senza ali a tradimento,
un sentimento ricreato
che ogni essere ne è impreparato.
Il gelo affila la lama...
Con batter d’ali ti adagi nervosa
nel tuo cortile di ghiaccio
ed io nascosto ti osservo e taccio.
Intorno una flebile voce,
nella greve penombra del dubbio
solo una leggera e tenue luce...
Vaghi pensieri affiorano all’istante
come urla improvvise nel buio silente.
Geme il mio cuor nel guardarti;
un brivido mi attraversa,
ridesta un’emozione che spezza il respiro,
e sosta nel cuore senza alcun rancore...
Arrivo…..
Compenetrando la vita e sono ansimante d’aria pura…….
Svolto in più curve
Trovandomi sempre a una nuova
Più corta o lunga che sia non vedo oltre fintanto che non la supero……
E allora comprendo, gioisco, esalo finalmente pace e stupore
Per un nuovo tassello rivelato e assestato nel grande puzzle dell’esistenza.
A volte sembra quasi che mi perda
Nelle curvature più buie e semi astratte di me…….
Ma poi convalido il fatto che è tutto a mio favore
E malgrado l’ombra accumulata
Traspare sempre la luce, la vita, la quiete.
Sono un sognatore a occhi aperti
Un artista senza arte ne parte
Un livido ma sincero marinaio di strada
Un navigante errabondo trasportato dal vento e dalla curiosa voglia di sapere…….
Non sento una patria, non ho religioni buone o cattive da seguire
Non ho razza, ne tantomeno percepisco la divisione delle cose
Quando a mente sgombra osservo il susseguirsi di eventi
Circostanze, dettagli che incontro nel cammino……
Sono entusiasta, sereno e stupito nel contemplare l’immensa ragnatela
Di cui ogni cosa visibile e non ne fa parte e forma……
Disegno impeccabile dell’eterno, preciso in amore e crudeltà
Beffardo e guardingo gioco del vai e vieni……
Ma comprendo che ovunque si vada, dall’una o dall’altra parte
Si è e si percorrerà sempre
Nella medesima ragnatela.

Lontano dalla tempesta del tradimento,

Vento in ogni direzione,






